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venerdì 20 novembre 2009

Bologna prima città con trenta metri quadri di verde per abitante

Quasi 30 metri quadri di verde per abitante. Un primato che Bologna raggiungerà il prossimo anno, quando veranno inaugurati cinque nuovi parchi cittadini. E per il 2011, è in arrivo anche quello che l'Assessore all'Urbanistica Maurizio degli Esposti ha definito «il nuovo grande giardino della città», i Prati di Caprara.

I nuovi spazi fruibili dal prossimo anno saranno il parco agricolo di Via Larga (quartiere San Vitale), il bosco urbano San Donnino (in San Donato), il completamento del parco di Villa Contri – Nicholas Green (al Reno), il parco degli Uccelli a Borgo Panigale (già pronto e aperto al pubblico, si pensa ad una festa di inaugurazione con le scuole prima di Natale)e «il gioiello» San Michele in Bosco. Qui il restauro del belvedere, realizzato grazie al sostegno della Fondazione del Monte, sarà inaugurato a maggio, quando il Comune assumerà la gestione dei sette ettari di verde collegati con la vicina area Staveco. L'incremento complessivo di verde è di circa 70 ettari e comprende anche l'ampliamento del parco del Lungoreno, pronto per maggio 2010, grazie al quale sarà possibile percorrere un sentiero unico, senza interruzioni, da Calderara a Casalecchio.
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giovedì 19 novembre 2009

Impianti di riscaldamento ed efficienza energetica

L’efficienza dell’impianto di riscaldamento, in particolare della caldaia, è garanzia di sicurezza ma anche di minori consumi e attenzione all’ambiente.

Le “Istruzioni per il cittadino”, predisposte dal ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con le associazioni Adiconsum, Assotermica, CNA, Confartigianato e Federconsumatori vogliono guidare gli utenti nei necessari adempimenti, dall’acquisto della caldaia ai controlli previsti dalla normativa per l’efficienza energetica (decreto legislativo 19 agosto 2005 n.192).

Questi alcuni dei contenuti del Vademecum:

* affinché la caldaia comporti minori oneri di esercizio e manutenzione, è necessario che rispetti alcune soglie tecniche di efficienza (marcatura 3 e 4 stelle, come previsto nel decreto legislativo 192/2005).


* per quanto riguarda i controlli per l’efficienza energetica, va ricordato che esistono delle tempistiche minime obbligatorie (scadenzario): le regioni possono renderle più stringenti se specificità territoriali lo rendono necessario. Invece la sicurezza e funzionalità dell’impianto e dei suoi componenti sono riportate dal fabbricante nei libretti d’uso e manutenzione.

Per svolgere i controlli per l’efficienza energetica il cittadino deve rivolgersi ad un tecnico abilitato, che esegue tali attività nel rispetto delle regole dell’arte e della normative vigenti (D.M. 37/08). Al termine delle operazioni di controllo ed eventuale manutenzione, il tecnico ha l’obbligo di redigere e sottoscrivere un rapporto, consegnarlo al richiedente e trasmetterne copia all'autorità competente a cui è demandato lo svolgimento degli accertamenti che la Pubblica Amministrazione deve svolgere.

L’utente deve conservare il rapporto congiuntamente al libretto di impianto (impianto autonomo) o di centrale (impianto condominiale). Su questi libretti, che costituiscono una sorta di “carta di identità”dell’impianto di riscaldamento, vengono annotati anche i risultati delle ispezioni svolte dalla P.A.

Servizio di accertamento e ispezione svolto dalla Pubblica Amministrazione

Le Province e i Comuni, con il coordinamento delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, svolgono gli accertamenti e le ispezioni finalizzati al rispetto delle norme per l’efficienza energetica nell’esercizio e manutenzione degli impianti di riscaldamento. L'operatività dei controlli può essere delegata a enti e organismi esterni qualificati.

Fonte: Ministero dello Svluppo economico

mercoledì 18 novembre 2009

Edilizia sostenibile: decalogo WWF

9/11/2009 - A Roma il WWF ha diffuso il decalogo per l'architettura sostenibile nel corso della giornata "Costruire per il clima" organizzata dalla campagna generazione clima
Il Primo requisito di un edificio ‘ecologico’ è... Che sia indispensabile!
Inizia così il decalogo WWF per distinguere l’architettura davvero sostenibile da quella che si attribuisce il titolo per moda o interessi di mercato, ma che spesso di verde ha soltanto la facciata. Ma un edificio ecologico deve essere anche efficiente dal punto di vista energetico, pensato specificamente per il luogo in cui sorge, costruito con materiali appropriati e finalizzato al benessere della comunità. Non lascia spazio all’approssimazione il decalogo che il WWF presenta oggi in occasione della giornata “Costruire per il clima”, organizzata dall’Associazione insieme alle Edizioni Ambiente con il patrocinio della Provincia di Roma, come tappa di avvicinamento alla fatidica Conferenza sul Clima di Copenhagen di dicembre, in cui il mondo dovrà decidere come affrontare la grande sfida del cambiamento climatico.

Ecco quindi i dieci requisiti che un edificio davvero ecologico deve avere, per non confondersi con la schiera di progetti ‘verdi’, ‘ecologici’, ‘sostenibili’ più o meno sinceri, di cui l’architettura moderna spesso si fregia:
1) la sua costruzione sia indispensabile
2) sia adeguatamente localizzato
3) sia specifico per una località
4) recuperi o riqualifichi l’esistente
5) riduca al minimo le dimensioni
6) usi materiali a basso impiego di energia, salubri e a basso impatto
7) riduca il bisogno di energia
8) dia un ruolo attivo nella progettazione agli abitanti
9) esprima la capacità sociale del costruire
10) sia finalizzato al benessere della comunità

martedì 17 novembre 2009

sicurezza nei luoghi di lavoro: provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale

Cambiano le regole per la sospensione delle imprese che non rispettano le norme in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro o che abbiano lavoratori “in nero”. Dal ministero del Welfare è stata infatti emanata una circolare che fornisce chiarimenti per l’applicazione corretta del Testo Unico sulla sicurezza, che ha modificato significativamente la disciplina intera e anche il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Adesso dunque, la circolare n.33 del 10 novembre 2009 è l’unico documento cui riferirsi per la corretta applicazione del potere di sospensione, e devono ritenersi superate le indicazioni di precedenti circolari già fornite in materia dal Ministero del lavoro.

Il provvedimento di sospensione ha il fine di “far cessare il pericolo per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”, e prevede anche sanzioni legate all'impiego di “personale non risultante dalla documentazione obbligatoria” e alla violazione “in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro” gravi e reiterate.

Cambiano innanzitutto i soggetti affidatari del potere di sospensione: la competenza non sarà più dei funzionari che applicano la sospensione, ma dell’Ufficio da cui dipendono i funzionari. Vale a dire, è l’Ufficio che, in virtù del rapporto interorganico, esercita tale potere mediante il proprio personale ispettivo. La competenza del personale ispettivo è individuata nei seguenti ambiti: attività del settore delle costruzioni edili o di genio civile; lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei; ulteriori attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati. Il personale ispettivo delle AA.SS.LL., inoltre, in virtù di una competenza di carattere generale in materia di salute e sicurezza, può adottare il provvedimento di sospensione anche in ogni altro ambito o settore merceologico.

La nuova disciplina mantiene la natura discrezionale del provvedimento, si legge infatti “gli organi di vigilanza possono adottare provvedimenti di sospensione” ma, di norma, la sospensione va adottata ogni qual volta ne siano accertati i presupposti. La discrezionalità risiede nella valutazione di circostanze particolari, cioè “laddove la sospensione dell’attività possa determinare una situazione di maggior pericolo per l’incolumità dei lavoratori o di terzi è opportuno non emanare alcun provvedimento”,(la circolare n.33 riporta alcuni esempi, come la sospensione di uno di un lavoro di rimozione di materiali nocivi).

Sui presupposti per l’adozione del provvedimento, abbiamo già detto della presenza di lavoratori in nero, che “deve essere in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro”, dove il lavoratore in nero è “sconosciuto alla P.A.”, cioè non è stato impiegato con la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, e prescinde dalla tipologia di lavoro nell’impresa. Le “gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro” si riferisce a “violazione della stessa indole”, espressione che indica violazioni della medesima disposizione. Disposizioni diverse sono individuate nell’Allegato I.

Brevemente, segnaliamo gli altri paragrafi della circolare, che riguardano gli “effetti del provvedimento”, “l’adozione del provvedimento su segnalazione”, la “revoca del provvedimento", il “provvedimento di sospensione e sequestro penale” (qualora emergano le condizioni cautelari per l’adozione del provvedimento penale, il provvedimento amministrativo non deve essere adottato), e le sanzioni previste per “l’inottemperanza del provvedimento”, che prevede la possibilità di arresto da tre a sei mesi e il pagamento di un’ammenda. La prescrizione consisterà nel sospendere l’attività imprenditoriale sino ad avvenuta regolarizzazione dei lavoratoti interessati. Oltre alla “possibilità di ricorso avverso il provvedimento di sospensione”, è previsto, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - per gli aspetti di rispettiva competenza – “l’emanazione di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche”.

Fonte: Circolare n. 33/2009 del Ministero del lavoro, salute e politiche sociali

Redazione Internet – Antonella Bellino

Pubblicato il Rapporto ONRE 2009 “L’innovazione energetica nei regolamenti edilizi comunali”

Il grande dibattito in corso sull’energia sta muovendo un cambiamento anche nel settore edilizio? E in che direzione sta andando questa innovazione? Come contribuisce a cambiare il modo di progettare e costruire? L’Osservatorio nazionale sui regolamenti edilizi per il risparmio energetico (ON-RE), promosso da Cresme e Legambiente in collaborazione con Saie Energia è nato proprio con l’obiettivo di rispondere a queste domande, proponendo come punto di osservazione per guardare ai processi in corso i Regolamenti edilizi comunali.
Rapporto ONRE 2009

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News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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