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venerdì 24 aprile 2009

L.R. 16 Aprile 2009, n. 13 Disposizioni per il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti Regione Lazio

L.R. 16 Aprile 2009, n. 13
Disposizioni per il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti (1)


SOMMARIO

Art. 1 (Finalità)

Art. 2 (Definizione)

Art. 3 (Condizioni per il recupero)

Art. 4 (Classificazione dell’intervento ed oneri concessori)

Art. 5 (Modalità di intervento)

Art. 6 (Sostenibilità energetica ambientale)

Art. 7 (Esclusioni e deroghe)

Art. 1

(Finalità)

1. La Regione promuove il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti con l’obiettivo di limitare il consumo di nuovo territorio attraverso un più efficace riutilizzo, nel rispetto delle caratteristiche tipologiche e morfologiche degli immobili, dei volumi esistenti nonché di favorire la messa in opera di interventi tecnologici per il contenimento dei consumi energetici.

Art. 2

(Definizione)


1. Ai fini della presente legge si definiscono sottotetti i volumi sovrastanti l’ultimo piano dell’edificio o di sue parti, compresi nella sagoma di copertura, che, all’atto del rilascio del relativo titolo abilitativo, non siano stati computati come volumi residenziali.



Art. 3

(Condizioni per il recupero)

1. Possono essere recuperati a fini abitativi, previo rilascio del relativo titolo edilizio abilitativo, i sottotetti esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, purchè attigui o comunque annessi ad unità immobiliari ubicate nel medesimo edificio, qualora sussistono le seguenti condizioni:
a) l’edificio dove è ubicato il sottotetto deve essere stato legittimamente realizzato ovvero condonato ai sensi della normativa vigente in materia di sanatoria di abusi edilizi;
b) l’altezza media interna netta che, nel caso in cui il solaio sovrastante, o una sua porzione, non sia orizzontale, si intende come la distanza tra il solaio di calpestio ed il piano virtuale orizzontale, mediano tra il punto più alto e quello più basso dell’intradosso del solaio sovrastante ad esso, deve essere fissata in 2,40 metri per gli spazi ad uso abitazione, riducibile a 2,20 metri per gli spazi accessori o di servizio; per gli edifici siti nei comuni montani e nei territori montani dei comuni parzialmente montani, è ammessa una riduzione dell’altezza media sino a 2,20 metri anche per gli spazi ad uso abitazione;
c) nei locali con soffitto a volta l’altezza media è calcolata come media aritmetica tra l’altezza dell’imposta e quella del colmo della volta stessa, misurata dal pavimento al loro intradosso con una tolleranza fino al 5 per cento; il rapporto aeroilluminante deve essere pari o superiore a un sedicesimo (1/16);
d) in caso di soffitto non orizzontale, ferma restando l’altezza media di cui alla lettera b), l’altezza della parete minima non può essere inferiore a 1,50 metri per gli spazi ad uso abitazione ed a 1,30 metri per gli spazi accessori o di servizio;
e) gli eventuali spazi di altezza inferiore ai minimi di cui alla lettera b) devono essere chiusi mediante opere murarie o arredi fissi e ne è consentito l’uso come spazio di servizio destinato a guardaroba o ripostiglio; in corrispondenza delle fonti di luce diretta la chiusura di tali spazi non è prescritta;
f) sono consentite modificazioni delle altezze di colmo e di gronda nonché delle linee di pendenza delle falde unicamente al fine di assicurare i parametri fissati dalla presente legge.

2. Ai fini del raggiungimento dell’altezza media di cui al comma 1, lettere b) e c) è consentito l’abbassamento dell’ultimo solaio e la conseguente modifica della quota d’imposta dello stesso, a condizione che non incida negativamente sulla statica e sul prospetto dell’edificio e che siano rispettati i requisiti minimi di agibilità dei locali sottostanti, previsti dalla normativa vigente, nonché le norme sismiche.

3. L’intervento di recupero dei sottotetti, se volto alla realizzazione di nuove unità immobiliari, è subordinato all’obbligo di reperimento di spazi per parcheggi pertinenziali nella misura prevista dagli strumenti della pianificazione comunale e con un minimo di 1 metro quadrato ogni 10 metri cubi della volumetria resa abitativa ed un massimo di 25 metri quadrati per ciascuna nuova unità immobiliare.

4. Qualora sia dimostrata l’impossibilità, per mancata disponibilità di spazi idonei, di assolvere all’obbligo di cui al comma 3, è consentito, anche in deroga ai regolamenti edilizi vigenti, l’intervento di recupero dei sottotetti previo versamento al comune di una somma pari al costo base di costruzione per metro quadrato di spazio per parcheggi da reperire. Tale somma deve essere destinata alla realizzazione di parcheggi da parte del comune.

5. Non sono assoggettati al versamento di cui al comma 4 gli interventi di recupero dei sottotetti realizzati in immobili per l’edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa di proprietà del comune o delle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica (ATER).

6. Nei comuni destinatari del fondo regionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione di cui all’articolo 14 della legge regionale 6 agosto 1999, n. 12 (Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica) l’intervento di recupero dei sottotetti, se volto alla realizzazione di nuove unità immobiliari, è, altresì, subordinato all’obbligo di destinare la nuova unità immobiliare alla locazione a canone concordato di cui all’articolo 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo) e successive modifiche per un periodo non inferiore a otto anni, fatto salvo il caso in cui la medesima unità immobiliare sia utilizzata come prima casa da un parente in linea retta del proprietario, con l’obbligo di non alienarla per un periodo pari a cinque anni.

Art. 4

(Classificazione dell’intervento ed oneri concessori)

1. L’intervento di recupero del sottotetto a fini abitativi è classificato come intervento di ristrutturazione edilizia ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche.

2. L’intervento di cui al comma 1 comporta la corresponsione del versamento del contributo di cui all’articolo 16 del d.p.r. 380/2001 e successive modifiche, calcolato sulla volumetria resa abitativa secondo le tabelle approvate e vigenti in ciascun comune per le opere di nuova costruzione.

3. I comuni possono deliberare l’applicazione di una maggiorazione, nella misura massima del 20 per cento del contributo di cui al comma 2, da destinare obbligatoriamente alla realizzazione di interventi di riqualificazione urbana, di arredo urbano e di valorizzazione del patrimonio comunale di edilizia residenziale.

Art. 5

(Modalità d’intervento)


1. L’intervento di recupero del sottotetto a fini abitativi deve comunque garantire il rispetto delle caratteristiche architettoniche dell’edificio, tenuto anche conto della zona in cui lo stesso ricade, nonché delle prescrizioni igienico-sanitarie riguardanti le condizioni di agibilità.

2. Al fine di assicurare l’osservanza dei requisiti di fruibilità e di aeroilluminazione naturale dei locali, l’intervento di recupero del sottotetto a fini abitativi può essere realizzato anche mediante l’apertura di finestre, lucernari, porte, nella salvaguardia delle caratteristiche strutturali e formali dell’edificio e nel rispetto dei requisiti minimi di agibilità dei locali sottostanti.

Art. 6

(Sostenibilità energetica ambientale)


1. Il progetto di recupero del sottotetto a fini abitativi deve prevedere interventi di isolamento termico nonché, in conformità agli articoli 4, 5 e 6 della legge regionale 27 maggio 2008, n. 6 (Disposizioni regionali in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia), interventi di risparmio idrico, di ricorso a fonti energetiche rinnovabili e di recupero delle tradizioni costruttive biosostenibili.

Art. 7

(Esclusioni e deroghe)


1. Le disposizioni della presente legge non si applicano alle zone territoriali omogenee “A” di cui dall’articolo 2 del decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della L. 6 agosto 1967, n. 765).

2. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni possono disporre motivatamente l’esclusione, totale o parziale, di ulteriori zone territoriali omogenee nonché di determinate tipologie di edifici, anche in relazione a caratteristiche storico-culturali, morfologiche, paesaggistiche.

3. Il recupero del sottotetto a fini abitativi, come disciplinato dalla presente legge, è consentito anche in deroga agli strumenti urbanistici comunali, adottati o vigenti, e ai regolamenti edilizi vigenti.

4. L’intervento di recupero del sottotetto, se in deroga ai limiti fissati dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, deve prevedere il conferimento, da parte dei richiedenti, di superfici idonee a compensare gli standard urbanistici mancanti ovvero la loro monetizzazione in base ai costi correnti di esproprio all’interno dell’area considerata.



Note:

(1) Legge pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio del 21 aprile 2009, n.15

Il testo non ha valore legale; rimane, dunque, inalterata l'efficacia degli atti legislativi originari.

Recupero sottotetti Regione Lazio


Con la legge 13 del 16 aprile 2009, pubblicata sul Bollettino ufficiale numero 15 dello scorso 21 aprile, la Regione Lazio ha dettato nuove norme che consentono il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti. Tra i molteplici scopi di questa legge sono da evidenziare la limitazione del consumo di nuovo territorio, un più efficace utilizzo dei volumi esistenti e la possibilità di contenere i consumi energetici con appropriati interventi tecnologici.

Si potranno destinare ad uso residenziale i sottotetti pertinenti a edifici legittimamente realizzati o condonati non inclusi nelle zone territoriali omogenee “A”, nel rispetto delle misure minime di altezza, delle caratteristiche architettoniche dell’edificio e delle prescrizioni igienico-sanitarie. I progetti di recupero presentati ai sensi di questa legge, classificati come “ristrutturazione edilizia” e pertanto soggetti al rilascio del permesso a costruire, dovranno prevedere interventi di isolamento termico e risparmio idrico nonché l’installazione di impianti per l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, tenendo presenti le tradizioni costruttive biosostenibili.

Le norme prevedono, tra le condizioni necessarie, un’altezza media dei locali di 2 metri e 40, riducibile a 2 metri e 20 per gli spazi accessori o di servizio. Nei comuni montani, l’altezza media è ridotta, per tutte le tipologie, a 2 metri e 20. In caso di soffitto non orizzontale l’altezza minima non potrà essere comunque inferiore a un metro e 50.

Nel caso in cui dal recupero del sottotetto si ricavi una nuova unità immobiliare, l’intervento sarà subordinato al reperimento di spazi per la realizzazione di nuovi parcheggi. La nuova abitazione, inoltre, nel caso non sia utilizzata come prima casa da parente in linea retta del proprietario, dovrà essere affidata con il sistema del canone concordato per almeno 8 anni, con l’obbligo di non venderla per cinque anni Gli interventi dovranno essere, infine, conformi alla legge regionale sulla bioedilizia, per quanto riguarda l’isolamento termico, il recupero delle acque piovane, il ricorso a fonti energetiche rinnovabili.
vedi anche questo (legge)

giovedì 23 aprile 2009

decreto Abruzzo


Il decreto per l'Abruzzo prevede tra le altre misure lo stanziamento di 150.000 euro per chi vorrà ricostruirsi da sé la casa distrutta e 80.000 euro per chi invece ha una casa solo danneggiata. Ha spiegato il ministro dell'Economia. "Prevediamo 500 milioni di euro, e la domanda è per 700, per interventi - ha detto - per le abitazioni private. Ci sarà un conto corrente gratuito per 150.000 euro disponibili per ciascuno per la ricostruzione della casa". Nella gestione di questi fondi ci saranno Fintecna, Cassa Depositi e Prestiti e banche. "Puoi farti la casa come vuoi e può essere la ricostruzione della casa colpita o una casa nuova da un'altra parte", ha aggiunto il premier Silvio Berlusconi.

"La tua casa te la metti a posto tu, sei il direttore dei lavori, sei tu che sei padrone del tuo destino. Io non credo al fatto che siano tutti mafiosi fino a prova contraria. Non credo alle attività criminali di un piastrellista che sistema una unifamiliare in Abruzzo. Se la casa non è distrutta ma solo danneggiata il contributo sarà di 80.000 euro", ha concluso Tremonti. Fonte: Ansa.it

mercoledì 22 aprile 2009

I TRE PORCELLINI


Steven Guarnaccia
I TRE PORCELLINI
B70
ISBN: 978-88-7570-197-0
Dimensioni: cm 23.0x33.0
Pagine: 36
Rilegatura: Blocco cucito
Lingue: Disponibile in italiano e inglese
Collana: Bambini
Prezzo: € 16.00
Edizione: 1a edizione, Marzo 2009
C’erano una volta tre piccoli porcellini che vivevano in una grande casa nel bosco...
La favola dei “3 porcellini” è ambientata da Steven Guarnaccia fra le case di grandi architetti del Novecento. Frank Gehry, Le Corbusier e Frank Lloyd Wright sono infatti i principali protagonisti di questa favola contemporanea, insieme ad altri famosi personaggi del mondo dell’architettura, nelle loro case di rottami, di vetro e di calce e mattoni.
Nei propri rinomati edifici e circondati da oggetti disegnati da alcuni fra i più rappresentativi architetti e designer di tutto il mondo, ricevono un giorno la visita del lupo cattivo...

Come per Riccioli d’oro e i tre orsi, Steven Guarnaccia reinterpreta un classico delle favole attraverso gli occhi dell’architetto e del designer, realizzando illustrazioni a a tecnica mista dal tratto preciso e dai colori nitidi e armonici. Nei risguardi del libro, inoltre, si trova un utile repertorio degli oggetti d’autore che compaiono nel corso della storia, da ritrovare e riconoscere fra le pagine.
...e vissero per sempre pasciuti e contenti.

Illustratore e designer, Steven Guarnaccia vive e lavora a New York. Le sue tavole sono pubblicate su numerose riviste e quotidiani, fra cui il New York Times, di cui è stato per tre anni art director della pagina delle opinioni. Collaboratore del MoMA e di numerose aziende nel campo del design industriale, ha disegnato diversi modelli di gioielli, orologi (Swatch) e murales (Disney Cruise). Ha pubblicato numerose raccolte illustrate di palindromi, libri per ragazzi e libri pop-up. È stato a lungo collaboratore di Abitare e pubblica libri per le Edizioni Corraini. Ora è responsabile del Dipartimento di Illustrazione alla Parsons The New School for Design.

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Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
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