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sabato 6 giugno 2009

Peccioli, in provincia di Pisa, inaugurato il primo dissociatore molecolare




Peccioli, in provincia di Pisa hanno inaugurato il primo dissociatore molecolare, un aggeggio in grado di trattare i rifiuti in modo pulito.
L’iniziativa e' partita tre anni fa per merito del gruppo di Fabio Roggiolani, dei verdi toscani.
Questo impianto sperimentale e' stato costruito a Peccioli, il famoso comune toscano dove esiste una discarica gestita con tecnologie all’avanguardia, dove tutto il gas prodotto dai rifiuti in putrefazione viene raccolto, filtrato e usato poi per produrre elettricita' attraverso un generatore alimentato dal gas stesso. Si tratta di una discarica che non puzza, sopra la quale sono stati anche organizzati concerti.
Silvano Crecchi, sindaco di Peccioli e promotore di questo impianto, e' lo stesso che ha organizzato la prima formula italiana di impianti fotovoltaici (sopra la discarica) come forma di risparmio per i cittadini.


COME FUNZIONA: si tratta di un’evoluzione della tecnologia della pirolisi.
Sostanzialmente l’immondizia non viene bruciata con una fiamma viva. Si ha una combustione a bassa temperatura, 400 gradi, in un contenitore nel quale c’e' pochissimo ossigeno. Una combustione lenta, i rifiuti impiegano 24 ore a carbonizzarsi.
A bassa temperatura i metalli non fondono, non c’e' dispersione nei fumi e quindi i metalli restano nella cenere prodotta e sono successivamente recuperabili e riutilizzabili come materia prima. In questo modo si azzerano le micro polveri e le nano polveri e diminuiscono drasticamente le emissioni nocive che successivamente vengono abbattute completamente nel processo di depurazione del gas emesso. Alla fine del processo di lavaggio otteniamo gas combustibile che viene bruciato in un generatore di elettricita'. Il gas di combustione viene poi ulteriormente filtrato in uscita.
Una differenza assoluta rispetto agli inceneritori tradizionali (pietosamente ribattezzati termovalorizzatori). Li' c’e' una combustione con la formazione di composti chimici altamente tossici come le diossine e solo dopo si interviene con la depurazione dei fumi, con enormi problemi di efficienza reale del processo (e possibilita' di fare i furbi buttando nell’atmosfera i fumi senza averli filtrati a dovere). Nella dissociazione molecolare si ha un processo di per se' molto meno inquinante e il lavaggio del gas prodotto e' interno al processo in quanto se il gas non viene completamente depurato da impurita' danneggia il generatore a turbina di elettricita'.

Se vuoi sapere di piu' sul dissociatore:

Visita all'impianto di dissociazione molecolare dei rifiuti di Husavik, Islanda

La brochure e gli atti del Convegno sulla dissociazione molecolare (Lucca 21/10/2006)

La Scheda tecnico-economica dell'impianto di dissociazione molecolare (pdf 2,5 Mb)

Rapporto conclusivo della Commissione Interministeriale per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti (pdf 65 Kb)

Rifiuti. Enea: possibile smaltimento in modo pulito


giovedì 4 giugno 2009

Piano casa: L’EDILIZIA E I VINCOLI - Pronta la legge in PUGLIA


BARI — Migliorare l’efficien za energetica e il carico am bientale degli edifici. Solo a queste condizioni sarà possibi le consentire in Puglia gli au menti di cubatura degli immo bili (al 20 o al 35 per cento), voluti dal governo Berlusconi per ridare slancio all’edilizia e all’economia. La legge regiona le che deve recepire l’accordo raggiunto tra lo Stato e le Re gioni è già pronta. Domani l’as sessora all’Urbanistica, Angela Barbanente, la porterà all’at­tenzione delle forze sociali e delle associazioni di categoria. «Vogliamo profittare dell’occa sione - dice l’assessora - per migliorare la qualità del no stro patrimonio edilizio».

I principi - La bozza di disegno di legge incamera i due principi su cui verte l’intesa Stato - Regioni (accordo necessario, visto che si tratta di una materia su cui la competenza è ripartita). Le norme consentono, dunque, l’ampliamento del 20% per gli edifici uni e bifamiliari che svi luppino al più mille metri cu bi; in questo modo l’amplia mento massimo possibile sarà di 200 metri cubi. Inoltre, sem pre secondo l’intesa, sarà pos sibile demolire e ricostruire edifici, con un incremento di cubatura pari al 35% del volu me pre-esistente. Nessuna ri modulazione al ribasso per le due percentuali (20 e 35), no nostante l’intesa le consideras se solo come limite massimo. Gli interventi saranno consen titi solo su opere dotate di «ti tolo edilizio»: escluse, come ovvio, le case abusive.

I divieti - Gli interventi di aumento di volumetria non saranno con sentiti nei centri storici e nelle zone nelle quali gli strumenti urbanistici comunali prevedo no solo operazioni di «manu tenzione ordinaria e straordi naria di restauro». Divieto di intervento edile anche sugli immobili storici e vincolati (al di fuori delle città vecchie), nelle zone sottoposte a vinco lo paesaggistico, nei parchi, nelle aree ad «elevata pericolo sità idraulica e sismica», in tut te le zone definite «protette» dalle norme regionali, statali e comunitarie.

Le maglie più strette - I Comuni, inoltre, potranno restringere ulteriormente le maglie disegnate dalla Regio ne. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della normativa re gionale e con delibera di consi glio comunale, i Comuni po tranno escludere altre porzio ni del proprio territorio dagli interventi di modifica edilizia. E questo, spiega il disegno di legge, sulla base di «caratteri stiche culturali, morfologiche e paesaggistiche». Come dire che ogni amministrazione de cide per sé (ma solo in senso più restrittivo ) sulla base del la propria storia urbanistica. Sulla stessa falsariga, i Comu ni potranno subordinare deter minati interventi di amplia mento a specifiche condizioni. In definitiva: i parametri fissa ti dalla legge possono essere inaspriti dai Comuni.

Gli interventi - Le opere di ampliamento (più 20% di cubatura) sono possibili solo se viene rispetta ta la normativa regionale che prescrive il miglioramento del l’efficienza energetica. Insom ma gli immobili ristrutturati dovranno disperdere e consu mare meno energia. Nel caso di demolizione e riedificazio ne (più 35% di volume), gli in teressati dovranno fare di più: sono obbligati a rispettare la legge regionale sull’Abitare so stenibile (numero 13 del 2008). In pratica: gli incremen ti di cubatura saranno conces si solo verranno rispettati alcu ni parametri.

I criteri - Sono cinque i criteri da ri spettare: la qualità del sito (ur banizzazione, contaminazio ne, accessibilità ai servizi); il consumo di risorse (energeti che, idriche, materiali adopera ti); carichi ambientali (emis sioni in atmosfera e scarichi fo gnari); qualità ambientale de gli interni (ventilazione, isola mento acustico); qualità dei servizi (per i diversamente abi li, aree ricreative, spazio per le bici). Ad ogni voce (in tutto so no 66) corrisponde un punteg gio. Accede al permesso di de molire e ricostruire con incre mento di volumetria solo chi raggiunge una certa soglia. Lo scopo e di «migliorare il patri monio edilizio esistente». continua su corrieredelmezzogiorno.it

mercoledì 3 giugno 2009

Col Barocchetto l'architettura cambia lingua


Se il «Secolo d'Oro» aveva regalato alla Città Eterna splendori e fortune tali da proporla come modello a livello europeo, nel Settecento, Roma, pur continuando ad essere una tappa obbligata per gli artisti e, in particolare, per i viaggiatori affascinati dalle vestigia del passato, subisce una fase di stasi a livello edilizio. Stasi che si manifesta anche nella frammentazione di un linguaggio, quale per l'appunto il Barocco, e la formazione di uno stile; che, prendendo il segno e la cifra stilistica dei grandi del Seicento (Bernini, Borromini e Pietro da Cortona) ne interpreta, in chiave dimessa, la matrice progettuale. Da qui la nascita del Barocchetto, con l'affermazione della triade di architetti interessati non più alle grandi trasformazioni urbanistiche, quanto ad interventi concentrati su frammenti di micro scala urbana. Nel clima stagnante che si respira all'inizio del XVIII Secolo, la costruzione del Porto fluviale di Ripetta - realizzazione purtroppo andata perduta, di cui restano soltanto le testimonianze cartografiche e visive - rappresenta una proposta, sotto alcuni aspetti, polemica nei confronti del classicismo e, al tempo stesso, «emblematica della nuova età per il suo carattere di cordiale inserto nel paesaggio urbano».

Alessandro Specchi, infatti, risolve il raccordo tra il greto del fiume, la spiaggia e il fondale architettonico per nulla omogeneo. L'intento dell'artista è quello di creare un asse principale in linea con la modesta facciata della chiesa di San Gerolamo. Ed è proprio su quest'asse che «si innesta un corpo cilindrico in muratura, al quale aderiscono due rampe di scale discendenti; a queste si affiancano, con più ampio giro, due rampe concave, destinate ad accogliere chi giunge dal fiume». Chiaro il riferimento: il movimento ad onda richiama alla mente le forme concave e convesse dell'architettura borrominiana. Forme che ritornano nel progetto per la sistemazione di Piazza di Spagna; progetto affidato a Francesco De Sanctis. La scalinata, costruita intorno al 1720, avrebbe garantito l'unità sintattica dell'insieme compositivo, facendo da collegamento tra lo slargo in basso e la Chiesa della Trinità dei Monti. Elemento, quest'ultimo, sopraelevato che costituisce, tuttora, lo scenografico fondale prospettico. De Sanctis compie un'operazione di traslazione, prendendo come riferimento il Porto di Ripetta, ma raddoppiandolo e complicandolo nell'articolazione spaziale. Il progetto, infatti, assume una plasticità maggiore nella zona inferiore, rafforzata con l'inserimento del ripiano di raccordo, del teatro concavo e delle nuove rampe disposte a ventaglio. Più complicato, soprattutto dal punto di vista urbanistico, anche se meno interessante architettonicamente, è la sistemazione della piccola piazza di Sant'Ignazio, a cura del napoletano Filippo Raguzzini. Artista, in verità, poco compreso e schiacciato dalla critica del suo tempo. Il progetto tende ad armonizzare lo spazio con una serie di abitazioni destinate al ceto medio; i cui prospetti, scanditi in altezza da membrature aggettanti e dal verticalismo delle finestre incolonnate, formano complesse quinte prospettiche, drammatizzando la scena della piazza. L'imponente facciata del chiesa di Sant'Ignazio non costituisce, pertanto, l'elemento dominante, «bensì un ulteriore motivo di sorpresa entro il pulsante giocoso sistema di Raguzzini».
Fonte: iltempo.it

Joan Bassegoda i Nonell, "Gaudi', l'architettura delle spirito"


(AGI) - Roma 3 giu - "L'uomo si muove in un mondo a due dimensioni e gli angeli in un mondo tridimensionale. A volte, dopo molti sacrifici, dopo un dolore prolungato e lacerante, l'architetto arriva a vedere per alcuni istanti la tridimensionalita' degli angeli. L'architettura che nasce da questa ispirazione produce frutti che saziano generazioni". Sono parole del grande architetto catalano, Antoni Gaudi' Cornet che, non solo danno piena misura del suo genio e della sua ispirazione culminati nel "sogno di pietra" della Sagrada Familia, l'opera straordinaria cui consacro' la seconda parte della vita, ma che dovrebbero fugare per sempre le accuse di massoneria ed occultismo.

A questo proposito, nel rigoroso profilo tracciato da Joan Bassegoda i Nonell, "Gaudi', l'architettura delle spirito", ripubblicato in questi giorni dalle Edizioni Ares con nuovi e significativi argomenti sulla personalita' controversa di questo grande artista, una speciale attenzione viene prestata alla matrice cristiana della sua ispirazione. In particolare Bassegoda i Nonell , uno dei massimi esperti mondiali dell'opera di Antoni Gaudi' e direttore per un trentennio della Cattedra Gaudi' presso la Scuola di Architettura di Barcellona, scrive: "Scopo della sua opera era piu' la lode a Cristo che il risultato artistico della sua architettura. Parallelamente pero' si sviluppava una goffa corrente di pensiero, d'ispirazione laicista, agnostica e materialista, che ha preteso, infruttuosamente, di mettere Gaudi in relazione con l'empieta', l'occultismo e la massoneria, mostrando di voler ideologicamente ridurre cio' che fu un'esplosione di Fede e di Arte, ad un complesso di confuse definizioni, indimostrabili e gratuite". D'altronde qualche anno fa, nonostante il cantiere della Sagrada Familia fosse e sia ancora in piedi a piu' di 80 anni dalla sua morte, fu rifiutato un grosso finanziamento dei giapponesi per portare a termine l'opera in poco tempo. E questo per rispettare il desiderio dello stesso Gaudi' secondo cui il tempio doveva essere costruito con le offerte della gente. Ma il libro di Bassegoda i Nonell non trascura l'aspetto tecnico dell'architettura di Gaudi. Anzi la descrive con un linguaggio semplice e godibile grazie anche numerose foto che corredano il libro. continua su agi.it

martedì 2 giugno 2009

D.M. 30 aprile 2009 per l’adeguamento dei prezzi in EDILIZIA

Prezziario REGIONE LAZIO 2007 in fogli elettronici
Sulla Gazzetta n. 106 del 9 maggio scorso è stato pubblicato il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 30 aprile 2009 recante “Rilevazione dei prezzi medi per l'anno 2007 e delle variazioni percentuali, su base semestrale, superiori all'8 per cento, relative all'anno 2008, ai fini della determinazione delle compensazioni dei singoli prezzi dei materiali da costruzione piu' significativi.”.
Tale provvedimento è stato emanato in attuazione delle disposizioni dell’art.1 del D.L. 162/2008.
La L. 201/2008, legge di conversione del D.L. 162/2008 che conteneva misure straordinarie per il 2008 in tema di adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzione, è stata pubblicata sulla G.U. n. 298 del 22 dicembre 2008.
Per fronteggiare gli aumenti repentini dei prezzi di alcuni materiali da costruzione verificatisi nell'anno 2008, il Governo ha emanato il D.L. 23 ottobre 2008, n. 162 che opera in deroga a quanto previsto dai commi 4, 5, 6 e 6-bis dell'art. 133 del D.Lgs. 163/2006.
Tale provvedimento prevede che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti rilevi le variazioni percentuali su base annuale, in aumento o in diminuzione, superiori all'otto per cento, relative all'anno 2008, dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi.
L'art. 1 del D.L. 162/2008 dispone in particolare che:

a compensazione sia determinata applicando, ai prezzi unitari dei singoli materiali moltiplicati per le quantità contabilizzate nell'anno 2008 dal direttore dei lavori, la percentuale che eccede l'otto per cento;
per ottenere la compensazione l'appaltatore deve presentare, alla stazione appaltante, a pena di decadenza, un' apposita istanza entro trenta giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del citato decreto del Ministero delle Infrastrutture;
l'adeguamento non si applica qualora il responsabile del procedimento abbia accertato, rispetto al cronoprogramma, un ritardo nell'andamento dei lavori addebitabile all'appaltatore.

Il testo del D.L. 162, dopo le modifiche apportate in sede di conversione, prevede che la rilevazione dei prezzi avvenga su base semestrale.La compensazione, inoltre, deve essere determinata applicando le variazioni (in aumento o in diminuzione dei prezzi) eccedenti l'8% se riferite esclusivamente all'anno 2008 ed eccedenti il 10% complessivo se riferite a più anni.
Il D.M. 30 aprile 2009 riporta, in tre allegati, rispettivamente:
i materiali da costruzione con variazione percentuale(1° e 2° semestre 2008 su anno 2007) superiore all'8%;
i materiali da costruzione con variazione percentuale (2° semestre 2008 su 1° semestre 2008) superiore all'8%;
le variazione percentuali 1° e 2° semestre 2008 su anni 2003, 2004, 2005, 2006.
FONTE: acca.it il decreto è scaricabile da qui si può anche utilizzarlo in html tipo foglio elettronico

le case diventano flessibili


di MICHELE SMARGIASSI
CASE-fisarmonica che si allargano e si restringono a comando. Case-palloncino da gonfiare quanto serve. Case-matrioska con le stanze che entrano una dentro l'altra. Sarebbe facile, così, abitare a misura nostra. Sarebbe bello poter allargare e allungare i nostri appartamenti come le mamme sagge facevano con l'orlo dei pantaloni dei bambini: case in crescita, che seguano la taglia dei nostri stili di vita. Ma le nostre case vere sono fatte di cemento e mattoni, roba dura: si chiamano, non per niente, beni immobili. La società invece è mobilissima: cambia la struttura delle famiglie, cambia la mappa catastale delle nostre esigenze. E le nostre case ci stringono, ci tirano, ci vestono male.

C'è una sottile Questione delle abitazioni, in Italia e nel mondo del benessere, che centoquarant'anni fa Engels non avrebbe potuto immaginare. A lui, che voleva prima di tutto dare un tetto decente a ogni famiglia proletaria, obiettivo peraltro ancora non raggiunto, questo problema forse sembrerebbe un lusso. Ma non lo è. Anzi, è precisamente, e di nuovo, un problema dei ceti più deboli. I ricchi abitano sempre in case giuste per loro. Gli altri si accontentano, e si adattano. Ma sempre più a fatica.

Immobile, il mercato immobiliare lo è per cultura. Arretrato, vecchio nella testa. Il suo idolo intoccabile è ancora il trilocale-con-servizi. Pescate uno di quei giornalini nelle rastrelliere e leggete: una litania di "due camere, soggiorno, ingresso".

Planimetrie ancora infestate da inutili ma costosi corridoi, un po' di pazienza e troverete perfino qualche superstite tinello, che pure i manuali di architettura per interni davano per estinto da decenni. Si continuano a vendere (perché ci sono) ma quel che è peggio a costruire ex novo appartamenti pensati per la famiglia mononucleare, la famiglia media Istat coppia-più-1,2-figli. Ma quella famiglia non è più la sovrana assoluta del mercato. Nuove, più complicate o scarnificate famiglie cercano casa a loro misura, e non la trovano.

I single in Italia sono 6 milioni: ormai un terzo delle compravendite riguarda appartamenti dove andrà ad abitare una sola persona. Ma i single non stanno sempre soli. Hanno amicizie, amanti, figli di matrimoni precedenti da ospitare nel weekend. La loro casa deve essere piccola ma flessibile, non unifunzionale. Infatti è finito il boom dei monolocali: in sette anni hanno perso il 10% del mercato, e perfino nelle metropoli sono oggetto di meno d'un rogito su dieci. Ma anche all'altro capo della scala qualcosa si muove in modo imprevisto.

Gli italiani fanno meno figli, eppure la richiesta di appartamenti grandi, pure in calo perché ovviamente molto costosi, non crolla, anzi secondo l'ufficio studi di Tecnocasa in certe città (Firenze e Genova) sfiora ancora la metà delle transazioni. Nelle metropoli, rivela l'Istat, una famiglia su sei lamenta di vivere in una casa troppo piccola per le sue esigenze attuali.
Che succede? Che il ciclo di vita delle case è impazzito. Sì, anche le case hanno un'infanzia, una maturità e una vecchiaia. continua su repubblica.it

lunedì 1 giugno 2009

REGIONE LAZIO Tariffe e prezzi 2007 per i lavori edili

Tariffario Regione Lazio in fogli elettronici
La “Tariffa dei prezzi 2007 per opere edili, stradali, impiantistiche e idrauliche” è stata approvata con Deliberazione di Giunta Regionale del 20 marzo 2007, n. 195.

La redazione della nuova Tariffa, sostitutiva di quella finora vigente, risponde all’esigenza di dare attuazione a quanto disposto dall’art. 1 comma 550 – 4 septies della legge 311/04, che prescrive l’obbligo per le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti aggiudicatori o realizzatori di provvedere all’aggiornamento dei propri tariffari.

E’ il risultato della elaborazione da parte di un gruppo di lavoro appositamente costituito e del quale hanno fatto parte altre Amministrazioni pubbliche e Associazioni di categorie imprenditoriali interessate alla realizzazione di opere pubbliche.

Il Tariffario è pubblicato sul supplemento straordinario del Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 21 del 30 luglio 2007.
Scarica tutto il tariffario in formato zip (zip 4.703,26KB)
Fonte Regione Lazio

Richard Meier, ARA PACIS: MURO MUSEO IMBRATTATO)



(ANSA) - ROMA, 1 GIU - Il muro esterno del complesso museale dell'Ara Pacis, a Roma, e' stato imbrattato con vernice verde e rossa da ignoti. Sul muro bianco del museo, che affaccia su piazza Augusto Imperatore, sono state fatte vaste macchie di vernice. La polizia e' intervenuta intorno alle 5.30 di stamani. Il complesso museale che protegge il monumento dell'Ara Pacis e' stato progettato dall'architetto americano Richard Meier. fonte: ansa.it

Resto del post

Santiago Calatrava

Amato o odiato. Le mezze misure non si addicono a Santiago CAlatrava, architetto spagnolo che riorganizza lo spazio ispirandosi alla natura. Lui si definisce un artista, ma è conosciuto a livello internazionale soprattutto per le sue grandi opere d’architettura. Un architetto è prima di tutto un filantropo dice a euronews.
C‘è stato un tempo in cui le città erano costruite per sempre. Oggi la logica del consumo coinvolge anche il modello di sviluppo urbano a scapito a volte della vita umana. Vedi la tragedia in Abbruzzo. L’architettura resta tuttavia il segno più concreto di una civiltà, testimone di una dimensione quasi sacra della vita dalla notte dei tempi.

euronews: Santiago Calatrava come restitutire quel senso di sacralità ai luoghi e quindi alla vita?

Santiago Calatrava:
L’architettura secondo Vitruvio, aveva tre qualità: utilitas, venustas et firmitas. Per firmitas si intendeva dire perennitas, permanenza nel tempo. Il nostro intimo è fortemente influenzato dalla visione biblica, secondo cui c‘è qualcosa di divino in ciascuno di noi. Questo vuol dire che crediamo che in ciscuna persona ci sia qualcosa di speciale, di sacro, di divino. Questo qualcosa illumina il nostro modo di intendere l’architettura. Che non è uno strumento fine a se stesso ma diventa il mezzo per trasmettere la memoria di un’epoca.
Oggi purtroppo accade sempre più spesso di associare l’architettura a concetti di tipo economico-finanziari. Si tende a fare questo tipo di ragionamento: il tempo per ammortizzare un investimento deve corrispondere al guadagno che avrei se mettessi questo denaro in banca.
È ridicolo, limitante: le opere ci sopravvivono.

euronews:
Ai Paesi che usano il volano dell’edilizia per dar fiato all’economia cosa si sente di dire.

Santiago Calatrava:
Penso che in un periodo di crisi una misura da prendere sia quella di costruire infrastrutture, nuove, moderne. È un’occasione unica per portare queste infrastrutture nelle zone meno sviluppate.
Come è accaduto in Spagna, dove la prima linea ferroviaria a alta velocità non è stata costruita per collegare Madrid e BArcellona, ma MAdrid e Siviglia. Questo pproprio per evitare che le regioni del mezzogiorno, le meno sviluppate rimanessero ai margini del Paese. Bisogna continuare in questa direzione.

euronews:
Le grandi opere, il mose a Venezia, il ponte sullo stertto di Messina, per esempio, sono contestatissime. Lei cosa ne pensa?

Santiago Calatrava:
Sono favorevole ma sottolinierei due cose. Oggi non si è più nella situazione in cui si era 30, 40 anni fa. Oggi bisogna fare opere esteticamente più belle, dall’impatto ambientale controllato. Il costo di queste infrastrutture penso sia niente di fronte ai milioni, miliardi, migliaia di miliardi che sono iniettati nell’economia per dare ossigeno a un’economia di carta, puramente amministrativa. Oggi gli stati stanno rifinanziando le banche. Cosa ci resterà di quest’operazione? Nient’altro che la possibilità, forse, di chiedere nuovi prestiti.
Per contro costruire un ponte, costruire un’autostrada, una linea ferroviaria a alta velocità, ci permette di dare un servizio ai cittadini che resta nel tempo…..E costa molto meno.

(Santiago Calatrava vive tra gli Stati Uniti e l’Europa. A New York lavora alla realizzazione del World Trade Center Transportation Hub.)

euronews:
Santiago Calatrava lei è per un’Europa fortezza o per un’Europa dei ponti multiculturali?

Santiago Calatrava:
Non c‘è nessun dubbio che sono per un’Europa dei ponti, d’altra parte è quello che faccio. La Storia dell’Europa è il risultato di legami, ponti; dagli antichi ordini fino all’università. Per me l’istituzione più importante in Europa è l’Università, che racchiude in concetto di incontro e interscambio.

euronews:
È più facile essere architetto in Europa o negli Stati Uniti?

Santiago Calatrava:
In Europa viviamo in una sorta di mix architettonico, ci sono cattedrali romaniche in cui possiamo trovare fondamenta che risalgono all’epoca romana, possiamo avere una parte gotica. Se ci spostiamo in un’altra parte delal città si ha lo stile proprio del rinascimento o quello barocco. Viviamo tra i secoli qui in Europa.
Quella statunitense è una cultura più contemporanea, del nostro tempo.

euronews:
Ground Zero, l’attaque du 11 septembre: un attacco contro la persona e contro un simbolo dell’architettura newyorkese. Cosa le ha lasciato dentro?

Santiago Calatrava:
L’uomo è al centro dell’archietettura. Se pensiamo a questi grattacieli come una sorta di container che sono stati attaccati da altri container, in cui c’erano altre persone, ciò che se ne deduce è un grande disprezzo per il genere umano. Il solo modo di curarlo è con un grande amore, con grande generosità e fede nella nostra visione della vita.
In cui ci deve essere un grande rispetto per gli altri. Rispetto esaltato dall’architettura, che tramanda la memoria. Guarda il VIDEO

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Notizie

News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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