sabato 18 febbraio 2012
IL CONSIGLIO DI STATO AMMETTE GLI ARCHITETTI IUNIOR IN ZONA SISMICA
La vertenza riguarda un ingegnere iunior che ha progettato una casa rurale di 4.100 metri cubi, in zona agricola, in area sismica. L'amministrazione ha negato il permesso di costruire per incompetenza professionale, pertanto il progettista, sostenuto dal Sindinar3 (Sindacato ingegneri e architetti iunior) ha fatto ricorso. Ma il Tribunale ha respinto il ricorso con il motivo che le costruzioni in zona sismica, dovrebbero sempre reputarsi di speciale difficoltà, poiché la loro progettazione presupporrebbe l'applicazione di metodologie e normative complesse e richiederebbe una conoscenza avanzata dell'ingegneria strutturale e geotecnica.
Invece il Consiglio di Stato, con sentenza 9 febbraio 2012, ha deciso che un progetto in zona sismica può anche essere semplice ed eseguibile con metodologie standardizzate. Pertanto ha concluso che il diniego al progetto dell'ingegnere iunior "deve essere annullato per difetto di motivazione con onere dell'Amministrazione di ripronunciarsi sul progetto."
In modo contrario si era espresso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel parere n.126/09 del 24 luglio 2009, ritenendo che la progettazione di un edificio in zona sismica ha carattere di complessità pertanto non rientra nella competenza degli ingegneri e architetti junior.
Non ha preso posizione il CNAPPC che, con documento del 2.7.2009 sulle competenze degli iunior, non fa alcun cenno al caso di costruzioni in zona sismica.
In realtà il DPR 380/1999 non vieta la progettazione in zona sismica agli architetti iunior. Definisce solo il loro campo come "costruzioni civili semplici, con l'uso di metodologie standardizzate". Perciò, stabilisce la sentenza, l'amministrazione non può negare l'approvazione del progetto con il motivo che è situato in zona sismica ma, per stabilire se l'opera è di competenza dell'architetto iunior, deve fare una valutazione caso per caso, che tenga conto in concreto dell'opera prevista, delle metodologie di calcolo utilizzate, e che potrà essere tanto più rigida e "preclusiva", allorché l'area sia classificata con un maggiore rischio sismico.
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Piano casa Lazio 2012, parte la II fase...
Se Fiumicino batte Roma: Ad oggi 1.358 Dia in 342 comuni - I dati raccolti al 31 gennaio dalla regione: record a Fiumicino con 120 domande, a Roma 110 richieste
Parte oggi la seconda fase del Piano Casa quella legata alle demolizioni con ricostruzione e ai cambi di destinazione d'uso. Intanto sul fronte richieste di ampliamento, record a Fiumicino con 120 domande ricevute. La cittadina batte Roma: 110 le dia registrate.
Fiumicino batte Roma. I primi mesi di applicazione del Piano casa laziale dicono che la legge sugli ampliamenti di cubatura ha avuto un riscontro a macchia di leopardo. Bene nelle aree dove prevalgono le ville e, in generale, le unità abitative indipendenti. Più a rilento nei piccoli Comuni, frenati dalle incertezze degli uffici tecnici. E, soprattutto, pesa come un macigno il dato della città di Roma che, con appena 110 domande, è stata surclassata dal Comune del litorale.
A Fiumicino, infatti, stando ai dati rilevati dalla regione che ha intervistato 342 amministrazioni, sono pervenute 120 domande. Ad oggi, si tratta della performance migliore in tutto il Lazio. Anche se altre municipalità si segnalano per il buon andamento delle richieste. E' il caso di Ladispoli, con 48 domande, di Montalto di Castro con 46, di Civitavecchia con 30. In totale, sono arrivate 1358 dia (dichiarazioni di inizio attività). A Roma e provincia sono state 706, a Latina 212, a Viterbo 207, a Frosinone 180. Peggio di tutti ha fatto Rieti con appena 53 richieste.
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