Eco è bello

Architetti e ingegneri uniti nella riprogettazione dell'esistente. In tempi di crisi le parole chiave sono high and low (alta efficienza e basso costo), oppure cheap and chic a seconda dell'interlocutore. Ma la partita è sempre la stessa: orientare il mercato e le imprese all'efficientamento energetico degli immobili, sviluppando competenze specifiche. 
A fotografare il mercato della progettazione in Italia è stato il 5° Forum dell'Architettura, organizzato lunedì scorso dal Gruppo Sole 24 Ore: la realtà italiana è fatta per lo più di piccoli studi, con due o tre soci, che attivano delle reti solo per necessità. La sfida della rigenerazione degli immobili oggi impone ai tecnici di organizzarsi in forma societaria, più strutturata (dal livello finanziario a quello di marketing). A guidare la sfida è il percorso di recepimento in Italia della direttiva europea EPBD2 (la seconda sulle performance energetiche degli edifici) che propone agli Stati membri un impegno per immobili a consumi "quasi zero" e prevede la messa a punto di una serie di strumenti attuativi che, se opportunamente calibrati, possono offrire una risposta concreta alla crisi industriale e occupazionale del settore.
«Il 50% degli architetti iscritti all'Ordine ha meno di 40 anni e oggi sono in grande difficoltà», ha ricordato Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale Architetti, che da più di un anno promuove il progetto «Riuso» per l'efficientamento energetico degli edifici. «Per intervenire sugli oltre 8 milioni di immobili a rischio sismico e idrologico presenti in Italia abbiamo bisogno di politiche di sintesi, capaci di mettere insieme diverse misure su scala urbana, e non più politiche settoriali». Con queste parole il presidente degli architetti invita a fare «una spending review delle città per scoprire che il primo risparmio energetico lo si ottiene con una migliore progettazione architettonica».
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