Cerca nel blog

venerdì 15 luglio 2011

Ambiente ed energia Impiego di risorse materiali

I conti dell’impiego di risorse materiali (flussi di materia) relativi all’intero sistema socio-economico
sono elaborati dall’Istat nell’ambito della Contabilità nazionale e, in particolare, della Contabilità
satellite economico-ambientale in termini fisici. Questi conti sono entrati nei programmi della statistica
ufficiale italiana solo nei primi anni di questo secolo grazie ai finanziamenti concessi da parte di
Eurostat che ha coordinato delle applicazioni pilota, svolte sulla base di una guida metodologica
stilata da una task force europea, cui l’Italia ha partecipato attivamente. In precedenza il sistema era
stato sviluppato nell’ambito della ricerca economico-ambientale, soprattutto in Germania, quale
strumento per rispondere ai nuovi fabbisogni informativi, derivanti dall’esigenza, sempre più sentita, di
perseguire la sostenibilità ecologica dei processi socio-economici in atto.
I conti dei flussi di materia registrano i prelievi, gli utilizzi, i consumi apparenti e i fabbisogni
complessivi di materiali attivati dalla produzione e dagli utilizzi finali interni di beni e servizi. La loro
costruzione risponde alle metodologie definite in ambito internazionale e, in particolare, a quelle
codificate dall’Eurostat nella guida metodologica sopra menzionata
1
. I dati derivati da tale fonte fino
ad ora erano stati costruiti e diffusi solo per gli anni successivi al 1980. Il primo rilascio ha riguardato il
periodo 1980-1998. In seguito le serie sono state a più riprese riviste, in conformità con le più recenti
indicazioni metodologiche dell’Eurostat.
Per le serie qui presentate sono state effettuate delle elaborazioni ad hoc che hanno consentito di
predisporre una serie storica che va dal 1951 al 1979. Tale estensione - effettuata anch’essa in
conformità con la metodologia europea - fornisce gli elementi necessari per una prima valutazione
storica sulle implicazioni per l’ambiente naturale dei grandi mutamenti intervenuti nella produzione e
nel consumo degli italiani a partire dagli anni successivi al secondo conflitto mondiale. La costruzione
dei conti dei flussi di materia, dai quali sono derivati gli indicatori qui presentati, richiede l’utilizzo di un
insieme molto vasto e diversificato di dati di base, di informazioni ausiliarie e di modelli di stima. Le
elaborazioni effettuate su queste fonti sono volte a garantire la coerenza degli aggregati fisici dei conti
dei flussi di materia con quelli economici della contabilità nazionale, sia sotto il profilo del rispetto del
principio di residenza - per il quale, ad esempio, sono da includere nel conto dell’utilizzo nazionale di
materiali i combustibili acquistati all’estero dagli italiani -, sia sotto quello della completezza delle
stime e la esaustività degli aggregati.
Il calcolo del Prelievo dal territorio italiano (risorse utilizzate e inutilizzate) poggia sulle seguenti fonti:
per il prelievo di biomasse, su dati derivanti dalle statistiche Istat sulle coltivazioni agricole, sulle
foreste, sulla pesca, nonché su coefficienti agronomici relativi ai sottoprodotti e agli scarti che
accompagnano i prelievi di biomasse riportati da tali statistiche; per il prelievo di minerali energetici,
sulle informazioni derivanti dalle statistiche Istat sulle quantità estratte, dalle comunicazioni del
Ministero competente (dell’industria, delle attività produttive, dello sviluppo economico), nonché su
coefficienti tecnici per quel che riguarda le quantità inutilizzate; per il prelievo di minerali non
energetici estratti dalle cave e dalle miniere, sulle statistiche Istat sulle industrie estrattive,
sull’indagine congiunta Istat-Ministero dell’industria sulle cave e torbiere (sino al 1997), sull’indagine
statistica annuale sulla produzione industriale (a partire dal 1997), sulle statistiche Istat dell’attività
edilizia, su comunicazioni ad hoc di Anas e Ferrovie dello Stato, nonché su coefficienti tecnici e
modelli di stima costruiti ad hoc per alcune parti sia dei materiali utilizzati che di quelli inutilizzati.

Il calcolo dell’Utilizzo, del Consumo apparente e del Fabbisogno complessivo, si basa, oltre che sulle
fonti del prelievo interno, appena enumerate, su quelle dei flussi dall'estero e verso l’estero e loro
fabbisogno indiretto, ovvero sulle statistiche Istat del commercio estero, sulle statistiche Istat dei
trasporti, nonché sui coefficienti relativi ai flussi indiretti forniti da un Istituto specializzato.
Il calcolo dell’Utilizzo, del Consumo apparente e del Fabbisogno complessivo, si basa, oltre che sulle
fonti del prelievo interno, appena enumerate, su quelle dei flussi dall'estero e verso l’estero e loro
fabbisogno indiretto, ovvero sulle statistiche Istat del commercio estero, sulle statistiche Istat dei
trasporti, nonché sui coefficienti relativi ai flussi indiretti forniti da un Istituto specializzato.
Avvertenze ai confronti temporali
– Dall’anno 1990 gli indicatori incorporano le stime degli acquisti effettuati da unità residenti
in Italia direttamente all’estero e di quelli effettuati direttamente in Italia da unità non
residenti, che vanno a incrementare rispettivamente le importazioni e le esportazioni per
ottenere le voci dei flussi da e verso l’estero. Poiché le quantità aggiuntive non
rappresentano più del 2 per cento di quelle già presenti anche precedentemente, la
leggibilità dei dati in serie risulta alterata solo parzialmente. Inoltre, il saldo dei flussi diretti
da/verso l’estero ne è influenzato in maniera decisamente contenuta, mentre non è
influenzato quello dei fabbisogni indiretti, in quanto gli acquisti diretti non contribuiscono
alla loro stima.
– La qualità delle stime dei fabbisogni indiretti è migliore per gli anni più recenti, grazie alla
disponibilità di basi di dati sempre più complete che consentono elaborazioni ad un livello di
dettaglio via via maggiore. Per gli anni precedenti il 1980 si è operato al livello di 13 gruppi
di merci per le importazioni e di 14 per le esportazioni. Dall’anno di riferimento 1980 i gruppi
sono diventati alcune centinaia, questo garantisce una sostanziale omogeneità all’interno di
ciascuno di essi per quanto riguarda i flussi attivati “a monte”, ovvero i prelievi diretti
dall’ambiente naturale necessari, a livello globale, per la produzione dei beni effettivamente
importati o esportati. Si tratta di prelievi significativi dal punto di vista ambientale, perché la
parte di risorse utilizzate nei corrispondenti processi produttivi che non sono fisicamente
incorporate nei beni commerciati rimangono nei paesi produttori, trasformate in rifiuti ed
emissioni. Le simulazioni effettuate sugli anni per i quali è stato possibile operare ad
entrambi i livelli di dettaglio indicano scostamenti non superiori al 5 per cento tra i risultati
ottenuti secondo i due metodi.
– Dal 1991, inoltre, per alcuni prodotti caratterizzati da un’alta variabilità dell’intensità dei
flussi indiretti, si tiene conto anche del paese di provenienza dei beni importati. Tutte le
stime relative a questo tipo di flussi, come quelle relative ai flussi di materiali non utilizzati di
estrazione interna, vanno comunque considerate come prudenziali atte ad indicare valori
minimi certi e andamenti tendenziali dei flussi piuttosto che loro valutazioni complete.


1
La metodologia prevede la registrazione, in unità di peso, di tutti i materiali che attraversano i confini del sistema socioeconomico
nazionale, ad esclusione dell’acqua e dell’aria quando sono utilizzate in quanto tali e non vengono incorporate in prodotti (ad esempio, sono
escluse l’acqua utilizzata per l’irrigazione in agricoltura, oppure l’aria utilizzata per il raffreddamento di impianti industriali).

Ambiente ed energia - definizioni correnti a-e

Acidificazione
Le principali emissioni atmosferiche che contribuiscono alla formazione delle piogge acide riguardano
gli ossidi di azoto (NOx), gli ossidi di zolfo (SOx) e l’ammoniaca (NH3). Analogamente al caso
dell’effetto serra, per aggregare le emissioni dei vari inquinanti che contribuiscono al fenomeno
dell’“acidificazione” si tiene conto del diverso potenziale di ciascuno di essi (Potential acid equivalent –
Pae), pervenendo così ad una comune unità di misura. La misurazione in tonnellate di “potenziale
acido equivalente” si ottiene tenendo conto della quantità di ioni idrogeno che si formerebbero per ogni
gas se la sua deposizione fosse completa. I coefficienti utilizzati sono i seguenti: 1/46 per NOx; 1/32
per SOx; 1/17 per NH3.
Biomasse
In campo energetico la biomassa indica la quantità di materiale organico che può essere utilizzata per
produrre energia per combustione o tramite fermentazione. Le biomasse utili ai fini della produzione di
energia includono legno, liquami e feci animali, residui agricoli, forestali e della carta. Il concetto di
biomassa è strettamente collegato a quello di "produttività" che indica la produzione di biomassa per
unità di tempo ed è un parametro funzionale utile allo studio della qualità ambientale e all'evoluzione
dello stato di un ecosistema.
Ceduo composto
Superficie a bosco costituito da fustaia e ceduo semplice frammisti.
Ceduo semplice
Superficie forestale le cui piante, nate esclusivamente o prevalentemente da gemma, sono destinate a
rinnovarsi per via naturale e agamica (gemma).
Combustibile
Sorgente di energia, primaria o secondaria, che deve essere sottoposta a combustione o fissione per
poter rilasciare, ai fini dell’utilizzo, l’energia in esso immagazzinata.
Combustibili fossili
È un qualsiasi idrocarburo che può essere sfruttato per generare calore o potenza. Derivano dalla
trasformazione della sostanza organica in forme più stabili e ricche di carbonio. Sono fonti energetiche
non rinnovabili, poiché il loro utilizzo ai ritmi attuali pregiudica la loro disponibilità per le generazioni
future. Rientrano in questo campo: petrolio (e altri idrocarburi naturali), carbone (in tutte le sue forme,
da torba a antracite) e gas naturale.
Consumi propri del settore elettrico
Comprendono l’energia assorbita dai servizi ausiliari degli impianti di trasformazione, trasmissione e
distribuzione dell’energia elettrica, dai magazzini e dagli uffici del settore elettrico.
Consumo apparente di risorse materiali - Totale
Anche detto “Consumo materiale diretto”, questo aggregato rappresenta quella parte dell’utilizzo totale
di risorse materiali (o Input materiale diretto) necessaria a soddisfare la domanda finale interna. Sono,
1infatti, inclusi tutti gli utilizzi di materiali estratti dal territorio italiano o provenienti dall’estero, ed esclusi i
materiali incorporati nelle merci esportate o acquistate nel paese da non residenti, il tutto espresso in
termini di peso e senza contare l’aria e l’acqua utilizzate. Esso risulta dalla differenza tra gli aggregati
Totale utilizzo di risorse materiali e Flussi verso l'estero
Consumo interno lordo di energia elettrica
Il consumo interno lordo di energia elettrica è uguale alla produzione lorda di energia elettrica più il
saldo scambi con l'estero. È definito lordo o al netto dei pompaggi a seconda se la produzione lorda di
energia elettrica è comprensiva o meno della produzione da apporti di pompaggio.
Effetto serra
Fenomeno naturale che si verifica ogni qualvolta una membrana semitrasparente occlude
completamente una superficie semiriflettente. Ne consegue che i raggi solari nel penetrare la
membrana semitrasparente perdono una quota di energia e, perciò, si allungano. I raggi così allungati
raggiungono la superficie semiriflettente che, assorbendo un’altra quota di energia, li riflette
allungandoli ulteriormente. I raggi solari riflessi tornano di nuovo alla membrana semitrasparente che
ancora una volta lascia passare solo una quota di energia che corrisponde alle onde con lunghezza
minore.
Emissione
Rilascio in atmosfera di sostanze prodotte da fonti puntuali o diffuse.
Emissione derivante dall'impiego energetico con combustione (per cento)
Data un’attività economica:
− l’effetto serra derivante dall'impiego energetico con combustione (per cento) è dato dal rapporto
tra i gas serra generati dalla combustione dei prodotti energetici e il totale dei gas serra emessi
dell’attività economica considerata (espressi in tonnellate di CO2 equivalente), moltiplicato per
cento;
− l’acidificazione derivante dall'impiego energetico con combustione (per cento) è data dal
rapporto tra le emissioni acidificanti derivanti dalla combustione dei prodotti energetici e il totale
di emissioni acidificanti dell’attività economica considerata (espresse in tonnellate di potenziale
acido equivalente), moltiplicato per cento;
− l’ozono troposferico derivante dall'impiego energetico con combustione (per cento) è dato dal
rapporto tra lo smog fotochimico determinato dalla combustione dei prodotti energetici e il totale
dello smog fotochimico provocato dell’attività economica considerata (espresso in tonnellate di
potenziale di formazione di ozono troposferico).
Energia
L'energia è definita come la capacità di un corpo o di un sistema di compiere lavoro. L'unità di misura
per l'energia e il lavoro è il joule (J), che esprime la quantità di energia usata (ossia il lavoro effettuato)
per esercitare la forza di un newton per la distanza di un metro. Ogni sistema contiene o immagazzina
o è costituito da un determinato quantitativo di energia che si presenta sotto varie forme (meccanica,
chimica, nucleare, elettrica, luminosa, termica, biochimica) che possono convertirsi una nell’altra. Le
trasformazioni dell’energia obbediscono alle leggi della termodinamica.
La prima legge della termodinamica afferma che l’energia può essere trasformata da una forma in
un’altra, ma non può essere creata, né distrutta. In tutte le trasformazioni energetiche, tuttavia, una
parte dell’energia viene convertita in calore e dissipata in questa forma senza che possa essere
utilizzata per compiere lavoro. In generale, l’energia dissipata come calore in una trasformazione
energetica non viene distrutta in quanto è ancora presente nell’ambiente, ma non è più disponibile per
compiere un lavoro utile. Si dice, allora, che essa è degradata.
La seconda legge della termodinamica afferma che in tutte le trasformazioni e in tutti gli scambi di
energia che avvengono in un sistema chiuso l’energia potenziale (ossia l’energia che non è stata
ancora usata) presente alla fine sarà sempre minore di quella presente all’inizio. I processi in accordo
con la seconda legge della termodinamica sono detti esoergonici e possono avvenire spontaneamente.
Tuttavia esistono anche processi, detti endoergonici, nei quali l’energia potenziale, alla fine, è maggiore
di quella iniziale. Questi non possono avvenire spontaneamente perché richiedono un apporto di
2energia dall’esterno.
Energia elettrica destinata ai pompaggi
Energia elettrica impiegata per il sollevamento di acqua, a mezzo pompe, al solo scopo di utilizzarla
successivamente per la produzione di energia elettrica.
Energia eolica
L'energia eolica è il prodotto della conversione dell'energia cinetica del vento in altre forme di energia
(elettrica o meccanica) tramite una centrale eolica.
Energia fotovoltaica
L'energia, termica o elettrica, prodotta sfruttando direttamente l'energia irraggiata dal Sole (energia
rinnovabile) verso la Terra.
Energia geotermica
Energia generata per mezzo di fonti geologiche di calore e può essere considerata una forma di
energia rinnovabile, se valutata in tempi brevi. Si basa sulla produzione di calore naturale della Terra
(geotermia) alimentata dall'energia termica rilasciata in processi di decadimento nucleare di elementi
radioattivi quali l'uranio, il torio e il potassio contenuti naturalmente all'interno della Terra.
Energia idroelettrica
Energia che sfrutta la trasformazione dell'energia potenziale gravitazionale (posseduta da masse
d'acqua in quota) in energia cinetica nel superamento di un dislivello, la quale energia cinetica viene
trasformata, grazie ad un alternatore accoppiato ad una turbina, in energia elettrica.
Energia richiesta su una rete in un determinato periodo
La produzione destinata al consumo meno l’energia elettrica esportata più l’energia elettrica importata.
L’energia elettrica richiesta è anche pari alla somma dei consumi di energia elettrica presso gli
utilizzatori ultimi e delle perdite di trasmissione e distribuzione
(documento completo)

mercoledì 13 luglio 2011

Acque minerali: stabilite nuove regole per la commercializzazione

Il Consiglio dei Ministri del 7 luglio scorso ha approvato, in via preliminare, uno schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea in materia di acque minerali. Il decreto prevede che l’utilizzazione di una sorgente d'acqua debba essere autorizzata dalla regione nel rispetto di due requisiti: che gli impianti siano realizzati in modo da escludere ogni pericolo d’inquinamento e che siano conservate le proprietà originarie.
Dossier "Commercializzazione delle acque minerali, fissate le regole"

Il decreto sviluppo è legge: le modifiche introdotte dal Parlamento

Introdotti importanti cambiamenti nel rapporto tra fisco e imprese e sanzioni a chi si avvale del credito d’imposta in maniera non corretta. Il decreto sviluppo ha avuto l’approvazione definitiva dal senato il 7 luglio scorso e diventa legge con numerose modifiche rispetto al testo iniziale. In particolare il Parlamento ha detto si all’istituzione dei Distretti turistici a burocrazia zero che godranno di una serie di agevolazioni e semplificazioni di carattere fiscale, finanziario e amministrativo.
Dossier "Decreto legge sullo sviluppo e il rilancio dell'economia"

martedì 12 luglio 2011

DECRETO 11 maggio 2011 - Deroga arsenico fini a dicembre 2012

MINISTERO DELLA SALUTE
DECRETO 11 maggio 2011

Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano che possono essere disposte dalle regioni Campania, Lazio, Lombardia, Toscana e dalla provincia autonoma di Trento. (11A08281) (GU n. 151 del 1-7-2011 )

IL MINISTRO DELLA SALUTE 
di concerto con 
IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE 

Visto l'articolo 13 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, relativo alla qualità delle acque destinate al consumo umano, ed in particolare il comma 6, del medesimo articolo, relativamente alla necessità, dell'«acquisizione del parere favorevole della Commissione europea»; 

Viste le motivate richieste delle Regioni Campania, Lazio, Lombardia, Toscana e della Provincia autonoma di Trento circa la necessità di un terzo periodo di deroga alle caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano, al fine di dare attuazione ai provvedimenti necessari per ripristinare la qualità dell'acqua; 

Vista la Decisione della Commissione C (2011) 2014 definitiva del 22 marzo 2011; 

Preso atto che il Consiglio Superiore di Sanità, Sezione III, nel parere espresso nella seduta del 19 gennaio 2011, con riferimento alle richieste di deroga delle Regioni Lazio e Toscana, ha rimandato alle Autorità regionali per la verifica sulle industrie alimentari, affinchè l'acqua introdotta come componente nei prodotti finali non presenti concentrazioni dei parametri in deroga superiori ai limiti stabiliti dal decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31; 

Considerato che, ai sensi del comma 11 del succitato articolo 13, del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, la popolazione interessata deve essere tempestivamente e adeguatamente informata circa le deroghe applicate e le condizioni che le disciplinano, qualsiasi sia l'utilizzo dell'acqua erogata, compreso quello per la produzione, preparazione o trattamento degli alimenti, come richiamato anche dal Consiglio Superiore di Sanità nel citato parere del 19 gennaio 2011; 

Decreta: 

Art. 1 

1. La regione Campania può concedere il rinnovo della deroga per il parametro fluoruro entro il Valore Massimo Ammissibile di 2,5 mg/l, fino al 31 dicembre 2012, per il comune di Nola, frazione Tossici. 

2. La regione Lazio può concedere il rinnovo della deroga per il parametro arsenico entro il Valore Massimo Ammissibile di 20 ug/l, fino al 31 dicembre 2012, per i comuni di Aprilia, Cisterna di Latina, Cori, Latina, Pontinia, Priverno, Sabaudia, Sermoneta, Sezze, Albano Laziale, Anzio, Ardea, Ariccia, Bracciano Vigna di Valle, Campagnano di Roma, Castel Gandolfo, Castelnuovo di Porto, Ciampino, Civitavecchia, Formello, Sacrofano, Genzano di Roma, Lanuvio, Lariano, Magliano Romano, Mazzano Romano, Nettuno, Santa Marinella, Trevignano Romano, Tolfa, Velletri, Acquapendente, Arlena di Castro, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Blera, Bolsena, Calcata, Canepina, Canino, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel Sant'Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Cellere, Civita Castellana, Civitella d'Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Farnese, Gallese, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Monte Romano, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Onano, Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tessennano, Tuscania, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vetralla, Vignanello, Villa San Giovanni in Tuscia, Viterbo, Vitorchiano. 

3. La regione Lombardia può concedere il rinnovo della deroga per il parametro arsenico entro il Valore Massimo Ammissibile di 20 ug/l, fino al 31 marzo 2011, per i comuni di Dumenza, Maccagno e Sesto Calende, e fino al 31 dicembre 2011, per i comuni di Marcaria,
Roncoferraro e Viadana. 

4. La regione Toscana può concedere il rinnovo della deroga per il parametro arsenico entro il Valore Massimo Ammissibile di 20 ug/l, fino al 31 dicembre 2012, per i comuni di Campiglia Marittima, Campo nell'Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Piombino, Porto Azzurro, Rio Marina, Rio nell'Elba, Suvereto, Pomarance, Castelnuovo in Val di Cecina, Radicondoli. 

5. La provincia Autonoma di Trento può concedere il rinnovo della deroga per il parametro arsenico entro il Valore Massimo Ammissibile di 20 ug/l, fino al 31 dicembre 2011, per i comuni di Trento - Laste/Cantanghel, Canal San Bovo - Gobbera, Fierrozzo.

Art. 2 

1. L'acqua distribuita, pur nei limiti consentiti dall'articolo 1, non deve essere utilizzata per il consumo potabile dei neonati e dei bambini fino all'eta' di 3 anni. 

2. E' rimessa all'Autorità regionale la verifica che le industrie alimentari, nel territorio interessato dal provvedimento di deroga, attuino i necessari provvedimenti, anche nell'ambito del piano di autocontrollo, affinchè l'acqua introdotta come componente nei prodotti finali non presenti concentrazioni dei parametri in deroga superiori ai limiti stabiliti dal decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31.

Art. 3 

1. Le Regioni devono provvedere ad informare la popolazione interessata in attuazione del disposto di cui all'articolo 13, comma 11, del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, relativamente alle elevate concentrazioni dei predetti valori nell'acqua erogata quale che ne sia l'utilizzo, compreso quello per la produzione, preparazione o trattamento degli alimenti.

2. Nell'ambito dell'informativa di cui al comma 1, le Regioni devono, inoltre, informare circa le modalità per ridurre i rischi legati all'acqua potabile per la quale è stata concessa la deroga, e in particolare circa l'utilizzo da parte di neonati e di bambini fino all'età di 3 anni. 

Art. 4 

1. Fermo restando i valori massimi ammissibili di cui all'articolo 1, nell'esercizio dei poteri di deroga di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, l'autorità regionale è tenuta, in relazione alle specifiche situazioni locali, ad adottare il valore che assicuri l'erogazione di acqua della migliore qualità possibile comunque non superiore a quelli già concessi. 

2. Tutti i valori massimi ammissibili possono essere oggetto di immediata revisione a fronte di evidenze scientifiche più conservative. 

Art. 5 

1. L'esercizio delle deroghe, comunque limitate nell'ambito delle prescrizioni degli articoli 1 e 2, è subordinato all'osservanza delle disposizioni di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31. 

2. I provvedimenti di deroga emanati dalle Regioni devono riportare informazioni chiare relative a: 
a) i motivi di deroga; 
b) i parametri interessati, i risultati del precedente controllo pertinente ed il valore massimo ammissibile per la deroga per ogni parametro; 
c) l'area geografica, la quantità di acqua fornita ogni giorno, la popolazione interessata e gli eventuali effetti sulle industrie alimentari interessate; 
d) un opportuno programma di controllo che preveda, se necessario, una maggiore frequenza dei controlli; 
e) una sintesi del piano relativo alla necessaria azione correttiva, compreso un calendario dei lavori, una stima dei costi, la relativa copertura finanziaria e le disposizioni per il riesame; 
f) la durata della deroga. 

3. Le Regioni informano il Ministero della Salute, entro il 31 agosto di ogni anno, circa le iniziative adottate (ivi comprendendo informazioni circa l'approvvigionamento idrico per i neonati ed i bambini al di sotto dei tre anni), presentando un'opportuna relazione che comprenda anche informazioni sui progressi realizzati nelle misure correttive, i dati del monitoraggio dei parametri oggetto di deroga, una panoramica dei consigli forniti alla popolazione interessata e i volumi di acqua forniti in bottiglie o contenitori.

Art. 6 

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. 

Roma, 11 maggio 2011 

Il Ministero della Salute: Fazio 

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare: Prestigiacomo 

PROGRAMMI GRATIS

Notizie

News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
__________________________________________
Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
__________________________________________



Roma su google

pagerank

Check Page Rank of any web site pages instantly:
This free page rank checking tool is powered by Page Rank Checker service

ENERGIA SEMPLICE

ENERGIA SEMPLICE
"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

ĬĬ© Blogger template The Professional Template by Ourblogtemplates.com 2008

Back to TOPĬĬ