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sabato 23 ottobre 2010

Stato della pianificazione paesaggistica Regione Lazio

Sintesi dell’evoluzione della Pianificazione paesaggistica
Stato della pianificazione paesaggistica Regione Lazio :
• L. 1497/39. Protezione delle bellezze naturali;
• L. 431/85. Disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale
(legge Galasso);
• Adozione di 27 piani territoriali paesistici fra il 1987 e il 1995.
• Lr 24/98. Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo
paesistico.
o approva i 27 PTP limitatamente alle aree con vincolo paesaggistico;
o introduce omogenee disposizioni sulle categorie dei beni art. 1 l. 431/85;
o introduce omogenea normativa sugli strumenti urbanistici comunali;
o prevede la redazione di un unico piano paesistico regionale.
• Nel 1998 sono adottati due ulteriori piani paesistici nel territorio del comune di Roma, uno
approvato nel 2001 e l’altro nel 2006;
• E’ stato adottato dalla Giunta Regionali il piano paesistico dell’Appia Antica.
Evoluzioni intervenute dalla legge Galasso :
• Maturazione esperienze regionali in materia di PTP;
• Evoluzione dei piani ambientali:
o Piani dei rischi ecologici e igienico-sanitari (di Bacino);
o Piani delle aree protette e di gestione dei siti di importanza Comunitaria;
o Piani settoriali di utilizzazione delle risorse fisiche (suolo-acqua);
• 1° conferenza nazionale del paesaggio;
• Testo unico in materia di beni culturali e ambientali Dlgvo n° 490 del 29 ottobre 1999;
• Convenzione europea sul paesaggio 19 luglio 2000;
• Accordo Stato-Regioni DM del 18.4.2001 sull’esercizio dei poteri in materia di paesaggio;
• Modifica al titolo V della Costituzione lc 18.10.2001 n°3;
• Codice dei beni culturali e del paesaggio Dlgvo n° 42 del 22.01.2004 modificato con i
DD.Lg. nn. 156 e 157 del 24.3.2006.

Regione Lazio tutela il paesaggio PTPR

Il nuovo Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR) è stato adottato dalla Giunta Regionale con atti n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007, ai sensi dell’art. 21, 22, 23 della legge regionale sul paesaggio n. 24/98.

Dal 14 febbraio per tre mesi fino al 14 maggio il PTPR è depositato presso tutti i Comuni del Lazio e le Province per la pubblica visione dove devono essere presentate le osservazioni dei cittadini, enti e associazioni.

Il PTPR intende per paesaggio le parti del territorio i cui caratteri distintivi derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni nelle quali la tutela e valorizzazione del paesaggio salvaguardano i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili come indicato nell’art. 131 del Codice dei beni culturali e del paesaggio DLgv. 42/2004.

Il PTPR assume altresì come riferimento la definizione di “Paesaggio” contenuta nella Convenzione Europea del Paesaggio, legge 14/2006, in base alla quale esso designa una determinata parte del territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni.

Il paesaggio è la parte del territorio che comprende l’insieme dei beni costituenti l’identità della comunità locale sotto il profilo storico-culturale e geografico-naturale garantendone la permanenza e il riconoscimento.

Il Piano TerritorialePaesaggistico Regionale è lo strumento di pianificazione attraverso cui, nel Lazio, la Pubblica Amministrazione disciplina le modalità di governo del paesaggio, indicando le relative azioni volte alla conservazione, valorizzazione, al ripristino o alla creazione di paesaggi.

Il PTPR riconosce il paesaggio in quanto componente essenziale del contesto di vita della collettività e ne promuove la fruizione informandosi a principi e metodi che assicurino il concorso degli enti locali e l’autonomo apporto delle formazioni sociali, sulla base del principio di sussidiarietà.

Il PTPR sviluppa le sue previsioni sulla base del quadro conoscitivo dei beni del patrimonio naturale, culturale e del paesaggio della Regione Lazio, esso è redatto sulla C.T.R. 1:10.000 della Regione Lazio volo anni 1989 -1990.


RELAZIONE

Rendimento energetico degli edifici Emilia Romagna

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna n. 126 del 30/09/2010 è stata pubblicata la Delib. G.R. 20/09/2010, n. 1362, recante «Modifica degli allegati di cui alla parte seconda della Delibera di Assemblea legislativa n. 156/2008». 
La delibera entrerà in vigore dopo la sua pubblicazione sul BUR, che avverrà il 30 settembre p.v.: a partire da quella data, dovranno essere applicate le nuove disposizioni in materia di: requisiti minimi di prestazione energetica e procedure di certificazione energetica degli edifici.



A titolo informativo si allega il testo della DGR n. 1362/2010
 

lunedì 18 ottobre 2010

Belluno medaglia d'oro in salute ambientale

VENEZIA (18 ottobre) - C'è Belluno in testa alla classifica nazionale dei comuni virtuosi per il loro stato di salute ambientale: sul podio poi Verbania e Parma, mentre la maglia nera va a Palermo, Crotone e Catania, che occupano gli ultimi tre posti. E se Milano soffre per la qualità dell'aria, Palermo, Napoli e Roma devono gestire una "emergenza ambiente".

È quanto emerge dai dati della 17esima edizione di"Ecosistema urbano", annuale ricerca diLegambiente, Ambiente Italia e Sole 24Ore, presentato in Palazzo Vecchio a Firenze. Oltre ai riconoscimenti per le città prime in classifica, anche una menzione speciale per L'Aquila. Belluno, seconda nel 2009, quest'anno spicca su tutti per qualità dell'aria, raccolta differenziata, numero di passeggeri del trasporto pubblico locale. Nella "top ten", dopo le tre sul podio, ci sono Trento, Bolzano, Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e Livorno. Ma non tutte le città del Nordest sono nella parte alta della classifica: oltre a Belluno, che riconquista il primato dopo un anno di purgatorio, c'è Venezia (15esima), mentre sotto la media nazionale c'è quasi tutto il resto del Veneto: Verona (60esima), Padova (62esima), Rovigo (65esima), Treviso (69esima) e Vicenza (73esima). Per quanto riguarda le altre province del Friuli Venezia Giulia, Gorizia è 13esima, Udine è trentesima e Trieste 41esima.

Nel dossier si denuncia che nelle grandi città "è di nuovo allarme ambientale": con l'unica eccezione di Torino, infatti, tutti i centri urbani con più di mezzo milione di abitanti vedono peggiorare il loro stato di salute. A Milano, si spiega, "tira veramente una pessima aria", in particolare per le concentrazioni di ozono: 60 giorni di superamento, mentre erano 41 l'anno precedente.

E se Napoli e Palermo soccombono sotto i cumuli di rifiuti abbandonati nelle strade, incapaci di intraprendere un sistema di raccolta differenziata efficace, a Roma i cittadini patiscono gli effetti dannosi di una "mobilità scriteriata, con centro e periferie invase dalle auto private". Nello studio si evidenzia che i "grandi centri sono in caduta libera" (tranne Torino, appunto, passato dalla 77esima alla 74esima posizione): Genova è 32esima (era 22esima lo scorso anno), Milano 63esima (era 46esima), Roma 75esima (era 62esima), Napoli 96esima (era 89esima), Palermo 101esima (era 90esima). In fondo alla classifica c'è un predominio delle città del mezzogiorno: tra gli ultimi 20 comuni solo la ligure Imperia (93esima) rimane a rappresentare il settentrione.

"Ecosistema urbano" realizza ogni anno la classifica attraverso questionari rivolti ai 103 comuni capoluogo di provincia e sulla base di informazioni basate su 125 parametri ambientali (tra gli indicatori, ad esempio, pm10, rete idrica, aree verdi, consumi elettrici domestici, rifiuti) per un totale di oltre 125 mila dati riferiti all'anno 2009. Nel complesso, nei comuni presi in esame, emergono difficoltà per isole pedonali, zone a traffico limitato, depurazione delle acque reflue, trasporto pubblico (ma crescono le immatricolazioni di automobili). In crescita, invece, ci sono la raccolta differenziata e la diffusione delle energie rinnovabili. I movimenti in classifica più visibili (in positivo e in negativo) riguardano i capoluoghi più piccoli del Belpaese. Balzano in avanti Oristano (dalla 74esima alla 22esima), Avellino (dall'80esima alla 29esima), Sondrio (dalla 73esima alla 35esima).

«La vera emergenza nelle nostre città - ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - è rappresentata spesso dalla scarsa lungimiranza, dalla mancanza di coraggio e di modernità da parte di chi le governa. Perché se è vero che lo Stato investe pochissimo nelle infrastrutture per il trasporto pubblico urbano, questo non può diventare l'alibi per l'immobilismo delle grandi città».

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News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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