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lunedì 6 settembre 2010

Sicurezza dei lavori in cantiere legge 136/2010

LEGGE 13 agosto 2010, n. 136
Piano straordinario contro le mafie, nonche' delega al Governo in materia di normativa antimafia. (10G0162) (GU n. 196 del 23-8-2010 )
testo in vigore dal: 7-9-2010
...
Art. 4.
(Controllo degli automezzi adibiti al trasporto dei materiali).
1. Al fine di rendere facilmente individuabile la proprieta' degli automezzi adibiti al trasporto dei materiali per l'attivita' dei cantieri, la bolla di consegna del materiale indica il numero di targa e il nominativo del proprietario degli automezzi medesimi.

Art. 5.
(Identificazione degli addetti nei cantieri)
1. La tessera di riconoscimento di cui all'articolo 18, comma 1, lettera u), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, deve contenere, oltre agli elementi ivi specificati, anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. Nel caso di lavoratori autonomi, la tessera di riconoscimento di cui all'articolo 21, comma 1, lettera c), del citato decreto legislativo n. 81 del 2008 deve contenere anche l'indicazione del committente.

Note all'art. 5:
- Si riporta il testo dell'art. 18, e dell'art. 21, del
decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante
«Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123,
in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30
aprile 2008, n. 101, S.O.:
«Art. 18 (Obblighi del datore di lavoro e del
dirigente). - 1. Il datore di lavoro, che esercita le
attivita' di cui all'art. 3, e i dirigenti, che organizzano
e dirigono le stesse attivita' secondo le attribuzioni e
competenze ad essi conferite, devono:
a) nominare il medico competente per l'effettuazione
della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente
decreto legislativo;
b) designare preventivamente i lavoratori incaricati
dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta
antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di
pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo
soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza;
c) nell'affidare i compiti ai lavoratori, tenere
conto delle capacita' e delle condizioni degli stessi in
rapporto alla loro salute e alla sicurezza;
d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei
dispositivi di protezione individuale, sentito il
responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il
medico competente, ove presente;
e) prendere le misure appropriate affinche' soltanto
i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e
specifico addestramento accedano alle zone che li espongono
ad un rischio grave e specifico;
f) richiedere l'osservanza da parte dei singoli
lavoratori delle norme vigenti, nonche' delle disposizioni
aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e
di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi
di protezione individuali messi a loro disposizione;
g) inviare i lavoratori alla visita medica entro le
scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e
richiedere al medico competente l'osservanza degli obblighi
previsti a suo carico nel presente decreto;
g-bis) nei casi di sorveglianza sanitaria di cui all'
art. 41, comunicare tempestivamente al medico competente la
cessazione del rapporto di lavoro;
h) adottare le misure per il controllo delle
situazioni di rischio in caso di emergenza e dare
istruzioni affinche' i lavoratori, in caso di pericolo
grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di
lavoro o la zona pericolosa;
i) informare il piu' presto possibile i lavoratori
esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa
il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in
materia di protezione;
l) adempiere agli obblighi di informazione,
formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37;
m) astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da
esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere
ai lavoratori di riprendere la loro attivita' in una
situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e
immediato;
n) consentire ai lavoratori di verificare, mediante
il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza,
l'applicazione delle misure di sicurezza e di protezione
della salute;
o) consegnare tempestivamente al rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per
l'espletamento della sua funzione, copia del documento di
cui all'art. 17, comma 1, lettera a), anche su supporto
informatico come previsto dall'art. 53, comma 5, nonche'
consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati
di cui alla lettera r). Il documento e' consultato
esclusivamente in azienda;
p) elaborare il documento di cui all'art. 26, comma 3
anche su supporto informatico come previsto dall'art. 53,
comma 5, e, su richiesta di questi e per l'espletamento
della sua funzione, consegnarne tempestivamente copia ai
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il
documento e' consultato esclusivamente in azienda;
q) prendere appropriati provvedimenti per evitare che
le misure tecniche adottate possano causare rischi per la
salute della popolazione o deteriorare l'ambiente esterno
verificando periodicamente la perdurante assenza di
rischio;
r) comunicare in via telematica all'INAIL e
all'IPSEMA, nonche' per loro tramite, al sistema
informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di
lavoro di cui all'art. 8, entro 48 ore dalla ricezione del
certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati
e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che
comportino l'assenza dal lavoro di almeno un giorno,
escluso quello dell'evento e, a fini assicurativi, quelli
relativi agli infortuni sul lavoro che comportino
un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni. L'obbligo di
comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino
un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni si considera
comunque assolto per mezzo della denuncia di cui all'art.
53 del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
s) consultare il rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza nelle ipotesi di cui all'art. 50;
t) adottare le misure necessarie ai fini della
prevenzione incendi e dell'evacuazione dei luoghi di
lavoro, nonche' per il caso di pericolo grave e immediato,
secondo le disposizioni di cui all'art. 43. Tali misure
devono essere adeguate alla natura dell'attivita', alle
dimensioni dell'azienda o dell'unita' produttiva, e al
numero delle persone presenti;
u) nell'ambito dello svolgimento di attivita' in
regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di
apposita tessera di riconoscimento, corredata di
fotografia, contenente le generalita' del lavoratore e
l'indicazione del datore di lavoro;
v) nelle unita' produttive con piu' di 15 lavoratori,
convocare la riunione periodica di cui all'art. 35;
z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione
ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza
ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione
al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e
della protezione;
aa) comunicare in via telematica all'INAIL e
all'IPSEMA, nonche' per loro tramite, al sistema
informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di
lavoro di cui all' art. 8, in caso di nuova elezione o
designazione, i nominativi dei rappresentanti dei
lavoratori per la sicurezza; in fase di prima applicazione
l'obbligo di cui alla presente lettera riguardai nominativi
dei rappresentanti dei lavoratori gia' eletti o designati;
bb) vigilare affinche' i lavoratori per i quali vige
l'obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla
mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio
di idoneita'.
1-bis. L'obbligo di cui alla lettera r) del comma 1,
relativo alla comunicazione a fini statistici e informativi
dei dati relativi agli infortuni che comportano l'assenza
dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento,
decorre dalla scadenza del termine di sei mesi
dall'adozione del decreto di cui all' art. 8, comma 4.
2. Il datore di lavoro fornisce al servizio di
prevenzione e protezione ed al medico competente
informazioni in merito a:
a) la natura dei rischi;
b) l'organizzazione del lavoro, la programmazione e
l'attuazione delle misure preventive e protettive;
c) la descrizione degli impianti e dei processi
produttivi;
d) i dati di cui al comma 1, lettera r), e quelli
relativi alle malattie professionali;
e) i provvedimenti adottati dagli organi di
vigilanza.
3. Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e
di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del
presente decreto legislativo, la sicurezza dei locali e
degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni
o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni
scolastiche ed educative, restano a carico
dell'amministrazione tenuta, per effetto di norme o
convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. In tale
caso gli obblighi previsti dal presente decreto
legislativo, relativamente ai predetti interventi, si
intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari
preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro
adempimento all'amministrazione competente o al soggetto
che ne ha l'obbligo giuridico.
3-bis. Il datore di lavoro e i dirigenti sono tenuti
altresi' a vigilare in ordine all'adempimento degli
obblighi di cui agli articoli 19, 20, 22, 23, 24 e 25,
ferma restando l'esclusiva responsabilita' dei soggetti
obbligati ai sensi dei medesimi articoli qualora la mancata
attuazione dei predetti obblighi sia addebitabile
unicamente agli stessi e non sia riscontrabile un difetto
di vigilanza del datore di lavoro e dei dirigenti.».
«Art. 21 (Disposizioni relative ai componenti
dell'impresa familiare di cui all'art. 230-bis del codice
civile e ai lavoratori autonomi). - 1. I componenti
dell'impresa familiare di cui all'art. 230-bis del codice
civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi
ai sensi dell'art. 2222 del codice civile, i coltivatori
diretti del fondo, i soci delle societa' semplici operanti
nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli
commercianti devono:
a) utilizzare attrezzature di lavoro in conformita'
alle disposizioni di cui al titolo III;
b) munirsi di dispositivi di protezione individuale
ed utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al
titolo III;
c) munirsi di apposita tessera di riconoscimento
corredata di fotografia, contenente le proprie generalita',
qualora effettuino la loro prestazione in un luogo di
lavoro nel quale si svolgano attivita' in regime di appalto
o subappalto.
2. I soggetti di cui al comma 1, relativamente ai
rischi propri delle attivita' svolte e con oneri a proprio
carico hanno facolta' di:
a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo
le previsioni di cui all'art. 41, fermi restando gli
obblighi previsti da norme speciali;
b) partecipare a corsi di formazione specifici in
materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui
rischi propri delle attivita' svolte, secondo le previsioni
di cui all'art. 37, fermi restando gli obblighi previsti da
norme speciali.».

domenica 5 settembre 2010

E' morto l'architetto Walter Barbero - BERGAMO

È morto venerdì sera 3 settembre Walter Barbero, uno degli architetti che più hanno contribuito - soprattutto nel periodo della collaborazione «a otto mani» con Giuseppe Gambirasio, Baran Ciagà e Giorgio Zenoni - al rinnovamento architettonico della Bergamo degli ultimi decenni.

Ma chi l'ha conosciuto non fonda sull'aspetto professionale il suo cordoglio: la qualità dei suoi lavori poggiava su una ricca umanità, il tratto discreto, ma fermo, la pacata ma raffinata capacità di pensiero, l'attenzione alla concretezza dei rapporti e dei bisogni delle persone, la curiosità che ispirava una rara apertura culturale.

Barbero, che da un paio d'anni conviveva con molta dignità con il tumore che l'avrebbe ucciso, era nato a Roma 69 anni fa. Si era trasferito a Bergamo più di mezzo secolo fa. Aveva iniziato a lavorare con Zenoni prima ancora di laurearsi, nel 1969, al Politecnico di Milano, dove sarebbe tornato a insegnare Progettazione architettonica pochi anni più tardi: suoi maestri furono Ernesto Nathan Rogers e Franco Albini.

Per una quindicina d'anni, a partire dai primi anni '70, formò con Gambirasio, Ciagà e Zenoni un gruppo di lavoro raro, per affiatamento e originalità di metodo. Testimonia Paolo Belloni, presidente dell'Ordine degli Architetti di Bergamo: «I progetti che hanno lasciato il segno più forte, nella Bergamo di quel periodo, sono proprio quelli in cui hanno lavorato insieme, senza che si riesca a distinguere l'apporto dell'uno dall'altro. Penso al Duse, alle Terrazze Fiorite, alla Chiesa dei frati di Valtesse».

Lo confermano anche gli interessati: «Tra di noi - ci racconta Gambirasio - c'era un'intesa fortissima, il fondamento era una comune idea di architettura, intesa come rapporto tra chi abita nella città e nelle case: una prospettiva non formalistica ma di contenuto, concepita come servizio alla gente».

Si trattava di non limitarsi a progettare edifici, ma costruire uno spazio di vita che rispecchiasse i valori in cui credeva: «Lavoravamo allo stesso tavolo di disegno, senza pensare a chi di noi due appartenesse l'idea che stavamo sviluppando», conferma Zenoni. E continua: «Sento di aver perso un fratello, non un collega o un socio di lavoro. Con Walter ci completavamo a vicenda, così affiatati benché diversi. Discutevamo su un progetto su ogni dettaglio, puntigliosamente ma sempre con una visione comune».
Continua

Detrazione fiscale del 55%. Fabbricati esistenti

L'Agenzia delle Entrate, con la Circolare n.39/E del 1° luglio 2010, fornisce un chiarimento in merito alle detrazioni del 55% per interventi di riqualificazione energetica ( prevista dall'art. 1, commi 344, 345, 346 e 347 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e dal Decreto attuativo della Finanziaria 2007 ): questa spetta solo per interventi realizzati su fabbricati esistenti; non possono quindi rientrare nell'agevolazione i lavori eseguiti su fabbricati oggetto di demolizione e ricostruzione con ampliamento, poichè in questo caso l'edificio è considerato come "nuova costruzione".
Nell'ipotesi di ampliamento (senza demolizione) di un fabbricato esistente, l'agevolazione può essere applicata solo sui lavori eseguiti sull'edificio esistente.

In quest'ultimo caso, comunque, l'agevolazione non può riguardare gli interventi di riqualificazione energetica globale dell'edificio, previsti dall'articolo 1, comma 344, della legge n. 296 del 2006, poiché, per tali interventi, si deve individuare il fabbisogno di energia primaria annuo riferito all'intero edificio, comprensivo anche dell'ampliamento.

In presenza di un edificio oggetto di demolizione e ricostruzione, si può accedere all'incentivo solo nel caso di fedele ricostruzione, in termini di sagome e volumetria, ravvisando nelle altre fattispecie il concetto di nuova costruzione.

Circolare n.39/E del 1° luglio

Impianti Fotovoltaici 2011 - Nuovo conto energia

Pubblicato sulla G.U. n. 197 Serie generale del 24-8-2010 il D.M. 6 agosto 2010 (Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) il Conto Energia 2011 " Incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare",, con cui, a partire dal 1° gennaio 2011, vengono riformulati il meccanismo e le tariffe incentivanti e promosso lo sviluppo di tecnologie innovative per la conversione fotovoltaica dell'energia solare

Possono beneficiare delle tariffe incentivanti i seguenti soggetti:

a) le persone fisiche;

b) le persone giuridiche;

c) i soggetti pubblici;

d) i condomini di unità immobiliari ovvero di edifici.

Possono beneficiare delle tariffe incentivanti gli impianti fotovoltaici, che entrano in esercizio a seguito di interventi di nuova costruzione rifacimento totale o potenziamento, in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2010 ed in possesso dei seguenti requisiti:

a) potenza nominale non inferiore a 1 kW;

b) conformità alle pertinenti norme tecniche richiamate nell'allegato 1;

c) realizzati con componenti di nuova costruzione o comunque non già impiegati in altri impianti

d) collegati alla rete elettrica o a piccole reti isolate, in modo tale che ogni singolo impianto fotovoltaico sia caratterizzato da un unico punto di connessione alla rete, non condiviso con altri impianti fotovoltaici

La tariffa è individuata sulla base della tabella A del D.M. 6 agosto 2010 e di quanto disposto dal comma 2, è riconosciuta per un periodo di venti anni, a decorrere dalla data di entrata in esercizio dell'impianto, ed è costante in moneta corrente per tutto il periodo di incentivazione.

Rispetto alla precedente normativa, che riguarda gli impianti fotovoltaici allacciati fino alla fine di quest'anno, ci sono dei tagli alle tariffe incentivanti, che cambiano in funzione del tipo di impianto, della potenza (gli impiantii più piccoli risultano favoriti), del periodo, con un graduale decremento degli incentivi durante il triennio.

Gli impianti fotovoltaici, qualora abbinati ad un uso efficiente dell'energia, operanti in regime di scambio sul posto e realizzati sugli edifici, possono beneficiare di un premio aggiuntivo.

Gli impianti fotovoltaici integrati, realizzati con caratteristiche innovative e moduli e componenti speciali, sviluppati specificatamente per integrarsi e sostituire elementi architettonici, di potenza nominale non inferiore a 1 kW e non superiore a 5 MW, possono beneficiare di particolari tariffe incentivanti, riportate nella tabella B.

Inoltre il nuovo Conto energia riconosce una maggiore tariffa agli impianti: ubicati in comuni sotto i 5.000 abitanti e in aree industriali, commerciali, cave o discariche e a quelli installati in sostituzione di coperture in eternit

Al Titolo IV del D.M vengono precisate modalità e tariffe incentivanti per gli impianti a concentrazione

Il Decreto inoltre specifica le possibili forme di cumulabilità tra il "conto energia" ed altri incentivi pubblici

Download del D.M. 6 agosto 2010

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Notizie

News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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