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sabato 2 ottobre 2010

Lazio: il NUOVO Piano casa, ottobre 2010

"Abbiamo approvato il Piano casa e lo stiamo sottoponendo alla presidenza del Consiglio Regionale" per il proseguimento dell'iter". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Renata Polverini nel corso del Convegno 'Lavoro e Territorio', che si è tenuto presso l'Auditorium della Conciliazione. Con questo atto Polverini sottolinea che "inizia un nuovo corso per mettere in marcia verso un nuovo sviluppo la Regione Lazio", rivendicando l'orgoglio di un lavoro svolto per il quale vuole "ringraziare tutti i protagonisti di questo nuovo corso".
L'assessore all'Urbanistica Luciano Ciocchetti ha poi illustrato i 10 punti contenuti nel nuovo piano, le cui parole d'ordine sono semplificazione, rilancio dell'edilizia, riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, riqualificazione delle periferie e meno consumo del terreno libero.
Il primo dei punti presentati riguarda la semplificazione delle procedure: basterà utilizzare la Dia (Dichiarazione inizio attività) per interventi fino a 500 metri cubi. Oltre, si procede con il permesso alla costruzione il cui iter amministrativo, attraverso la conferenza dei servizi, si vuole abbattere nei tempi raccogliendo in un solo giorno tutti i pareri. Viene poi estesa la possibilità di realizzare interventi di ampliamento anche agli edifici ubicati in zona agricola, consentendo un ampliamento massimo di 62 metri quadrati, a eccezione di quelli situati in zone vincolate non compatibili con gli strumenti di tutela per l'ottenimento del nulla osta.
Il piano prevede poi la possibilità di estendere gli interventi alle zone di centro storico urbanistico ma non all'interno dei confini dei centri urbani storici, e consente interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici dismessi per passare alla destinazione residenziale degli insediamenti, il cui 30 per cento dovrà essere destinato all'housing sociale. Vengono estesi al 20 per cento gli interventi di ampliamento anche agli edifici di dimensioni maggiori di mille metri cubi, ma comunque entro il massimo di 200 metri cubi.
Per favorire l'adeguamento sismico degli edifici esistenti si prevede un incentivo fino al 35 per cento della volumetria esistente. Guarda alla decementificazione delle aree costiere, lacustri e fluviali il provvedimento che assegna premi di cubatura fino al raddoppio degli edifici esistenti lungo queste aree, qualora si opti per il trasferimento in altro sito. Infine, le demolizioni e ricostruzioni consentite dal Piano consentiranno l'utilizzo di misure di bio-architettura, di materiali ecocompatibili e il contenimento dei consumi energetici. 
L'assessore all'Urbanistica ha voluto sottolineare come il Piano, prima della sua approvazione definitiva, potrà certamente accogliere suggerimenti e modifiche. "Noi non abbiamo scritto il Vangelo - conclude - e per questo abbiamo bisogno di confrontarci. Sentendo i sindaci e le categorie interessate sono convinto che sia possibile fare la migliore legge".
Il convegno è stato anche l'occasione per il presidente Renata Polverini di annunciare che gli aiuti della Regione verso "gli enti locali e le imprese non si fermano al patto regionalizzato, che si applica ai Comuni superiori ai 5 mila abitanti". Così "per i circa 250 Comuni sotto questa soglia stiamo mettendo in atto un intervento straordinario" che prevede da parte della Regione il pagamento "del 50 per cento dei residui in conto capitale dei piccoli comuni, per una spesa di 31,5 milioni. Il pagamento di tutti i residui correnti dei microcomuni, per una spesa di 2 milioni" e 8 milioni andranno "ai comuni capofila dei distretti sociali.
Infine, per sostenere e favorire gli artigiani e le piccole imprese del territorio la Regione pagherà tutte le fatture sotto i 5 mila euro. Si parla di circa 4 mila creditori per un totale attorno ai 10 milioni. Il provvedimento, una volta compiuti gli accertamenti del caso da parte della Ragioneria, potrà essere subito attivato.
Fonte: Regione lazio


VEDI IL PIANO CASA

il testo dell’art. 19 della Legge 241/90 come sostituito dall’art. 49 della L. 122/2010.

31 luglio 2010. Con l’art. 49 della Legge 122 del 30 luglio 2010 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 30 luglio 2010) ”Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, è entrata in vigore la modifica all’art. 19 della L. 241/90 che disciplinava la Dichiarazioni di Inizio attività.

Art. 19 (Segnalazione certificata di inizio attività - SCIA)

1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l'esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipendaesclusivamente dall'accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, è sostituito da una segnalazione dell'interessato, con la sola esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all'immigrazione, all'asilo, alla cittadinanza, all'amministrazione della giustizia, all'amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, nonché di quelli imposti dalla normativa comunitaria. La segnalazione è corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell'atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, nonché dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di conformità da parte dell'Agenzia delle imprese di cui all' articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui al primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione.Nei casi in cui la legge prevede l'acquisizione di pareri di organi o enti appositi, ovvero l'esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni di cui al presente comma, salve le verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti.

2. L'attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data della presentazione della segnalazione all'amministrazione competente.

3. L'amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di cui al comma 1, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al medesimo comma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall'amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni. E' fatto comunque salvo il potere dell'amministrazione competente di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. In caso di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell'atto di notorietà false o mendaci, l'amministrazione, ferma restando l'applicazione delle sanzioni penali di cui al comma 6, nonché di quelle di cui al capo VI del testo unico di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, può sempre e in ogni tempo adottare i provvedimenti di cui al primo periodo.

4. Decorso il termine per l'adozione dei provvedimenti di cui al primo periodo del comma 3,all'amministrazione è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l'ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell'impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell'attività dei privati alla normativa vigente.

5. Il presente articolo non si applica alle attività economiche a prevalente carattere finanziario, ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Ogni controversia relativa all'applicazione del presente articolo è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il relativo ricorso giurisdizionale, esperibile da qualunque interessato nei termini di legge, può riguardare anche gli atti di assenso formati in virtù delle norme sul silenzio assenso previste dall'articolo 20.

6. Ove il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, nelle dichiarazioni o attestazioni o asseverazioni che corredano la segnalazione di inizio attività, dichiara o attesta falsamente l'esistenza dei requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 è punito con la reclusione da uno a tre anni".

Il comma 4-ter dell’art. 49 della Legge 122 del 30 luglio 2010:

4-ter. Il comma 4-bis attiene alla tutela della concorrenza ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, e costituisce livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali ai sensi della lettera m) del medesimo comma. Le espressioni "segnalazione certificata di inizio attività" e "Scia" sostituiscono, rispettivamente, quelle di "dichiarazione di inizio attività" e "Dia", ovunque ricorrano, anche come parte di una espressione più ampia, e la disciplina di cui al comma 4-bis sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, quella della dichiarazione di inizio attività recata da ogni normativa statale e regionale.

Scia e responsabilità del professionista

La Scia (segnalazione certificata d'inizio attività), introdotta nella recente manovra finanziaria, porterà un'ulteriore semplificazione delle procedure edilizie, consentendo di avviare subito i lavori. 
La Dia (dichiarazione di inizio attività) è ora sostituita dalla Scia: mentre con la Dia si richiedevano 30 giorni di tempo per la verifica della documentazione prodotta, con la Scia invece l'interessato deve presentare all'amministrazione competente una semplice "segnalazione", accompagnata da autocertificazioni, attestazioni, asseverazioni di tecnici abilitati, nonché elaborati tecnici per consentire le necessarie verifiche. L'amministrazione ha 60 giorni di tempo per effettuare controlli (ed eventualmente bloccare i lavori).

La nuova norma è già in vigore, ma presenta ancora diverse incertezze applicative per le amministrazioni, che dovranno stabilire a quali tipologie di interventi applicarle. Il testo della norma esclude esplicitamente gli immobili e le aree sottoposte a vincolo paesaggistico, ambientale e culturale.
La Scia dovrebbe introdurre un'accelerazione per tutte quelle opere edilizie che oggi, con la dia, devono attendere 30 giorni prima di poter essere iniziate: sarà infatti possibile depositare la documentazione in comune e dare avvio immediato ai lavori. 
Benché il provvedimento possa essere immediatamente applicato, sarà necessario un periodo di assestamento durante il quale uffici pubblici, professionisti e imprenditori dovranno definire l'ambito di operatività della nuova procedura.


I professionisti devono utilizzare con cautela la nuova normativa, che assegna loro la piena responsabilità delle attestazioni e asseverazioni da produrre.

È opportuno inoltre sottolineare il ruolo di responsabilità e le sanzioni richiamate nel testo di legge (c.3 e c.6) per professionisti e soggetti che certificano, attestano e asseverano "stati, qualità personali e fatti" anche "sostitutivi all'acquisizione di pareri di organi preposti" (VV.FF, ASL, e conformità strutturali e impiantistiche).

La scia dell'edilizia: testo completo della nota ministeriale

La Scia (segnalazione certificata d'inizio attività), prevista dalla Legge n. 122 del 30 luglio 2010, si applica anche all'edilizia e a tutti gli interventi di costruzione prima assoggettati a Dia: quindi alle manutenzioni straordinarie, a restauri e risanamenti, alle ristrutturazioni edilizie "leggere". Non si applica invece agli interventi edilizi rilevanti soggetti ancora a permesso di costruire e Super-dia.

Questi in sintesi i primi chiarimenti pervenuti dal Ministero per la semplificazione normativa, ed espressi sotto forma di una nota esplicativa inviata il 16/9/2010 in risposta ai quesiti posti dalla Regione Lombardia. 

L'introduzione della Scia dà infatti luogo a dubbi interpretativi, soprattutto per il suo coordinamento con quanto previsto dal Testo Unico dell'edilizia. Ora la nota chiarisce che "la disciplina della Scia si applica alla materia edilizia mantenendo l'identico campo applicativo di quello della Dia, senza quindi interferire con l'ambito applicativo degli altri titoli abilitativi".

Ulteriore chiarimento riguarda il caso di vincoli ambientali, paesaggistici e culturali, per i quali si stabilisce che "in caso di intervento edilizio in zona sottoposta a vincolo, permane l'onore di acquisizione ed allegazione della segnalazione certificata dello specifico atto di assenso dell'ente preposto alla tutela del vincolo stesso; tale atto (...) non può essere sostituito dalla Scia".


NOTA MINISTERIALE

che i lavori inizino la scia e il resto ancora una grande confusione

La Scia si applica nell'edilizia. Con il deposito in comune della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia, appunto) si possono immediatamente avviare i lavori di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia "fedele" e le varianti a permessi di costruire. La presenza di un vincolo non impedisce poi l'utilizzo della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), fatto comunque salvo l'ottenimento, prima di avviare i lavori, dell'autorizzazione specifica in caso di vincoli. 
Questa, in sintesi è l'interpretazione fornita dal ministero delle Infrastrutture al quesito posto dalla regione Lombardia sull'applicabilità al mondo delle costruzioni del nuovo testo dell'articolo 19 della legge 241/1990, introdotto dalla manovra correttiva.
Restano invece soggetti a permesso di costruire gli interventi di nuova costruzione, quelli di ristrutturazione urbanistica e le opere di ristrutturazione edilizia "infedele" che comportino cioè l'aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d'uso.
Nulla viene quindi modificato rispetto alle opere già liberalizzate: restano soggette a semplice «comunicazione» i lavori di manutenzione straordinaria, le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee, quelle di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, gli interventi per realizzare i pannelli solari, fotovoltaici e termici, le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici. Restano infine del tutto libere (senza neppure la «comunicazione») le opere di manutenzione ordinaria, quelle volte all'eliminazione di barriere architettoniche che non alterano la sagoma dell'edificio, le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo i movimenti di terra pertinenti all'esercizio dell'attività agricola, le serre mobili stagionali.
Infine, una precisazione importante del ministero: restano in vita le previsioni regionali che assoggettano a Dia (la cosiddetta "superDia") le opere che secondo il Testo unico sull'edilizia richiedono il permesso di costruire. L'impatto della manovra è così fortemente ridotto in Lombardia, dove ai sensi della legge regionale 12/2005 le grandi opere continuano a essere assoggettate a Dia e quelle minori, se non liberalizzate, sono ora sottoposte a Scia.


Documento in formato Adobe Acrobat La pagina del Sole 24ORE con il testo integrale dell'articolo (846 KB) 

mercoledì 29 settembre 2010

CTU e relazione di stima art. 173 bis DISPOSIZIONI PER L'ATTUAZIONE DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE

Art. 173 bis Contenuto della relazione di stima e compiti dell'esperto (codice procedura civile)

L'esperto provvede alla redazione della relazione di stima dalla quale devono risultare: 1) l'identificazione del bene, comprensiva dei confini e dei dati catastali; 2) una sommaria descrizione del bene; 3) lo stato di possesso del bene, con l'indicazione, se occupato da terzi, del titolo in base al quale è occupato, con particolare riferimento alla esistenza di contratti registrati in data antecedente al pignoramento; 4) l'esistenza di formalità, vincoli o oneri, anche di natura condominiale, gravanti sul bene che resteranno a carico dell'acquirente, ivi compresi i vincoli derivanti da contratti incidenti sulla attitudine edificatoria dello stesso o i vincoli connessi con il suo carattere storico-artistico; 5) l'esistenza di formalità, vincoli e oneri, anche di natura condominiale, che saranno cancellati o che comunque risulteranno non opponibili all'acquirente; 6) La verifica della regolarità edilizia e urbanistica del bene nonché l'esistenza della dichiarazione di agibilità dello stesso previa acquisizione o aggiornamento del certificato di destinazione urbanistica previsto dalla vigente normativa.
L'esperto prima di ogni attività controlla la completezza dei documenti di cui all'articolo 567, secondo comma, del codice, segnalando immediatamente al giudice quelli mancanti o inidonei.
L'esperto, terminata la relazione, ne invia copia ai creditori procedenti o intervenuti e al debitore, anche se non costituito, almeno quarantacinque giorni prima dell'udienza fissata ai sensi dell'articolo 569 del codice, a mezzo posta ordinaria o posta elettronica, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi.
Le parti possono depositare all'udienza note alla relazione purché abbiano provveduto, almeno quindici giorni prima, ad inviare le predette note al perito, secondo le modalità fissate al terzo comma; in tale caso l'esperto interviene all'udienza per rendere i chiarimenti.

ESECUZIONI IMMOBILIARI Documentazione depositata prima della perizia immobiliare art. 567 2 comma cpc

Al ricorso si debbono unire l’estratto del catasto e delle mappe censuarie, i certificati delle iscrizioni e trascrizioni relative all’immobile pignorato e il certificato del tributo diretto verso lo Stato.

Triennale di Architettura di Lisbona

La Triennale di architettura di Lisbona – seconda edizione – si terrà dal 14 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011.
La Triennale di Architettura di Lisbona - l'evento più significativo di architettura nella penisola iberica - è ora in preparazione per la sua seconda edizione. Sulla base della qualità e dello sviluppo dell'architettura portoghese, la Triennale si propone di affermarsi come un forum di discussione delle questioni in sospeso di architettura contemporanea, partendo dal principio che la pratica architettonica è una espressione fondamentale della creazione del luogo, la costruzione di una integrazione senso di cittadinanza, e di affermazione culturale.

 L'architettura è una iscrizione politico: la costruzione dipende dalla capacità economica di chi richiede la costruzione; forme trasmettere modelli di comportamento e l'espressione di desiderio, il potere ha bisogno di farsi rappresentare e riconoscere se stesso come essere rappresentati. Architetti azioni 'sono anche politicamente determinati e solo i regimi robusti sono in grado di sostenere gli esperimenti su larga scala. Qualsiasi modello di democrazia (o democratizzare) l'architettura può avere origine in contesti di abbondanza o di scarsità. L'architettura è una operazione di socializzazione. Di conseguenza, si afferma idee democratiche di un sostegno, inclusiva e mondo equo e solidale.


Concorso internazionale: Una casa a Luanda: Patio e Pavilion





Lo scopo di questo concorso di architettura è quello di progettare una casa unifamiliare che è radicalmente a buon mercato di costruire per Luanda, una città che è sotto estrema pressione demografica e sta subendo un profondo processo di trasformazione, e che si adatta al culturale, economico e sociale circostanze della zona.
Questo progetto, promosso in collaborazione con la Triennale di Luanda, dovrebbe prevedere la possibilità di abitazioni che consentono soluzioni evolutive e, eventualmente, di auto-costruzione, che sono quindi adattati alla velocità di trasformazione del tessuto sociale di Luanda in Angola e, essendo il grande metropoli africana che progressivamente diventerà.
L'obiettivo è quello di selezionare la migliore proposta per la progettazione di un prototipo di un nucleo familiare che porta ad un patio, con un basso costo di costruzione, allo scopo di famiglie gravemente deprivati, costituiti in genere da 7-9 persone (genitori, 3 figli e 2 nonni o genitori, 5 figli, 2 nonni), in una zona di topografia pianeggiante, che si trova all'interno della città di Luanda.
Tra i progetti di una rosa di 30 finalisti saranno scelti. Gli autori dei 30 progetti finalisti verranno contattati dalla Triennale di sviluppare un modello di presentazione della loro proposta, che apparirà in mostra al Museu da Electricidade, che si terrà dal 16 ottobre 2010 al 16 Gennaio 2011.

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Notizie

News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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