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sabato 12 settembre 2009

Asolo, 9-12 settembre Convegno: Gli spazi pubblici: declino, difesa, riconquista

Nel corso delle prime tre giornate si ragionerà sui cambiamenti che nella società e nella città hanno determinato il declino dello spazio pubblico, e che possono aiutare a definire e sostanziare il “diritto alla città”; ci si soffermerà poi nel racconto di tre momenti della storia urbanistica del nostro paese in cui si è cercato di fare incontrare urbs, civitas e polis a partire dalle questioni della “città pubblica”; si affronterà infine una riflessione a tutto tondo sugli “standard urbanistici” e sul modo in cui si possono arricchire le indicazioni del decreto del 1968, tuttora il principale strumento di garanzia della città pubblica.

Il quarto giorno (12 settembre 2009) sarà interamente dedicato a un convegno nel quale la Scuola si aprirà all’esterno e coinvolgerà nel dibattito le associazioni, i comitati, le reti che lavorano sul territorio per la difesa e la rivendicazione degli spazi pubblici.

Le intenzioni del convegno

Negli anni del welfare urbano gli spazi pubblici hanno costituito l’obiettivo di significative lotte sociali, spesso coronate da successo. Oggi essi sono l’oggetto di fenomeni preoccupanti di degradazione, esclusione, commercializzazione, privatizzazione. Ma sono anche sempre più spesso l’obiettivo di azioni sociali per la loro difesa. In Italia e in Europa cresce il numero dei comitati, dei gruppi, delle associazioni, spesso tendenti ad aggregarsi in reti più ampie, per la loro difesa e promozione. Tra essi è presente, da alcuni anni, una Rete delle camere del lavoro – Cgil che è diventata protagonista, a livello nazionale e internazionale, della riflessione sull’attuale condizione urbana e, in molte città italiane, di azioni di stimolo e collaborazione per una migliore vivibilità ed equità per tutti gli abitanti.

Questa azione collettiva può costituire oggi il motore necessario per un rinnovamento del governo del territorio: questa è la speranza nella quale anche noi scommettiamo. È allora utile consolidare il ponte tra persone, gruppi e interessi diversi, stimolare la conoscenza e il dialogo, la condivisione di competenze ed esperienze, esigenze e bisogni diversi. A questo fine abbiamo organizzato un convegno pubblico, con la Camera del lavoro territoriale – Cgil di Padova e con Legambiente Padova, nel quale, oltre a rendere pubbliche le conclusioni delle tre giornate della scuola, ci proponiamo di discutere a partire da esse con i portatori di esperienze che vanno nella stessa direzione.

Il programma del convegno

Il Convegno inizierà alle 10,30 del 12 settembre e sarà aperto dal saluto di Emilio Viafora, segretario del Comitato regionale Cgil del Veneto e dall’intervento di Andrea Castagna, segretario della CdlT-Cgil di Padova; seguiranno una comunicazione sullo svolgimento e la conclusione della Scuola di eddyburg (Mauro Baioni, Edoardo Salzano, Ilaria Boniburini), e una relazione sul modello di società e di territorio che emerge dalle vertenze aperte nella società (Oscar Mancini, responsabile Ambiente e territorio del regionale veneto della Cgil).

Dopo una breve pausa per il pranzo Sergio Lironi (presidente onorario di Legambiente Padova) aprirà gli interventi dei rappresentanti delle reti, associazioni, comitati, movimenti presenti. Sono previsti, tra gli altri, interventi di Cesare Melloni (Rete delle Camere del lavoro – Cgil), Paolo Baldeschi (Rete toscana dei comitati per la difesa del territorio), Mario Agostinelli (Rete lombarda dei comitati per la difesa del territorio), Domenico Finiguerra (Stop al consumo di suolo), Marco Boschini (associazione Comuni virtuosi), Franco Arboretti (Associazione Il cittadino governante – Giulianova), Paolo Cacciari (Cantieri sociali-Carta)

Le conclusioni saranno tratte da una tavola rotonda cui parteciperanno Mario Agostinelli, Chiara Sebastiani, Oscar Mancini, Edoardo Salzano.

Moderatore del convegno sarà il giornalista Francesco Erbani
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venerdì 11 settembre 2009

Rapporto preliminare sullo stato attuale del settore solare nazionale

CNES - Commissione Nazionale per l'Energia Solare
Il rapporto, scaturito dai contributi di ciascun gruppo di lavoro della CNES, armonizzati dalla segreteria tecnica del Ministro e dalla Divisione IX-DSA del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sarà consultabile sul sito del MATTM per due mesi, in modo da raccogliere riflessioni e pareri che verranno presi in considerazione per la stesura del rapporto finale.

Attraverso l'analisi dei principali aspetti collegati al mercato del solare, il lavoro costituisce una fotografia della attuale situazione del settore in Italia e uno studio sulle potenzialità e le sfide da affrontare per la diffusione nel breve, medio e lungo termine, delle tecnologie solari in Italia: solare fotovoltaico (pdf, 1.333 KB), solare termico (pdf, 1.422 KB), con appendice sul solare termodinamico.

UNI TS 11300 - DM 26.6.09 materiale indicato nell'Allegato A delle linee Guida Nazionali per la certificazione (DM 26 giugno 2009)

Il CTI provvederà entro il mese di settembre a mettere a disposizione il materiale indicato nell'Allegato A delle linee Guida Nazionali per la certificazione (DM 26 giugno 2009) e per integrare lo "strumento nazionale di riferimento" per la certificazione del software commerciale. Nella pagina "UNI TS 11300" la "storia" delle UNI TS e i riferimenti dei Gruppi di Lavoro del CTI coinvolti.

DOCUMENTAZIONE DI RIFERIMENTO
LEGISLAZIONE EUROPEA:
- Decreto Comunitario 2002/91/CE
LEGISLAZIONE NAZIONALE:
- Legge n°10 del 10/01/1991
- D.Lgs 192 del 19/08/2005
- D.Lgs 311 del 29/12/2006
- D.Lgs 115 del 30/05/2008
- D.P.R. n° 59 del 02/04/2009: Regolamento di attuazione dell'art. 4, comma 1, lettere a) e b) del Decreto Legislativo del 19 agosto 2005, n°192, concernente l'attuazione della Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell'edilizia (G.U. n. 132 del 10 giugno 2009)
- D.M. del 26/06/2009: "Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici" (G.U. n° 158 del 10 luglio 2009)
LEGISLAZIONE DI RIFERIMENTO SUL RISPARMIO ENERGETICO E LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI

In Italia, le primissime Leggi sul risparmio energetico possono essere considerate la n°373 del 1976 e la "famosa" Legge n°10 del 1991. Quest'ultima, intitolata "Norme in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia", è nata con il preciso intento di regolamentare l'intero settore termotecnico e razionalizzare il più possibile i consumi di energia. Essa è stata, per molto tempo anche a livello europeo, uno dei principali punti di riferimento in questo campo, grazie soprattutto all'avanguardia dei suoi contenuti, come la divisione del territorio in aree geografiche con determinati periodi di esercizio e dati climatici quali le temperature medie mensili, le velocità dei venti e i coefficienti di esposizione. I due decreti che ne hanno regolamentato l'attuazione sono stati il DPR 412 del 1993 e il DPR 551 del 1999.

Tutta la recente normativa sul risparmio energetico parte invece dal 1997, anno in cui fu ratificato il cosiddetto "Protocollo di Kyoto", con il quale le Nazioni partecipanti si impegnarono a ridurre le emissioni di biossido di carbonio per una maggiore salvaguardia dell'ambiente. In Europa il Protocollo di Kyoto è stato recepito attraverso il Decreto Comunitario 2002/91/CE, che imponeva l'obbligo ai Paesi membri di sviluppare e adottare una metodologia per il calcolo dei consumi energetici degli edifici.

A livello nazionale quest'ultimo decreto è stato recepito attraverso il D.Lgs 192 del 19 agosto 2005: "Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia", successivamente corretto dal D.Lgs 311 del 29 dicembre 2006: "Disposizioni correttive ed integrative al D.Lgs 192 del 19 agosto 2005". Tuttavia, attualmente, mancano ancora i decreti attuativi e le linee guida per l'applicazione di questi ultimi decreti legislativi.

Il 3 marzo 2008 è stato pubblicato il D.Lgs 115, che aveva fra gli obiettivi quello di sopperire all'assenza dei decreti attuativi al D.Lgs 192, prescrivendo l'obbligo di riferirsi alla Norma UNI TS 11300 Parti 1 e 2 per il calcolo del fabbisogno energetico degli edifici e mandando in deroga le precedenti Norme UNI.

A livello Europeo il principale documento di riferimento rimane attualmente l'EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) del 2002, ma è in programma un recast di tale direttiva con l'obiettivo di rendere più semplice e chiaro il testo del documento e di incrementare l'efficacia di quest'ultimo, per poter raggiungere i target di risparmio energetico prefissati. Le revisioni riguarderanno principalmente il campo di applicazione della direttiva, la qualità dei certificati energetici rilasciati, i programmi di ispezione degli impianti di riscaldamento e di condizionamento, i requisiti di prestazioni energetiche e i livelli di classificazione degli edifici. Per maggiori informazioni: Recasting of the Directive
LEGISLAZIONE REGIONALE:
Regione Piemonte:
- Legge Regionale n°13 del 28/05/2007
Regione Lombardia:
- D.G.R. 5773 del 31/10/2007
- D.G.R. 15833 del 13/12/2007
Regione Liguria:
- Regolamento regionale n°6 del 08/11/2007
Regione Emilia Romagna:
- Delibera regionale n°1730 del 16/11/2007
per ulteriori info www.cti2000.it

A Correggio, in Emilia Romagna, una rete di piccoli impianti a biogas alimenterà grandi utenze pubbliche e private

Un Comune che guarda in avanti e scommette sulle bioenergie e in particolare sull'ambiente e le agro energie. Siamo nella pianura reggiana, a Correggio, dove la realtà agricola rappresenta una ricchezza per il territorio da valorizzare ulteriormente. L'idea degli amministratori, presa dalle aree dell'arco alpino e dai nostri vicini austriaci e tedeschi, ma ancora una novità per queste latitudini, è quella di creare un vero e proprio distretto energetico intorno al paese con una serie di centrali di quartiere di piccola potenza in grado di produrre energia elettrica. «Questa energia per ora verrà immessa nella rete Enel - afferma Davide Vezzani direttore di En.cor srl, la società costituita dal Comune di Correggio per operare nel campo delle fonti rinnovabili e della innovazione tecnologica, - ma in futuro, superate alcune difficoltà operative ancora presenti, speriamo di poterla distribuire direttamente ai cittadini. L'energia sarà prodotta in impianti di cogenerazione, quindi il calore prodotto sarà veicolato nella rete di teleriscaldamento che realizzeremo e che servirà soprattutto grandi utenze pubbliche, ma via via anche private. Su due di queste centrali prevediamo l'installazione di impianti ad assorbimento al bromuro di litio che, sfruttando il calore dell'acqua calda, producono aria refrigerata per il condizionamento in estate. Nelle mezze stagioni questo calore sarà invece usato per essiccare la biomassa umida per i gassificatori». continua su il sole24ore.com

Andrea Vici: architetto e ingegnere idraulico dello stato Pontificio

Il progetto "Andrea Vici: architetto e ingegnere idraulico dello stato Pontificio" approda alla seconda fase, ovvero la mostra, dopo la prima, ossia la pubblicazione dell'Atlante delle opere a cura dell'architetto Maria Luisa Polichetti con la collaborazione di Angela Montironi e Loretta Mozzoni.La mostra documentaria, curata dall'architetto George Frazzica, è dislocata in 6 comuni marchigiani: Arcevia, Jesi, Loreto, Offagna, Osimo e Treia, luoghi questi dove il Vici ha lasciato tracce consistenti del suo operato.La mostra è integrata da una seri di itinerari turistico-culturali curati dalla Cooperativa Artes in collaborazione con il Sistema Museale della Provincia di Ancona."Il progetto ci ha tenuti occupati tre anni - interviene così Ezio Capitani, presidente ERAP Ancona, che prosegue - ha inoltre coinvolto numerose persone e istituzioni. Ci sono stati momenti difficili nella realizzazione del progetto ma che sono stati superati con soddisfazione. Saranno presentate 6 mostre in 6 comuni, mostre diverse tra loro ma allo stesso tempo complementari"."Ciò che bisognerebbe approfondire - ha commentato Maria Luisa Polichetti - è la conoscenza del '700 nelle Marche e capire che importanza ha avuto, architettonicamente, nella conformazione del territorio. Vici è un architetto che nasce in provincia, ma non è "provinciale", infatti si è confrontato con Roma, centro mondiale dell'arte del '700". continua si gomarche.it

Nelle città italiane ci sono ancora 23 milioni di tonnellate d'amianto


Al lungo elenco dei risarcimenti per gli effetti sulla salute dovuti all'esposizione da amianto si aggiungono anche due militari della marina militare, per cui il ministero della Difesa ha riconosciuto 850mila euro come indennizzo ai familiari per la morte dei congiunti che avevano prestato servizio su navi imbottite d'amianto.

Per effetto di questo intervento da parte del ministero della Difesa anche per le famiglie di altre 300 vittime (sempre tra militari della marina) per cui è in corso un processo nei confronti dei vertici militari potrebbe essere riconosciuto il risarcimento, o almeno è quanto auspicano dal sindacato della marina.

L'amianto era presente in molte navi della marina militare a rivestimento di diverse parti: dalle tubature ai macchinari alle cabine e sino ad ora i casi di morti per mesotelioma pleurico, il tumore messo in diretta relazione con l'esposizione alla fibre d'asbesto, ha causato la morte di oltre 300 militari imbarcati. Che si aggiungono alla lunga lista dei casi già conosciuti per esposizione lavorativa che sono conosciuti attualmente nel nostro paese, cui vanno aggiunti quelli che insorgono per effetto di esposizioni familiari, domestiche o ambientali, per cui è presente una sorveglianza epidemiologica che copre 19 delle 21 regioni italiane.
La frazione identificata come dovuta ad esposizioni lavorative è vicina all'80% negli uomini, inferiore delle donne, mentre una cifra vicina al 10% dei mesoteliomi risulta associata ad esposizioni non lavorative, ma ambientali e domestiche e colpisce soprattutto le donne. Questa frazione è particolarmente elevata in situazioni locali, per l'effetto determinato da aziende del cemento-amianto, come esemplificano le situazioni di Casale Monferrato (Alessandria), Bari, Broni (Pavia) e i numerosi poli di insediamento della cantieristica navale e della decoimbentazione delle carrozze ferroviarie.

Casi cui nessuno restituirà la salute e né tanto meno la vita e per cui il risarcimento ai familiari è un atto simbolico ancorchè importante se non altro per ripagare le spese legali per vederselo riconoscere.
Resta il fatto che ancora la cifra dei mesoteliomi che si riscontra per cause non lavorative e come tali non ha diritto al risarcimento appare crescere, come emerge anche dai dati presentati ad un convegno sul tema lo scorso aprile a Padova. Mentre le bonifiche di quanto resta sul territorio languono anche a fronte dei censimenti, ancora non definitivi, che sono stati fatti dalle varie agenzie territoriali.

A 17 anni dalla messa al bando dell'amianto, la stima (appunto ancora di stima si parla dal momento che ancora quattro regioni non hanno consegnato alcun dato al riguardo) delle quantità ancora presenti nei vari ambienti urbani parla di 23 milioni di tonnellate.

Ed oltre a non avere dati esaurienti, non si è dato seguito alle bonifiche e alla pianificazione dei necessari siti dove smaltire questi materiali una volta rimossi, nonostante il termine del 2015, entro il quale l'amianto rinvenuto nell'ambiente dovrà essere totalmente smaltito, sia ormai davvero vicino.

Fonte: greenreport.it

giovedì 10 settembre 2009

Norme tecniche costruzioni NTC 2008 Videocommento parte prima

Il prof. Francesco Biasioli legge e commenta per www.euroconcrete.it il testo delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni - Capitoli 1 e 2



Non aggiungo gli altri tre video in quanto se interessano sono facilmente reperibili con youtube

martedì 8 settembre 2009

La discarica di Malagrotta: Nel primo anno di vita, l'impianto fotovoltaico realizzato sulla discarica ha prodotto oltre 1 milione di kWh


In attesa della definitiva chiusura della discarica romana di Malagrotta, al centro di infinite polemiche e di certo ormai neppure all'avanguardia dal punto di vista di un corretto conferimento dei rifiuti indifferenziati della capitale, c'è da segnalare invece un primo ma importante risultato che va nell'ottica della riqualificazione e riconversione dell'area.

Una parte della discarica romana infatti è già stata chiusa, bonificata e al suo posto è stata realizzata un anno fa una centrale fotovoltaica realizzata da Consorzio Laziale Rifiuti e Solar Integrated Technologies con la tecnologia a film sottile a marchio UNI-SOLAR®.

Installato su una superficie di 21.300 mq, l'impianto ha una potenza complessiva di 1 MWp così suddiviso: 752 kWp sulla falda sud della discarica e altri 245 kWp sul tetto piano di un edificio adiacente. L'impianto complessivo produce circa 1.350 MWh all'anno, evitando l'emissione di 1.257 tonnellate di CO2.
"A differenza dei tradizionali pannelli fotovoltaici, quelli flessibili non necessitano di costose strutture che li sorreggano. Possono, dunque, essere fissati direttamente al suolo senza deturpare l'ambiente circostante ed evitando i rischi di rottura dell'impianto dovuti alle oscillazioni costanti della terra - commenta Mauro Zagaroli, Direttore Tecnico di Consorzio Laziale Rifiuti, - Inoltre, i moduli UNI-SOLAR® producono maggiore energia. Tale produzione energetica è dovuta alle migliori prestazioni dei moduli in silicio amorfo Tripla Giunzione alle alte temperature".

Nel primo anno di vita, l'impianto realizzato sulla discarica di Malagrotta ha prodotto oltre 1,000,000 kWh cioè 1432 kWh/kWp dell'installato. Un valore molto alto visto che l'orientamento e l'inclinazione dei moduli non favoriva il massimo delle prestazioni garantite dai moduli UNI-SOLAR®. A Roma, ad esempio, un impianto fotovoltaico tradizionale installato in modo ideale produrrebbe solo circa 1300 kWh/kWp all'anno.

L'impianto realizzato a Malagrotta è un esempio di come discariche e aree dismesse quali cave abbandonate possano essere riqualificate e utilizzate per la produzione di energia. Sul territorio nazionale si registra una crescita costante di queste aree che possono essere restituite alla comunità mediante l'installazione di impianti fotovoltaici. Un sistema che ha il duplice vantaggio di permettere il recupero di queste aree ed evitare lo sfruttamento di terreni agricoli lasciati così alle coltivazioni.
Fonte: greenreport.it

Verifica straordinaria per gli ascensori


Il primo settembre è entrato in vigore il decreto del Ministro per lo sviluppo economico sulle nuove regole per migliorare la scurezza degli ascensori, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.189 del 17 agosto 2009. L'obiettivo è quello di adeguare allo stesso livello di sicurezza tutti gli ascensori in uso sul territorio italiano, molti dei quali obsoleti. In pratica, nel giro di cinque anni a partire dal primo settembre tutti gli impianti installati entro il 24 giugno 1999 dovranno essere sottoposti ad un'analisi dei rischi. Il mancato adeguamento a tali misure comporterà l'impossibilità di tenere in uso l'impianto. I destinatari dell'obbligo sono i proprietari degli impianti, amministratori, associazioni di piccoli proprietari immobiliari; imprese che effettuano manutenzione, riparazione e ammodernamento di ascensori; ASL e Ispettorato del lavoro. Il Provvedimento classifica le varie situazioni pericolose e fornisce azioni correttive che migliorino progressivamente e selettivamente la sicurezza di tutti gli ascensori esistenti. Elenca inoltre i rischi di livello (alto, medio e basso). Per valutare la situazione di rischio, sulla base delle norme di buona tecnica più recenti si deve richiedere e concordare una verifica straordinaria dell'impianto.

La verifica va fatta: entro il 1 settembre 2011 per gli ascensori installati prima del 15 novembre 1964; entro il 1 settembre 2012 per gli ascensori installati prima del 24 ottobre 1979; entro il 1 settembre 2013 per gli ascensori installati prima del 9 aprile 1991; entro il 1 settembre 2014 per gli ascensori installati prima del 24 giugno 1999.
Decreto del 23 luglio 2009

lunedì 7 settembre 2009

Procedura semplificata per il bonus del 55%

Non vi è più l’obbligo di acquisire l’attestato di qualificazione energetica per coloro che intendono usufruire della detrazione del 55% per la sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione, pompe di calore o impianti geotermici.

Le novita’ sono contenute nell’art.31, comma 1, della Legge 23 luglio 2009, n.99, pubblicata sul Supplemento Ordinario n. 136 alla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2009 ed entrata in vigore il 15 agosto.
Vedi articolo Legge 23 luglio 2009, n. 99
"Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in
materia di energia"

LINEE GUIDA Sicurezza sul lavoro

LINEE GUIDA E BUONE PRASSI

Le presenti linee guida sono state elaborate per indirizzare e facilitare i comportamenti dei soggetti della sicurezza, sia pubblici che privati, nella applicazione delle misure di salute e sicurezza, in particolari settori di attività, al fine di poter realizzare una più qualificata opera di prevenzione.

per l'esecuzione di lavori temporanei in quota con l'impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante ponteggi metallici fissi di facciata
Documento (formato .pdf - 333 Kb)
Allegato (formato .pdf - 295 Kb)

per la scelta, l'uso e la manutenzione delle scale portatili
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/6074EC05-2D2D-4FF0-92AE-F6CE7C89D386/0/scale.pdf(formato .pdf - 523 Kb)

per la scelta, l'uso e la manutenzione di dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto
Documento (formato .pdf - 550 Kb)

per l'esecuzione di lavori temporanei in quota con l'impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi
Documento (formato .pdf - 820 Kb)

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Circolare INAIL n. 43 del 25 agosto 2009 Sicurezza sul lavoro

Circolare INAIL n. 43 del 25 agosto 2009
Prime indicazioni operative sulla comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza


L’INAIL ha fornito, con la circolare n. 43 del 25 agosto 2009, le indicazioni operative relative alla procedura informatica per la comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), adempimento disciplinato dall’articolo 18, comma 1, lettera aa), recentemente modificato dal decreto legislativo n. 106 del 2009. Vai al sito INAIL .

Circolale INAIL n. 43 del 25 agosto 2009 (formato .pdf 33, 47 Kb)

Per apporfondimeti vai al sito web dell'INAIL

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Decreto legislativo 81/2008 in materia salute e sicurezza nei luoghi di lavoro testo coordinato al Decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106.

Decreto legislativo 81/2008 in materia salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Disponibile il testo coordinato con le modifiche introdotte dal Decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106


Disponibile il Decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro coordinato con le modifiche introdotte dal Decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106.

Per agevolare la consultazione del testo e facilitare la ricerca dei singoli articoli è stato inserito un indice con collegamenti ipertestuali.


Testo coordinato (formato .pdf 5,96 Mb)

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News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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ENERGIA SEMPLICE

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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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