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venerdì 21 gennaio 2011

LINEE GUIDA ANTISISMICA Circolare

Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale allineate alle nuove Norme tecniche per le costruzioni (d.m. 14 gennaio 2008).


Circolare n. 26/2010 - Segretariato Generale
Nell’adunanza del 23 luglio 2010 l’assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici ha espresso il proprio avviso favorevole con voto prot. 92 allo schema di Direttiva inerente l’“Allineamento delle Linee Guida per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale alle nuove Norme Tecniche sulle costruzioni”.
Il Consiglio superiore dei lavori pubblici con tale voto ha approvato con modifiche il documento ricevuto dalla cabina di regia Stato-regioni istituita dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 ottobre 2007 con il compito di monitorare l’attuazione della Direttiva stessa, anche al fine di renderla coerente con le nuove Norme tecniche per le costruzioni, di cui al d.m. 14 gennaio 2008.
Con il compimento di tale iter amministrativo si conclude un proficuo percorso di collaborazione tra il Dipartimento della protezione civile e il Ministero per i beni e le attività culturali, iniziato nel 2005 e finalizzato a mettere a punto delle Linee Guida per l’applicazione della normativa tecnica in materia di sicurezza sismica al patrimonio culturale.
Si ricorda che le Linee Guida, pubblicate nel 2006, sono state emanate con Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale del 12 ottobre 2007. Prefiggendosi l’intento di rendere possibile l’attività di prevenzione, in particolar modo per ciò che riguarda il rischio sismico, tale documento costituisce uno strumento fondamentale per la tutela dei beni culturali immobili, redatto nella convinzione che sia possibile arrivare ad apprezzabili valori di sicurezza anche per il patrimonio culturale.
I criteri di verifica ivi contenuti si fondano su un percorso di conoscenza della fabbrica che sia capace di comprenderne ed interpretarne la storia costruttiva, riuscendo così a dimensionare gli interventi effettivamente necessari, attuando quei processi di miglioramento strutturale che, come previsto dall’art. 29 del Codice, devono essere tendenzialmente mirati alla conservazione della matericità della fabbrica.
Per tutto ciò che concerne i contenuti della Direttiva 2007 si rimanda alle numerose circolari, riproposte ad ogni buon conto in appendice alla presente circolare, ed agli incontri tecnici svolti presso la Direzione generale per i beni architettonici e paesaggistici nel giugno 2007 e nel luglio 2008.
Con l’entrata in vigore delle nuove Norme tecniche per le costruzioni, di cui al d.m. 14 gennaio 2008, si è reso necessario allineare la Direttiva 2007 con le previsioni in esse contenute.
A tal fine, oltre alla citata cabina di regia Stato-regioni, è stato istituito presso le sezioni I e II del Consiglio superiore dei lavori pubblici un gruppo di lavoro interministeriale con lo scopo di esaminare il testo della Direttiva 2007 ed individuare le necessarie integrazioni al testo originario.
Il documento che ne è scaturito, approvato con il già citato parere prot. 92 del 23 luglio 2010, viene qui di seguito trasmesso a codesti Uffici affinché costituisca orientamento vincolante per ciò che riguarda i criteri e le indicazioni in esso contenuti.
Per rendere più efficace il recepimento delle Linee Guida così aggiornate, fanno parte integrante della presente circolare una serie di documenti forniti con lo scopo di rendere meglio comprensibile l’attuazione della norma.
Le sezioni aggiunte hanno un carattere esemplificativo per quanto riguarda l’applicazione delle Linee Guida ad alcuni edifici d’interesse storico artistico così come lo schema di capitolato prestazionale per l’esecuzione delle verifiche sismiche; mentre ha un carattere applicativo l’excursus sul sistema informativo messo a punto e disponibile on-line al sito www.benitutelati.it, che può facilitare l’applicazione della norma al livello di verifica territoriale (LV1).

Pertanto, la presente circolare è organizzata nelle sezioni che seguono:

ARCHITETTI ed INGEGNERI: Contributo Integrativo dal 2% al 4%


A partire dal 1° gennaio 2011, per gli iscritti agli Albi degli Ingegneri e degli Architetti, per le Società di Professionisti e per le Società di Ingegneria,l’aliquota del contributo integrativo è elevata dal 2% al 4%.
Il contributo integrativo dovuto a Inarcassa – regolamentato dallo Statuto dell’Associazione che all’art. 23 ne stabilisce l' entità - è calcolato in misura percentuale sul volume di affari dichiarato ai fini dell'IVA per l’anno di riferimento ed è ripetibile nei confronti del committente.
Dal 1° gennaio 2011 su tutte le fatture emesse per prestazioni di natura professionale dovrà essere applicata la maggiorazione del 4%a titolo di contributo integrativo.
L’aumento dell’aliquota dal 2% al 4%, che entra in vigore con il nuovo anno, è una delle modifiche statutarie introdotte dalla riforma previdenziale di Inarcassa, varata con decreto interministeriale dello scorso 5 marzo, per assicurare la sostenibilità di lungo periodo del sistema pensionistico dell’Associazione e l’adeguatezza dei livelli pensionistici.

giovedì 20 gennaio 2011

Qualità dell'aria: in Gazzetta Ufficiale il decreto di recepimento della direttiva 2008/50/CE

E' stato pubblicato nella GU dello scorso 15 settembre il decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria sulla qualità dell’aria  (2008/50/CE), che disciplina l’intera materia nei paesi Ue e sostituisce le disposizioni di attuazione della direttiva 2004/107/CE, istituendo un quadro normativo unitario in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente.
Per un'aria più pulita in Europa. Mantenere e migliorare la qualità dell'aria per evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l'ambiente; realizzare una migliore cooperazione tra gli stati dell'Unione europea in materia di inquinamento atmosferico.
Il dLgs. 13 agosto 2010 fissa i valori limite e gli obiettivi di qualità per le concentrazioni nell’aria ambiente di biossido di zolfo, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio, piombo, particolato PM10, particolato PM2.5 e l’ozono ed è finalizzato ad assicurare che le stesse situazioni di inquinamento siano valutate e gestite in modo uniforme in tutto il territorio nazionale.
Razionalizzare le attività di valutazione e di gestione della qualità dell’aria, attraverso un sistema di acquisizione e di messa a disposizione dei dati e delle informazioni secondo canoni di efficienza, efficacia ed economicità, in modo da responsabilizzare tutti i soggetti interessati. Queste le finalità da conseguire attraverso un processo di ottimizzazione delle attività e delle gestioni esistenti, senza prevedere oneri ulteriori rispetto al passato.
L'intero territorio nazionale è suddiviso in zone e agglomerati da classificare e da riesaminare almeno ogni 5 anni, ai fini della valutazione della qualità dell'aria ambiente.
La zonizzazione è il presupposto su cui si organizza l'attività di valutazione della qualità dell'aria ambiente che è condotta utilizzando le stazioni di misurazione.
Alla zonizzazione provvedono le regioni e le province autonome o, su delega, le agenzie regionali per la protezione dell'ambiente. Le stazioni di misurazione non soggette a tale gestione o controllo non possono essere utilizzate per le medesime finalità.
I piani e le misure da adottare ed attuare in caso di individuazione di una o più aree di superamento all'interno di una zona o di un agglomerato devono agire, secondo criteri di efficienza ed efficacia, sull'insieme delle principali sorgenti di emissione, ovunque localizzate, che influenzano tali aree, senza l'obbligo di estendersi all'intero territorio della zona o dell'agglomerato, né di limitarsi a tale territorio.
Le funzioni amministrative relative alla valutazione ed alla gestione della qualità dell'aria ambiente competono allo Stato, alle regioni e alle province autonome e agli enti locali.
Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, si può avvalere del supporto tecnico dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, di seguito ISPRA, e dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, di seguito ENEA.
È prevista, inoltre, la possibilità di ricorrere a misure nazionali qualora da un’apposita istruttoria risulti che tutte le possibili misure individuabili dalle regioni nei piani di qualità dell’aria non siano risolutive, in quanto i superamenti sono causati in modo decisivo da sorgenti di emissione su cui le regioni non hanno competenza amministrativa e legislativa.
Fonte: Gazzetta Ufficiale

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Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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