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giovedì 4 agosto 2011

Approvato il NUOVO Piano casa del LAZIO



Presentata la nuova Legge regionale offre soluzioni a specifiche emergenze: occupazionale, economica ed abitativa
04/08/2011 - Risposta concreta alle aspettative delle famiglie, rilancio dell'edilizia, riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, semplificazione delle procedure amministrative, attenzione alla salvaguardia ambientale. Sono queste le parole chiave del Piano Casa della Giunta Polverini, approvato dal Consiglio regionale, illustrato oggi dalla presidente Renata Polverini, insieme al vicepresidente della Giunta e assessore all'Urbanistica, Luciano Ciocchetti, e all'assessore alle Politiche per la Casa, Teodoro Buontempo.

"Oggi è una giornata importante - ha detto Polverini - la Regione mette a disposizione di famiglie e imprese uno strumento legislativo atteso, modificando la vecchia legge che si è rivelata limitativa e di scarsa efficacia rispetto all'impianto normativo nazionale per l'attuazione del Piano Casa". La presidente ha ricordato come il nuovo Piano Casa "risponde ad alcune specifiche emergenze: occupazionale, economica ed abitativa", promuovendo la realizzazione di alloggi a canone calmierato a beneficio delle fasce sociali svantaggiate.

Dopo aver ringraziato la Giunta, il Consiglio e gli uffici tecnici per il lavoro svolto, la presidente Polverini ha spiegato come questa Legge "vuole rappresentare, in modo concreto, un volano di rilancio e di sviluppo per la regione. Il Piano Casa della precedente amministrazione di centrosinistra - ha aggiunto - non aveva raggiunto alcuno di questi obiettivi, dalla sua approvazione sono pervenute solo pochissime domande".

Il nuovo Piano Casa consente a tutte le famiglie proprietarie di una casa di ampliare fino a 70 metri quadrati il proprio fabbricato, esclusi i centri storici e le aree tutelate; rilancia il settore edile, fortemente colpito dalla crisi, creando occupazione e sviluppo economico, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese del Lazio. Inoltre, ha proseguito la presidente della Regione, "promuove il recupero ed il riuso del patrimonio edilizio esistente, in particolare di quello dismesso o non utilizzato, con il reinserimento nel circuito economico e con l'offerta di nuovi alloggi di edilizia sociale a canone calmierato per categorie disagiate". Viene favorita la sostituzione edilizia, consentendo il mantenimento dei livelli occupazionali del settore edile con la concentrazione degli interventi costruttivi nelle zone già compromesse e urbanizzate senza ricorrere a nuovi consumi di suolo agricolo. Polverini ha anche precisato che verrà rispettato l'ambiente, il Piano casa non deroga ai vincoli operanti sul territorio, con particolare attenzione alla tutela delle coste laziali.

L'assessore Ciocchetti ha ricordato come il Piano casa "sia stato frutto di un lungo confronto e ha spiegato come la legge dia risposte anche alle attese del comparto edilizia,fortemente in crisi". Ciocchetti ha quindi ha annunciato che portera' all'esame della Giunta un provvedimento per l'istituzione di un Osservatorio contro l'abusivismo.
L'assessore Buontempo ha sottolineato l'importanza del mutuo sociale, altro punto qualificante del Piano Casa, che consentirà "per la prima volta anche ai giovani con lavoro precario di diventare proprietari della propria abitazione".

mercoledì 3 agosto 2011

LETTERA-CIRCOLARE DCPREV Prot. n. 3791 del 24/03/2011

Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile
DIREZIONE CENTRALE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA TECNICA
AREA PREVENZIONE INCENDI

OGGETTO: Sportello Unico per le Attività Produttive (D.P.R. del 7 settembre 2010, n. 160)
Indirizzi applicativi di armonizzazione tra le procedure di prevenzione incendi ed il "procedimento automatizzato" di cui capi I, II, III, V e VI del Regolamento.

1. PREMESSA

Il 30 settembre 2010, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.229 il D.P.R. del 7 settembre 2010, n. 160, è stato approvato il "Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo Sportello Unico per le Attività Produttive". (SUAP)
Il nuovo Regolamento sostituisce il DPR n. 447 del 1998 ed entra in vigore con tempi diversi:
a) il 29 marzo 2011 i capi I, II, III, V e VI;
b) il 30 settembre 2011 il capo IV;
    Al fine di rendere uniforme la progressiva attuazione del nuovo Regolamento SUAP questo Dipartimento ritiene opportuno fornire di seguito alcune prime indicazioni riservandosi di effettuare eventuali aggiornamenti. Quest'ultimi possono rendersi necessari a seguito dei possibili mutamenti del quadro normativo anche in attesa che vengano definiti, dai Dicasteri competenti, i necessari collegamenti con i nuovi strumenti di semplificazione, primo fra tutti la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).

    2. IL NUOVO REGOLAMENTO SUAP

    Il nuovo regolamento, come peraltro già previsto dal DPR n. 447/1998, stabilisce che i Comuni esercitano le funzioni amministrative in materia di insediamenti produttivi, assicurando che l'intero procedimento sia affidato ad un'unica struttura, il SUAP, alla quale gli interessati si rivolgono per tutti gli adempimenti previsti dai procedimenti di autorizzazione per la realizzazione, la ristrutturazione e l'ampliamento di impianti produttivi di beni e servizi.
    Le amministrazioni pubbliche diverse dal comune, che sono interessate dal procedimento, e quindi anche i Comandi Provinciali, non possono trasmettere al richiedente atti autorizzatori, nulla osta, pareri o atti di consenso, anche a contenuto negativo, comunque denominati e sono tenute a trasmettere immediatamente al SUAP tutte le denunce, le domande, gli atti e la documentazione ad esse eventualmente presentati, dandone comunicazione al richiedente.
    Il Regolamento SUAP è stato strutturato sulla distinzione fra il c.d. "procedimento automatizzato”, fondato sulla SCIA, ed il procedimento ordinario, c.d. "procedimento unico ",concernente gli atti e i procedimenti ai quali non è applicabile la SCIA.
    Rimandando la definizione delle procedure connesse al "procedimento unico" al momento della sua entrata in vigore, vengono di seguito fornite indicazioni connesse unicamente al"procedimento automatizzato”.

    3. IL "PROCEDIMENTO AUTOMATIZZATO" E LE PROCEDURE DI PREVENZIONE INCENDI.

    L'art. 5 del DPR 160/10 prevede che, a partire dal 29 marzo p.v., gli interventi relativi a realizzazione e modifica di impianti produttivi di beni e servizi ed ad attività di impresa soggetti a SCIA siano presentati al SUAP, esclusivamente per via telematica con gli standard disposti dall'Allegato tecnico di cui all'articolo 12, comma 5 dello stesso DPR.
    Gli standard citati sono compatibili con le modalità di trasmissione dati già adottate dal Dipartimento dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile e, si rammenta, sono riportati nel Decreto del Ministro dell'interno 12 luglio 2007.
    Si sottolinea che la SCIA, e di conseguenza il "procedimento automatizzato", sono utilizzabili esclusivamente laddove la Pubblica Amministrazione non debba esprimere alcun apprezzamento tecnico-discrezionale per il rilascio dell'atto di assenso comunque denominato, dovendosi esclusivamente effettuare un mero accertamento della sussistenza dei requisiti predeterminati dalla legge.
    Si evidenzia, altresì, che la disciplina della SCIA non è applicabile agli atti rilasciati dalle Amministrazioni preposte alla pubblica sicurezza nonché di quelli imposti dalla normativa comunitaria. Pertanto risultano esclusi i procedimenti collegati con il TULPS (ad esempio le Commissioni Provinciale/Comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, le Commissioni Tecniche per le Sostanze Esplosive, ecc.) e quelli in materia di rischi di incidenti rilevanti di cui al D.Leg.vo 334/99 e s.m.i.
    La SCIA deve essere corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell'atto di notorietà (ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000), nonché dalle attestazioni, rilasciate da tecnici abilitati, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti per l'avvio dell'attività. Giova rammentare che, ovviamente, le attestazioni e le asseverazioni devono essere corredate dagli elaborati tecnici atti a consentire le verifiche di competenza del C.N.VV.F.
    Pertanto il SUAP, al momento della presentazione della SCIA, dovrà verificare, con modalità informatica, la completezza formale della segnalazione e dei relativi allegati e, in caso di verifica positiva, rilasciare automaticamente la ricevuta.
    Il rilascio contestuale ed automatico della ricevuta, al momento della presentazione per via telematica, "abilita" l'impresa senza necessità di ulteriori adempimenti, costituendo titolo autorizzatorio per inizio dell'attività.
    Il SUAP dovrà poi trasmettere, sempre per via telematica, la segnalazione ed i relativi allegati alle Amministrazioni e agli Uffici competenti, quindi anche ai Comandi Provinciali, in conformità all'Allegato tecnico di cui all'articolo 12, commi 5 e 6 del DPR 160/2010.
    A tale proposito, alla luce dei contenuti delle norme vigenti che permettono ai SUAP di inviare la documentazione anche attraverso la Posta Elettronica Certificata (PEC), si evidenzia che:
    1. gli standard relativi ai formati dei file, allegati alle domande di prevenzione incendi prodotte digitalmente, sono pubblicati nel sito internet istituzionale nella sezione "prevenzione incendi online";
    2. le domande di prevenzione incendi redatte in forma digitale devono pervenire ai Comandi attraverso il portale "impresainungiorno.gov.it", oppure attraverso la PEC del SUAP. In questo caso si richiama l'obbligo del rispetto del d.lgs. 82/2005 di accettare solamente documentazione conforme agli standard citati che rechi la firma digitale anche quando si tratti di scansione di documenti cartacei.
    Si evidenzia che la norma vigente, in tema di trasmissione di istanze e dichiarazioni alla pubblica amministrazione, prevede la possibilità che quest'ultime possano essere non firmate digitalmente purché trasmesse dall'autore mediante la propria casella di posta elettronica certificata (PEC).
    In tale ultima ipotesi è responsabilità del SUAP accettare tale tipologia di documentazione nell'ambito dei controlli formali che deve effettuare nella fase di ricezione delle istanze.
    In una prima fase di avviamento delle diverse procedure potranno emergere eventuali problematiche relative alla trasmissione per via telematica della documentazione. Al fine quindi di non penalizzare i procedimenti, dovranno essere concordate in sede locale modalità alternative che facciano riferimento ai sistemi tradizionali già consolidati.
    Pertanto gli Uffici territoriali del Corpo Nazionale, nelle more dell'emanazione di uno specifico Regolamento che attuai la SCIA nell'ambito dei procedimenti di prevenzione incendi, conformeranno la propria azione amministrativa a quanto riportato di seguito.
    Nel rammentare che la SCIA si applica ad interventi soggetti a mero accertamento di requisiti, di conseguenza, non può applicarsi a interventi che presuppongono un giudizio discrezionale dell'organo di controllo.
    Per la prevenzione incendi la SCIA non trova applicazione nei seguenti casi:
    1. attività che non sono oggetto di specifiche regole tecniche di prevenzione incendi;
    2. attività che, pur essendo oggetto di specifiche regole tecniche, presentino una particolare complessità dal punto di vista tecnico -gestionale; in questi casi si può ritenere che la valutazione diretta dei fattori di rischio, posta alla base delle valutazioni ai fini della prevenzione incendi, risulti prevalente rispetto alla mera verifica della rispondenza dell'attività alla normativa;
    3. procedure che fanno riferimento ai contenuti del decreto ministeriale 9 maggio 2007 e delle successive direttive attuative (ingegneria della sicurezza antincendio);
    Pertanto, fra tutte le attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco di cui al D.M. 16/02/82, ricadono nel "procedimento automatizzato" solo quelle comprese nell'elenco riportato nell'Allegato alla presente nota.
    Per quelle attività del richiamato elenco che, per motivi non riconducibili alla prevenzione incendi, non trovi applicazione la SCIA continuano ad utilizzarsi, in via transitoria, le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 447, e successive modificazioni, sino all'entrata in vigore del "procedimento ordinario" di cui al Capo IV del regolamento SUAP (30 settembre 2011).
    Gli elaborati tecnici posti a corredo delle attestazioni e delle asseverazioni, necessari per consentire le verifiche di competenza del CNVVF, saranno conformi al punto B) dell'allegato I e all'allegato II del D.M. 4 maggio 1998 e successive modiche ed integrazioni (Circolare prot. P1233/4101 sotto 72/E del 8/10/1999 avente per oggetto "Modulistica di prevenzione incendi"; Circolare prot. P559/4101 sott.72/E.6 del 22 marzo 2004 avente per oggetto "Aggiornamento della modulistica di prevenzione incendi"; Circolare prot. P515/4101/sott.72/E.6 del 24/04/2008 avente per oggetto "Aggiornamento della modulistica di prevenzione incendi da allegare alla domanda di sopralluogo ai fini del rilascio del CPI").
    Sul punto si richiama l'attenzione di quanto disposto dal novellato art. 19 della legge 241/90 sulle dichiarazioni mendaci che, oltre a dover essere segnalate all'Autorità Giudiziaria, formeranno oggetto di informativa ai competenti collegi ed ordini professionali.
    Il Comando. entro sessanta giorni dal ricevimento di tale documentazione, effettua i controlli attraverso visite tecniche volte ad accertare il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi.
    Entro lo stesso termine, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti per l'esercizio delle attività previsti dalla normativa di prevenzione incendi, il Comando adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi dalla stessa prodotti, ad eccezione che, ove sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa antincendio e ai criteri tecnici di prevenzione incendi detta attività entro un termine di quarantacinque giorni, imponendo, ove sia necessario, specifiche misure tecnico-gestionali atte a far cessare il pericolo per pubblica e privata incolumità ovvero per la messa in sicurezza delle opere.
    Giova rilevare che restano invariate le procedure previste dal d.lgs 758/94 con particolare riferimento al Capo Il "Estinzione delle contravvenzioni in materia di sicurezza e di igiene del lavoro" e quelle relative alle comunicazioni previste dal comma 3 dell 'art. 19 del D.Lgs. 139/06.
    Tenuto conto del combinato disposto del comma 1 dell'art. 23 e dell'art. 14 comma 2 al punto i) del D.Leg.vo 139/06 devono essere fatti salvi gli introiti relativi allo specifico servizio a pagamento per il procedimento completo di rilascio del CPI (comma 2 dell' art. 16 del d.lgs. 139/06) fatto salvo i procedimenti regolamentati dal DPR n. 214/06.
    Fermo rimanendo il quadro generale sopra delineato i Comandi potranno promuovere ogni possibile intesa con i SU AP anche con appositi protocolli nei quali possono essere definiti gli aspetti procedurali di dettaglio. In questo caso i Sigg. Comandanti sono pregati di inoltrare alla scrivente Direzione Centrale copia dei protocolli sottoscritti.
    Si confida nella puntuale osservanza della presente e nella più ampia diffusione dei suoi contenuti presso i SUAP.
    IL DIRETTORE CENTRALE

    Piano casa, Ciocchetti: Risposta a emergenze del Lazio.

    Con questa proposta di legge diamo risposte ad alcune emergenze della nostra regione: economica, occupazionale, abitativa. E introduciamo una nuova cultura urbanistica: no al consumo di nuovo territorio, sì alla strada della riqualificazione urbana, del recupero, del riutilizzo, anche attraverso il ricorso a materiali ecocompatibili e il rispetto delle norme sul risparmio energetico". Così l`assessore all`Urbanistica, Luciano Ciocchetti, ha introdotto la discussione sul piano casa, iniziata nel pomeriggio al Consiglio regionale del Lazio. "Attraversiamo una crisi economica profonda - ha spiegato - e il 30 per cento dell`economia del Lazio dipende dal settore dell`edilizia: in due anni sono stati persi migliaia di posti di lavoro. Colpite soprattutto le piccole e micro imprese. Con questa proposta di legge non favoriamo i grandi costruttori, ma accompagnare fuori dalla crisi le piccole e medie imprese. I dati sono chiari: lo studio che abbiamo commissionato al Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l`edilizia e il territorio) ci dice che, soltanto per quanto riguarda la parte relativa ampliamenti degli alloggi esistenti, sono realizzabili 3,1 milioni metri cubi, che vogliono dire 21mila occupati in più. In pratica si recuperano i posti persi negli ultimi due anni".

    "Diamo una pluralità di risposte all`emergenza abitativa - ha proseguito Ciocchetti - quella dell`ampliamento è solo la prima. Quello che è chiaro è che non bastano classiche azioni sull`edilizia residenziale pubblica (case popolari ed edilizia agevolata). Dobbiamo trovare strade nuove. Nella proposta di legge individuiamo i percorsi per reperire le aree necessarie, i soldi ci sono grazie allo stanziamento di 100 milioni per dieci anni previsto in bilancio. Una volta approvata questa proposta, le Ater, da domani potranno costruire case popolari, solo a Roma 4.000 alloggi. In tutte le aree di edilizia privata viene introdotto lo standard sociale: il 20 per cento dell`indice di fabbricabilità diventa di proprietà delle amministrazioni comunali, di questo il 50 per cento sarà destinato all`edilizia sovvenzionata il resto all`agevolata, all`edilizia universitaria e all`housing sociale". "Altro canale per reperire aree - ha spiegato ancora l`assessore - sono i cambi di destinazione d`uso delle strutture dismesse. Aree ormai urbanizzate, inserite nel tessuto delle nostre città. Per la prima volta leghiamo la valorizzazione di queste zone con un beneficio sociale: il 30 per cento degli alloggi sarà destinato a interventi di edilizia sociale. Con il canone determinato da un regolamento specifico che determinerà anche i criteri per le assegnazioni. Infine nel piano casa c`è il tema della riqualificazione urbana, in particolare delle periferie. Dobbiamo rinnovare le nostre città con interventi di demolizione e ricostruzione. Anche per recuperare zone di pregio, ad esempio le nostre coste". "In questa legge, atraverso una serie di emendamenti - ha concluso Ciocchetti - abbiamo raccolto molte istanze arrivate dalle opposizioni. Per questo auspico un dibattito vero, nel merito, senza ostruzionismo.Subito dopo è stata la volta dell`assessore alla Casa,Teodoro Buontempo: Spesso le l`edilizia ha guardato più alla speculazione che al bene comune. In questa proposta invertiamo questa tendenza. Per la prima volta l`edilizia sociale trova spazio nei programmi di sviluppo del settore. Per la prima volta i ceti più deboli sono al centro. E per la prima volta possiamo lavorare sulI`integrazione sociale, costruendo quartieri dove devono vivere insieme persone di categorie diverse". "Non ci sono più terreni pubblici per l`edilizia economia e popolare - ha proseguito Buontempo - con questa legge spezziamo questa catena, parte delle aree private vengono riservate all`edilizia economica popolare. Non perdiamo questo significato importante: l`edilizia privata viene autorizzata a patto che ci sia uno spazio per le case popolari. Dopo gli ultimi quattro interventi che hanno chiuso la discussione generale sul piano casa, il presidente Mario Abbruzzese ha aggiornato la seduta alle 11 di domani, giovedì 28 luglio, per la replica degli assessori, l`esame degli articoli e degli oltre 5mila emendamenti e subemendamenti.

    LAZIO Piano casa, agosto 2011 Giunta presenta sub emendamento generale

    Prosegue in Consiglio regionale la discussione del piano casa, la proposta di legge n. 79, che va a modificare la legge 21 del 2009. Nella notte l`assessore all`Urbanistica, Luciano Ciocchetti, ha presentato tre sub emendamenti generali. Il primo sostituisce tutti gli articoli della legge, il secondo contiene il ritiro di tutti gli altri articoli della legge, il terzo sostituisce tutti gli emendamenti aggiuntivi presentati dalla giunta. Di conseguenza, decadono tutti gli emendamenti presentati da maggioranza e opposizione. Questo, nelle intenzioni della maggioranza, consentirà di arrivare all`approvazione definitiva entro la giornata del 3 agosto.La seduta del 2 agosto, iniziata con le votazioni relative all`articolo 4, era stata sospesa nel pomeriggio per consentire una riunione straordinaria della giunta. Poi la ripresa, in tarda serata, con un vivace scambio di battute tra la presidente della Regione, Renata Polverini e l`opposizione. Al centro della discussione alcune dichiarazioni del ministro dei Beni culturali, Galan, che aveva parlato di profili di incostituzionalità del piano casa del Lazio. Nuova sospensione e riunione dei capigruppo. Poi l`annuncio dell`assessore Ciocchetti. La seduta riprenderà alle 12 del 3 agosto. La discussione sul piano caso è iniziata mercoledì 27 luglio con l`illustrazione degli assessori all`Urbanistica, Luciano Ciocchetti, e alla Casa, Teodoro Buontempo. Subito dopo, nel corso del dibattito generale, è stata illustrata la posizione dei gruppi consiliari. Il giorno dopo la replica dei due assessori. Subito dopo è iniziato l`esame degli articoli, degli emendamenti e dei subemendamenti. Inizialmente l`opposizione ne aveva presentati più di duemila, ma dopo l`appello in aula del presidente del Consiglio, Mario Abbruzzese, sono stati mantenuti solo quelli di merito, circa 250, sul quale sta andando avanti il dibattito in questi giorni.

    ROMA - Progettare spazi pubblici: centro e periferia

    Quanti e quali sono gli spazi pubblici pedonali nel Centro storico di Roma ? Sono veramente sicuri e confortevoli per i pedoni ? Sono ben collegati ai nodi principali dell’offerta di mobilità (fermate e stazioni del trasporto pubblico, parcheggi di car sharing e bike sharing ecc.) ? Formano un “sistema” ?
    A queste e ad altre domande risponde una indagine svolta nel corso del 2010, grazie ad un accordo di collaborazione tra il Municipio Roma Centro Storico e il DAU (Dipartimento di Architettura e Urbanistica, oggi DICEA, della sapienza Università di Roma).
    Oltre ad offrire il primo censimento sistematico degli spazi pedonali nel centro storico, l’indagine avanza proposte di nuove pedonalizzazioni e ne approfondisce alcune, progettandole, in particolare nel rione Testaccio. Le linee guida che emergono dalle indagini e dalle proposte puntano ad un nuovo approccio multidimensionale per progettare, attraverso la partecipazione, realizzare e gestire spazi pubblici.
    Dall’ottobre scorso, utilizzando anche i risultati del lavoro, il Municipio ha aperto il Laboratorio Idee per Testaccio, per la progettazione partecipata della nuova Piazza Testaccio (il Laboratorio è attivo tutti i lunedì e i giovedì dalle ore 16.00 alle ore 19.00 in via Alessandro Volta, 41 presso la scuola IV Novembre – I.C. Elsa Morante).
    I risultati e le proposte dell’indagine sono state presentate in una prima, affollata e vivace assemblea, promossa dal Municipio Roma Centro Storico nel Rione Testaccio il 19 febbraio scorso, che si è conclusa con una passeggiata lungo il nuovo percorso del Museo Diffuso, realizzato dalla Soprintendenza Speciale per i beni Archeologici di Roma.
    Il seminario del 4 Aprile prossimo (Auletta del Chiostro, Facoltà di Ingegneria, Via Eudossiana 18, ) è un ulteriore momento di confronto sui temi e sui risultati del lavoro svolto, per sollecitare riflessioni, critiche e proposte.
    Al primo seminario ne seguirà un secondo, il 18 aprile, nella stessa Facoltà, per un confronto su indagini svolte dallo stesso Dipartimento in un ambito periferico della città (VIII Municipio).
    Entrambi i seminari, i cui lavori confluiranno nella prima Biennale dello Spazio Pubblico promossa da INULazio e altre Sezioni regionali dell’INU, mirano a proseguire, ampliare e rendere efficace l’attività di indagine e progettazione per gli spazi pubblici a Roma.

    Piano casa Lazio in fase di approvazione agosto 2011 ma per Galan è incostituzionale



    ROMA - È bufera sul piano casa del Lazio prima ancora della sua approvazione in Consiglio regionale. Il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, lo boccia e parla di «evidenti tracce di incostituzionalità», accusando la legge di «svilire le difese» del patrimonio culturale e mettere in pericolo le coste. Parole definite dalla governatrice Renata Polverini «un'inaccettabile interferenza» nelle prerogative della Regione e «un atteggiamento che per la sua gravità non ha precedenti». E lo strappo si concretizza in una lettera scritta dalla stessa presidente della Regione al premier Silvio Berlusconi in cui si chiedono «adeguati atti in grado di ristabilire corrette relazioni istituzionali tra governo e Regione Lazio».
    continua su messagero.it

    domenica 31 luglio 2011

    Bando Provincia Viterbo Impianti Fotovoltaici

    Bando pubblico per la concessione di contributi per l’installazione di impianti fotovoltaici fino
    a 20 kW su edifici agricoli, industriali, artigianali, produttivi, ad uso turistico.
    (Deliberazione della Giunta Provinciale n° 43 del 12/04/2011, Delib.Giunta regione Lazio n.340 del
    08-05-2008)
    Articolo 1 - Finalità dell’iniziativa
    La Provincia di Viterbo, nell’adempimento dei compiti che la legge gli attribuisce in materia di
    tutela ambientale e  di risparmio energetico, intende attivare un progetto  per  incentivare la
    produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaico favorendo in particolare le attività agricole,
    industriali, artigianali, produttive e turistiche.
    A tal fine, emana il presente bando pubblico, mediante il quale tutti gli interessati, potranno
    chiedere la concessione di un contributo, nel rispetto delle condizioni e modalità di seguito
    riportate.
    Articolo 2 – Beneficiari
    Il bando è destinato ai proprietari/titolari di diritto reale di godimento di edifici destinati ad attività
    agricole, anche con  eventuale  trasformazione del prodotto, industriali, artigianali, produttive e
    turistiche, situati in uno dei  Comuni della provincia di Viterbo, che intendano realizzare impianti
    fotovoltaici fino a 20 kW sulla copertura degli edifici stessi. Sono esclusi dal contributo gli impianti
    fotovoltaici a terra. La connessione degli impianti fotovoltaici alla rete elettrica di distribuzione,
    attraverso la rete elettrica della struttura edilizia cui si riferisce l’intervento (rete di utente)
    costituisce un ulteriore requisito obbligatorio ai fini dell’ammissione al contributo. E’ altresì
    obbligatorio che la titolarità del contratto di fornitura di energia elettrica, che identifica in maniera
    univoca la rete di utente, sia in capo al soggetto destinatario del contributo. Regime di scambio sul
    posto.
    Non sono ammissibili gli interventi avviati anteriormente alla data di pubblicazione del bando (...continua)

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    Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
    fonte UNI
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    Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
    __________________________________________



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    "Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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