Legge regionale n.6/08 Lazio - interventi di architettura sostenibile

Lazio - Legge regionale n.6/08 - agg.rass-stampaAMBIENTE - Progettazioni a regola d'arte per un'edilizia più ecologica. L'architettura sostenibile trova regole e incentivi.

Edifici pubblici e privati a misura d'ambiente: è questa la filosofia che ispira la legge regionale 6/2008 che in 19 articoli racchiude la ricetta del Lazio per promuovere gli interventi di architettura sostenibile e la bio edilizia anche nell'ottica del risparmio energetico. Con norme che dovranno essere pure alla base degli strumenti urbanistici e dei regolamenti comunali.

Il nuovo quadro delineato intende armonizzare gli interventi con uno sviluppo equilibrato del territorio e dell'ambiente urbano e introduce norme obbligatorie per chi ristruttura e costruisce, facendo salvi solo i procedimenti edilizi già in corso. Sarà obbligatorio installare sistemi per il risparmio idrico, come quelli per la raccolta, il filtraggio e l'erogazione delle acque piovane, per la produzione di almeno un kilowattora di corrente elettrica e del 50% dell'acqua calda a partire da fonti rinnovabili.

Un'altra parte della legge, che per essere operativa ha bisogno di norme di attuazione, prevede invece incentivi e contributi - 50% della spesa sostenuta ai soggetti pubblici e 20% ai privati - per quanti decideranno di realizzare edifici a uso abitativo, commerciale e industriale, che rispettino le regole previste dal Protocollo regionale sulla bio edilizia. Uno strumento di cui si dovrà dotare la Regione, entro sei mesi, con i requisiti per valutare e certificare la sostenibilità degli interventi edilizi. Requisiti che prevedono il risparmio di energia e di acqua, l'utilizzo di materiali ecologici e non nocivi per la salute umana, riciclati e riciclabili e la realizzazione di costruzioni che garantiscano benessere e sicurezza a chi li abita o ci lavora.

L'applicazione del protocollo costituisce la condizione per il rilascio della certificazione di «sostenibilità» il cui rilascio è affidato a professionisti estranei alla progettazione e alla costruzione, mentre i controlli sono delegati ai Comuni. Questi dovranno anche prevedere, per gli interventi a regola d'arte uno sconto sia sul calcolo dell'indice di fabbricabilità sia sugli oneri di urbanizzazione secondaria, questi ultimi modulati in proporzione al livello di sostenibilità' energetico ambientale e comunque fino a un massimo della metà.

La legge si propone anche l'obiettivo di ridurre la pressione degli insediamenti urbani sui sistemi naturalistici, al tempo stesso privilegiando il recupero di aree degradate piuttosto che il consumo di nuovo territorio. Infine è stato previsto che i fondi destinati a interventi di edilizia residenziale pubblica siano vincolati per il 60% alla realizzazione di edifici che perseguono i fini stabiliti dal Protocollo sulla bio edilizia.

di Marta Paris
da Il Sole 24ore del 18.06.08

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