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lunedì 27 aprile 2009

tutela del paesaggio e pannelli fotovoltaici sui tetti

Nell'ottica di una accresciuta attenzione per la tutela dell'ambiente, si moltiplicano le iniziative per incentivare lo sviluppo degli impianti fotovoltaici.
Segnale evidente sono i sempre più frequenti meccanismi di stimolo messi in atto degli enti pubblici locali.
La sentenza segnalata si occupa del problema di bilanciamento tra le esigenze di sviluppo dei meccanismi di produzione di energia c.d. pulita e la tutela del paesaggio.
La vicenda trae spunto da una permesso di costruire, rilasciato da un Comune, riguardante un immobile sito in un'area con vincolo paesistico.
Per questa ragione il Comune aveva vietato alla parte richiedente di collocare pannelli fotovoltaici su un apposito pergolato, motivando il provvedimento con richiami, tra l'altro, alla tutela del paesaggio e dell'ambiente.
Il giudici amministrativi hanno invece chiarito che "questo tipo di tecnologia è oggetto di un particolare favore legislativo (v. art. 4 comma 1-bis del DPR 6 giugno 2001 n. 380) e dunque il diniego dell'amministrazione deve essere basato sulla precisa individuazione di interessi pubblici prevalenti".


Sotto il profilo paesistico - ambientale, ammettono i Giudici, "la posa dei pannelli su un reticolo di travi in legno sulla copertura di un edificio crea un impatto visivo che può interferire con il vincolo"
Nonostante ciò, il giudizio estetico deve tenere conto che "l'uso di pannelli fotovoltaici è attualmente considerato desiderabile per il contributo alla produzione di energia elettrica senza inconvenienti ambientali".
Le considerazioni hanno portato a ritenere che la presenza dei pannelli sulla copertura degli edifici non deve essere percepita esclusivamente come un fattore di disturbo visivo.
L'amministrazione competente "prima di negare l'installazione di un impianto fotovoltaico, in mancanza di alternative tecnologiche disponibili sul mercato" deve perciò provare l'incongruenza delle opere rispetto alle peculiarità del paesaggio. maggiori info: ilsole24ore.com

domenica 26 aprile 2009

Dal fascismo a Renzo Piano


Nicola Signorile e Francesco Paolo Gismondi presentano il loro «Atlante ‘900. Per la tutela dell’architettura contemporanea a Bari» (Laterza edizioni della Libreria), domani alla 18.30 nella libreria Laterza di Bari. Con gli autori, interverranno Angela Barbanente, Nicola Laforgia e Ruggero Martines.
di PIETRO MARINO lagazzettadelmezzogiorno.it

Bari sarà pure una «grande e bella città» del Sud, come voleva Gioacchino Murat ponendo la prima pietra del borgo nuovo. Ma fra le sue attrazioni monumentali e architettoniche non figurano certo - almeno nel sentire comune - costruzioni del Novecento. Unica eccezione, richiamata persino nei dépliant turistici, sarebbe lo stadio progettato da Renzo Piano. Eppure le cose non stanno così. L’identità di una città, il tessuto connettivo della sua memoria storica, non sta in una, o poche, o isolate «opere d’arte». Proprio la cultura del «monumento», con annesso giudizio pietrificato di bellezza e artisticità, ha impedito di leggere le nostre città come un palinsesto di valori articolati ed arricchiti nel tempo storico, che vanno studiati, curati, tutelati, e se necessario restaurati.

Un edificio è bene culturale - recita il «Codice dei beni culturali e del paesaggio » del 2004 - quando è «testimonianza avente valore di civiltà». Ma una coerente lettura di questo criterio innovativo non può limitarsi all’«antico»: deve applicarsi alle «testimonianze di civiltà » del nostro tempo. Tanto più se riconosciamo le diffidenze conservatrici e i pregiudizi disinformati nei riguardi dell’archi - tettura moderna. Sul filo di questa problematica attualissima corre il libro Atlante ‘900 pubblicato da Laterza nelle meritorie Edizioni della Libreria (pagg. 232, euro 20,00). Presenta ben 60 edifici pubblici e privati di Bari ritenuti degni non solo di attenzione storica, ma anche di tutela. È un repertorio che - percorrendo a ritroso il secolo - parte proprio dallo stadio San Nicola (1987) e si chiude su Palazzo Fizzarotti (1905). Le schede, molto accurate, sono state redatte da studenti del corso di Storia dell’Architettura nel Politecnico barese per una ricerca diretta dal prof. Giovanni Leoni, che ora insegna a Bologna. Leoni ha concordato la cessione del prezioso archivio al Comune di Bari. L’assessorato comunale alla Cultura ha finanziato una campagna fotografica (affidata a Berardo Celati, Renzo Menolascina e Linda Signorile) per integrare i testi con i documenti visivi. È così nato questo libro. Lo firmano come autori l’architetto Francesco Paolo Gismondi che ha coordinato la ricerca degli studenti (con Vito Ceo) e Nicola Signorile, il quale ha ricostruito il quadro di riferimento storico-critico, e le ricadute sulle scelte urbanistiche e sull’ap - parato di norme e leggi. Del resto il nostro collega aveva già pubblicato nella stessa collana il libro Occhi sulla città (2004) che raccoglieva le esplorazioni sull’architettura a Bari da lui condotte sulla «Gazzetta». Non diremo qui dei singoli edifici schedati. Ne risulta una ricostruzione indiretta, spesso sorprendente, di pagine intere della storia urbana: come le trasformazioni continue nel Murattiano sin dalla sua nascita, la devastazione selvaggia del dopoguerra. Ma anche i consistenti episodi - con i loro protagonisti - che vanno dall’eclet - tismo degli anni Venti al novecentismo monumentale del tempo fascista alle prove di architettura razionalista e organicista della seconda metà del secolo. Una «archeologia del contemporaneo» tanto più necessaria se si pensa - ricorda Signorile - che solo una decina di questi edifici sono sottoposti a vincoli di tutela. Effetto dei limiti imposti dalla legislazione statale, in parte superati dalla legge regionale del 2008 sulla «qualità dell’architet - tura» che prevede misura di tutela e valorizzazione per «esempi significativi» di architettura anche degli ultimi 50 anni. Ma resta il problema di fondo, che è soprattutto culturale: cioè chi e come riconosce la «qualità» del bene architettonico contemporaneo, con criteri che non siano quelli tradizionali della «artisticità» cari alle Soprintendenze. E come si interviene per difenderlo dalle manomissioni, e come eventualmente restaurarlo. Questioni nient’affatto accademiche. Come stanno dimostrando, prima le polemiche sul «piano casa» del Governo nelle sue varie versioni, poi la problematica aperta dal terremoto in Abruzzo. Per questo la ricognizione compiuta dall’Atlante non si chiude sul caso Bari. Occorrono assunzioni di responsabilità di più vasto ed articolato campo. A partire - come auspica Giovanni Leoni - dalla redazione di un Atlante dell’a rchitettura contemporanea per tutta la Puglia.

L'impianto fotovoltaico più grande del mondo


Il Vaticano avrà l'impianto fotovoltaico più grande del mondo ed il progetto è ormai alle fasi finali di studio. È quanto ha dichiarato in un'intervista il responsabile dei progetti sulle energie rinnovabili dello Stato Pontificio, l'ingegnere Mauro Villarini. I lavori dovrebbero partire nei prossimi due o tre mesi per poi durare dai tre ai quattro anni.

I pannelli fotovoltaici verranno installati a Santa Maria di Galeria, dove sono ospitati gli impianti della Radio Vaticana. Già lo scorso autunno, dopo il collaudo dell'impianto a pannelli solari dell'Aula Paolo VI in Vaticano, venne annunciata la futura creazione di un impianto analogo per Santa Maria di Galeria, che nel 2014 porterebbe il Vaticano ad avere l'impianto di immagazzinamento di energia solare più grande del mondo.

L'ambizioso investimento, del costo di circa 500 milioni di euro, prevede la costruzione di un impianto da 100 MW in un'area di 300 ettari sita in prossimità del borgo medievale di Santa Maria di Galeria. continua su: ambientenergia.info

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Notizie

News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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