Roma: cambiare le periferie

«Nell'ambito delle strategie di riqualificazione delle periferie, volte al contenimento dell'espansione urbana, alla riduzione del consumo di suolo e allo sviluppo, la proposta del Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie del Comune di Roma si struttura intorno due assi strategici: da un lato, il recupero e la valorizzazione del patrimonio immobiliare dismesso o degradato e, dall'altro, il ricorso al social housing per contenere il mercato orientandolo verso la domanda delle giovani coppie e degli anziani. Con la prima strategia, si tratta di recuperare il tempo perduto dalla Capitale rispetto alle altri grandi città europee nel cogliere le opportunità urbanistiche ed immobiliari offerte dalla delocalizzazione produttiva e dalla rivoluzione logistica, lavorando con progetti di alta qualità al recupero delle aree urbane dismesse. Un'operazione volta a riconnettere con interventi di grande qualità i quartieri esterni con il centro urbano consolidato e a ricostruire i caratteri identitari compromessi.


Per queste ragioni, il Dipartimento ha lavorato alla stesura di un bando per il recupero di aree ed edifici degradati o dismessi, i cosiddetti "relitti urbani": uno strumento di natura sia ricognitiva, per comprendere meglio la complessità di una realtà diversificata e di non facile comprensione, che progettuale, richiedendo proposte la cui qualità architettonica e ambientale sarà il criterio principale di valutazione. Oggetto del bando sono i relitti industriali e logistici e le superficie produttive dismesse, quali cave e aree di stoccaggio, nonché i complessi residenziali in stato di grave abbandono.

Un intervento che, si stima, possa mobilitare almeno il 20% dei maggiori complessi in stato di degrado ed abbandono, ricavando da tale risanamento e valorizzazione, tramite la contribuzione straordinaria, almeno 400 milioni di euro per opere di urbanizzazione e qualificazione anche del loro immediato intorno urbano. Gli elementi qualificanti della proposta sono la realizzazione, a scomputo dei contribuiti straordinari, di una grande struttura pubblica di rilevanza cittadina e il principio della sostituzione edilizia come modalità privilegiata di intervento. Una vera e propria manovra urbanistica in densificazione e sostituzione dell'esistente, alternativa a quanto previsto dal vigente Piano Regolatore Generale.

Con la seconda modalità di intervento, che costituisce l'altro pilastro sui cui poggia l'azione del Dipartimento, il bando di housing sociale a Pietralata in prossimità della Stazione Tiburtina, la cui uscita è prevista entro il prossimo mese di luglio, rappresenta uno dei primi e maggiori programmi nel settore a totale carico dei privati realizzati in Italia. È prevista la realizzazione e gestione in concessione di un piccolo quartiere residenziale composto di 80 alloggi pubblici per l'affitto ERP, 50 da concedere a canone calmierato, altri 150 a riscatto finale e 275 appartamenti da vendere a prezzi convenzionati. Un intervento che, nel suo complesso, prevede la realizzazione di 555 alloggi, destinati prevalentemente a giovani coppie, con priorità per quelle con giovani figli, ed a quanti, non avendo i requisiti per gli alloggi popolari, trovano difficoltà ad accedere al libero mercato».

È quanto spiega in una nota il direttore del Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie del Comune di Roma, Francesco Coccia, nel corso del forum "Abitare a Roma, cambiare le periferie" in corso di svolgimento presso l'ex Mattatoio di Testaccio. L'evento, inserito nel calendario degli eventi ufficiali della Festa dell'Architettura, vede la partecipazione, tra gli altri, dell'Assessore alle Politiche per la Casa della Regione Lazio, Teodoro Buontempo e dell'Assessore ai Lavori Pubblici e alle Periferie del Comune di Roma, Fabrizio Ghera.

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