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mercoledì 5 agosto 2009

LAZIO: OSPEDALI A RISPARMIO ENERGETICO

(ANSA) - ROMA - 650mila euro per sviluppare il risparmio energetico negli ospedali della regione Lazio. 650 mila euro destinati alla diagnosi energetica e alla progettazione esecutiva degli interventi di riqualificazione energetica in 12 strutture ospedaliere identificate in tutto il Lazio E' partito, infatti, nei giorni scorsi il bando regionale, rivolto alle aziende specializzate nella gestione dell'energia, per l'efficientamento delle strutture ospedaliere che consentira' agli ospedali della Regione di incominciare a riqualificare il proprio patrimonio immobiliare sotto al profilo energetico. Al bando possono partecipare i grandi distributori obbligati di energia elettrica e gas e le societa' operanti nel settore dei servizi energetici (E.S.Co) accreditate presso l'Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG). Il bando e' attivo dal 28 luglio, data della pubblicazione sul Burl e rimarra' aperto per 90 giorni da questa data. ''Sviluppare questo tipo di interventi nelle aziende ospedaliere della nostra regione - afferma Filiberto Zaratti, Assessore all'Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio - ha una doppia valenza.

In primo luogo aggrediamo, in senso positivo, uno dei settori del terziario piu' energivoro, quello ospedaliero e mettiamo in moto, al tempo stesso, un meccanismo di risparmio virtuoso che alleggerira' i conti della sanita' pubblica, consentendo di spostare risorse dal consumo dell'energia ai servizi al cittadino. Il piano di rientro regionale attribuisce agli ospedali almeno un 20% di risparmio dei consumi energetici e cio' significa che e' possibile risparmiare almeno 13 milioni di euro l'anno ma, da una serie di analisi, emerge che questa cifra puo' crescere. Continua su ansa.it

L'opposizione di destra dice no al Piano casa della Regione Lazio


Se fosse un passo dei Promessi Sposi suonerebbe più o meno così: «Questo piano casa non s’ha da fare, né domani, né mai». E a dirlo non sarebbe una sparuta delegazione di «bravi», ma l’opposizione al gran completo, mai così compatta nell’osteggiare la versione marrazziana di un progetto che, non solo nel centrodestra, ha sollevato un’onda lunga di perplessità.
Lunedì, di fronte alla relazione dell’assessore Mario Di Carlo che si è riempito la bocca di termini evocativi e ha fatto i complimenti innanzitutto a se stesso, i consiglieri del Pdl hanno abbandonato in maniera teatrale l’emiciclo. Ieri, invece, la strategia è stata quella dell’ostruzionismo a oltranza, della guerra chiassosa delle parole, della protesta con il petto in fuori, esibita di fronte ai microfoni: sono stati presentati la bellezza di 840 emendamenti, in cui si è criticato ogni passaggio o quasi del testo licenziato dalle commissioni. E in cui, a ben vedere, sono riassunti tutti i dubbi che in quest’ultimo periodo sono stati sollevati e sbandierati di fronte a una maggioranza sorda e indifferente.
Uno dei primi a tuonare è stato Fabio Desideri, vicepresidente della Commissione Urbanistica alla Pisana: «Con il testo partorito dalla giunta - ha spiegato - non andremo da nessuna parte. Questo piano casa, così com’è stato formulato, è inutile. Deve essere totalmente riscritto per rispondere alle esigenze del territorio». Per riempire cioè i tanti «buchi», le lacune che vanno dalla prima casa all’«housing sociale», fino a quel pacchetto di norme che è difficile ricondurre alle tipologie di edilizia presenti sul territorio regionale. Lo ha rilevato anche Francesco Lollobrigida, consigliere oltre che coordinatore provinciale di Roma del Pdl, che ha acceso i riflettori su un’ulteriore criticità: «La Regione - ha detto - non ritiene necessario sentire il parere del Cal, il Consiglio per le autonomie locali, che invece dovrebbe essere preventivamente e obbligatoriamente consultato, perché qui si parla di modifiche urbanistiche».

Al presidente della Provincia Zingaretti si è appellato Donato Robilotta, affinché intervenga per bloccare quella che è stata una delegittimazione in piena regola proprio del Cal, da lui presieduto: «Trovo particolarmente ridicolo e paradossale il parere letto in aula - ha ribadito Robilotta - poiché la legge cambia delle norme urbanistiche che incidono sul territorio senza che ci sia stato alcun confronto con gli enti locali». È questo uno dei principali punti dolenti, insieme con il fatto che «il presunto piano casa della Regione Lazio non ha nulla a che fare con quello varato dal governo Berlusconi», come ha dichiarato un altro consigliere dell’opposizione, Romolo Del Balzo. «Quello - ha precisato - era semplice e lineare, utile e coerente. Questo è una sorta di calderone, un incomprensibile e inutile insieme di norme farraginose dove di casa sembra non si parli più». Così pure Luigi Celori, che lo ha bollato come un «guazzabuglio di norme che non dà risposte all’emergenza abitativa, non sana le ingiustizie in ambito agricolo e non dà soluzione al recupero delle aree di pregio. Poteva essere un’occasione per il rilancio dell’economia e invece, a fronte delle risorse che potranno essere stanziate in bilancio, si potranno costruire al massimo un centinaio di case, contro i 30mila alloggi pubblici che servirebbero». Ancora, Augusto Pigliacelli, ha definito il piano regionale «un documento confuso e pieno di compromessi al ribasso, incapace di realizzare i propri effetti».
Continua su il giornale.it

lunedì 3 agosto 2009

Rapporto ENEA "Energia e Ambiente 2008"


Comunicato stampa
Il Presidente, Luigi Paganetto, ha introdotto i lavori per la presentazione del Rapporto annuale dell’ENEA su Energia e Ambiente, cui hanno dato il loro contributo illustri esperti dell’industria, della Pubblica Amministrazione e della politica.
Il rapporto di quest’anno, ha detto Paganetto, ultimo dell’attuale gestione ENEA, sottolinea:
l’impatto della crisi economica sul sistema energetico, con scenari che evidenziano per un verso la riduzione dei consumi e, di conseguenza delle emissioni, per effetto del minor livello dell’attività economica e, per altro verso, la riduzione che la recessione determina sull’attività d’investimento del settore energetico;
l’importanza in generale dell’investimento in ricerca e tecnologia come strumento per affrontare la sfida energetica.
Tra le opzioni aperte nel quadro energetico italiano ribadisce:
la centralità dell’efficienza energetica come scelta per il breve medio periodo, e l’esigenza di concentrare l’attenzione sugli usi finali dell’energia, nel residenziale, nei trasporti e nell’industria, anche per i suoi effetti positivi sul sistema economico;
l’esigenza di guardare al ritorno al nucleare come una novità importante che si aggiunge, ma non è in alternativa, alle altre fonti, in particolare rinnovabili, e che consente il rientro in un settore tecnologico di cui occorre catturare l’evoluzione;
le fonti rinnovabili in quanto tecnologie sulle quali occorre investire in ricerca ed innovazione, anche per le opportunità che offrono a livello industriale, come mostrano i risultati ottenuti da Spagna e Germania;

’esigenza di mettere il massimo impegno sul trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca a quello dell’industria, per partecipare alla competizione tecnologica, che si è aperta nel mondo su energia e ambiente. L’impegno di ENEA sul solare termodinamico sta riscuotendo grande attenzione nel Mediterraneo e nel Sud-est asiatico;
l’attenzione che è necessaria porre sulle tecnologie energetiche a lungo termine, come il programma sulla fusione nucleare (ITER), dove occorre riaffermare con decisione il ruolo di leadership che il Paese, anche tramite l’ENEA, ha conquistato a livello internazionale.
Roma, 28 luglio 2009
Rapporto Energia e Ambiente 2008 - Analisi e Scenari
Executive Summary del Rapporto
FONTE: ENEA.it

Dpr n. 59 - Rendimento energetico, nuove regole, condizionamento estivo


Case appena costruite o completamente ristrutturate con criteri di risparmio energetico nuovi di zecca, che guardano non solo al minor consumo di carburante degli impianti durante l’inverno, ma anche al condizionamento estivo e al consumo di acqua calda sanitaria. Divieto di trasformazione degli impianti centralizzati in termoautonomi. Sono solo alcune delle novità contenute nel Dpr 2 aprile 2009, n. 59 (entrato in vigore il 25 giugno).
Ma andiamo con ordine, vedendo alcuni dei punti più rilevanti contenuti nella norma.
Condizionamento estivo. Nuove costruzioni, ampliamenti oltre il 20% dei volumi, ristrutturazioni di edifici oltre i 1.000 mq prevedono un calcolo delle necessità di condizionamento, tenendo conto di una temperatura media estiva contenuta in una norma tecnica Uni. In ogni caso negli edifici residenziali il consumo annuo di energia (quasi sempre si tratterà di elettricità), non deve superare i 40 kWh al metro quadro nei comuni più calde della Penisola (zone energetiche A e B) e i 30 kWh nelle altre.
Porte, finestre, muri, tetti. Non solo per le nuove costruzioni, ma anche nelle ristrutturazioni, manutenzioni straordinarie dell’involucro edilizio e ampliamenti di volume sotto il 20%, vanno rispettati certi valori di “trasmittanza termica” sia dei muri che di porte e finestre che dipendono sempre dalle zone energetiche del comune (vedi glossario). Il decreto pone come esempi il rifacimento di pareti esterne, di intonaci esterni, del tetto, del lastrico solare o delle loro 'impermeabilizzazioni. Nel calcolo dei valori, va tenuto conto dei “ponti termici”, cioè delle zone deboli in cui il freddo passa più facilmente (per esempio in corrispondenza ai pilastri che reggono l’edificio, o alle pareti assottigliate sotto le finestre, per contenere i caloriferi, o sopra, per i cassonetti delle tapparelle).

Sostituzione di caldaie o ristrutturazione di impianti. I nuovi apparecchi debbono avere certi rendimenti. Se la nuova caldaia ha più di 100 kW di potenza (grossomodo li raggiunge una centralizzata che serva da 5 appartamenti in su), occorre che un tecnico faccia anche una “diagnosi energetica”, cioè suggerisca con un calcolo costi-benefici delle opere edili o impiantistiche che permettano minori consumi, legato ai tempi in cui ci si ripaga l’investimento e si comincia a risparmiare sulle bollette. Occorre installare centraline o valvole termostatiche sui caloriferi che permettano la regolazione del calore locale per locale, su almeno due diversi livelli. Tali dispositivi, se l’impianto è centralizzato, debbono funzionare automaticamente, attraverso sensori e cronotermostati, cioè apparecchi che abbassino la temperatura di notte e la alzino di giorno.
La regolazione per zona della casa ha una sua logica: per esempio è meglio riscaldare di più il soggiorno, rispetto alle stanze d letto e ai bagni.
Limiti al termoautonomo. Nonostante il diffuso amore degli italiani per l’impianto individuale di riscaldamento, sono anni che non solo in Italia ma anche in tutta Europa si sta caldeggiando l’impianto centralizzato dotato di dispositivi di regolazione e di contatori di calore che permettono il calcolo dei consumi alloggio per alloggio (si parla di “impianto con contabilizzazione del calore”). Sono assicurati i vantaggi del termoautonomo e si evitano i suoi difetti (maggior consumo e inquinamento di tante caldaie rispetto a una sola, controlli più facili sulla sicurezza, affidati a ditte esterne). Il decreto non impone il contabilizzato, ma vieta la trasformazione di un centralizzato in tanti impianti termoautonomi. Fanno solo eccezione i casi, davvero molto rari, di impossibilità tecniche di installazione del centralizzato-contabilizzato.
Stufe a legna. Il “ritorno di fiamma” alle stufe a legna o a pellets va avvantaggiato, ma esse sono da agevolare o considerate comunque come fonti rinnovabili (con i vantaggi che ne derivano), solo se si tratta di apparecchi molto efficienti, alimentati con combustibili ammessi dalle norme tecniche e che scarichino fumi poco inquinanti. Insomma la vecchia stufa di ghisa o la cucina economica della nonna non vanno bene. Non è finita: sempre nei casi di opere importanti (dalla ristrutturazione dell’involucro edilizio alle nuove costruzione e agli ampliamenti) occorrerà prima di installarle assicurare una certa trasmittanza termica di pareti, finestre, soffitti e pavimenti.
Ventilazione e protezione dal sole. Tranne che nelle zone davvero fredde della Penisola (zone F), occorre assicurare nelle opere di ristrutturazione di tetti e pareti esterne anche una corretta ventilazione meccanica della casa e la protezione dei vetri dal surriscaldamento estivo. Quest’ultima è raggiungibile (stiamo semplificando un po’) attraverso tre sistemi diversi. Il primo è avere vetri con “ fattore solare” minore o uguale a 0,5. Il che significa che tali vetri debbono essere “trattati” in modo tale da ridurre per lo meno a metà l’apporto calorico dell’energia solare sulla loro superficie. Il secondo sistema (che è privilegiato per le nuove costruzioni) sta nell’apporre delle “schermature solari”, in genere all’esterno delle finestre. Si tratta di dispositivi mobili, che si estendono o si chiudono “a pacchetto” o a avvolgimento, autonomi dalla vetrata, e in genere costituiti da lame di alluminio, di legno o in tessuto per esterno (non c’entrano con le comuni veneziane, con le tapparelle o le imposte, che sono sistemi di oscuramento). Forse i più diffusi nell’immaginario collettivo sono le tende che sovrastano a pensilina le vetrine dei negozi e vengono in genere chiuse durante la notte. Il terzo sistema (ammesso per le ristrutturazioni) sono le pellicole adesive all’interno o all’esterno dei vetri. Le più conosciute sono quelle “a specchio” comuni in certi edifici ad uffici, ma ne esistono anche di più evolute (e costose) che filtrano soprattutto l’infrarosso permettendo meglio il passaggio della luce visibile e attenuando l’effetto specchio, giudicato da alcuni esteticamente poco piacevole.
Acqua calda. Nelle nuove costruzioni o in caso di sostituzione integrale di impianti, il 50% della produzione di acqua calda deve essere assicurato da fonti rinnovabili (in genere si tratterà di pannelli solari termici, ma ci sono altre soluzioni). Il limite é ridotto al 20 per cento per gli edifici nei centri storici.
Teleriscaldamento. Se una rete di teleriscaldamento (vedi glossario) passa a meno di un chilometro di distanza o anche se è stata progettata, occorre in caso di pere di ristrutturazione di un certo peso, predisporre l’impianto al collegamento in rete.
Fonte: CONFAPPI.it

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Notizie

News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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