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sabato 11 luglio 2009

Renzo Piano URBAN LAB Implosione non esplosione della città



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DECRETO 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici.


MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 26 giugno 2009

Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli
edifici.

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

di concerto con

IL MINISTRO DELL'AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
E DEL MARE

e

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Vista la direttiva 2002/91/CE ... Omissis
Decreta:





Art. 1.


Finalita' e ambito di intervento


1. Ai sensi dell'art. 6, comma 9, e dell'art. 5, comma 1, del
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e per le finalita' di cui
all'art. 1 del medesimo decreto legislativo, per una applicazione
omogenea, coordinata ed immediatamente operativa della certificazione
energetica degli edifici su tutto il territorio nazionale, il
presente decreto definisce:
a) le Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli
edifici;
b) gli strumenti di raccordo, concertazione e cooperazione tra lo
Stato e le regioni.



Art. 2.


Definizioni


1. Ai fini del presente decreto con decreto legislativo si intende
il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modifiche
ed integrazioni.
2. Ai fini del presente decreto si applicano le definizioni di cui
all'art. 2, commi 1 e 2, del decreto legislativo e successive
modifiche ed integrazioni e l'ulteriore definizione di cui al comma
seguente.
3. Singole unita' immobiliari, ai fini del presente decreto si
intende l'insieme di uno o piu' locali preordinato come autonomo
appartamento e destinato ad alloggio nell'ambito di un edificio, di
qualsiasi tipologia edilizia, comprendente almeno due unita'
immobiliari. E' assimilata alla singola unita' immobiliare l'unita'
commerciale o artigianale o direzionale appartenente ad un edificio
con le predette caratteristiche.



Art. 3.


Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici


1. Al fine di garantire la promozione di adeguati livelli di
qualita' dei servizi di certificazione, assicurare la fruibilita', la
diffusione e una crescente comparabilita' delle certificazioni
energetiche sull'intero territorio nazionale in conformita' alla
direttiva 2002/91/CE, promuovendo altresi' la tutela degli interessi
degli utenti, sono riportate in allegato A le Linee guida nazionali
per la certificazione energetica degli edifici, di seguito Linee
guida.
2. Formano parte integrante delle Linee guida gli allegati 1, 2, 3,
4, 5, 6 e 7.
3. Ai sensi dell'art. 17 del decreto legislativo, fermo restando
quanto disposto dal comma 5, le disposizioni contenute nelle Linee
guida si applicano per le regioni e province autonome che non abbiano
ancora provveduto ad adottare propri strumenti di certificazione
energetica degli edifici in applicazione della direttiva 2002/91/CE e
comunque sino alla data di entrata in vigore dei predetti strumenti
regionali di certificazione energetica degli edifici.
4. Nel disciplinare il sistema di certificazione energetica degli
edifici le regioni e le province autonome, nel rispetto dei vincoli
derivanti dall'ordinamento comunitario nonche' dei principi
fondamentali desumibili dal decreto legislativo e dalla direttiva
2002/91/CE, tengono conto degli elementi essenziali di cui all'art.
4.
5. Ai fini del comma 1, le regioni e le province autonome che alla
data del presente decreto abbiano gia' provveduto al recepimento
della direttiva 2002/91/CE adottano misure atte a favorire un
graduale ravvicinamento dei propri strumenti regionali di
certificazione energetica degli edifici alle Linee guida. Le regioni
e le province autonome provvedono affinche' sia assicurata la
coerenza dei loro provvedimenti con i contenuti dell'art. 4.



Art. 4.


Elementi essenziali del sistema di certificazione energetica degli
edifici


1. Sono elementi essenziali del sistema di certificazione degli
edifici, desumibili dalle Linee guida di cui all'allegato A:
a) i dati informativi che debbono essere contenuti nell'attestato
di certificazione energetica, compresi i dati relativi all'efficienza
energetica dell'edificio, i valori vigenti a norma di legge, i valori
di riferimento o classi prestazionali che consentano ai cittadini di
valutare e raffrontare la prestazione energetica dell'edificio in
forma sintetica e anche non tecnica, i suggerimenti e le
raccomandazioni in merito agli interventi piu' significativi ed
economicamente convenienti per il miglioramento della predetta
prestazione;
b) le norme tecniche di riferimento, conformi a quelle sviluppate
in ambito europeo e nazionale;
c) le metodologie di calcolo della prestazione energetica degli
edifici, compresi i metodi semplificati finalizzati a minimizzare gli
oneri a carico dei cittadini, tenuto conto delle norme di
riferimento.
2. Sono elementi essenziali del sistema di certificazione degli
edifici i requisiti professionali e i criteri per assicurare la
qualificazione e l'indipendenza dei soggetti preposti alla
certificazione energetica degli edifici desumibili dal decreto del
Presidente della Repubblica di cui all'art. 4, comma 1, lettera c)
del decreto legislativo;
3. Sono elementi essenziali del sistema di certificazione degli
edifici, desumibili dall'art. 6:
a) la validita' temporale massima dell'attestato;
b) le prescrizioni relative all'aggiornamento dell'attestato in
relazione ad ogni intervento che migliori la prestazione energetica
dell'edificio o ad ogni operazione di controllo che accerti il
degrado della prestazione medesima, di entita' significativa.



Art. 5.


Coordinamento tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di
Trento e Bolzano


1. Ai sensi dell'art. 5, comma 1, del decreto legislativo, in
merito all'attivazione di tutti i meccanismi di raccordo,
concertazione e cooperazione tra lo Stato, le regioni, le province
autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali, e' istituito un
Tavolo di confronto e coordinamento presso il Ministero degli affari
regionali e delle autonomie locali, con la partecipazione di
rappresentanti dei Ministeri dello sviluppo economico, delle
infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, di regioni, province e comuni, con il supporto
del CNR, del CTI, dell'ENEA, del CNCU, dell'Istituto per
l'innovazione e trasparenza degli appalti e la contabilita'
ambientale (ITACA) e del Comitato Ecolabel.
2. Con successivo decreto del Ministero dello sviluppo economico
d'intesa con i Ministeri degli affari regionali e delle autonomie
locali, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare, e la Conferenza unificata sono
definite composizione e modalita' operative del Tavolo di confronto e
coordinamento di cui al comma 1.
3. Sono obiettivi e compiti del Tavolo di confronto e coordinamento
di cui al comma 1:
a) il monitoraggio dell'applicazione della normativa sulla
certificazione energetica degli edifici finalizzato a garantire le
piu' efficaci modalita' di trasferimento delle informazioni nei
confronti degli acquirenti e dei conduttori degli immobili e alla
massima diffusione e omogeneizzazione delle procedure sul territorio
nazionale;
b) il confronto e lo scambio di esperienze a supporto della
predisposizione dei programmi di cui al comma 3-bis dell'art. 9, del
decreto legislativo;
c) la formulazione di proposte per la realizzazione di un sistema
informativo regionale e nazionale, che favorisca la raccolta di dati,
in materia di certificazione energetica e di controllo per
l'efficienza energetica degli edifici;
d) la formulazione di proposte per l'adeguamento delle
disposizioni normative vigenti;
e) la formulazione di proposte per lo sviluppo di iniziative
coordinate di informazione dei cittadini favorendo lo scambio di
strumenti e l'ottimizzazione delle risorse disponibili;
f) valutazione dei costi di mercato e delle condizioni di accesso
al servizio di certificazione energetica degli edifici, sentiti i
Consigli nazionali dei professionisti;
g) la formulazione di proposte inerenti lo sviluppo di
certificazioni e marchi volontari di qualita' energetico-ambientale;
h) le proposte volte ad assicurare la piu' ampia pubblicita' delle
condizioni di svolgimento del servizio di certificazione;
i) la promozione del ravvicinamento degli strumenti regionali di
certificazione energetica degli edifici alle Linee guida, di cui
all'art. 3, comma 5.



Art. 6.


Disposizioni finali


1. Gli attestati di certificazione hanno una validita' temporale
massima di dieci anni, ai sensi del comma 5, dell'art. 6 del decreto
legislativo. Tale validita' non viene inficiata dall'emanazione di
provvedimenti di aggiornamento del presente decreto e/o introduttivi
della certificazione energetica di ulteriori servizi quali, a titolo
esemplificativo, la climatizzazione estiva e l'illuminazione.
2. La validita' massima dell'attestato di certificazione di un
edificio, di cui al comma 1, e' confermata solo se sono rispettate le
prescrizioni normative vigenti per le operazioni di controllo di
efficienza energetica, compreso le eventuali conseguenze di
adeguamento, degli impianti di climatizzazione asserviti agli
edifici, ai sensi dell'art. 7, comma 1, del decreto legislativo. Nel
caso di mancato rispetto delle predette disposizioni l'attestato di
certificazione decade il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in
cui e' prevista la prima scadenza non rispettata per le predette
operazioni di controllo di efficienza energetica.
3. Ai fini del comma 2, i libretti di impianto o di centrale di cui
all'art. 11, comma 9, del decreto del Presidente della Repubblica 26
agosto 1993, n. 412, sono allegati, in originale o in copia,
all'attestato di certificazione energetica.
4. Ai sensi dell'art. 6, comma 5, del decreto legislativo
l'attestato di certificazione energetica e' aggiornato ad ogni
intervento di ristrutturazione, edilizio e impiantistico, che
modifica la prestazione energetica dell'edificio nei termini
seguenti:
a) ad ogni intervento migliorativo della prestazione energetica a
seguito di interventi di riqualificazione che riguardino almeno il
25% della superficie esterna dell'immobile;
b) ad ogni intervento migliorativo della prestazione energetica a
seguito di interventi di riqualificazione degli impianti di
climatizzazione e di produzione di acqua calda sanitaria che
prevedono l'istallazione di sistemi di produzione con rendimenti piu'
alti di almeno 5 punti percentuali rispetto ai sistemi preesistenti;
c) ad ogni intervento di ristrutturazione impiantistica o di
sostituzione di componenti o apparecchi che, fermo restando il
rispetto delle norme vigenti, possa ridurre la prestazione energetica
dell'edificio;
d) facoltativo in tutti gli altri casi.
5. In relazione al premio per impianti fotovoltaici abbinati ad un
uso efficiente dell'energia previsti in attuazione dell'art. 7, del
decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, l'indice di prestazione
energetica, su cui determinare la riduzione per accedere al premio,
si determina esclusivamente con il metodo di calcolo di progetto di
cui al paragrafo 5.1, delle Linee guida di cui all'art. 3.
6. Le disposizioni di cui al presente decreto e ai suoi allegati
sono modificate e integrate con la medesima procedura.



Art. 7.


Modifica allegati al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e
successive modifiche ed integrazioni


1. All' allegato A, del decreto legislativo, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) nei commi 31 e 32, le parole: «l'equivalenza 9MJ = 1kWhe», sono
sostituite con le parole: «il valore di riferimento per la
conversione tra kWh elettrici e MJ definito con provvedimento
dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, al fine di tener
conto dell'efficienza media di produzione del parco termoelettrico, e
suoi successivi aggiornamenti.»;
b) nei commi 16 e 17 la parola. «consumo» e' sostituita da:
«fabbisogno».
2. I contenuti dell'allegato M, al decreto legislativo, sono
integralmente sostituiti da quelli dell'allegato B, al presente
decreto.
3. Alla lettera d), del comma 1, dell'allegato H, del decreto
legislativo, le parole da: «90+2logPn» a «espressa in kW», sono
sostituite con le seguenti: «X+2 log Pn; dove log Pn e' il logaritmo
in base 10 della potenza utile nominale del singolo generatore,
espressa in kW, ed X vale 90 per le caldaie a condensazione, e vale
88 per tutte le altre tipologie di caldaie.».



Art. 8.


Copertura finanziaria


1. All'attuazione del presente decreto si provvede con le risorse
umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente,
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Roma, 26 giugno 2009

Il Ministro dello sviluppo economico Scajola

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Prestigiacomo

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteoli

Per scaricare gli allegati consultare questo Link

Liguria Piano casa a tempo


Ventiquattro mesi di tempo, poi si torna allo status quo: ieri la giunta regionale ha varato il piano casa per recepire l'intesa con il governo, che prevede la possibilità di ampliare le costruzioni esistenti. Il testo di legge presentato dal presidente Claudio Burlando e dall´assessore all'Urbanistica, Carlo Ruggeri, prevede un meccanismo a tempo. «Poiché il provvedimento nasce nella logica dell´impulso all'economia - ha spiegato il presidente Burlando - avrà valore per due anni». Significa due anni di tempo per iniziare i lavori. La proposta che ora verrà trasmessa al consiglio regionale e che dovrebbe essere esaminata entro settembre, cerca di adattare al territorio ligure le due possibilità previste dal governo: allargare del 20 per cento i volumi esistenti e aumentarli del 35 per cento se si tratta di una demolizione e ricostruzione.

«Rispetto all'intesa tra Regioni e governo, noi abbiamo deciso di introdurre parametri ambientali e di equità», ha spiegato l'assessore Ruggeri. Il piano casa in Liguria vale solo per i volumi entro i mille metri cubi, che tradotto in metri quadri significa spazi di 300 metri tutto compreso. Le possibilità di aumentare gli ingombri saranno superiori per gli appartamenti piccoli (più 30 per cento per le case fino a 75 metri quadri) e diminuiranno mano a mano che aumenterà il volume, fino ad arrivare ad un più 10 per cento per le case oltre i 500 metri cubi. Potranno usufruire della possibilità di accrescere i volumi, le case di civile abitazione e gli edifici destinati ad uso socio-sanitario e socio-educativo. Restano esclusi gli edifici abusivi o che abbiano già usufruito di un condono, i centri storici, le aree demaniali, gli edifici di pregio vincolati come beni culturali. Nei Comuni costieri, l'aumento dei volumi sarà possibile solo nelle zone non protette dai piani paesistici.

E i parchi? «Sono esclusi il parco delle Cinque Terre e il parco di Portofino. Per i parchi dell'entroterra diciamo che il c'è la facoltà di applicare la legge. Abbiamo preferito che sia il singolo ente a decidere, perché nell´entroterra può trattarsi di agevolare la permanenza dei residenti». Quanto alla possibilità di aumentare del 35 per cento i volumi nel caso di demolizioni e ricostruzioni, «varrà solo per le strutture che i Comuni giudicheranno "incongrue": si potrà demolire e ricostruire altrove, per sostituire gli immobili che rappresentano un pericolo per l´incolumità, rischio idrogeologico, degrado».

giovedì 9 luglio 2009

ROMA: Prg e vincoli paesaggistici sull'Agro romanao


Che all’attuale maggioranza il Piano regolatore di stampo veltroniano non sia mai piaciuto un granché non è una novità. Tuttavia, di rimescolare le carte (a partita iniziata) e rimettere tutto in gioco sembra proprio che a questo punto, lassù in Campidoglio, nessuno ne abbia voglia. Questione di correttezza nei confronti degli imprenditori coinvolti nell’operazione. E di soldi. Già, perché se il Prg dovesse subire una paralisi per via del vincolo paesaggistico sull’Agro romano voluto dal ministero dei Beni culturali, svanirebbero ben 900 milioni d’investimenti, milione più, milione meno. Non c’è da stupirsi quindi se il provvedimento adottato dal Mibac, che andrebbe a compromettere lo sviluppo urbanistico nell’area compresa tra la Laurentina e l’Ardeatina, vasta oltre 5mila ettari, abbia acceso gli animi, dando seguito a battibecchi vari, ma anche a un’alleanza insolita, con Pd e Pdl che nella Capitale si dimostrano uniti contro i vincoli, sebbene l’opposizione parli di decisioni contradditorie (quelle all’interno del Pdl) e il centrodestra ribadisca le sue (arcinote) contrarietà al Piano.

Ma queste sono solo chiacchiere, tafferugli di circostanza. Ciò che conta è che alla fine tutti si augurano che si riesca a trovare quanto prima una soluzione con il dicastero guidato da Sandro Bondi.
Il primo a sgranare gli occhi, appena ha appreso del provvedimento avviato dai Beni culturali, è stato Alemanno. Che, via via, ha incassato il sostegno dei suoi. «Condividiamo appieno la linea del sindaco e siamo convinti che non sia possibile modificare a colpi di vincoli la pianificazione urbanistica della città senza una concertazione con l’amministrazione comunale», ha detto Dario Rossin, capogruppo del Pdl al Comune. Sulla stessa linea d’onda Marco di Cosimo, presidente della commissione urbanistica, che si è riunita ieri alla presenza dell’assessore Marco Corsini per esaminare la situazione in seguito all’apposizione dei vincoli da parte del Mibac. «Continuiamo a non condividere le scelte urbanistiche del Prg approvate dalla precedente maggioranza - ha sottolineato Di Cosimo -, ma la nostra città ha bisogno di certezze, specialmente quando sono in ballo questioni importanti come l’emergenza abitativa e il recupero delle periferie». Dello stesso avviso della maggioranza anche il Pd che, a parte essersi soffermato sui dissidi in seno al Pdl, ha detto forte e chiaro che il vincolo paesaggistico sulle aree tra Laurentina e Ardeatina rappresenta un duro colpo alla pianificazione urbanistica. Unica voce fuori dal coro quella di Storace («se è stato preso un provvedimento di questo tipo un motivo ci sarà») il quale bolla questa improvvisa unità d’intenti fra le due compagini politiche come il tentativo d’ingraziarsi i costruttori. continua su il giornale.it

mercoledì 8 luglio 2009

Firmato il Secondo decreto sulla certificazione energetica degli edifici


E' stato firmato il decreto sulla certificazione energetica degli edifici che entrerà in vigore nei prossimi giorni con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

-Rendere trasparente la qualità energetica degli immobili - ha affermato il Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola - è un ulteriore passo avanti per garantire l’efficienza e il risparmio energetico e una maggiore sicurezza per i cittadini che acquistano una casa. L’obiettivo è quello di promuovere adeguati livelli di qualità dei servizi di certificazione, assicurarne l’utilizzo e la diffusione omogenea sull’intero territorio nazionale.

-I cittadini - ha concluso il Ministro Scajola - avranno così la possibilità di capire com'è stato realizzato l’alloggio che stanno acquistando dal punto di vista dell'isolamento, della coibentazione e degli impianti energetici, in che modo esso possa contribuire agli obiettivi di efficienza e risparmio energetico.

Il decreto, emanato in attuazione della Direttiva europea del 2002, definisce le linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici e gli strumenti di raccordo, concertazione, cooperazione tra lo Stato e le Regioni, alcune delle quali hanno già definito proprie procedure di certificazione, che si integrano alla normativa nazionale, nel rispetto delle peculiarità di ciascuna Regione. Il provvedimento segue il decreto del Presidente della Repubblica del 2 aprile scorso (n. 59), che fissa i requisiti energetici minimi per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni di quelli esistenti. Con queste nuove procedure, i cittadini che vendono la propria abitazione, potranno rispondere in modo più appropriato e con oneri assai contenuti all’obbligo di informare l’acquirente della qualità energetica dell’abitazione ceduta. Un altro regolamento definirà infine nelle prossime settimane le figure dei certificatori energetici (ingegneri, architetti, professionisti) abilitati al rilascio delle certificazioni.

martedì 7 luglio 2009

Lazio: TUTELA CENTRI STORICI

L'assessorato all'Urbanistica della Regione Lazio ha messo a punto la graduatoria dei 38 progetti in altrettanti Comuni del Lazio che beneficeranno di finanziamenti per il recupero e la tutela dei centri storici. 11.720.000 il finanziamento complessivo nel triennio 2009-2011. Il programma approvato, ai sensi della legge regionale 38/99 "Norme sul governo del territorio" prevede la realizzazione di opere pubbliche, in particolare la riqualificazione di strade, piazze, chiese, fontane, giardini, belvedere e monumenti. Fonte:Repubblica.it

Delle 110 domande dichiarate ammissibili 38 sono state finanziate. Gli interventi, tutti di gran rilievo sono stati selezionati in base a criteri che hanno tenuto conto soprattutto della qualita' architettonica e del livello di definizione del progetto".

Per la provincia di Roma sono finanziati interventi in 12 Comuni: Ardea, Campagnano di Roma, Rocca di Papa, Ariccia, Palestrina, Genzano di Roma, Bracciano, Castel Madama, Cervara di Roma, Casape, Arsoli e Jenne.
Per la provincia di Rieti finanziati interventi 6 Comuni: Rieti, Greccio, Pescorocchiano, Borbona, Belmonte in Sabina e Borgo Velino. Per la provincia di Frosinone finanziati interventi in 10 Comuni: Sant'Elia Fiumerapido, Monte San Giovanni Campano, Alvito, Casalvieri, Terelle, Fontana Liri, Amaseno, Casalattico, Broccostella e Vallemaio. Per la Provincia di Viterbo finanziati interventi in 9 Comuni: Acquapendente, Soriano nel Cimino, Capodimonte Carbognano, Calacata, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Faleria e Blera. Infine, per la provincia di Latina finanziati interventi in un Comune: Prossedi. Fonte: libero.it

Cosumo di suolo: Record di urbanizzazione in Lombardia: 55% del territorio


MILANO - Il suolo urbanizzato in Lombardia cresce al ritmo di 103 mila metri quadrati al giorno. In meno di dieci anni il terreno «mangiato dalla città» è cresciuto di circa 23 mila ettari. A venire inghiottito dall'urbanizzazione è soprattutto il terreno agricolo, che ha visto ridurre la sua estensione di 26.728 ettari. Sono alcuni dei dati presentati oggi a Milano dall'Osservatorio Nazionale sul Consumo di Suolo, formato dall'Istituto Nazionale di Urbanistica, dal Diap del Politecnico di Milano e di Legambiente. Secondo il Primo rapporto nazionale sul consumo di suolo, la superficie urbanizzata in Lombardia è di 288 mila ettari.

Ogni lombardo può contare su una quota di cemento procapitepari a 310 metri quadrati. Quasi il 14% dell'intera superficie regionale è urbanizzata. Una percentuale che sale al 55% se si considerano solo le aree pianeggianti: il record nazionale. Dal 1999 nelle province di Bergamo, Brescia, Mantova, Pavia e Sondrio, il ritmo di crescita del suolo urbanizzato è stato tale da coprire un'area a volte superiore alla città capoluogo. In pratica, in dieci anni, in provincia di Bergamo, ad esempio, l'urbanizzazione del suolo è cresciuta ad un ritmo talmente serrato che è come se fosse nata un'altra città poco più grande del capoluogo. In provincia di Milano ogni giorno circa 25mila metri quadrati di suolo vengono inghiottiti dal cemento: un'area grande 1,5 volte Piazza del Duomo.

Lo studio, che fotografa l'«erosione» a livello nazionale, rivela che ogni giorno le città si mangiano 20 ettari di Pianura Padana, per una superficie pari a 12 volte piazza del Duomo di Milano o 28 volte piazza Maggiore a Bologna. A detenere il primato del cemento procapite con 581 metri quadri per abitante è il Friuli Venezia Giulia; segue l'Emilia Romagna con 456 mq per abitante, poi la Lombardia (310 mq a testa) e il Piemonte con 296.

Sotto esame anche la produzione di valore aggiunto agrozootecnico, un settore che dipende strettamente dalla disponibilità di suolo agricolo: in Lombardia, nel periodo 1999-2006 sono andati persi 26.778 ettari di superfici agricole, in gran parte (oltre 22mila ettari) divenuti urbanizzati, quindi persi irreversibilmente, il resto abbandonati o perchè in aree montane o perchè ridotti a scampoli dove l'interesse a coltivare terreni è crollato. Il risultato consolidato è quello di una regione in cui 288.000 ettari di superficie sono ormai «sigillati» dall'urbanizzazione: vuol dire che quasi il 14% dell'intera superficie regionale è urbanizzata ma, se ci riferiamo alle superfici della pianura (circa il 55% del territorio regionale), la Lombardia ha già consumato e coperto di cemento quasi un quarto dei suoi territori ad alta vocazione agricola. Fonte Corriere.it

NTC Tabella 3.1.II – Valori dei carichi d’esercizio per le diverse categorie di edifici


Riassunto

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NTC Tabella 3.1.I - Pesi dell’ unità di volume dei principali materiali strutturali


Riassunto

Resto del post

Piano Casa Regione Lombardia: le osservazioni dell'Ordine degli ArchitettiPPC


In merito alla delibera di Giunta relativa le 'Azioni straordinarie per lo sviluppo del patrimonio edilizio della Lombardia', il Consiglio dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Milano ha trasmesso in data 26 giugno 09 alla V Commissione Territorio del Consiglio Regione Lombardia le seguenti osservazioni:
Il progetto di legge persegue obiettivi condivisibili di rilancio dell’attività edilizia in Lombardia in una delle fasi più difficili della sua storia recente. Tuttavia molta parte delle innovazioni normative introdotte é già presente nella strumentazione urbanistica comunale ed il suo effetto rischia pertanto di non assumere il rilievo desiderato. Inoltre le nuove norme si innestano nella pianificazione urbanistica comunale in una fase particolarmente delicata: quella della sostituzione generale dei piani urbanistici vigenti coi nuovi Piani di Governo del Territorio. Questo in un panorama normativo che va facendosi sempre più intricato per la successione parossistica dei provvedimenti di legge nazionale e regionale con effetti diretti sul territorio.

In tale quadro, di per sé critico per l’attività dei progettisti e dei pianificatori, si colloca il progetto di legge per il quale riteniamo di dover avanzare alcune osservazioni che possono tradursi in altrettanti emendamenti al testo in discussione.
La maggiore preoccupazione alla base delle annotazioni che seguono riguarda l’impatto delle nuove volumetrie su contesti consolidati ed in molti casi afflitti da problemi di congestione volumetrica e di disordine urbanistico. Fenomeni che potrebbero venire accentuati da una applicazione indiscriminata di norme che, per il loro carattere generale, non possono tenere conto delle diverse condizioni operative locali.
Art. 2 Il testo appare orientato alla promozione della ricostruzione di parti dismesse di fabbricati esistenti ma non sembra aggiungere molto a quanto già frequentemente consentito dalla strumentazione urbanistica comunale.
Sembra comunque opportuno demandare alla pianificazione comunale il compito di indicare le condizioni di compatibilità del recupero per intero “... delle volumetrie e delle superfici edilizie ...” avendo riguardo alle caratteristiche del tessuto urbano nel quale sono collocate, al fine di evitare i possibili squilibri fra la nuova volumetria realizzabile e le densità in atto nei lotti vicini, ciò che può facilmente accadere nel caso del recupero ad uso residenziale dei fabbricati adibiti a depositi, officine, autorimesse frequentemente presenti nelle parti interne degli isolati urbani.
Andrebbe chiarito secondo quali modalità si debba calcolare il “volume esistente”, preferibilmente specificando il rimando alla disciplina contenuta nei piani comunali.
L’innovazione introdotta per il recupero dei fabbricati agricoli appare inadeguata a promuovere il riuso del vastissimo patrimonio di edilizia rurale, spesso di straordinario valore storico ed ambientale, lasciato cadere in rovina un po’ ovunque nel territorio lombardo.
Art. 3 Anche l’attribuzione di maggiorazioni volumetriche “una tantum” per villini e palazzine compare frequentemente nella pianificazione comunale e non rappresenta quindi una innovazione. Piuttosto andrebbe chiarita la possibilità di sommare le differenti maggiorazioni volumetriche consentite dai piani comunali, da diverse leggi regionali già in vigore e da questo nuovo testo.
Desta preoccupazione l’applicazione della maggiorazione volumetrica alla sostituzione all’interno dei “centri storici” di edifici incoerenti coi caratteri tipo morfologici degli stessi. Tale maggiorazione può risultare impraticabile in una buona maggioranza di casi in considerazione delle densità mediamente elevate che caratterizzano generalmente il tessuto edilizio dei centri. Densità e caratteristiche planivolumetriche che raramente sono in grado di accogliere l’inserimento di volumi maggiori di quelli già esistenti.
L’attribuzione alla “commissione per il paesaggio” del compito di valutare la coerenza dei fabbricati oggetto di intervento con “ ... le caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche ed ambientali ...” significa convertire tale commissione in un organo in grado di assegnare o negare diritti volumetrici: cosa del tutto impropria se non decisamente illegittima.
Non pare coerente con l’intendimento della legge l’esclusione dei fabbricati non residenziali dall’applicazione della maggiorazione volumetrica contemplata al comma 3. Ferma restando la necessità di prevedere la facoltà da parte dei comuni di valutare nei diversi casi la tollerabilità dell’incremento volumetrico, pare opportuno che l’incentivazione alla riconversione dei volumi inutilizzati venga applicata a tutti fabbricati e non solamente a quelli con destinazione residenziale fin dall’origine.
Non sembra credibile che i comuni pervengano entro il 15 settembre prossimo, con l’interruzione delle vacanze estive, all’individuazione delle aree produttive nelle quali consentire l’applicazione delle maggiorazioni volumetriche (comma 5).

Art. 4 Appare interessante l’indicazione di sfruttare le condizioni generalmente di bassa densità dei quartieri storici di “edilizia popolare” così come di avvantaggiarsi della maggiore centralità e della buona accessibilità col trasporto pubblico da questi acquisita con l’espandersi della città.
La disposizione che limita l’intervento “ ... ai proprietari di immobili di edilizia residenziale pubblica ...”, ossia ai Comuni ed all’ALER, pare invece in contrasto con l’obiettivo di differenziare le presenze sociali evitando la formazione di “ghetti” o comunque la concentrazione di disagio sociale. Pare opportuno contemplare la possibilità di coinvolgere operatori privati, potenzialmente interessati ad operare in regime di edilizia convenzionata, differenziando in tal modo anche l’assortimento dei possibili assegnatari.
Preoccupa la facoltà di incremento generalizzato “ ... in misura non superiore al 40% della volumetria complessiva destinata a edilizia residenziale pubblica esistente nel quartiere.” In alcuni quartieri storici ed in alcuni contesti urbani una così rilevante densificazione può risultare indesiderabile. Pare importante istituire possibili forme di verifica da parte dei Comuni, in relazione ai caratteri specifici di ciascun quartiere.
Infine si deve considerare che molti dei quartieri ai quali potrebbe essere applicata la politica di densificazione costituiscono l’esito di studi e progetti accurati, alcuni dei quali di grande valore, frequentemente portati ad esempio nella letteratura sulla città e nell’insegnamento dell’architettura. La riprogettazione di tali quartieri deve essere condotta con altrettanta cura e attenzione ed il modo migliore per garantirle è il concorso di progettazione.

Milano, 26 giugno 2009

p. il Consiglio dell'Ordine
il Presidente
dr.arch. Daniela Volpi

Norme tecniche per le costruzioni entrata in vigore

Norme Tecniche per le Costruzioni
Il 23 giugno 2009 la Camera ha approvato con 261 voti favorevoli, 226 contrari e 9 astenuti la legge di conversione del Decreto Legge Abruzzo 39/2009.
Il testo approvato coincide con quello approvato dal Senato.
Tra le misure di carattere generale, l’entrata in vigore dal 1° luglio 2009 delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni.
Comma 1 bis art 1 che recita:
«Art. 1-bis. - (Misure urgenti in materia antisismica). – 1. All’articolo 20, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, e successive modificazioni, al primo periodo, le parole: "30 giugno 2010" sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2009" e il secondo periodo è soppresso».


3.03.2009 ore 11:30 - Norme Tecniche per le Costruzioni
E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 26.02.2009 n. 47, supplemento ordinario n. 27, la Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti approvata dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici "Istruzioni per l'applicazione delle "Nuove norme tecniche per le costruzioni" di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008.
Il documento allegato di 434 pagine è consultabile nel sito del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che sono scaricabili in formato pdf.

vedi anche questo post

EDILIZIA RURALE STORICA seconda parte



I fabbricati rurali sono sempre stati soggetti a mutamenti derivanti dalle esigenze del momento, i cambiamenti prodotti non hanno mai però alterato pesantemente la struttura originaria.
L'architettura rurale è stata condotta attraverso continui, seppur lenti mutamenti durante il corso della storia utilizzando esperienze e materiali locali.
Si comprende allora che il punto centrale del recupero dei fabbricati rurali non può condursi attraverso l'immutabilità, ma piuttosto attraverso il dialogo continuo dei fabbricati con le risorse locali.

Questo continuum fra struttura edificata ambiente ed esigenze aziendali deve essere riconosciuto ed affrontato come la storia ci ha insegnato: recuperare, trasformare, utilizzare e mai a sconvolgere.
Per mantenere in vita questo colloquio occorre conoscere la situazione dell'edilizia rurale che insiste su un territorio.




Purtroppo però le idealizzazioni romantiche hanno inevitabilmente finito per far coincidere l'essenza dell'architettura rurale con l'istintività, lo spontaneismo, il pittorico.
La civiltà rurale ha in se ben poco di istintivo; ogni sua manifestazione è stata frutto di adattamenti e di evoluzioni lentissime, di tradizioni, di comportamenti radicati e la casa contadina è la testimonianza piena di questa mentalità.
La casa rurale
Si forma e si trasforma attraverso l'assenza di ogni preoccupazione dogmatica, di ogni preordinato schema di facciata simmetrica, il valore estetico è intrinseco nella sua funzionalità.
La casa contadina presenta asimmetrie e dissonanze.
Rifugge dall'impianto prospettico scompone il volume per rivestire differenziati ambienti interni, celebra le tecniche costruttive artigianali, esalta il continuum in quanto concretizza un'immagine non finita.
E' fuor di dubbio che come la casa rurale anche il suo contesto va tutelato e salvaguardato.
Il paesaggio riveste allora una funzione importantissima sul territorio agricolo.
Nel paesaggio agricolo scompaiono barriere vegetali, ripartizioni dei campi coltivati, reti stradali e canali, impoverendo sempre di più la complessità delle strutture storiche, che fino a 50 anni fa avevano modellato nel corso dei secoli le aree rurali.
L'obbiettivo che si deve attuare riguarda la difesa del territorio dall'attacco dell'espansione urbana incontrollata.
Ma anche quello di ricostituire il paesaggio agrario che si è perso e salvaguardare quello che ancora è rimasto strutturalmente e morfologicamente quasi immutato.

Il problema, alquanto angosciante, è dunque di inventare dei modelli nuovi, per una società rurale che non si riesce a capire quali saranno le direzioni.

lunedì 6 luglio 2009

Niemeyer: Progetta ancora il futuro


L'ultimo dei moderni quest'anno farà centodue anni, ma ogni mattina alle nove si tuffa nel suo mondo fatto di matite e ci resta fino alle nove di sera, tracciando segni, coordinate, fantasie. Ha qualche problema solo con la vista, ma i medici non gli piacciono, non li vuole intorno, gli tolgono la concentrazione. Vive a Rio, affacciato sulla spiaggia di Copacabana. Fuma sigari, cubani, piccoli. La volontà però non è mai invecchiata. Progetta ancora il futuro lui che aveva vent'anni, quando Lindbergh attraversò l'Atlantico in solitaria, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti salivano sul patibolo, e a Marktl am Inn nasceva Joseph Alois Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI.
Oscar Niemeyer ha progettato più di cinquecento edifici sparsi in tutto il mondo, compresi, tanto per dirne qualcuno, la sede della Nazioni Unite di New York, il palazzo Mondadori di Segrate, la torre della Défence a Parigi, lo stadio Maracanà di Rio de Janeiro. Ma è diventato famoso per aver progettato una capitale intera, Brasilia, che doveva diventare la città più bella del mondo e che oggi più che altro è il centro di centinaia di sette religiose. Una città messa al mondo su un altopiano desertico nello Stato di Goias: misero insieme un cantiere gigantesco, migliaia e migliaia di operai, in meno di tre anni presentarono al mondo la realizzazione di un sogno: «Ho sempre cercato di fare un'architettura diversa. Brasilia può piacere o no, ma non somiglia a nulla di già visto».

Un'operazione costata più di due miliardi di dollari, per dirigere la quale l'«engenheiro arquiteto», così giurano, percepì lo stipendio di un normale impiegato. Oggi i conti li fa solo col presente, non ha tempo e voglia di rassegnarsi: «I bilanci non sono importanti. L'importante è uscirne come una persona che sa che la vita è un minuto, niente di importante». Dice di pensarla come Schopenauer: «Tutta la vita è espressiva: vedere, ridere piangere... ».
Uno dei suoi ultimi contributi è stato per un'opera italiana rimasta ferma per quasi nove anni bloccata dalla burocrazia e dalle polemiche: l'auditorium di Ravello, sulla costiera amalfitana, un gioiellino disegnato su trentasette tavole, che dovrebbe essere inaugurato il prossimo 25 settembre, alla fine del festival di Ravello, forse con un concerto di Riccardo Muti. Vicenza poi gli ha appena dedicato una mostra, Gucci si è ispirato a lui per la sua ultima collezione fatta di uomini candidi, Philippe Daverio è andato a intervistarlo per la Rai nel suo studio di Rio de Janeiro con la troupe di Passepartout «e l'ho trovato più lucido di me...». Qualche caduta di stile ce l'ha anche lui che ha fatto dello stile la sua vita: è uno dei cinquecento intellettuali brasiliani che ha firmato l'appello contro l'estradizione dell'ex terrorista Cesare Battisti. continua su ilgiornale.it

STANDARD MINIMI: LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ALBERGHI

11-2-2009 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 34
ALLEGATO
ALBERGHI AD UNA STELLA
SERVIZIO DI RICEVIMENTO
• assicurato 12 ore su 24
servizio di notte
• addetto disponibile a chiamata
servizio di trasporto bagagli negli orari in cui è garantito il ricevimento
• assicurato a mezzo carrello
servizio custodia
• in cassaforte dell'albergo
SERVIZI ALLE CAMERE
• servizio di pulizia nelle camere una volta al giorno
• cambio della biancheria da camera una volta alla settimana salvo diverse scelte del cliente
a tutela dell'ambiente
• cambio della biancheria da bagno due volte alla settimana salvo diverse scelte del cliente
a tutela dell'ambiente
SERVIZI VARI
• servizio fax e fotocopiatrice
SALE O AREE COMUNI
• almeno un'area per uso comune che può coincidere con la sala ristorante o colazione
• punto ristoro, anche con distributore automatico
SERVIZI IGIENICI E BAGNI AD USO COMUNE
• servizi igienici destinati ai locali e aree comuni e/o di somministrazione di alimenti e
bevande con gabinetto distinto per sesso
• bagni completi ad uso comune delle camere prive di bagno privato nella misura di un bagno
ogni 8 posti letto o frazione non serviti di wc con minimo di uno per piano
bagni privati nelle camere
• il numero dei locali bagno completi dotati di acqua calda e fredda deve corrispondere al
40% delle camere
CAMERE
• un numero minimo di sette camere
per quanto riguarda la superficie delle camere e bagni privati deve essere prevista
• per la camera singola una superficie minima di 8 metri quadrati al netto dei bagni privati
• per la camera doppia una superficie minima di 14 metri quadrati al netto dei bagni privati
• per ogni ulteriore posto letto una superficie minima di 6 metri quadrati al netto dei bagni
privati
• per il bagno privato completo una superficie minima di 3 metri quadrati
salve le deroghe previste da norme nazionali o regionali
DOTAZIONE DELL'ESERCIZIO ALBERGHIERO
riscaldamento
• in tutto l'esercizio esclusi gli alberghi con apertura limitata alla stagione estiva. In tali
strutture, qualora temporaneamente aperte in stagione non estiva, il riscaldamento deve
essere comunque assicurato in tutte le aree dell'esercizio effettivamente utilizzate.
dotazioni varie
• televisore ad uso comune
• apparecchio telefonico ad uso comune
DOTAZIONE DELLE CAMERE
• arredamento di base (letto con comodino o piano di appoggio per ogni posto letto, sedia o
altra seduta per letto, tavolino, armadio, specchio, cestino, punto luce sul comodino)
• lavabo dotato di acqua calda e fredda con specchio e presa di corrente (se privo di servizi
igienici)
• chiamata del personale con citofono o campanello
DOTAZIONE DEI BAGNI PRIVATI COMPLETI (lavabo, WC, bidet, vasca o doccia)
• chiamata di emergenza in tutti i servizi igienici (privati e comuni)
• asciugamani e teli bagno in numero adeguato agli ospiti e tappetino
• materiale d'uso per l'igiene della persona
• cestino rifiuti e sacchetti igienici
ALBERGHI A DUE STELLE
SERVIZIO DI RICEVIMENTO
• assicurato 12 ore su 24
servizio di notte
• addetto disponibile a chiamata
servizio di trasporto bagagli negli orari in cui è garantito il ricevimento
• assicurato a mezzo carrello
servizio custodia
« in cassaforte dell'albergo
SERVIZIO DI PRIMA COLAZIONE
• in sale o aree comuni destinate anche ad altri usi
SERVIZI ALLE CAMERE
• servizio di pulizia nelle camere una volta al giorno
• cambio della biancheria da camera due volte aila settimana salvo diverse scelte del cliente
a tutela dell'ambiente
• cambio della biancheria da bagno tre volte alla settimana salvo diverse scelte del cliente a
tutela dell'ambiente
SERVIZI VARI
• servizio fax e fotocopiatrice
SALE O AREE COMUNI
• di superficie complessiva, non inferiore a mq.4 per le prime 10 stanze, mq.l per ognuna
delle ulteriori stanze fino alla ventesima, mq.0,5 per ogni ulteriore stanza
• punto ristoro, anche con distributore automatico
SERVIZI IGIENICI E BAGNI AD USO COMUNE
• servizi igienici destinati ai locali e aree comuni e/o di somministrazione di alimenti e
bevande con gabinetto distinto per sesso
• bagni completi ad uso comune delle camere prive di bagno privato nella misura di un bagno
ogni 6 posti letto o frazione non serviti di wc con minimo di uno per piano
bagni privati nelle camere
• il numero dei locali bagno completi dotati di acqua calda e fredda deve corrispondere
allW/o delle camere


CAMERE
• un numero minimo di sette camere
per quanto riguarda la superficie delle camere e bagni privati deve essere prevista
• per la camera singola una superfìcie minima di 8 metri quadrati al netto dei bagni privati
• per la camera doppia una superfìcie minima di 14 metri quadrati al netto dei bagni privati
• per ogni ulteriore posto letto una superficie minima di 6 metri quadrati al netto dei bagni
privati
• per il bagno privato completo una superficie di 3 metri quadrati
salve le deroghe previste da norme nazionali o regionali
DOTAZIONE DELL'ESERCIZIO ALBERGHIERO
ascensore clienti (salve le deroghe previste da norme nazionali o regionali)
• obbligatorio per edifici superiori a due livelli (compreso i piani interrati qualora forniti,
anche in parte, di locali a servizio degli ospiti)
riscaldamento
• in tutto l'esercizio esclusi gli alberghi con apertura limitata alla stagione estiva. In tale
strutture, qualora temporaneamente aperte in stagione non estiva, il riscaldamento deve
essere comunque assicurato in tutte le aree dell'esercizio effettivamente utilizzate
dotazioni varie
• televisore ad uso comune
• apparecchio telefonico ad uso comune
DOTAZIONE DELLE CAMERE
• arredamento di base (letto con comodino o piano di appoggio per ogni posto letto, sedia o
altra seduta per letto, tavolino, armadio, specchio, cestino, punto luce sul comodino)
» sgabello o ripiano apposito per bagagli
• lavabo dotato di acqua calda e fredda con specchio e presa di corrente (se privo di servizi
igienici)
• chiamata del personale con citofono o campanello
DOTAZIONE DEI BAGNI PRIVATI COMPLETI (lavabo, WC, bidet, vasca o doccia)
• chiamata di emergenza in tutti i servizi igienici (privati e comuni)
• asciugamani e teli bagno in numero adeguato agli ospiti e tappetino
• materiale d'uso per l'igiene della persona
• cestino rifiuti e sacchetti igienici
—ALBERGHI A TRE STELLE
SERVIZIO DI RICEVIMENTO
• assicurato 16 ore su 24
servizio di notte
• addetto disponibile a chiamata
servizio di trasporto bagagli negli orari in cui è garantito il ricevimento
• assicurato a mezzo carrello
servizio custodia
• in cassaforte dell'albergo.
SERVIZIO DI BAR
• 12 ore su 24 con addetto
servizio di bar reso anche nelle camere
• 12 ore su 24 con addetto
SERVIZIO DI PRIMA COLAZIONE
• in sale o aree comuni destinate anche ad altri usi
SERVIZI ALLE CAMERE
• servizio di pulizia nelle camere una volta al giorno
• cambio della biancheria da camera due volte alla settimana salvo diverse scelte del cliente
a tutela dell'ambiente
• cambio della biancheria da bagno tre volte alla settimana salvo diverse scelte del cliente a
tutela dell'ambiente
LINGUE ESTERE
• una lingua
SERVIZI VARI
• divise per il personale
• servizio fax e fotocopiatrice
• servizio internet riservato agli alloggiati
SALE O AREE COMUNI
• sala ristorante (se previsto servizio)
" di superficie complessiva, esclusa l'eventuale sala ristorante, non inferiore a mq.4 per le
prime 10 stanze, mq.l per ognuna delle ulteriori stanze fino alla ventesima, mq.0,5 per ogni
ulteriore stanza (maggiorata del 10%)
• sala o area bar in locale comune
SERVIZI IGIENICI E BAGNI AD USO COMUNE
» servizi igienici destinati ai locali e aree comuni e/o di somministrazione di alimenti e
bevande con gabinetto distinto per sesso
bagni privati nelle camere
• il numero dei locali bagno completi dotati di acqua calda e fredda deve corrispondere al
100% delle camere
CAMERE
• un numero minimo di sette camere
per quanto riguarda la superficie delle camere e bagni privati deve essere prevista
• per la camera singola una superfìcie minima di 8 metri quadrati al netto dei bagni privati
• per la camera doppia una superficie minima di 14 metri quadrati al netto dei bagni privati
• per ogni ulteriore posto letto una superficie minima di 6 metri quadrati al netto dei bagni
privati
• per il bagno privato completo una superfìcie di 3 metri quadrati
salve le deroghe previste da norme nazionali o regionali
DOTAZIONE DELL'ESERCIZIO ALBERGHIERO
ascensore clienti (salve le deroghe previste da norme nazionali o regionali)
• obbligatorio per edifici superiori a due livelli (compreso i piani interrati qualora forniti,
anche in parte, di locali a servizio degli ospiti)
riscaldamento
• in tutto l'esercizio esclusi gli alberghi con apertura limitata alla stagione estiva. In tali
strutture, qualora temporaneamente aperte in stagione non estiva, il riscaldamento deve
essere comunque assicurato in tutte le aree dell'esercizio effettivamente utilizzate
dotazioni varie
• televisore ad uso comune
• apparecchio telefonico ad uso comune
DOTAZIONE DELLE CAMERE
• arredamento di base (letto con comodino o piano di appoggio per ogni posto letto, sedia o
altra seduta per letto, tavolino, armadio, specchio, cestino, punto luce su comodino)
» sgabello o ripiano apposito per bagagli
• televisore
• telefono obbligatorio abilitazione chiamata esterna
• cassetta di sicurezza (50% sul n. camere)
• chiamata del personale a mezzo telefono
DOTAZIONE DEI BAGNI PRIVATI COMPLETI (lavabo, WC, bidet, vasca o doccia)
• chiamata di emergenza in tutti i servizi igienici (privati e comuni)
• asciugamani e teli bagno in numero adeguato agli ospiti e tappetino
• oggettistica e materiale d'uso per l'igiene della persona
• asciugacapelli
• cestino rifiuti e sacchetti igienici
ALBERGHI A QUATTRO STELLE
SERVIZIO DI RICEVIMENTO
• assicurato 16 ore su 24
servizio di notte
« portiere di notte
servizio di trasporto bagagli negli orari in cui è garantito il ricevimento
• a cura di addetto
servizio custodia
• in cassette di sicurezza singole nelle camere
SERVIZIO DI BAR
» 16 ore su 24 con addetto
servizio di bar reso anche nelle camere
• 16 ore su 24 con addetto
SERVIZIO DI PRIMA COLAZIONE
« in sala apposita o ristorante
• servizio di prima colazione reso anche nelle camere negli orari previsti per la colazione
SERVIZIO DI RISTORANTE
» in sala apposita, se previsto il sevizio
SERVIZI ALLE CAMERE
• servizio di pulizia nelle camere una volta al giorno con riassetto pomeridiano
» cambio della biancheria da camera tutti i giorni salvo diverse scelte del cliente a tutela
dell'ambiente
« cambio della biancheria da bagno tutti i giorni salvo diverse scelte del cliente a tutela
dell'ambiente
LINGUE ESTERE
« due lingue
SERVIZI VARI
• servizio di lavaggio e stiratura biancheria ospiti con consegna entro le 24 ore
• divise per il personale
• servizio di parcheggio assicurato dalle 8 alle 22 per almeno il 50% delle camere
• servizio fax e fotocopiatrice
» servizio internet riservato agli alloggiati
LOCALI A SERVIZIO DEGLI ALLOGGIATI
• vano adibito a guardaroba e deposito bagagli
SALE O AREE COMUNI
• sala ristorante (se previsto servizio)
• di superficie complessiva, esclusa l'eventuale sala ristorante, non inferiore a mq.4 per le
prime 10 stanze, mq.l per ognuna delle ulteriori stanze fino alla ventesima, mq.0,5 per ogni
ulteriore stanza (maggiorata del 30%)
• sala o area bar in apposito locale
• sala o area prima colazione
• sala o area riservata per riunioni
SERVIZI IGIENICI E BAGNI AD USO COMUNE
• servizi igienici destinati ai locali e aree comuni e/o di somministrazione di alimenti e
bevande con gabinetto distinto per sesso
bagni privati nelle camere
• il numero dei locali bagno completi dotati di acqua calda e fredda deve corrispondere al
100% delle camere
CAMERE
• un numero minimo di sette camere
per quanto riguarda la superfìcie delle camere e bagni privati deve essere prevista
• per la camera singola una superficie minima di 9 metri quadrati al netto dei bagni privati
• per la camera doppia una superficie minima di 15 metri quadrati al netto dei bagni privati
• per ogni ulteriore posto letto una superficie minima di 6 metri quadrati al netto dei bagni
privati
• per il bagno privato completo una superficie di 4 metri quadrati
salve le deroghe previste da norme nazionali o regionali
DOTAZIONE DELL'ESERCIZIO ALBERGHIERO
ascensore clienti (salve le deroghe previste da norme nazionali o regionali)
• obbligatorio per edifici superiori a due livelli (compreso i piani interrati qualora forniti,
anche in parte, di locali a servizio degli ospiti)
riscaldamento
• in tutto l'esercizio esclusi gli alberghi con apertura limitata alla stagione estiva. In tali
strutture, qualora temporaneamente aperte in stagione non estiva, il riscaldamento deve
essere comunque assicurato in tutte le aree dell'esercizio effettivamente utilizzate
impianto di condizionamento dell'aria
• nei locali comuni e regolabile dal cliente nelle camere a quote altimetriche inferiori a 500
metri slm
dotazioni varie
• televisore ad uso comune
• apparecchio telefonico ad uso comune
DOTAZIONE DELLE CAMERE
• arredamento di base (letto con comodino o piano di appoggio per ogni posto letto, sedia o
altra seduta per letto, tavolino, armadio, specchio, cestino, punto luce su comodino)
• sgabello o ripiano apposito per bagagli
• poltrona
• televisore
• rete Tv satellitare
• telefono obbligatorio abilitazione chiamata esterna
• connessione a internet
• cassetta di sicurezza (100% sul n. camere)
• frigo bar
• chiamata del personale a mezzo telefono
DOTAZIONE DEI BAGNI PRIVATI COMPLETI (lavabo, WC, bidet, vasca o doccia)
• chiamata di emergenza in tutti i servizi igienici (privati e comuni)
• accappatoio da bagno a persona
• asciugamani e teli bagno in numero adeguato agli ospiti e tappetino
• oggettistica e materiale d'uso per l'igiene della persona
• asciugacapelli
• cestino rifiuti e sacchetti igienici
ALBERGHI A CINQUE STELLE
SERVIZIO DI RICEVIMENTO
• assicurato 24 ore su 24
servizio di notte
" portiere di notte
servizio di trasporto bagagli negli orari in cui è garantito il ricevimento
• a cura di addetto
servizio custodia
• in cassette di sicurezza singole nelle camere
SERVIZIO DI BAR
• 16 ore su 24 con addetto
servizio di bar reso anche nelle camere
" 24 ore su 24 con addetto
SERVIZIO DI PRIMA COLAZIONE
• in sala apposita o ristorante
• servizio di prima colazione reso anche nelle camere negli orari previsti per la colazione
SERVIZIO DI RISTORANTE
• in sala apposita
• servizio di ristorante reso anche nelle camere negli orari previsti per la ristorazione
SERVIZI ALLE CAMERE
• servizio di pulizia nelle camere una volta al giorno con riassetto pomeridiano
• cambio della biancheria da camera tutti i giorni salvo diverse scelte del cliente a tutela
dell'ambiente
" cambio della biancheria da bagno tutti i giorni salvo diverse scelte del cliente a tutela
dell'ambiente
LINGUE ESTERE
• tre lingue
SERVIZI VARI
• servizio di lavaggio e stiratura biancheria ospiti con consegna in giornata
• divise per il personale
• servizio di parcheggio 24 ore su 24 ore (80% delle camere)
• servizio fax e fotocopiatrice
• servizio internet riservato agli alloggiati
dotazioni varie
• televisore ad uso comune
• apparecchio telefonico ad uso comune
• ingresso protetto da portico o pensilina (salvo deroghe in caso di strutture soggette a vincoli)
DOTAZIONE DELLE CAMERE
• arredamento di base (letto con comodino o piano di appoggio per ogni posto letto, sedia o
altra seduta per letto, tavolino, armadio, specchio, cestino, punto luce su comodino)
• sgabello o ripiano apposito per bagagli
• poltrona
• televisore
• rete Tv satellitare
• telefono obbligatorio abilitazione chiamata esterna
• connessione a internet
• cassetta di sicurezza (100% sul n. camere)
• frigo bar
• misure atte a ridurre i rumori
• chiamata del personale a mezzo telefono
DOTAZIONE DEI BAGNI PRIVATI COMPLETI (lavabo, WC, bidet, vasca o doccia)
• chiamata di emergenza in tutti i servizi igienici (privati e comuni)
• accappatoio da bagno a persona
• asciugamani e teli bagno in numero adeguato agli ospiti e tappetino
• oggettistica e materiale d'uso per l'igiene della persona
• asciugacapelli
• cestino rifiuti e sacchetti igienici
LOCALI A SERVIZIO DEGLI ALLOGGIATI
• vano adibito a guardaroba e deposito bagagli
SALE O AREE COMUNI
• sala ristorante
• di superficie complessiva, esclusa l'eventuale sala ristorante, non inferiore a mq.4 per le
prime 10 stanze, mq.l per ognuna delle ulteriori stanze fino alla ventesima, mq.0,5 per ogni
ulteriore stanza (maggiorata del 50%)
• sala o area bar
• sala o area soggiorno/lettura/divertimento
• sala o area prima colazione
• sala o area riservata per riunioni
SERVIZI IGIENICI E BAGNI AD USO COMUNE
• servizi igienici destinati ai locali e aree comuni e/o di somministrazione di alimenti e
bevande con gabinetto distinto per sesso
bagni privati nelle camere
• il numero dei locali bagno completi dotati di acqua calda e fredda deve corrispondere al
100% delle camere
CAMERE
• un numero minimo di sette camere
per quanto riguarda la superficie delle camere e bagni privati deve essere prevista
• per la camera singola una superficie minima di 9 metri quadrati al netto dei bagni privati
• per la camera doppia una superficie minima di 16 metri quadrati al netto dei bagni privati
• per ogni ulteriore posto letto una superficie minima di 6 metri quadrati al netto dei bagni
privati
• per il bagno privato completo una superficie di 5 metri quadrati
salve le deroghe previste da norme nazionali o regionali
DOTAZIONE DELL'ESERCIZIO ALBERGHIERO
ascensore clienti (salve le deroghe previste da norme nazionali o regionali)
• obbligatorio per edifici superiori a due livelli (compreso i piani interrati qualora forniti,
anche in parte, di locali a servizio degli ospiti)
• ascensore di servizio o montacarichi (salve le deroghe previste da norme nazionali o
regionali) riscaldamento
• in tutto l'esercizio, esclusi gli alberghi con apertura limitata alla stagione estiva. In tali
strutture, qualora temporaneamente aperte in stagione non estiva il riscaldamento deve
essere comunque assicurato in tutte le aree dell'esercizio effettivamente utilizzate
impianto di condizionamento dell'aria
• nei locali comuni e regolabile dal cliente nelle camere a quote altimetriche inferiori a 500
metri slm

domenica 5 luglio 2009

Renzo Piano - Atene, L'Opera House e la biblioteca statale sarà a emissioni zero, non avrà bisogno di energia, la troverà grazie alle fonti naturali.


«Oggi farò l'elogio del silenzio», dice Renzo Piano, mentre mi accoglie nel suo studio-eremo inerpicato sulle colline di Vesima, appena usciti da Genova, a Ponente. Per arrivare quassù si prende un elegante ascensore-funicolare di vetro che si arrampica sul precipizio e ti porta in questo studio tutto legno e vetrate, la cui sagoma segue le "fasce" del monte, sette o otto terrazze circondate dagli ulivi ciascuna delle quali sembra la tolda di una nave che si affaccia sul mare.
L'elogio del silenzio? Eravamo venuti per parlare dei nuovi progetti dell'architetto, il parlamento e il Teatro dell'Opera di Malta-La Valletta, la nuova biblioteca di Atene, i progetti in corso a Genova... Poi ne parliamo, dice l'architetto con un gesto, indicando che ora ha cose più cogenti da dire per andare al di là della cronaca, e immergersi nel profondo della sua ispirazione: «Io sono genovese, e la mia genovesità, che per tutta la vita ho manifestato con il mio carattere rustico, si è espressa soprattutto con il silenzio. In un'epoca in cui si fa l'elogio della chiacchiera, sento il bisogno di esprimere questo carattere che mi appartiene. Noi genovesi siamo accusati di essere tirchi, ma non è vero, siamo parsimoniosi. Di essere chiusi, ma è falso anche questo, siamo silenziosi. E questo luogo, che esiste da vent'anni, è il luogo del silenzio».

Piano racconta che la torre che sta costruendo a Londra, una torre altissima, trecento metri sul London Bridge, avrà sulla sommità una piccola stanza per la contemplazione che ospiterà la sede di un'associazione multireligiosa: «Anche quello sarà un luogo di silenzio, inserito in un edificio che rappresenta un modo nuovo di concepire la città, con soli 40 posti auto», spiega Piano, e vuole dire che l'architettura deve scoraggiare il trasporto privato.
«L'architettura è l'arte di costruire posti adatti al genere umano», dice: «Oggi va di moda una sorta di priapismo architettonico, più la fai grossa meglio è, e i giovani architetti si lasciano prendere da un'ansia da prestazione che è il contrario del silenzio, e anche del buon senso. In questa bottega cerchiamo di insegnare l'arte del silenzio a una dozzina di ragazzi che vengono qui a imparare da tutto il mondo».

La "bottega" è un laboratorio che sembra abbarbicato alla collina, dove lavorano sessanta persone che quasi non si vedono - sparse qua e là negli stanzoni che degradano verso il mare - e arrivano dai cinque continenti, in particolare dall'università di Harvard, con cui Piano ha stretto un intenso piano di collaborazione: «Quando io non ci sarò più, questo luogo sarà un pezzo di Harvard in Italia» ci racconta. Sono gli architetti migliori a venire qui da quelle università e spesso sono arroganti, sanno di essere bravi e si avvicinano alla professione senza umiltà: «Io li bastono, cerco di dar loro una lezione di silenzio e di umiltà. Devono imparare ad ascoltare».
Girando per questo studio appeso alla collina, entrando in una falegnameria che sembra la bottega di Michelangelo, si vedono spuntare modelli di pale eoliche affusolate e, appesi al muro, i disegni di impianti eolici di nuova concezione. Ma di questo oggi l'architetto non vuole parlare. Ci conferma il suo impegno etico nell'affrontare progetti dal risvolto ambientale e sottolinea di non credere nel gigantismo dei progetti eolici oggi in voga, con impianti alti 80 metri che pesano cento tonnellate: «Credo nella dimensione minuta, penso che le pale eoliche debbano muoversi come ali di libellula, dare un'idea di leggerezza e trasparenza». Ma degli impianti eolici che sta progettando non dice nulla, anche se in città gira voce che il minieolico di Piano sarà costituito da impianti alti 12 metri e che la prima installazione sarà sulla diga foranea genovese, centinaia di pale a creare una barriera leggera tra mare e porto. «Mi incuriosiscono questi piccoli progetti dove l'architetto diventa inventore e umanista, scienziato pazzo e sociologo», scherza.

E il Parlamento alla Valletta? Sarà costruito nel vuoto creato dalle bombe oltre sessant'anni fa, nel 1942: sarà un piccolo edificio da tremila metri quadrati, abbastanza per i cinquanta parlamentari di Malta, costruito usando la pietra dell'isola. Più in là, all'ingresso del porto, verrà abbattuta una "porta troppo magniloquente" costruita alcuni decenni fa per riempire il varco lasciato dalle bombe nelle mura storiche. «La decisione della città è di sbarazzarsi di quell'orrore e accettare che nelle mura del Cinquecento sia creato un varco attrezzato. Più che aggiungere, togliamo. Ricreiamo un accesso alla città non monumentale e presuntuoso ma leggero ed etereo». E proprio lì metterà mano al Teatro dell'Opera, anch'esso distrutto dai bombardamenti: «Abbiamo deciso di conservare quelle rovine e di costruirci dentro un teatro per la danza, il teatro, l'opera. Senza ricostruire l'edificio, ma accettando la memoria delle rovine causate dalla guerra. Sarà uno spazio pubblico a cielo aperto con una struttura leggera che realizza le condizioni acustiche e visive di queste funzioni». Continua su Repubblica.it

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Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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ENERGIA SEMPLICE

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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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