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venerdì 4 settembre 2009

Cinquant'anni di architettura italiana mostra dedicata allo studio Valle (1957-2007)

Cinquant'anni di architettura italiana in tour nell'Estremo Oriente. La mostra dedicata al mezzo secolo dello studio Valle (1957-2007) sarà a Seul, Shanghai e Pechino da ottobre a febbraio. Curata da Cesare, Gianluca e Gianluigi Valle e organizzata dal ministero per i Beni e le Attività culturali, dalla Darc, dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il Paesaggio per il Comune di Roma e dalla Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio, la mostra è un'evoluzione di quella inauguratasi il 5 dicembre del 2007 nei suggestivi spazi dell'ex carcere minorile nel complesso monumentale del San Michele a Roma. Un percorso dal «minimo intervento» all'alta tecnologia, dall'estetica della massa dei primi progetti filtranti la «tradizione» alla sperimentazione di un'estetica della struttura in cui l'oggetto architettonico veniva progressivamente scarnificato delle proprie componenti ornamentali.

La selezione di alcuni dei numerosi progetti è stata oggetto di una valutazione accurata, ponderata non tanto sui riconoscimenti acquisiti dal singolo intervento o proposta, quanto piuttosto sull'apporto qualitativo ed evolutivo alle tematiche sperimentali sviluppate nel corso dei cinquanta anni di attività dello Studio.
La mostra in tournée in Estremo Oriente include, per la prima volta, il progetto presentato al concorso per il Padiglione Italiano per l'Esposizione Universale di Shanghai 2010, fondamentale alla comprensione della continuità di un discorso progettuale avviato, negli anni Settanta, dal Padiglione italiano «Expo 70» di Osaka. Osaka e Shanghai rappresentano, infatti, i due «antipodi» cronologici di una costante ricerca linguistica che dalle embrionali «megastrutture» del precedente giapponese condurrà, attraverso l'imprescindibile complessità strutturale delle sinusoidi del Terminal di Yokohama, alla scomposizione e ricomposizione delle «articolazioni complesse» dell'esempio cinese, divincolando la struttura da un ruolo esclusivamente statico e soggiogandola a principi estetico-figurativi.
Come afferma Franco Purini «l'importanza del lavoro di Tommaso Valle non è tanto nel suo approfondire gli aspetti tecnologici dell'architettura, quanto nell'aver cercato di spostare il concetto stesso di tecnologia. In effetti, in modo analogo a quanto avviene nell'opera di Renzo Piano, la tecnologia stessa non è considerata, come invece è dato constatare nel lavoro di Norman Foster o di Richard Rogers, un ambito specialistico, a volte così complesso da sfiorare un'ambigua ermeticità e da produrre un nuovo decorativismo. Nel lavoro di Tommaso Valle la tecnologia viene depurata dai contenuti più superficiali e dimostrativi e ricondotta a una misura architettonica, a un'armonia proporzionale, a una efficace semplicità degli apparati costruttivi. Tutto ciò per ottenere un'essenzialità espressiva del tutto inerente alla dimensione architettonica della forma...». La tecnologia appare, quindi, un «orizzonte estetico e sperimentale. E sotto questo punto di vista la scelta si pone in forte coerenza con una condizione tipicamente italiana: non l'atto tecnologico come espressione di un modernismo onnipotente ma piuttosto la tecnologia come ricerca di leggerezza, trasparenza, come annullamento della massa, dei suoi costi e sovrastrutture, come sperimentazione e insieme emozione, stupore capace di generare nel visitatore comune. Sono principi umanistici che autori come Nervi, Musmeci, Morandi hanno cercato di traghettare nella contemporaneità senza mediazioni linguistiche». Continua su ilgiornale.it

martedì 1 settembre 2009

Piano casa: il decreto sull'edilizia residenziale pubblica

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 191 del 19 agosto 2009 è operativo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che approva il "Piano nazionale di edilizia abitativa", previsto dalla Manovra finanziaria 2009. L'obiettivo è quello di garantire su tutto il territorio nazionale il rispetto dei livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo, per il pieno sviluppo della persona umana. Il Piano, attraverso la costruzione di nuove abitazioni o il recupero di quelle esistenti, mira, infatti, a incrementare l'offerta di abitazioni, da destinare prioritariamente alle categorie sociali più svantaggiate: a) i nuclei familiari a basso reddito, anche monoparentali o monoreddito;

b) le giovani coppie a basso reddito; c) gli anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate; d) gli studenti fuori sede; e) i soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio; f) altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1 della legge n. 9 del 2007; g) gli immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale o da almeno cinque anni nella medesima regione. Gli alloggi saranno realizzati con contributi statali, il cui onere potrà raggiungere il 30% del costo di realizzazione, acquisizione o recupero se offerti in locazione a canone sostenibile, anche trasformabile in riscatto, per una durata di 25 anni, e il 50% del costo per quelli locati per una durata superiore ai 25 anni. Nel caso di alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale l'onere a carico dello Stato potrà essere pari al costo di realizzazione. Le risorse finanziarie, individuate dal decreto legge 112, saranno ripartite con decreto del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, di concerto con il ministero dell'Economia, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del DPCM.

domenica 30 agosto 2009

Frosinone pianificazione con le regole del vecchio PRG e del Piano casa

Dopo quasi quarant'anni d'attesa, nel capoluogo si comincia a parlare concretamente di pianificazione. Protagonisti della «rivoluzione» urbanistica che dovrebbe portare allo sviluppo omogeneo della città e a migliori condizioni della viabilità, saranno i piani particolareggiati, in particolare il Cdr-Cdu relativo al Comprensorio direzionale recupero e al Comprensorio direzionale uffici. Un progetto che, in linea col vecchio Prg varato nel 1973 e finora rimasto inattuato, consentirà di realizzare 900mila metri cubi di nuova edificazione in città. Tutto nel «quadrato» delimitato dalla zona di via Monti Lepini, via Piave, via Marco Tullio Cicerone e via Aldo Moro. Un'edificazione che ovviamente dovrà rispettare gli standard urbanistici, specialmente in riferimento alle volumetrie insediabili, e rispondere a requisiti precisi come quelli indicati nel Piano casa regionale, di cui dovranno essere seguiti indirizzi e direttive. «In pratica - ha spiegato il sindaco, Michele Marini - saranno creati dei veri e propri quartieri modello a vocazione «mista», che oltre alle abitazioni prevedono centri direzionali, commerciali e aree verdi adibite a parchi e giardini».

Il piano sarà portato all'esame del Consiglio comunale a metà settembre, molto probabilmente nella seduta del 14. Ad illustrarlo sarà l'assessore all'Urbanistica, Fernando Picchi, cui l'amministrazione ha conferito l'incarico di dettare le strategie d'attuazione rispetto al Prg. L'iter prevede l'approvazione e la pubblicazione, un mese di tempo per la presentazione delle osservazioni da parte dei cittadini, il ritorno in Consiglio per le controdeduzioni (probabilmente intorno a novembre), poi la presentazione dei progetti e la richiesta dei permessi a costruire previsti già a dicembre. Si tratta di un piano attuativo, quindi non sarà necessario l'ulteriore passaggio in Regione. Con l'attuazione del piano Cdr-Cdu l'amministrazione andrà a riqualificare l'assetto urbanistico cittadino, ma anche a realizzare un riordino edilizio che in taluni casi consisterà in una vera e propria sostituzione del tessuto edilizio esistente, gravemente compromesso negli anni dall'abusivismo e dalla costruzione «confusa» che non ha permesso uno sviluppo razionale dell'agglomerato urbano. «Insomma, realizzeremo una piccola "Downtown ciociara" - ha concluso Marini - che diventerà un polo residenziale di richiamo per i cittadini della nostra provincia e di fuori. Sono previsti ben 15mila nuovi abitanti a Frosinone». Continua su iltempo.it

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News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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