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mercoledì 17 agosto 2011

Applicabilità della disciplina della SCIA

Circolare in merito all’applicabilità della disciplina della SCIA nel comune di
Minerbio per l’attuazione di interventi edilizi.
Il Decreto legge 78/10 – art. 49, convertito con modifiche dalla Legge 122/10, ha novellato
la disciplina dell’art. 19 della Legge 241/90 sul procedimento amministrativo, sostituendo la
DIA, ove ricorra in ogni normativa statale e regionale, con la SCIA (Segnalazione Certificata
Inizio Attività).
Con l’approvazione del Decreto Legge 70/2011 entrato in vigore il 14 Maggio u.s. è stato
definitivamente chiarito, e quindi disciplinato, che l’appliccazione della SCIA attiene anche
l’ambito applicativo edilizio.
Vedi Circolare

Ministero dello sviluppo economico Dipartimento per l'energia

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Div. II - Relazioni comunitarie e mercato interno dell’energia
Div. III - Relazioni internazionali in materia di energia
Div. IV - Mercato e logistica dei prodotti petroliferi e dei carburanti
Div. V - Sistemi e mercati del gas naturale
Div. VI - Infrastrutture di trasporto e di approvvigionamento del gas naturale
Div. VII - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie
[-] Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche
Div. I - Ufficio Nazionale Minerario Idrocarburi e Georisorse – Direzione UNMIG
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Div. III - Sezione U.N.M.I.G. di Roma – Ricerca, coltivazione e stoccaggio delle risorse minerarie ed energetiche dell’Italia Centrale e relativi impianti in mare
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Div. V - U.N.M.I.G. – Laboratori di analisi e di sperimentazione per il settore minerario ed energetico
Div. VI - Sviluppo delle attività di ricerca, coltivazione di idrocarburi e risorse geotermiche
Div. VII - Stoccaggio gas naturale, cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica
Div. VIII - Relazioni con Regioni, amministrazioni locali, organismi comunitari e internazionali – royalties
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Div. I - Sistemi e mercati elettrici
Div. II - Produzione elettrica
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Div. IV - Energia elettro – nucleare
Div. V - Attività afferenti la fonte primaria nucleare
Div. VI - Fonti rinnovabili di energia
Div. VII - Efficienza energetica e risparmio energetico
Div. VIII - Sviluppo energetico sostenibile e sistemi energetici distribuiti
Div. IX - Attuazione e gestione di programmi di incentivazione nazionali e interregionali in materia di energie rinnovabili, efficienza e risparmio energetico, sviluppo sostenibile
[-] Uffici di Staff del Capo Dipartimento
Div. I - Affari generali, personale e gestione amministrativa
Segreteria tecnica
Div. II - Programmazione e controllo di gestione, affari giuridici e normativi, comunicazione e relazioni esterne













Rigenerazione aree degradate: legge innovativa scongiura deregulation del decreto sviluppo


FIRENZE – La Regione Toscana ha tradotto in legge il decreto sviluppo relativamente all’edilizia (decreto legge 70, art.5) puntando alla semplificazione delle procedure e alla rigenerazione urbana. E lo ha fatto entro la scadenza prevista con un voto unanime del Consiglio regionale, evitando così l’applicazione della normativa nazionale che avrebbe comportato una deregulation rispetto al sistema di pianificazione regionale esistente.
“E’ un risultato positivo raggiunto entro i termini che ci eravamo prefissati – dichiara l’assessore Marson – grazie al lavoro serrato e alla collaborazione efficace tra uffici dell’assessorato al governo del territorio e sesta commissione consiliare. Volevamo evitare che scattasse l’applicazione della normativa nazionale in deroga, che avrebbe consentito cambi di destinazione d’uso, premialità e delocalizzazioni fuori da qualunque regola”.
“La nuova legge regionale – afferma ancora l’assessore – che modifica la legge 1 del 2005, quella sull’eliminazione delle barriere architettoniche e la legge 24 del 2009, rappresenta un importante avvio del lavoro di semplificazione e chiarificazione nel settore delle procedure edilizie. E dà una spinta ai processi di rigenerazione urbana, come alternativa all’ulteriore consumo di territorio agricolo”.
Viene in primo luogo dettagliata la disciplina della Scia (segnalazione certificata di inizio attività) che, in applicazione delle norme nazionali, ha sostituito la Dia. “E si introduce – chiarisce Marson – una ulteriore semplificazione non prevista dalla norma statale, che ammette tre diverse categorie di titoli edilizi (Scia, superDia e permesso a costruire), riducendoli a due (Scia e permesso a costruire) con una conseguente riduzione degli oneri per cittadini e imprese”.
La legge specifica inoltre gli interventi finalizzati al riutilizzo e recupero degli edifici con destinazione d’uso produttiva (industriale o artigianale) per i quali sono i Comuni a stabilire incrementi massimi della superficie utile lorda a titolo di premialità, comunque da collegarsi ad aumenti della efficienza energetica e della sostenibilità ambientale. Tali incrementi sono aumentati nel caso in cui l’area venga adeguata ad Apea (area produttiva ecologicamente attrezzata) oppure l’edificio produttivo venga rilocalizzato in un contesto con questi requisiti. La determinazione degli incrementi delle premialità relative alle aree APEA è rimessa al regolamento (di cui è imminente la revisione), relativo al trasferimento di funzioni agli enti locali.
L’aspetto più innovativo, secondo Marson, è costituito dall’introduzione di una nuova procedura per la rigenerazione delle aree urbane degradate. I comuni infatti possono predisporre, a condizione che abbiano un Piano strutturale approvato e in coerenza con questo, la ricognizione delle aree corredandola di specifiche schede sulle condizioni di degrado presenti, sugli obiettivi di riqualificazione che si intendono conseguire, sui parametri di riferimento per gli interventi e sugli incrementi che non potranno superare comunque il 35 per cento della superficie utile lorda esistente.
“Una volta che i Comuni abbiano effettuato la ricognizione delle aree degradate – continua l’assessore al governo del territorio – possono essere presentati, da parte dei soggetti che ne hanno titolo, piani di intervento comprensivi del progetto preliminare di riqualificazione urbana. Ma per redigere i progetti, e questa è una novità a cui teniamo molto, si dovrà ricorrere a concorsi con avviso al pubblico oppure a un invito diretto ad almeno 3 progettisti. Per la valutazione degli interventi è prevista poi l’istituzione di un’apposita commissione giudicatrice i cui componenti tecnico-scientifici sono selezionati mediante procedure di evidenza pubblica. I piani di intervento saranno oggetto di pubblicazione, e dovranno essere discussi in un’assemblea pubblica al fine di favorirne la conoscenza e raccogliere osservazioni e contributi dei cittadini”.
Per attuare il decreto legge 70, che prevede delle premialità stabilite direttamente dalle norme regionali per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, la nuova legge introduce, infine, un nuovo articolo al piano casa (legge n. 24/2009) per consentire, sugli edifici a destinazione d’uso industriale o artigianale in aree produttive, interventi di sostituzione e di ristrutturazione edilizia, con un incremento massimo del 20 per cento della superficie utile lorda esistente e legittimata da permesso. “Questo comporta – spiega ancora l’assessore – la necessità di prorogare la durata di validità della legge regionale 24/2009 fino al 31 dicembre 2012. Una estensione indispensabile per permettere agli enti locali di adeguare i propri strumenti urbanistici e alle imprese di prevedere eventuali investimenti”.
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Toscana: Pit, Piano di indirizzo territoriale


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Il piano paesaggistico del Pit




Il Piano di indirizzo territoriale con valore di Piano Paesaggistico in attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio

Benvenuti alla consultazione della Implementazione del piano di indirizzo territoriale (PIT) per la disciplina paesaggistica – Articolo 143 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio ai sensi dell'articolo 10 della L. 6 luglio 2002, n. 137) e articolo 33 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio).

Gli elaborati di seguito riportati si riferiscono alla implementazione del Pit per la disciplina paesaggistica adottata con deliberazione del Consiglio Regionale n. 32 del 16 giugno 2009.
Elaborati
Documento di piano

Disciplina di piano e relativi allegati:

disciplina di piano (2 A disciplina generale di piano – 2B Disciplina dei beni paesaggistici)
- la sezione 3 “Schede dei paesaggi e individuazione degli obiettivi di qualità-funzionamenti, dinamiche, obiettivi di qualità, azioni prioritarie” (scaricabile in ciascun ambito)
- la sezione 4 “Schede dei paesaggi e individuazione degli obiettivi di qualità- Beni paesaggistici soggetti a tutela ai sensi dell' art.136 del d.lgs. 22/01/2004 n°42” (scaricabile in ciascun ambito)

- cartografia recante l’individuazione, la delimitazione e la rappresentazione in scala idonea degliimmobili e delle aree dichiarate di notevole interesse pubblico, ai sensi dell’art.143, comma 1, lettera b) del codice dei beni culturali e del paesaggio

- cartografie recanti l’individuazione, la delimitazione e la rappresentazione in scala idonea delle aree tutelate per legge, ai sensi dell’art.143, comma 1, lettera c) del codice dei beni culturali e del paesaggio

- cartografie recanti l’individuazione, all’interno delle aree già dichiarate di notevole interesse pubblico, delle aree gravemente compromesse o degradate, ai sensi dell’art. 143 comma 4, lettera b) del codice dei beni culturali e del paesaggio (scaricabili in ciascun ambito)
Elaborati ad integrazione del Quadro Conoscitivo:
rapporto di valutazione del gennaio 2009 sul potenziale eolico dei territori della Regione Toscana recante le risultanze dello studio espletato in materia dal LAMMA

- l’atlante ricognitivo delle risorse archeologiche comprensivo della cartografia relativa e dei criteri per il riconoscimento dei valori con riferimento alle zone di interesse archeologico, prodotto in base agli studi ed alle elaborazioni della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana

- la rappresentazione cartografica dei trentotto ambiti di paesaggio in cui si articola il territorio toscano, con evidenziati i territori comunali ricadenti in ciascun ambito




- la sezione 1 “Schede dei paesaggi e individuazione degli obiettivi di qualità-Riconoscimento dei caratteri strutturali” (scaricabile in ciascun ambito)




- la sezione 2 “Schede dei paesaggi e individuazione degli obiettivi di qualità-Riconoscimento dei valori” naturalistici, storico-culturali ed estetico-percettivi dei paesaggi (scaricabile in ciascun ambito)

Documenti
Rapporto di valutazione, relativo all’implementazione del P.I.T. per la parte relativa alla disciplina regionale di tutela paesaggistica costituente piano paesaggistico ai sensi del Codice del paesaggio, approvato dalla Giunta regionale (deliberazione n.80 del 9 Febbraio 2009)


I cittadini singoli o associati possono accedere al processo partecipativo attraverso la sezione ad esso dedicata all'interno delle pagine del Garante della comunicazione del Pit




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News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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