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venerdì 13 novembre 2009

Quaderno della sicurezza nei cantieri edili

Il "Quaderno della sicurezza nei cantieri edili" è un opuscolo realizzato in collaborazione dall'U.O. Prevenzione e Sicurezza degli ambienti di lavoro dell'Ausl di Imola e dal Gruppo Provinciale Edilizia delle Aziende Usl di Imola e bologna, per fornire ai professionisti e alle aziende del settore edile informazioni dettagliate sull'applicazione delle norme in materia di tutela della salute e sicurezza nei cantieri.

mercoledì 11 novembre 2009

Circolare M. del L. sospensione dell'attività imprenditoriale

11 novembre 2009

Circolare n. 33 del 10 novembre 2009
Provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale di cui all'art. 14 D.Lgs. n. 81/2008, modificato dall'art. 11 del D.Lgs n. 106/2009

La Direzione generale per l’Attività Ispettiva, con circolare n. 33/2009, fornisce chiarimenti in ordine alla sospensione della attività imprenditoriale (articolo 14 del “testo unico” di salute e sicurezza sul lavoro, come (modificato dal recente D.Lgs. n. 106/2009).

In essa vengono, in particolare, individuate le condizioni in presenza delle quali è possibile per gli organi di vigilanza sospendere una attività di impresa superando – come necessario in ragione della profonda innovazione della disciplina normativa – ogni altra indicazione in passato sul tema fornita dal Ministero.
Fonte Min. del Lavoro

D.U.V.R.I. Documento Unico di Valutazione dei Rischi di Interferenza

Il DUVRI deve essere elaborato qualora una ditta esterna intervenga nell'unità produttiva per effettuare lavori di manutenzione o impiantare cantieri temporanei non soggetti all'obbligo di stesura del Piano di Sicurezza e Coordinamento, in conformità a quanto disposto dal dall'art. 26 del D.Lgs. 81/2008, ove recita:
« Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. »
(art. 26, comma 3 del D.Lgs. 81/2008)
La redazione di tale documento, quindi, deve essere promossa dall'azienda committente, sia essa pubblica o privata; quest'ultima è tenuta a contattare il proprio fornitore ed attivare tutte le procedure necessarie che portino alla definizione del DUVRI.
Il documento di valutazione contiene le principali informazioni/prescrizioni in materia di sicurezza che dovranno essere adottate dall' impresa per il servizio svolto al fine di eliminare le interferenze in ottemperanza all art.26, comma 3 del D. Lgs. 81/08 e al fine di promuovere la cooperazione e il coordinamento con le società che svolgono lavori e servizi in appalto.
Alcuni esempi di Duvri
SERVIZIO DI PULIZIA DEGLI UFFICI, DELLE STRUTTURE COMUNALI E DEGLI UFFICI GIUDIZIARI


Resto del post

martedì 10 novembre 2009

soggetti della sicurezza, sia pubblici che privati

LINEE GUIDA E BUONE PRASSI

Le presenti linee guida sono state elaborate per indirizzare e facilitare i comportamenti dei soggetti della sicurezza, sia pubblici che privati, nella applicazione delle misure di salute e sicurezza, in particolari settori di attività, al fine di poter realizzare una più qualificata opera di prevenzione.

per l'esecuzione di lavori temporanei in quota con l'impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante ponteggi metallici fissi di facciata
Documento (formato .pdf - 333 Kb)
Allegato (formato .pdf - 295 Kb)

per la scelta, l'uso e la manutenzione delle scale portatili
Documento (formato .pdf - 523 Kb)

per la scelta, l'uso e la manutenzione di dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto
Documento (formato .pdf - 550 Kb)

per l'esecuzione di lavori temporanei in quota con l'impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi
Documento (formato .pdf - 820 Kb)
Fonte: www.lavoro.gov.it/lavoro/sicurezzalavoro

Dossier sicurezza - Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro

10 novembre 2009

Dossier sicurezza
Pubblicato in allegato al Sole 24 ore

La Direzione Generale per l’Innovazione Tecnologica e la Comunicazione, la Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro e la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva hanno collaborato con il Sole 24 ore al Dossier sicurezza - Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro - pubblicato in allegato al Sole 24 ore del 9 novembre 2009.

Un dossier sulle strategie di prevenzione degli infortuni sul lavoro e di promozione dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro.

vai al Dossier (formato .pdf 2,87 Mb)

lunedì 9 novembre 2009

Ministero del Lavoro: circolare n. 30/2009 - Coordinatore sicurezza in fase di progettazione

2 novembre 2009

Circolare n. 30 del 29 ottobre 2009
Decreto legislativo 81/2008 e successive modifiche e integrazioni - Precisazioni

La Direzione generale per l'attività ispettiva e la Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro, rendono disponibile, on line, la Circolare n. 30 del 29 ottobre 2009 concernente l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 90, comma 11, decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modifiche e integrazioni.

vai alla Circolare n. 30 del 29 ottobre 2009 (formato .pdf 215,64 Kb)

Provincia di Roma: Piano Territoriale Provinciale Generale

l presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e l’assessore provinciale alle Politiche del Territorio e alla Tutela dell’Ambiente, Michele Civita hanno presentato il primo Piano Territoriale Provinciale Generale (PTPG).
Il Piano, adottato dal Consiglio Provinciale, porterà al trasferimento delle competenze in materia urbanistica dalla Regione Lazio alla Provincia di Roma.
A tal proposito si precisa che il Piano Territoriale Provinciale Generale è stato adottato con deliberazione n° 35 del 24.07.2009. L’adozione del Piano comporta l'entrata in vigore delle norme di salvaguardia ai sensi dell'art.25 della L.R. 38/99.

Per informazioni sulla materia si può inviare una e mail all’indirizzo di posta elettronica ufficiodipiano@provincia.roma.it , oppure contattare il Servizio 1(Pianificazione Territoriale) Dipartimento VI (Governo del Territorio) della Provincia di Roma - diretto dall’Architetto Fernanda Avarini - al numero telefonico 06 67666459, fax 0667666553.

Si ricorda che l’obiettivo del PTPG è quello di favorire il funzionamento metropolitano del territorio provinciale con uno sviluppo sostenibile e policentrico che aiuti l’integrazione e l’innovazione.

CHE COSA CAMBIA

Il piano è rivolto a tutti i 121 Comuni della provincia compresa Roma, il cui PRG, definitivamente approvato, è stato recepito nel PTPG tramite un assiduo lavoro di copianificazione.
La definitiva adozione del PTPG, il cui Schema era stato adottato nel febbraio 2008, rappresenta già un momento significativo nella procedura di formazione del Piano, in quanto fa scattare, secondo quanto previsto dalla Legge regionale di riferimento n° 38/99, le norme di salvaguardia. Quindi, con l’adozione del piano, la Regione dovrà acquisire il parere della Provincia nei procedimenti di approvazione dei PRG e delle varianti, fino alla definitiva approvazione del Piano.

Successivamente all’adozione del piano, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, convocheranno d’intesa entro 90 giorni la conferenza di copianificazione, che dovrà concludere i suoi lavori entro 30 giorni, per pervenire alla definizione di un Accordo di Pianificazione, che sarà sottoscritto dal Presidente della Regione e dal Presidente della Provincia. L’accordo verrà poi ratificato dalla Giunta Regionale e dal Consiglio Provinciale e sancirà la definitiva approvazione del Piano provinciale.

Successivamente alla pubblicazione del Piano sul BURL, le competenze in materia urbanistica si trasferiranno dalla Regione Lazio alla Provincia di Roma. L’amministrazione provinciale sarà direttamente responsabile nel dare parere di conformità tecnica ai Piani Urbanistici Generali Comunali o alle varianti richieste dai 121 comuni della provincia di Roma, compresa la Capitale.

Le principali novità che il Piano territoriale introduce sono:
Lo strumento della REP (Rete ecologica della Provincia di Roma), che assume la doppia valenza di sistema di valutazione della compatibilità ambientale e di criterio di riordino delle scelte di pianificazione. I Comuni avranno due anni di tempo per adeguare i propri strumenti urbanistici e un periodo di tempo che va da tre a cinque anni per redigere i nuovi PUCG, secondo le prescrizioni e le direttive indicate dal Piano e perseguire così uno sviluppo sostenibile degli insediamenti nel territorio della Provincia.

Uno sviluppo Policentrico del territorio per favorire lo sviluppo dei servizi e dei parchi produttivi di livello metropolitano, intorno alle grandi infrastrutture della mobilità, in particolare vicino alla rete ferroviaria, che si è invecchiata nel corso degli anni e che necessita di una forte cura. Per questo sono stati previsti nuovi investimenti per raddoppiare i binari, per elettrificare le linee, per riqualificare i nodi di scambio, le stazioni e per ristrutturare le reti con nuove tecnologie che garantiscono più sicurezza e aumento dell’offerta. Il Piano mira a creare le condizioni per alleggerire le funzioni e i servizi che oggi gravitano nel centro di Roma, ridistribuendo così opportunità di sviluppo all’hinterland. In questo modo si rafforza il “funzionamento metropolitano” del territorio provinciale, che sarà integrato nella sua diversità di ruoli e funzioni.
EXCURSUS STORICO

I lavori per la redazione del Piano sono iniziati nel dicembre 2004 con la Giunta Gasbarra, predisponendo fin dall’inizio un processo di condivisione e di informazione che si è articolato in varie fasi, anche attraverso incontri con rappresentanti istituzionali dei 121 Comuni della Provincia, di Comunità Montane, Enti Parco, Uffici Provinciali, associazioni ambientaliste, rappresentanti delle parti sociali, al fine di aggiornare i dati relativi agli strumenti urbanistici e agli strumenti della programmazione negoziata ed acquisire domande e bisogni espressi dal territorio.
Dopo l’adozione dello schema del PTPG, lo scorso 14 ottobre è stata avviata la "Conferenza di pianificazione", aperta per oltre un mese alla partecipazione dei cittadini, delle forze sociali, dell’associazionismo e del mondo economico.
Principali modifiche apportate al testo delle Norme di Attuazione del PTPG adottato
Il lavoro di revisione condotto sullo schema delle Norme di Attuazione si è svolto con l’ausilio di tecnici giuristi e urbanisti e ha tenuto conto delle circa mille osservazioni pervenute e dei temi emersi nella Conferenza di pianificazione, che ha svolto i propri lavori dal 14 ottobre 2008 al 18 novembre, con la partecipazione della Regione Lazio, degli Enti locali, delle principali associazioni ed organizzazioni di categoria presenti sul nostro territorio.
Le principali modifiche hanno riguardato:
• a semplificazione e lo snellimento delle Norme di attuazione, con l’eliminazione delle citazioni di normative nazionali e regionali o di provvedimenti di altre Amministrazioni, nonché di parti ripetitive o puramente descrittive.
• la ricerca di maggiore chiarezza del testo normativo, evitando la sovrapposizione di discipline sugli stessi temi, collegando articoli relativi allo stesso argomento e coordinando il Piano provinciale ai piani sovraordinati, in particolar modo al Piano Paesistico Regionale così da evitare contraddizioni tra la disciplina di salvaguardia e tutela da esso stabilita e la disciplina del Piano provinciale relativa, ad esempio, al Territorio agricolo tutelato.
• una rilevante riduzione del numero di norme prescrittive, dalle originali 45 alle attuali 26, al fine di rispettare pienamente le competenze dei Comuni in materia di localizzazioni e regimi urbanistici.
• migliore definizione delle procedure, delle prescrizioni e delle direttive che riguardano la redazione dei nuovi Piani Urbanistici Generali Comunali, il dimensionamento degli stessi, la redazione dei Master Plan previsti dei poli di sviluppo delle funzioni strategiche di livello provinciale ecc.
• una più efficace “sistematizzazione” dei due temi su cui si è maggiormente dibattuto:
• Rete ecologica provinciale (REP)
• Disciplina del Territorio agricolo tutelato
che, nella nuova formulazione risultano di più agevole applicazione da parte dei Comuni ai quali è affidato il compito di calare sul loro territorio, in ragione delle loro specifiche esigenze, la Rete Ecologica Provinciale, di cui il Territorio agricolo tutelato è parte essenziale, precisandone gli ambiti attraverso la Rete Ecologica Locale.Per informazioni sulla materia si può inviare una e mail all’indirizzo di posta elettronica ufficiodipiano@provincia.roma.it , oppure contattare il Servizio 1(Pianificazione Territoriale) Dipartimento VI (Governo del Territorio) della Provincia di Roma - diretto dall’Architetto Fernanda Avarini - al numero telefonico 06 67666459, fax 0667666553.

Si ricorda che l’obiettivo del PTPG è quello di favorire il funzionamento metropolitano del territorio provinciale con uno sviluppo sostenibile e policentrico che aiuti l’integrazione e l’innovazione.

CHE COSA CAMBIA

Il piano è rivolto a tutti i 121 Comuni della provincia compresa Roma, il cui PRG, definitivamente approvato, è stato recepito nel PTPG tramite un assiduo lavoro di copianificazione.
La definitiva adozione del PTPG, il cui Schema era stato adottato nel febbraio 2008, rappresenta già un momento significativo nella procedura di formazione del Piano, in quanto fa scattare, secondo quanto previsto dalla Legge regionale di riferimento n° 38/99, le norme di salvaguardia. Quindi, con l’adozione del piano, la Regione dovrà acquisire il parere della Provincia nei procedimenti di approvazione dei PRG e delle varianti, fino alla definitiva approvazione del Piano.

Successivamente all’adozione del piano, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, convocheranno d’intesa entro 90 giorni la conferenza di copianificazione, che dovrà concludere i suoi lavori entro 30 giorni, per pervenire alla definizione di un Accordo di Pianificazione, che sarà sottoscritto dal Presidente della Regione e dal Presidente della Provincia. L’accordo verrà poi ratificato dalla Giunta Regionale e dal Consiglio Provinciale e sancirà la definitiva approvazione del Piano provinciale.

Successivamente alla pubblicazione del Piano sul BURL, le competenze in materia urbanistica si trasferiranno dalla Regione Lazio alla Provincia di Roma. L’amministrazione provinciale sarà direttamente responsabile nel dare parere di conformità tecnica ai Piani Urbanistici Generali Comunali o alle varianti richieste dai 121 comuni della provincia di Roma, compresa la Capitale.

Le principali novità che il Piano territoriale introduce sono:
Lo strumento della REP (Rete ecologica della Provincia di Roma), che assume la doppia valenza di sistema di valutazione della compatibilità ambientale e di criterio di riordino delle scelte di pianificazione. I Comuni avranno due anni di tempo per adeguare i propri strumenti urbanistici e un periodo di tempo che va da tre a cinque anni per redigere i nuovi PUCG, secondo le prescrizioni e le direttive indicate dal Piano e perseguire così uno sviluppo sostenibile degli insediamenti nel territorio della Provincia.

Uno sviluppo Policentrico del territorio per favorire lo sviluppo dei servizi e dei parchi produttivi di livello metropolitano, intorno alle grandi infrastrutture della mobilità, in particolare vicino alla rete ferroviaria, che si è invecchiata nel corso degli anni e che necessita di una forte cura. Per questo sono stati previsti nuovi investimenti per raddoppiare i binari, per elettrificare le linee, per riqualificare i nodi di scambio, le stazioni e per ristrutturare le reti con nuove tecnologie che garantiscono più sicurezza e aumento dell’offerta. Il Piano mira a creare le condizioni per alleggerire le funzioni e i servizi che oggi gravitano nel centro di Roma, ridistribuendo così opportunità di sviluppo all’hinterland. In questo modo si rafforza il “funzionamento metropolitano” del territorio provinciale, che sarà integrato nella sua diversità di ruoli e funzioni.
EXCURSUS STORICO

I lavori per la redazione del Piano sono iniziati nel dicembre 2004 con la Giunta Gasbarra, predisponendo fin dall’inizio un processo di condivisione e di informazione che si è articolato in varie fasi, anche attraverso incontri con rappresentanti istituzionali dei 121 Comuni della Provincia, di Comunità Montane, Enti Parco, Uffici Provinciali, associazioni ambientaliste, rappresentanti delle parti sociali, al fine di aggiornare i dati relativi agli strumenti urbanistici e agli strumenti della programmazione negoziata ed acquisire domande e bisogni espressi dal territorio.
Dopo l’adozione dello schema del PTPG, lo scorso 14 ottobre è stata avviata la "Conferenza di pianificazione", aperta per oltre un mese alla partecipazione dei cittadini, delle forze sociali, dell’associazionismo e del mondo economico.
Principali modifiche apportate al testo delle Norme di Attuazione del PTPG adottato
Il lavoro di revisione condotto sullo schema delle Norme di Attuazione si è svolto con l’ausilio di tecnici giuristi e urbanisti e ha tenuto conto delle circa mille osservazioni pervenute e dei temi emersi nella Conferenza di pianificazione, che ha svolto i propri lavori dal 14 ottobre 2008 al 18 novembre, con la partecipazione della Regione Lazio, degli Enti locali, delle principali associazioni ed organizzazioni di categoria presenti sul nostro territorio.
Le principali modifiche hanno riguardato:
• a semplificazione e lo snellimento delle Norme di attuazione, con l’eliminazione delle citazioni di normative nazionali e regionali o di provvedimenti di altre Amministrazioni, nonché di parti ripetitive o puramente descrittive.
• la ricerca di maggiore chiarezza del testo normativo, evitando la sovrapposizione di discipline sugli stessi temi, collegando articoli relativi allo stesso argomento e coordinando il Piano provinciale ai piani sovraordinati, in particolar modo al Piano Paesistico Regionale così da evitare contraddizioni tra la disciplina di salvaguardia e tutela da esso stabilita e la disciplina del Piano provinciale relativa, ad esempio, al Territorio agricolo tutelato.
• una rilevante riduzione del numero di norme prescrittive, dalle originali 45 alle attuali 26, al fine di rispettare pienamente le competenze dei Comuni in materia di localizzazioni e regimi urbanistici.
• migliore definizione delle procedure, delle prescrizioni e delle direttive che riguardano la redazione dei nuovi Piani Urbanistici Generali Comunali, il dimensionamento degli stessi, la redazione dei Master Plan previsti dei poli di sviluppo delle funzioni strategiche di livello provinciale ecc.
• una più efficace “sistematizzazione” dei due temi su cui si è maggiormente dibattuto:
• Rete ecologica provinciale (REP)
• Disciplina del Territorio agricolo tutelato
che, nella nuova formulazione risultano di più agevole applicazione da parte dei Comuni ai quali è affidato il compito di calare sul loro territorio, in ragione delle loro specifiche esigenze, la Rete Ecologica Provinciale, di cui il Territorio agricolo tutelato è parte essenziale, precisandone gli ambiti attraverso la Rete Ecologica Locale.

Norme sul governo del territorio - Circolare Regione Lazio

Circolare interpretativa dell'art.57 della L.R. 22 dicembre 1999, n.38 (Norme sul governo del territorio) così come modificata dalla L.R. 16 aprile 2002, n.8

autorizzazione paesaggistica Regione Lazio: Proroga termine.

si rende noto che il Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78, recante "Provvedimenti anticrisi nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali" pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1 luglio 2009, ha prorogato il termine per l'applicazione del regime transitorio in materia di autorizzazione paesaggistica, previsto dall'art. 159 del D.Lgs. 42/04, al 31 dicembre 2009.
Pertanto i Comuni fino al 31 dicembre 2009, dovranno continuare ad utilizzare per le autorizzazioni paesaggistiche la disciplina transitoria prevista dall'art. 159 del D.Lgs. 42/04.

E' ugualmente prorogato alla stessa data il termine entro il quale le regioni dovranno procedere a verificare la sussistenza, in capo ai comuni delegati all'esercizio della funzione autorizzatoria in materia di paesaggio, dei requisiti di organizzazione e di competenza tecnico-scientifica stabiliti dall'articolo 146, comma 6 del D.Lgs. 42/204.
Si invitano pertanto tutti i Comuni, che ancora non abbiano adottato le misure previste dalla normativa vigente e comunque interessati a mantenere la funzione delegata in materia di autorizzazione paesaggistica, di provvedervi entro il nuovo termine e a farne tempestiva comunicazione alla Direzione Regionale Territorio e Urbanistica.
A breve inoltre la Direzione Regionale Territorio e Urbanistica procederà con l'organizzare degli incontri con i Comuni, suddivisi per provincia, al fine di illustrare le novità e gli adempimenti previsti dalla nuova normativa introdotta in tema di paesaggio.

domenica 8 novembre 2009

MILANO: alberi in piazza del Duomo

Architetto Gregotti, le piace l´idea di andare a passeggiare in piazza Duomo con le scarpe da trekking?
«L´idea di far diventare Milano più verde mi sembra bellissima, ma l´unico posto dove non vanno piantati degli alberi è la piazza del Duomo».

Vittorio Gregotti, uno dei massimi esponenti italiani dell´architettura contemporanea, uno che è ben più di un «archistar» perché la sua non è una fama recente né effimera, una firma rigorosa che ha sempre sfuggito le mode, sorride. È nel suo studio dalle parti di via San Vittore, immerso in mille progetti, e fa un po´ fatica a ragionare sull´ultima trovata che racconta il centro della città trasformato in un bosco. Quasi non ci crede. Ma se proprio deve rispondere facendo finta che si tratti di un progetto reale e non di una boutade, allora è categorico: no, non gli piace per niente. Anzi: gli sembra una cretinata.

«Quella piazza è storicamente consolidata con una struttura diversa: è il luogo deputato ad accogliere grandi eventi pubblici come assemblee, manifestazioni, comizi. Ed è così da un secolo e mezzo. Lì c´è la chiesa più importante della città... non è possibile trasformare quello spazio in un parco, significherebbe contraddire il suo carattere strutturale. Se l´idea è di piantare tre, quattro alberi negli angoli, allora è un altro discorso».
Continua su repubblica.it

scosse sismiche in Sicilia

(8 novembre) - Due scosse di terremoto, la prima di magnitudo 3 e la seconda di magnitudo 4.2, sono state registrate nella Sicilia centrale alle 7.50 e alle 7.51 dai sismografi dell'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia). L'epicentro è stato localizzato sui monti Nebrodi, al confine tra le province di Messina ed Enna: i paesi interessati dal sisma sono Capizzi, Cerami e Troina, dove la seconda scossa di magnitudo 4.2, durata una decina di secondi, ha provocato panico tra la popolazione che si è riversata per strada. Il terremoto è stato avvertito distintamente anche ad Enna, Gagliano, Castelferrato e Nicosia, sempre nell'Ennese, e anche in provincia di Palermo, a Lascari e Cefalù.
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News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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