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giovedì 16 aprile 2009

il forno a energia solare


L'idea del norvegese Bohmer è semplice e affascinante. Si tratta di due scatole di cartone, infilate una nell'altra. Quella esterna è foderata di carta argentata, quella interna è dipinta di nero. Messo al sole, questo rudimentale forno si riscalda quel che basta per far bollire litri d'acqua e cuocere il pane. Il dispositivo può essere prodotto in qualunque scatolificio con costi irrisori, senza bisogno di modificare i macchinari. Una fabbrica di Nairobi già prevede di confezionarne due milioni e mezzo di esemplari in un mese. In termini pratici, la diffusione del forno solare potrebbe significare la salvezza per milioni di bambini africani che ogni anno muoiono per aver bevuto acqua infetta. Inoltre, abbattendo la necessità di legna, potrebbe ridurre il problema della deforestazione.
«Ci sono scienziati che lavorano per mandare la gente su Marte», dice Bohmer con una punta di orgoglio. «Io ho cercato qualcosa di più semplice e popolare». Bohmer ha battuto la concorrenza di altre trecento idee ammesse al concorso.

L'innovazione di Bohmer promette di espandere il progetto su scala industriale: «Saremo la Volkswagen dei forni solari», dice. L'invenzione è stata significativamente ribattezzata "Kyoto Box", in omaggio al protocollo sul taglio delle emissioni. Si calcola che, con il forno solare, una famiglia potrebbe produrre fino a due tonnellate di CO2 in meno ogni anno.
Completa su repubblica.it

mercoledì 15 aprile 2009

L'Aquila con google view

norme antisismiche: dal 30 giugno 2009


ROMA (15 aprile) - E' stata anticipata di un anno, al 30 giugno prossimo rispetto al 30 giugno 2010, l'entrata in vigore delle nuove norme antisismiche. Lo prevede la bozza del decreto legge su "Misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche" esaminata oggi nel pre-consiglio dei ministri. Gli incentivi del piano casa saranno subordinati al rigoroso rispetto della normativa antisismica. «Gli interventi di ampliamento nonché di demolizione e ricostruzione di immobili e gli interventi che comunque riguardino parti strutturali di edifici - recita l'articolo 2 bis - non possono essere assentiti né realizzati e per i medesimi non può essere previsto né concesso alcun premio urbanistico sotto alcuna forma ed in particolare come aumento di cubatura, ove il progettista non abbia documentalmente provato il rispetto della vigente normativa antisismica».

ROMA (15 aprile) - E' stata anticipata di un anno, al 30 giugno prossimo rispetto al 30 giugno 2010, l'entrata in vigore delle nuove norme antisismiche. Lo prevede la bozza del decreto legge su "Misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche" esaminata oggi nel pre-consiglio dei ministri. Gli incentivi del piano casa saranno subordinati al rigoroso rispetto della normativa antisismica. «Gli interventi di ampliamento nonché di demolizione e ricostruzione di immobili e gli interventi che comunque riguardino parti strutturali di edifici - recita l'articolo 2 bis - non possono essere assentiti né realizzati e per i medesimi non può essere previsto né concesso alcun premio urbanistico sotto alcuna forma ed in particolare come aumento di cubatura, ove il progettista non abbia documentalmente provato il rispetto della vigente normativa antisismica».
continua su ilmessaggero.it

Piano casa Provincia di Trento

La Giunta provinciale trentina è in largo anticipo sui lavori per il piano casa. Con alcune delibere in materia di risparmio energetico, ristrutturazioni edilizie ed edilizia agevolata, rende operativi tre i provvedimenti del cosiddetto "pacchetto casa".

Risparmio energetico in edilizia
Previsti 8 milioni di euro per contributi a privati ed enti pubblici a favore di interventi di ammodernamento di impianti a basso consumo e impatto ambientale (caldaie, pannelli solari, geotermico, isolamenti e impianti di distribuzione energia).

Ristrutturazioni edilizie
Attivato il fondo anticrisi per le ristrutturazioni edilizie autorizzato dalla recente legge Finanziaria. Nello stesso fondo oltre agli interventi di manutenzione straordinaria e di recupero per edifici destinati a finalità abitative confluiscono pure gli interventi dei soggetti privati relativi alle unità abitative collocate nei centri storici. Il fondo è dotato complessivamente di risorse pari a 30 milioni di euro di cui 20 milioni per la generalità degli edifici ed il restante per il recupero all'interno degli insediamenti storici. Per la prima tipologia di intervento è prevista una contribuzione del 30 per cento per interventi di manutenzione straordinaria e recupero elevata al 35 per cento nel caso di riqualificazione energetica. Per quanto riguarda la tipologia "centri storici" l'intervento è previsto del 35 per cento con soglie di spesa ammessa differenziate per interventi di restauro e risanamento di immobili tutelati (200 mila euro elevate a 300 mila euro nel caso di interventi su condomini). Per gli altri interventi la soglia di spesa ammessa è confermata in 100 mila euro elevata a 200 mila nel caso in cui si trattasse di opere realizzate nei condomini.

Piano straordinario per l'edilizia agevolata
Previsti contributi alle famiglie per nuove costruzioni, per acquisti e per interventi di risanamento e recupero edilizio.

Gli interventi ammissibili sono quelli su singole unità abitative o su condomini (con riferimento alle parti comuni degli edifici) realizzati sulla base di dichiarazioni di inizio attività rilasciate dopo il 31 marzo 2009, o di dichiarazioni di inizio attività o di concessioni edilizie antecedenti a questa data ma con denuncia dei lavori depositata in comune comunque dopo il 31 marzo 2009.
Sono ammesse tutte le tipologie di interventi di manutenzioni straordinarie, interventi di restauro, risanamento e ristrutturazione, demolizioni e ricostruzioni, ampliamenti e sopraelevazioni, parcheggi, eliminazione di barriere architettoniche e così via.

martedì 14 aprile 2009

“Acciaio elastico e cuscinetti antisismici”



Un terremoto di grado 7, nell’Appennino meridionale provocherebbe tra i 5 e gli 11mila morti, in Giappone 50. Un sisma ancora più violento (intensità 7,5) in Calabria causerebbe tra le 15 e le 32mila vittime, appena 400 in una città densamente popolata come Tokyo.
A fare la stima dei possibili danni di un identico sisma in Italia o in Giappone è uno studio di Alessandro Martelli, che insegna “costruzioni in zona sismica” all’università di Ferrara, dirige la sezione “prevenzione rischi naturali” all’Enea ed è presidente dell’Associazione nazionale di ingegneria sismica. “In Giappone un terremoto come quello dell’Aquila non sarebbe neanche finito sul giornale” dice. “E invece da noi l’applicazione della legge che impone criteri antisismici per gli edifici di nuova costruzione viene rimandata in continuazione”.

Il “segreto” del Giappone (ma anche di California, Messico, Turchia, Nuova Zelanda) sta in tecnologie come i cuscinetti antisismici disposti alla base degli edifici, l’uso di acciai molto più elastici del normale, la fibra di carbonio che avvolge i pilastri e li rende più resistenti alle fratture, apparecchi detti “dissipatori” che assomigliano agli ammortizzatori di un auto e vengono disposti tra un piano e l’altro degli edifici più a rischio.
“Non esiste terremoto in grado di far crollare un palazzo costruito adottando tutti i dispositivi dell’ingegneria antisismica” sottolinea Rui Pinho, che insegna meccanica strutturale all’università di Pavia ed è responsabile del settore rischio sismico all’European Centre for training and research in earthquake engineering. “Lo provano i casi di California e Giappone, dove sismi molto potenti provocano danni limitati”.
In Italia un censimento degli edifici più o meno resistenti ai sismi esiste, ed è in mano tra gli altri alla Protezione Civile. Viene però classificato tra i “dati sensibili” e non è reso pubblico. “Divulgarlo potrebbe generare paure ingiustificate tra la popolazione” spiega Pinho. Secondo cui a subire i danni maggiori durante un sisma sono soprattutto gli edifici in muratura (”Solo il 10% dei palazzi che crollano sono di cemento armato”) e l’80% delle strutture edilizie italiane è in grado di uscire indenne da un evento come quello abruzzese. “A crollare per una magnitudo 5 o 6 è lo 0,5% degli edifici” dice l’ingegnere di Pavia. “Una percentuale piccola, eppure l’evento è così disastroso da lasciare difficilmente sopravvissuti”.
La “vulnerabilità” degli edifici dell’Aquila, in particolare dell’ospedale San Salvatore, non è passata inosservata nemmeno alle Nazioni Unite. Dopo che un sisma classificato come “di intensità moderata” ha distrutto parte dell’Abruzzo, l’agenzia dell’Onu per la prevenzione delle catastrofi ci ha ricordato il dovere di adottare di più i criteri antisismici. “Costruire un edificio nuovo nel rispetto delle norme antisismiche fa lievitare la fattura del 3-5 per cento. Risparmiare una cifra ridicola e non rispettare le norme di sicurezza è un gesto criminale” ha detto lunedì Pascal Peduzzi, consigliere scientifico dell’agenzia Onu basata a Ginevra “International Strategy for Disaster Reduction”. Ieri gli ha fatto eco il direttore dell’Isdr, Salvano Briceno: “Gli ospedali avrebbero dovuto essere rafforzati meglio, riducendo la portata della catastrofe. Si tratta di edifici essenziali, che bisogna rafforzare in modo prioritario”. Il San Salvatore “è stato costruito 15 anni fa, quando già si disponeva delle informazioni tecniche” per difendersi dalla violenza delle onde sismiche. CONTINUA SU REPUBBLICA.IT

il partito del terremoto


l'invasione della camorra degli ultimi anni
rende alto il pericolo di speculazioni. E l'orgoglioso popolo d'Abruzzo chiede: "Controllateci"
di ROBERTO SAVIANO

L'AQUILA - "Non permetteremo che ci siano speculazioni, scrivilo. Dillo forte che qui non devono neanche pensarci di riempirci di cemento. Qui decideremo noi come ricostruire la nostra terra...". Al campo rugby mi dicono queste parole. Me le dicono sul muso. Naso vicino al naso, mi arriva l'alito. Le pronuncia un signore che poi mi abbraccia forte e mi ringrazia per essere lì. Ma la sua paura non è finita con il sisma.

La maledizione del terremoto non è soltanto quel minuto in cui la terra ha tremato, ma ciò che accadrà dopo. Gli interi quartieri da abbattere, i borghi da restaurare, gli alberghi da ricostruire, i soldi che arriveranno e rischieranno non solo di rimarginare le ferite, ma di avvelenare l'anima. La paura per gli abruzzesi è quella di vedersi spacciare come aiuto una speculazione senza limiti nata dalla ricostruzione.

L'AQUILA - "Non permetteremo che ci siano speculazioni, scrivilo. Dillo forte che qui non devono neanche pensarci di riempirci di cemento. Qui decideremo noi come ricostruire la nostra terra...". Al campo rugby mi dicono queste parole. Me le dicono sul muso. Naso vicino al naso, mi arriva l'alito. Le pronuncia un signore che poi mi abbraccia forte e mi ringrazia per essere lì. Ma la sua paura non è finita con il sisma.

La maledizione del terremoto non è soltanto quel minuto in cui la terra ha tremato, ma ciò che accadrà dopo. Gli interi quartieri da abbattere, i borghi da restaurare, gli alberghi da ricostruire, i soldi che arriveranno e rischieranno non solo di rimarginare le ferite, ma di avvelenare l'anima. La paura per gli abruzzesi è quella di vedersi spacciare come aiuto una speculazione senza limiti nata dalla ricostruzione.
"Più il danno si fa grave in pratica, più guadagni", mi dice Antonello Caporale. Arrivo in Abruzzo con lui, è un giornalista che ha vissuto il terremoto dell'Irpinia, e la rabbia da terremotato non te la togli facilmente. Per comprendere ciò che rischia l'Abruzzo si deve partire proprio da lì, dal sisma di 29 anni fa, da un paese vicino Eboli. "Ad Auletta - dice il vicesindaco Carmine Cocozza - stiamo ancora liquidando le parcelle del terremoto. Ogni centomila euro di contributo statale l'onorario tecnico globale è di venticinquemila". Ad Auletta quest'anno il governo ha ripartito ancora somme per il completamento delle opere post sisma: 80 milioni di euro in tutto. "Il mio comune ne ha ricevuti due milioni e mezzo. Serviranno a realizzare le ultime case, a finanziare quel che è rimasto da fare". Difficile immaginare che dopo 29 anni ancora arrivino soldi per la ristrutturazione ma è ciò che spetta ai tecnici: il 25 per cento del contributo. Ci si arriva calcolando le tabelle professionali, naturalmente tutto è fatto a norma di legge. Costi di progettazione, di direzione lavori, oneri per la sicurezza, per il collaudatore. Si sale e si sale. Le visite sono innumerevoli. Il tecnico dichiara e timbra. Il comune provvede solo a saldare.

Il rischio della ricostruzione è proprio questo. Aumenta la perizia del danno, aumentano i soldi, gli appalti generano subappalti e ciclo del cemento, movimento terre, ruspe, e costruzioni attireranno l'avanguardia delle costruzioni in subappalto in Italia: i clan. Le famiglie di camorra, di mafia e di 'ndrangheta qui ci sono sempre state. E non solo perché nelle carceri abruzzesi c'è il gotha dei capi della camorra imprenditrice. Il rischio è proprio che le organizzazioni arrivino a spartirsi in tempo di crisi i grandi affari italiani. Ad esempio: alla 'ndrangheta l'Expo di Milano, e alla camorra la ricostruzione in subappalto d'Abruzzo.

L'unica cosa da fare è la creazione di una commissione in grado di controllare la ricostruzione. Il presidente della Provincia Stefania Pezzopane e il sindaco de L'Aquila Massimo Cialente sono chiari: "Noi vogliamo essere controllati, vogliamo che ci siano commissioni di controllo...". Qui i rischi di infiltrazioni criminali sono molti. Da anni i clan di camorra costruiscono e investono. E per un bizzarro paradosso del destino proprio l'edificio dove è rinchiusa la maggior parte di boss investitori nel settore del cemento, ossia il carcere de L'Aquila (circa 80 in regime di 416 bis) è risultato il più intatto. Il più resistente. continua su repubblica.it

Piano casa, terremoto, cubatura e incentivi


L’aumento di cubatura del 35% - previsto nella bozza di piano casa per chi demolisce e ricostruisce con impianti per il risparmio energetico - sarà concesso anche a chi ricostruirà nel pieno rispetto delle norme antisismiche. Inoltre, nel decreto casa potrebbe trovar posto l’estensione agli interventi antisismici degli sgravi Irpef del 55%, finora previsti per le ristrutturazioni edilizie attuate con interventi di risparmio energetico.

Gli eco-incentivi fiscali per il miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni - confermati nell’ultima manovra finanziaria - saranno dunque estesi a chi metterà in sicurezza la propria casa. Le norme consentono la detrazione dall’Irpef e dall’Ires (l’imposta sui redditi delle aziende) del 55% della spesa sostenuta per l’adeguamento energetico, e d’ora in avanti antisismico. Le spese sostenute nel biennio 2009-2010, in base alla normativa attuale, possono essere «spalmate» su cinque anni. È ancora da decidere se lo sgravio Irpef varrà per l’intero territorio nazionale o soltanto per gli immobili situati in aree a rischio. Se l’intervento verrà confermato, è la prima volta che in Italia si dà il via a un sistema di incentivi fiscali per il consolidamento del patrimonio edilizio esistente.

Il provvedimento sarà all’esame del prossimo Consiglio dei ministri, previsto per venerdì. Dopo la tragedia abruzzese, il testo avrà una forte caratterizzazione antisismica. Già l’ultima bozza conteneva l’obbligo di pieno rispetto delle norme anti-terremoto per gli ampliamenti di cubatura, pena l’impossibilità di attuare ogni intervento sull’immobile. Il governo, in più, sbloccherà le norme tecniche antisismiche approvate nel 2005 e sottoposte a una lunga serie di rinvii legislativi. Con le nuove regole, che entreranno immediatamente in vigore, sarà il progettista a scegliere le tecnologie costruttive idonee al rispetto delle misure antisismiche, sia nelle costruzioni ex novo, sia nelle ristrutturazioni (e questa estensione rappresenta un’ulteriore novità). Questo significa che ogni volta che si ristruttura un edificio, lo si consolida o si amplia, scatta l’obbligo di adeguamento alle nuove regole di sicurezza.

Il nuovo testo del piano casa potrebbe inoltre contenere norme stringenti per quanto riguarda gli edifici pubblici, visto che purtroppo si sono verificati crolli devastanti in molte strutture pubbliche aquilane, dalla casa dello studente all’ospedale. Nel provvedimento potrebbe trovar posto un piano speciale di adeguamento antisismico per gli edifici «sensibili», come scuole e ospedali. Per gli edifici scolastici, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha già reperito un miliardo di euro dal fondo infrastrutture. Per gli ospedali dovranno essere coinvolte le Regioni, competenti nel settore sanitario. continua su ilgiornale.it

lunedì 13 aprile 2009

New town, sì o no?


Berlusconi lo ha promesso: vicino a L'Aquila sorgerà una città satellite, una "new town", per dare casa ai senzatetto. Ma che cosa sono le new town? Le new town, dette anche "città giardino", sono sorte in Inghilterra a partire dal 1947 per controllare la crescita preoccupante di Londra. Quelle inglesi sono provviste di tutti i servizi, dai cinema alle scuole. Ci vive attualmente circa un milione di persone. Seguono generalmente lo stesso schema urbanistico: al centro si trova un'area amministrativa-commerciale, circondata interamente da quartieri residenziali, separati da parchi e piccole aree agricole caratterizzati da colorate villette a schiera con il tradizionale giardino. Un po' quello che proprio Berlusconi ha creato negli anni Settanta con Milano 2 e Milano 3.

Ma l'idea della città bis, vicina al centro storico, ricostruita dal principio con criteri antisismici non piace a tutti. Soprattutto agli archietti e ai designer. Massimiliano Fuksas, per esempio, non usa mezzi termini: «All'estero ci sono state diverse esperienze di questo genere in passato. Oggi nessuno pensa più alle new town: sono state un fallimento». Architetto e urbanista di fama internazionale, per vari anni membro delle commissioni urbanistiche di Berlino e di Salisburgo, Fuksas ha curato, tra l'altro, la ristrutturazione del fronte Senna a Clichy, Parigi, e attualmente è impegnato nella realizzazione del nuovo centro congressi «Nuvola» di Roma. «Le prime esperienze di questo tipo - spiega Fuksas - furono fatte negli Usa. L'Inghilterra ne ha programmate alcune dopo la guerra. I francesi negli anni '70 hanno provato a realizzarne nella cintura urbana. Oggi nessuno ci pensa più, perchè non hanno dato risultati positivi». Dovunque sono state realizzate, le new town «sono state un fallimento», sottolinea, perchè hanno prodotto aggregati urbani che «non sono sono né città, né campagna. Nel realizzarle, si è tentato di riprodurre la città, ma l'effetto città è mancato. Anche dal punto di vista sociale».

Ma un'opportunità, soprattutto per i giovani, le new town potrebbero rappresentarla. A condizione che si rispetti il territorio. Ne è convinta Vera Slepoj, che presiede la Federazione italiana psicologi e psicoterapeuti. Continua su libero-news.it

Conformita' urbanistica dell'appartamento


La conformita' urbanistica di un immobile e' la corrispondenza tra il suo stato di fatto ed i grafici presenti in Comune.
arch. Carmen Granata

Al momento di comprare casa, è bene che l’acquirente si accerti della conformità dell’immobile alle normative urbanistiche vigenti.
Infatti, per poter essere costruito, ogni immobile deve essere oggetto di uno specifico provvedimento di autorizzazione da parte dell’autorità comunale, oggi denominato Permesso di Costruire e in passato prima Licenza Edilizia e poi Concessione Edilizia.
Per ottenere il Permesso è necessario presentare un progetto a firma di un tecnico abilitato, corredato degli elaborati esecutivi descrittivi dell’immobile, dal punto di vista grafico e dal punto di vista illustrativo (disegni e relazioni).
Il progetto approvato dovrà essere eseguito in maniera fedele dall’impresa esecutrice e, nel caso sia necessario apportare eventuali modifiche, bisognerà richiedere una Variante ed aspettarne l'approvazione.

Dopo l’ultimazione dei lavori andrà presentata la relativa denuncia al Catasto, con la presentazione di tante planimetrie quante sono le unità immobiliari e le relative pertinenze, come garages e cantine.

Al momento di acquistare casa, quindi, sarà bene accertarsi della corrispondenza tra queste planimetrie, cioè quelle depositate presso il Comune e quelle presenti al Catasto, nonché con lo stato di fatto dell’immobile.
Non è infrequente, al momento dell’acquisto, trovarsi di fronte ad immobili totalmente o completamente difformi da quanto riportato nei disegni di progetto.
E’ possibile, ad esempio, trovare una diversa distribuzione interna, piuttosto che una stanza in più.
Maggiori dettagli in lavorincasa.it

Terremoto e affari



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News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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