lettera aperta del Presidente degli Architetti Massimo Gallione al Presidente del Consiglio

Roma, 20 gennaio 2010. "Occorre un nuovo concetto di riforma urbanistica che non continui a governare "il brutto", ma che inizi, invece, a programmare un consistente sviluppo della qualità architettonica anche attraverso il contenimento dei consumi energetici, il superamento dell'emergenza sismica e geologica, per ridare un senso civile e dignitoso alle periferie delle nostre città. Una grandissima parte dei 90 milioni di nuovi vani costruiti nel dopoguerra, sui 120 esistenti nel Paese, hanno drammaticamente bisogno di tutto questo".

E' questo uno dei passi più significativi della Lettera Aperta che il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Massimo Gallione, ha inviato - a nome degli oltre 145mila architetti italiani - al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Non è purtroppo sufficiente - scrive ancora Gallione - essere solerti e ben organizzati nelle emergenze, come accaduto in Abruzzo, ma è indispensabile predisporre piani, anche a lunga scadenza, affinché si riducano al massimo i danni causati da queste calamità. Occorrono programmi architettonici ed urbanistici che garantiscano il diritto primario dei cittadini alla "sicurezza dell'abitare".

Occorre riattrezzare il Sistema Paese per "rottamare" gli ultimi decenni di spreco, di inefficienza, di pericolosa spazzatura edilizia e ridare all'Italia bellezza, sicurezza e dignità".
"Occorre - si legge ancora nella Lettera Aperta - una rinnovata unità di intenti, politica e legislativa, tra le Istituzioni statali, regionali e comunali; occorrono uno sforzo economico del comparto pubblico, ma soprattutto incentivi che promuovano l'intervento privato; occorre una responsabile accelerazione e semplificazione delle procedure amministrative; occorre investire nella ricerca e nella qualità architettonica e tecnologica per affrontare nuove problematiche strutturali ed energetiche".

Gallione ricorda poi che accanto ad alcune fondamentali infrastrutture questa è la vera grande e prioritaria Opera di cui ha bisogno il nostro Paese. Questa è una grande ed irrinunciabile occasione per l'industria e l'economia italiane, così come lo è per la ricerca scientifica ed accademica e per le tante professionalità coinvolte, anche ai fini di contribuire a superare la grave crisi che pesantemente colpisce i progettisti italiani.
"Gli architetti italiani - conclude Gallione - vogliono essere in prima linea in questo piano e sosterranno tutte le proposte, alcune delle quali in parte già in Parlamento, che affronteranno questa grande Opera".

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