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venerdì 2 novembre 2012

Gae Aulenti. Arte e impegno addio alla signora dell'architettura

Testata: la Repubblica Data: 02-11-2012 Autore: Francesco Erbani
Era popolare, un volto affabile, Gae Aulenti, morta ieri a Milano a quasi 85 anni, ma non era un'archistar. Geniale e libera nel tratto architettonico, non condivideva niente delle ideologie pubblicitarie e autoreferenziali dei suoi colleghi inquilini dello star system. Ha una parte importante nella storia dell'architettura italiana ed europea, si è confrontata con le mode, ma non si è fatta trascinare nella spirale consumistica. Molti suoi interventi sono stati discussi e sono discutibili, ma il segno che lascia la sua presenza è quello proprio di una borghesia colta e ispirata al senso della comunità. Gae Aulenti è nata vicino a Udine nel 1927 da genitori meridionali (padre pugliese, madre napoletana) che le hanno lasciato nel nome, Gaetana, poi diventato Gae, un segno di questa origine. Si laurea nel 1953 al Politecnico di Milano. Lavora nella redazione di Casabella diretta da Ernesto Nathan Rogers, che seguirà come assistente di Composizione architettonica. La Milano e l'Italia fra gli anni Cinquanta e Sessanta sono quelle della ricostruzione, della speculazione edilizia, ma nel capoluogo lombardo nasce anche il design industriale, che progetta e riproduce gli oggetti del lavoro e della vita quotidiana. Gae Aulenti si forma in questo clima, con Rogers che teorizza quanto nell'architettura sia forte la componente intellettuale. (...) Renzo Piano: hanno provato a farci litigare ma per me lei sarà sempre "la leonessa" di Francesco Erbani La prima donna di Milano in moto e maglione nero. Quando non era in giro per i suoi progetti, stava nella casa studio in città. "Qui Verdi ha composto il suo Requiem", diceva di Natalia Aspesi

venerdì 17 agosto 2012

L'addio della città a Renato Nicolini architetto

4 agosto 2012
È morto Renato Nicolini, ex assessore del Comune di Roma, celebre anche per aver dato vita all'Estate romana. Era nato a Roma il 1° marzo del 1942. A riferire la notizia, su Twitter, è stato Stefano Di Traglia, portavoce del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. 
Laureato in architettura, divenne noto in qualità di assessore alla Cultura del Comune di Roma nel periodo 1976 – 1985, nelle amministrazioni di sinistra di Giulio Carlo Argan, Luigi Petroselli ed Ugo Vetere.
A partire dal 1983, per tre legislature fu deputato al Parlamento, eletto nel 1983 e nel 1987 nelle file del Partito comunista italiano e nel 1992 come esponente del Partito democratico della sinistra. 

Alle elezioni comunali del 1993 si candida come sindaco di Roma per la coalizione formata dal Prc e dalla lista "Liberare Roma" ottenendo oltre l'8% dei consensi. Nel 1994 conclude la sua esperienza parlamentare. In tale periodo iniziò inoltre a pubblicare opere teatrali. 

Nel 1985 venne nominato dal ministro francese Jack Lang, "Officer de l'Ordre des Arts et des Lettres de la République française". Dal 1988 fino al 1996 fu vicepresidente della Fondazione "Festival dei Due Mondi" di Spoleto. Dal 1996 al 2000 commissario del Teatro stabile dell'Aquila.
approfondisci in unita.it

LEGGE SVILUPPO: SPORTELLO UNICO, SCIA, DIA, PdC, EDILIZIA LIBERA

Il decreto-legge per la crescita del Paese, n° 83 del 22 giugno 2012, è stato convertito nella legge 7 agosto 2012, n.134, G.U. n.187 del 11/8/2012- Suppl. Ordinario n.171. Ha subito molti emendamenti nel corso dell'iter parlamentare ed è stato approvato con voto di fiducia sul Governo. 


Di seguito metto in evidenza le innovazioni di maggior rilievo per gli architetti.
1. Sportello unico: raccoglie gli assensi di tutti gli enti.
L'art.13 stabilisce semplificazioni in merito ad autorizzazioni e pareri per l'attività edilizia. A tal fine modifica il DPR 380/2001 Testo unico dell'edilizia. Principale modifica è l'ampliamento delle funzioni dello sportello unico dell'edilizia. Che diventa l'unico punto di accesso per il privato interessato e che fornisce una unica risposta al posto di tutte le pubbliche amministrazioni, comunque coinvolte. Acquisisce presso le amministrazioni competenti, anche mediante conferenza di servizi, gli atti di assenso delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità.
Lo sportello unico per l'edilizia fu istituito con l'art.5 del DPR 380/2001 Testo Unico Edilizia. Compito: tenere i rapporti tra privati, amministrazione comunale e altre amministrazioni coinvolte per il rilascio di permessi edilizi, denunce di lavori edilizi ecc. A più di dieci anni dall'istituzione per legge, lo sportello unico funziona in molti comuni.
La sperimentazione fino ad oggi è stata limitata perché il privato ha spesso consegnato il progetto già munito di importanti nulla-osta o pareri, come quello dei beni culturali, o si è rivolto direttamente ai vigili del fuoco e alla Regione per i progetti in zona sismica. Impedendo ciò al privato, la legge Sviluppo fa una grande scommessa sullo sportello unico. Riusciranno i comuni ad organizzare lo sportello in modo da fornire un servizio efficiente e tempestivo? Oppure questa positiva innovazione finirà nella palude dell'inefficienza burocratica? La misura è opportuna, ma potrebbe anche avere un effetto anti-semplificazione. Occorre verificare in concreto la sua applicazione. Infatti, nel caso del permesso di costruire, il ritardo nei tempi di approvazione costituisce silenzio-rifiuto, con la conseguenza che il privato può rinunciare ai lavori o ricorrere al TAR. Va valutato anche il rischio di ingolfamento dei Tribunali regionali.
La disposizione decisiva è quella che obbliga le varie amministrazioni ad interloquire solo con lo sportello e non con il richiedente, al quale non devono trasmettere atti autorizzatori, nulla osta, pareri o atti di consenso, anche a contenuto negativo. Ciò è stabilito nella modifica all'art.5 del TUE, che elenca, tra gli altri, i seguenti assensi qualora necessari per il permesso di costruire: parere ASL, parere vigili del fuoco, autorizzazione della Regione per costruzioni in zona sismica, parere per interventi edilizi su beni e immobili vincolati ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, pareri di ordine idrogeologico.
2. Il comune non può pretendere documenti posseduti dalle amministrazioni. La legge Sviluppo inserisce nel TUE anche l'art.9 bis per stabilire che l'amministrazione è tenuta ad acquisire d'ufficio i documenti, le informazioni e i dati, compresi quelli catastali, che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni e non può richiedere al privato attestazioni o perizie sull'autenticità di tali documenti. Così i progettisti non sono più obbligati ad allegare al progetto documenti di piano regolatore, catasto, precedenti permessi edilizi.
3. I Comuni hanno sei mesi di tempo per attivare le nuove procedure. Ma saranno sufficienti per far funzionare secondo criteri di efficienza, rapidità e correttezza lo sportello unico e tutti gli uffici che lo supportano?
4. Risorge la DIA. Viene modificato l'art.23 del TUE, sulla denuncia d'inizio attività, per stabilire che gli assensi di enti sono sostituibili da autocertificazioni o attestazioni di tecnici abilitati. Tuttavia ciò non è ammesso in casi di vincoli ambientali, paesaggistici, culturali, di zona sismica ecc. In tali casi gli assensi degli enti occorrono, ma devono essere richiesti dallo Sportello unico, a meno che non siano stati allegati alla denuncia come, in contrasto col nuovo testo dell'art.5, è ancora scritto nel comma 4 dell'art.23. Questa norma sembra far riemergere la DIA come titolo abilitativo, dopo che la legge istitutiva della SCIA in edilizia aveva dichiarato che la SCIA sostituisce la DIA in tutta la legislazione, ma non aveva espressamente cancellato la DIA dal TUE. Il legislatore aveva salvato la DIA solo per la tipologia della cosiddetta super-Dia.
5. SCIA. La semplificazione per la DIA viene applicata anche alla SCIA, con modifica all'art.19 della legge 241/1990.
6. Edilizia libera per lavori su edifici industriali. Questa è una vera norma per lo sviluppo. L'art.13 bis inserisce in edilizia libera (art.5 comma 2 del TUE) le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d'impresa. Inoltre stabilisce che per tali opere nonché per i lavori di manutenzione straordinaria in genere, occorre comunicare al comune l'inizio dei lavori e i dati identificativi dell'impresa, allegando il progetto e la relazione di un tecnico abilitato, non dipendente dal committente o dall'impresa. Andrebbe però chiarito che non sono consentiti liberi interventi anche sulla strutture portanti (esclusi esplicitamente per la manutenzione straordinaria) e che la superficie utile non può essere incrementata realizzando altri piani sfruttando l'altezza interna. Poi, visto che è consentito anche modificare la destinazione d'uso, è assolutamente necessario chiarire che la destinazione non può essere cambiata in residenziale o ricettiva. Ma queste sono precisazioni che forse potrebbero essere definite dai singoli comuni nell'assumere le delibere di attuazioni di questa norma.
7. Compensi e tariffa negli appalti. L'art.5 della legge Sviluppo aggiunge un periodo al comma 2 dell'art.9 della legge 27/2012, che al comma 1 ha abrogato la tariffe professionali. Viene stabilito che i Parametri, che saranno fissati dal Governo per valutare i compensi professionali nell'ambito di vertenze giudiziarie, potranno essere utilizzati anche per calcolare l'importo da mettere a base di gara per l'affidamento di incarichi professionali di lavori pubblici. Limitatamente a tale fine, fino all'emanazione dei Parametri possono continuare ad essere utilizzate le abrogate tariffe professionali.
8. Ristrutturazione ed efficientamento energetico. La detrazione del 55% per le spese per gli interventi di risparmio energetico degli edifici è stata prorogata fino al 30 giugno 2013. Fino alla stessa data è stata innalzata, già con il DL 83/2012, dal 36% al 50% la soglia di detrazione Irpef per lavori di ristrutturazione edilizia di importo entro 96 mila euro per unità immobiliare (prima del 26 giugno era di 48 mila euro). Art.11.
9. Laurea magistrale. L'art.24 stabilisce contributi, tramite credito di imposta, per le imprese che fanno nuove assunzioni di personale tecnico con profili altamente qualificati, con laurea magistrale. Tra le lauree ammesse, LM4 architettura e ingegneria edile, LM12 design e LM23 ingegneria civile.
10. Altre norme. La legge tratta anche altre importanti questioni relative all'edilizia, come il ripristino IVA per cessioni e locazioni di nuove costruzioni (art.9), come le misure per la ricostruzione e la ripresa economica nei territori colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012 (art.10), l'obbligo di inserimento di punti di ricarica per autovetture elettriche nei nuovi edifici non residenziali di oltre 500 mq (art.17 quinquies). Particolare importanza per gli architetti potrebbe rivestire il Piano nazionale per le città, che dovrà essere predisposto dal Ministero delle infrastrutture, con l'obiettivo di riqualificare aree urbane, con particolare riferimento a quelle degradate (art.12).
di Enrico Milone, architetto
del 11.08.12 maggiori dettagli Architettiroma.it

giovedì 26 luglio 2012

D.Lgs. 28/11 - Obblighi di predisposizione di impianti a fonti rinnovabili in edifici di nuova costruzione e in edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti


Con il D.Lgs. 28/11
  • sono stati fissati gli obblighi di predisposizione di impianti a fonti rinnovabili inedifici di nuova costruzione e in edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti.
  • In particolare è previsto l’utilizzo di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, elettricità e raffrescamento.
  • Nell’allegato 3 “Obblighi per nuovi edifici e edifici sottoposti a ristrutturazioni pesanti”si ribadisce che gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati in modo che coprano il 50% del fabbisogno di energia per la produzione di acqua calda sanitaria e contemporaneamente essi devono garantire che il ricorso a fonti rinnovabili copra i consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento in una percentuale variabile a seconda della data di presentazione del titolo abilitativo. Per la precisione tale percentuale è posta pari a:
  • il 20%, quando il titolo è stato presentato dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013;
  • il 35%, quando il titolo è stato presentato dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2016;
  • il 50%, quando il titolo è stato presentato dopo il 1 gennaio 2017.
  • gli obblighi non sono da applicarsi nel caso in cui l’edificio sia allacciato a una rete di teleriscaldamento
  • gli obblighi non possono essere soddisfatti con il ricorso a sole energie rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica.
  • gli obiettivi previsti per edifici privati sono incrementati del 10% nel caso di edifici pubblici, per sottolineare il ruolo esemplare che l’amministrazione pubblica deve rivestire.
  • L’impossibilità tecnica di ottemperare,...
Continua 

LAZIO PROTOCOLLO ITACA


Norme attuative della legge regionale sull’architettura sostenibile, regolamento sulla certificazione energetica ambientale.

LAZIO DGR 125 - 23/03/2012: certificatori della sostenibilità ambientale


Con la Deliberazione della Giunta Regionale 23/03/2012, n. 125, pubblicata sul B.U.R. 21/04/2012, n. 15, la Regione Lazio ha adottato il Regolamento Regionale concernente il Sistema per la certificazione di sostenibilità energetico, ambientale degli interventi di bioedilizia e per l’accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio del certificato di sostenibilità energetico, ambientale che attua l'art. 9, comma 4 della L.R. 27/05/2008, n. 27
File: (fonte Anit)

quinto conto energia 2012


Decreto 5 luglio 2012- Quinto conto energia per il fotovoltaico

Attuazione dell’art. 25 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, recante incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici (c.d. Quinto Conto Energia). 

sabato 30 giugno 2012

Eco è bello

Architetti e ingegneri uniti nella riprogettazione dell'esistente. In tempi di crisi le parole chiave sono high and low (alta efficienza e basso costo), oppure cheap and chic a seconda dell'interlocutore. Ma la partita è sempre la stessa: orientare il mercato e le imprese all'efficientamento energetico degli immobili, sviluppando competenze specifiche. 
A fotografare il mercato della progettazione in Italia è stato il 5° Forum dell'Architettura, organizzato lunedì scorso dal Gruppo Sole 24 Ore: la realtà italiana è fatta per lo più di piccoli studi, con due o tre soci, che attivano delle reti solo per necessità. La sfida della rigenerazione degli immobili oggi impone ai tecnici di organizzarsi in forma societaria, più strutturata (dal livello finanziario a quello di marketing). A guidare la sfida è il percorso di recepimento in Italia della direttiva europea EPBD2 (la seconda sulle performance energetiche degli edifici) che propone agli Stati membri un impegno per immobili a consumi "quasi zero" e prevede la messa a punto di una serie di strumenti attuativi che, se opportunamente calibrati, possono offrire una risposta concreta alla crisi industriale e occupazionale del settore.
«Il 50% degli architetti iscritti all'Ordine ha meno di 40 anni e oggi sono in grande difficoltà», ha ricordato Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale Architetti, che da più di un anno promuove il progetto «Riuso» per l'efficientamento energetico degli edifici. «Per intervenire sugli oltre 8 milioni di immobili a rischio sismico e idrologico presenti in Italia abbiamo bisogno di politiche di sintesi, capaci di mettere insieme diverse misure su scala urbana, e non più politiche settoriali». Con queste parole il presidente degli architetti invita a fare «una spending review delle città per scoprire che il primo risparmio energetico lo si ottiene con una migliore progettazione architettonica».
 vedi l'articolo completo

venerdì 6 aprile 2012

VADEMECUM - TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE SULLA RIFORMA DELLA PROFESSIONE


Cos'è la riforma delle professioni?
È una iniziativa che partì dal Governo Berlusconi in attuazione delle indicazioni date dalla Commissione Europea nel 2004 poi ripresa dal Governo Monti

La riforma delle professioni è legge?
Sì, è stata inserita in quattro diversi provvedimenti di legge. Il primo è stato il DL 138/2011 poi diventato Legge 148/2011 (art. 3); il secondo è la Legge di Stabilità 183/2011 (art.10); il terzo è il DL 201/2011 c.d. "Decreto salva Italia" (art. 33);  l'ultimo è il Decreto-Legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività (artt. 5 e 9)

Perciò si applica subito?
Si applicano immediatamente, a partire dal 24 gennaio 2012, l'obbligo del contratto scritto e dell'assicurazione obbligatori, contenuti nel DL 1/2012, che potrà essere modificato in fase di conversione.
Per quanto riguarda le altre novità previste (formazione, tirocinio, organi di disciplina e pubblicità) la legge prevede che debbano essere integrate negli ordinamenti professionali entro il 13 agosto 2012, mediante regolamenti di iniziativa governativa emessi con Decreto del Presidente della Repubblica
Invece le nuove Società tra Professionisti (STP) dovrenno essere regolamentate entro il 12 maggio 2012.

Le innovazioni normative sono una rivoluzione del nostro mestiere e delle sue regole?
No, la riforma corregge e integra gli ordinamenti professionali per adeguarli ad alcuni principi richiesti dalla Commissione Europea, al pari di tutte le altre professioni regolamentate in Italia e nel resto d'Europa

Con la riforma delle professioni è ancora necessario laurearsi e fare l'esame di Stato?
Sì, la riforma conferma che è necessario laurearsi in architettura e fare l'Esame di Stato, essendo sancito dalla Costituzione italiana all'art. 33, "...per l'abilitazione all'esercizio professionale"

La riforma considera l'attività professionale di architetto come una qualunque attività economica?
No, la Legge afferma che "l'accesso alla professione è libero e il suo  esercizio  è fondato e ordinato sull'autonomia e  sull'indipendenza  di  giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista", perciò la professione di architetto, pur essendo considerata  dal Trattato europeo come un'attività d'impresa, mantiene una sua specificità perché considerata un mestiere in cui dev'essere salvaguardato l'interesse pubblico.

Cosa cambia, allora, con la riforma?
A tutela degli utenti, vengono introdotti alcuni obblighi per i professionisti e vengono abrogate alcune limitazioni in relazione al "mercato". La peculiarità e il valore di questi cambiamenti si potranno misurare solo con i regolamenti.

Quali nuovi obblighi saranno introdotti?
Gli obblighi saranno quattro:
  1. il tirocinio per poter fare l'Esame di Stato, di una durata massima di 18 mesi di cui 6 si possono fare in università;  il tirocinante avrà probabilmente diritto di essere pagato con un "equo compenso di tipo indennitario", scaricabile fiscalmente dagli Studi professionali (nel DL 1/2012 è sparito ma probabilmente tornerà in fase di conversione in legge);
  2. l'obbligo per i professionisti di seguire corsi di formazione continua permanente, fiscalmente deducibili;
  3. l'obbligo per i professionisti di avere e esibire ai clienti un'assicurazione di responsabilità civile professionale, già vigente con il DL 1/2012 a partire dal 24 gennaio 2012;
  4. l'obbligo di redigere, con i clienti, contratti scritti rendendo noto "il   livello della complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa  gli  oneri ipotizzabili  dal  momento del conferimento alla   conclusione dell'incarico", già vigente con il DL 1/2012 a partire dal 24 gennaio 2012

Cosa succede se l'obbligo non viene rispettato?
Le norme deontologiche dovranno prevedere delle pene disciplinari, che saranno applicate dai nuovi Collegi Disciplinari che si dovranno istituire e saranno composti da persone diverse da quelle che ricoprono la carica di Consigliere dell'Ordine Provinciale o del Consiglio Nazionale.

Quali "limitazioni" verranno invece tolte?
La  tariffa professionale, di cui l'obbligo a non andare sotto i minimi era già stato abolito con il Decreto "Bersani" nel 2007, non potrà essere un riferimento per la contrattazione economica, che è libera, salvo laddove lo chieda il Giudice in caso di contenzioso. In quel caso si usa la tariffa fino a che il Ministero non abbia stabilito nuovi parametri. Il CNAPPC ha chiesto che lo stesso riferimento possa essere utilizzato dalle PA nell'ipotizzare il valore della parcella per stabilire, per gli appalti pubblici, se la gara è sopra o sotto soglia.
Perciò ogni architetto userà il metodo di calcolo che riterrà più utile.
In secondo luogo si potranno formare Società Professionali, il cui divieto era stato abolito con il decreto suddetto, ma mai regolamentate. Per ora, in attesa di regolamentazione, la legge indica che possono essere fondate nelle diverse forme previste dal Codice Civile (Snc, Srl, ecc),  anche con l'ammissione di soci non iscritti all'Albo. In fase di conversione del DL 1/2012 il CNAPPC sta cercando di fare modificare il fatto che il socio non professionsita possa amministrare la STP e avere la maggioranza del capitale.
La società è iscritta all'Albo e sottoposta alle norme disciplinari. Rimangono possibili, naturalmente, le altre forme storiche di esercizio professionale: singolo e in cooperativa. Lo studio associato è stato improvvidamente abolito, stiamo cercando di farlo reintegrare.
Infine vengono tolte le limitazioni alla pubblicità che viene regolata sulle basi del Codice del Consumo.

Che ruolo avranno gli Ordini nell'applicazione della Riforma?
Il Consiglio Nazionale dovrà redigere le nuove norme deontologiche che dovranno essere approvate dal Ministero della Giustizia e verificate dall'Antitrust; inoltre il Consiglio Nazionale dovrà regolamentare la Formazione Continua Permanente e potrà fare convenzioni sia per l'assicurazione obbligatoria che per il Tirocinio professionale.
Gli Ordini provinciali dovranno verificare e validare l'effettiva applicazione delle norme su ogni nuovo aspetto della Riforma.



Decreto Legge 24 gennaio 2012

sabato 18 febbraio 2012

IL CONSIGLIO DI STATO AMMETTE GLI ARCHITETTI IUNIOR IN ZONA SISMICA




La vertenza riguarda un ingegnere iunior che ha progettato una casa rurale di 4.100 metri cubi, in zona agricola, in area sismica. L'amministrazione ha negato il permesso di costruire per incompetenza professionale, pertanto il progettista, sostenuto dal Sindinar3 (Sindacato ingegneri e architetti iunior) ha fatto ricorso. Ma il Tribunale ha respinto il ricorso con il motivo che le costruzioni in zona sismica, dovrebbero sempre reputarsi di speciale difficoltà, poiché la loro progettazione presupporrebbe l'applicazione di metodologie e normative complesse e richiederebbe una conoscenza avanzata dell'ingegneria strutturale e geotecnica.

Invece il Consiglio di Stato, con sentenza 9 febbraio 2012, ha deciso che un progetto in zona sismica può anche essere semplice ed eseguibile con metodologie standardizzate. Pertanto ha concluso che il diniego al progetto dell'ingegnere iunior "deve essere annullato per difetto di motivazione con onere dell'Amministrazione di ripronunciarsi sul progetto."

In modo contrario si era espresso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel parere n.126/09 del 24 luglio 2009, ritenendo che la progettazione di un edificio in zona sismica ha carattere di complessità pertanto non rientra nella competenza degli ingegneri e architetti junior.

Non ha preso posizione il CNAPPC che, con documento del 2.7.2009 sulle competenze degli iunior, non fa alcun cenno al caso di costruzioni in zona sismica.

In realtà il DPR 380/1999 non vieta la progettazione in zona sismica agli architetti iunior. Definisce solo il loro campo come "costruzioni civili semplici, con l'uso di metodologie standardizzate". Perciò, stabilisce la sentenza, l'amministrazione non può negare l'approvazione del progetto con il motivo che è situato in zona sismica ma, per stabilire se l'opera è di competenza dell'architetto iunior, deve fare una valutazione caso per caso, che tenga conto in concreto dell'opera prevista, delle metodologie di calcolo utilizzate, e che potrà essere tanto più rigida e "preclusiva", allorché l'area sia classificata con un maggiore rischio sismico.
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Piano casa Lazio 2012, parte la II fase...


Se Fiumicino batte Roma: Ad oggi 1.358 Dia in 342 comuni - I dati raccolti al 31 gennaio dalla regione: record a Fiumicino con 120 domande, a Roma 110 richieste
Parte oggi la seconda fase del Piano Casa quella legata alle demolizioni con ricostruzione e ai cambi di destinazione d'uso. Intanto sul fronte richieste di ampliamento, record a Fiumicino con 120 domande ricevute. La cittadina batte Roma: 110 le dia registrate.
Fiumicino batte Roma. I primi mesi di applicazione del Piano casa laziale dicono che la legge sugli ampliamenti di cubatura ha avuto un riscontro a macchia di leopardo. Bene nelle aree dove prevalgono le ville e, in generale, le unità abitative indipendenti. Più a rilento nei piccoli Comuni, frenati dalle incertezze degli uffici tecnici. E, soprattutto, pesa come un macigno il dato della città di Roma che, con appena 110 domande, è stata surclassata dal Comune del litorale.
A Fiumicino, infatti, stando ai dati rilevati dalla regione che ha intervistato 342 amministrazioni, sono pervenute 120 domande. Ad oggi, si tratta della performance migliore in tutto il Lazio. Anche se altre municipalità si segnalano per il buon andamento delle richieste. E' il caso di Ladispoli, con 48 domande, di Montalto di Castro con 46, di Civitavecchia con 30. In totale, sono arrivate 1358 dia (dichiarazioni di inizio attività). A Roma e provincia sono state 706, a Latina 212, a Viterbo 207, a Frosinone 180. Peggio di tutti ha fatto Rieti con appena 53 richieste.
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Piano casa Lazio 2011 Nota esplicativa operatività L.R. 21/2009

Con nota prot. 487179 del 14/11/2011, sono stati forniti chiarimenti a tutti i Comuni del Lazio riguardo la piena operatività dei primi sei articoli della legge regionale 21/2009 così come modificata dalla L.R. n.10/2011
La Legge Regionale n. 10/2011, approvata lo scorso agosto dal Consiglio Regionale, integra ed apporta sostanziali modifica alla Legge Regionale n. 21/09 e che più semplicemente identifica il "Piano Casa della Regione Lazio". 
Il provvedimento, sicuramente innovativo, amplia le possibilità offerte ai cittadini ed alle imprese di intervenire sull'edilizia esistente a favore soprattutto dell'offerta abitativa.

PIANO CASA DELLA REGIONE LAZIO. PRIMI INDIRIZZI E DIRETTIVE PER LA PIENA ED UNIFORME APPLICAZIONE DEGLI ARTICOLI  2, 3 E  6 DELLA L.R. LAZIO N. 21/2009, COME MODIFICATE, INTEGRATE E SOSTITUITE DALLA L.R. LAZIO N. 10/2011.
apri

giovedì 16 febbraio 2012

L'addio all'architetto Gianluigi Nigro


Roma, 16 feb 2012 - Si è spento a Roma, dove viveva, dopo una breve malattia, l’architetto Gianluigi Nigro. Nato nel 1936 a Ortona (Chieti),  laureato in Architettura nel 1963, docente di Urbanistica presso la Facoltà di architettura “Ludovico Quaroni” di Roma e esperto di pianificazione territoriale e urbanistica, l'Architetto Nigro ha rappresentato una delle personalità di maggiore spicco nel dibattito urbanistico nazionale. Alla lunga attività di ricerca e insegnamento universitario, di promozione culturale nell'ambito dell'INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) di cui è stato segretario e presidente, ha affiancato la pratica professionale come progettista e consulente in materia di programmazione e pianificazione territoriale, paesistica e urbanistica, per diverse amministrazioni centrali, regionali e locali. In provincia di Teramo è stato il redattore del PRG di Roseto degli Abruzzi, adottato dalla precedente giunta comunale e annullato dall'attuale, e del Piano di Assetto Naturalistico (PAN) della Riserva del Borsacchio, strumento mai adottato. Cordoglio da parte dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Teramo. »Con la scomparsa dell'Arch. Gianluigi Nigro - ha dichiarato il presidente dell'Ordine, Arch. Giustino Vallese - perdiamo una delle figure di spicco del mondo della pianificazione territoriale. A noi colleghi, soprattutto a chi ha avuto modo di conoscerlo personalmente e di apprezzare il suo operato, rimane il suo esempio di professionista, ma soprattuto di uomo».

mercoledì 25 gennaio 2012

Liberalizzazioni il commento di alcuni presidenti degli ordini degli architetti




«Se si vuole far crescere il Paese, il problema non è certo la riforma ordinistica. Serve piuttosto una politica e un piano che ridiano senso alla gestione del territorio. Di progettazione non si parla più e non c'è più modo di farla, questo è il problema».


Amedeo Schiattarella, presidente dell'Ordine degli architetti di Roma, ha pubblicato un appello sui giornali per dire che «non difendiamo gli ordini professionali così come sono», ma anche che bisogna tornare a «fare architettura». «Chi ha il compito di progettare le trasformazioni fisiche del territorio è depositario di una forte responsabilità etica nei confronti della società». E nel decreto liberalizzazioni, come nelle polemiche degli ultimi mesi e nel ritorno della questione della competizione tra società professionali e società di capitale, Schiattarella vede lo scontro fra due modelli culturali di architettura nell'era del mercato globale: il modello dell'Europa continentale «che ha una base culturale densa, legata più al pensiero che alla tecnica» e il modello anglosassone dove prevale la tecnica e grandi strutture societarie. «Noi possiamo vincere con la flessibilità e la capacità dei nostri studi».


Il presidente dell'Ordine degli architetti di Torino, Riccardo Bedrone, vede invece nel decreto «l'attacco ad alcune categorie molto forti, gli avvocati, i farmacisti, i notai», non ad architetti e ingegneri. L'abolizione delle tariffe professionali come minimo garantito è una questione ormai digerita da ingegneri e architetti. Il problema è semmai come sostituire il vuoto che si crea. «Ci vorrà - dice Bedrone - una determinazione degli Ordini per dettare un valore di riferimento per il mercato oppure bisognerà chiedere alle Regioni di adottare un prezziario regionale, come succede per altri lavori». Il «guazzabuglio», a proposito di riforme ordinistiche, è se saranno trasferite altrove le funzioni formative. «Sulla base delle posizioni dell'Antitrust, si dice che con un prossimo provvedimento si potrebbe lasciare agli Ordini solo la funzione di accreditamento, dando al mercato il compito formativo. Questo sarebbe un errore». Piuttosto gli Ordini dovrebbero diventare «organismi simili alle Camere di Commercio che facciano procedure di conciliazione e promozione» ed essere sottratti alla vigilanza del ministero di Giustizia per passare a ministeri economici, Infrastrutture o Sviluppo.


Stefano Calzolari, presidente dell'Ordine degli ingegneri di Milano, non rimpiange «l'Ordine della tariffa, come protezione di un privilegio economico di categoria». La tariffa ha ancora un senso, semmai, se fornisce un servizio alla collettività. «Dovrebbe essere - dice - un riferimento di mercato collegato all'adeguata descrizione di una prestazione professionale». Sulla formazione, «l'Ordine non può essere l'unico attore: deve conoscere meglio i propri iscritti per capire quali siano le esigenze specifiche e, una volta comprese queste esigenze, potrà decidere se soddisfarle direttamente o se invece individuare scuole dove possono essere altrettanto ben soddisfatte».


Anche per Vincenzo Sinisi, presidente dell'Ordine degli architetti di Bari, il problema non è «la tariffa come minimo garantito». Va però sfatata l'idea che siano le riforme della tariffa a muovere il mercato. Piuttosto Sinisi ricorda orgogliosamente che «la Puglia è stata la prima Regione a varare una legge sulla qualità architettonica»: è quella la strada per ricreare un mercato e dotarlo di regole capaci di fare sviluppo sostenibile.


ilsole24ore.it


di Giorgio Santilli

da Il Sole 24ore del 24.01.12

Decreto LIBERALIZZAZIONI

Entra in vigore il decreto legge sulle liberalizzazioni (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività). Il testo, firmato dal presidente della Repubblica e composto da 98 articoli, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in vigore già da oggi – dovrà essere convertito in legge ordinaria nei prossimi 60 giorni. Riguardo ai professionisti, confermate le norme annunciate in precedenza; Il Decreto liberalizzazioni o "Cresci Italia" abolisce da subito le tariffe professionali e obbliga i professionisti ad assicurarsi e a concordare in forma scritta e dettagliata il compenso per la loro prestazionema il preventivo scritto del professionista al cliente è solo su richiesta.
Capo III Servizi professionali
Art. 9 Disposizioni sulle professioni regolamentate

1. Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico. 2. Ferma restando l'abrogazione di cui al comma 1, nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista e' determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del ministro vigilante. Con decreto del Ministro della Giustizia di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze sono anche stabiliti i parametri per oneri e contribuzioni alle casse professionale e agli archivi precedentemente basati sulle tariffe. L'utilizzazione dei parametri nei contratti individuali tra professionisti e consumatori o microimprese da' luogo alla nullita' della clausola relativa alla determinazione del compenso ai sensi dell'articolo 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. 3. Il compenso per le prestazioni professionali e' pattuito al momento del conferimento dell'incarico professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessita' dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico e deve altresi' indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell'esercizio dell'attivita' professionale. In ogni caso la misura del compenso, previamente resa nota al cliente anche in forma scritta se da questi richiesta, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. L'inottemperanza di quanto disposto nel presente comma costituisce illecito disciplinare del professionista. 4. Sono abrogate le disposizioni vigenti che per la determinazione del compenso del professionista, rinviano alle tariffe di cui al comma 1. 5. La durata del tirocinio previsto per l'accesso alle professioni regolamentate non potra' essere superiore a diciotto mesi e per i primi sei mesi, potra' essere svolto, in presenza di un'apposita convenzione quadro stipulata tra i consigli nazionali degli ordini e il ministro dell'istruzione, universita' e ricerca, in concomitanza col corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica. Analoghe convenzioni possono essere stipulate tra i Consigli nazionali degli ordini e il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica per lo svolgimento del tirocinio presso pubbliche amministrazioni, all'esito del corso di laurea. Le disposizioni del presente comma non si applicano alle professioni sanitarie per le quali resta confermata la normativa vigente. 6. All'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera c), il secondo, terzo e quarto periodo sono soppressi; b) la lettera d) e' soppressa. 7. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

lunedì 2 gennaio 2012

IMU Imposta Municipale Unica

Entra in vigore il decreto legge sulle liberalizzazioni (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività). Il testo, firmato dal presidente della Repubblica e composto da 98 articoli, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in vigore già da oggi – dovrà essere convertito in legge ordinaria nei prossimi 60 giorni. Riguardo ai professionisti, confermate le norme annunciate in precedenza; Il Decreto liberalizzazioni o "Cresci Italia" abolisce da subito le tariffe professionali e obbliga i professionisti ad assicurarsi e a concordare in forma scritta e dettagliata il compenso per la loro prestazionema il preventivo scritto del professionista al cliente è solo su richiesta.
Nel preventivo/accordo firmato dal cliente dovranno essere presenti i i riferimenti alla polizza di ASSICURAZIONE professionale già introdotta come obbligo dalla manovra di ferragosto e così riconfermata.
Nei casi di liquidazione da parte di organi giurisdizionali i giudici potrAnno fare riferimento a parametri fissati dal Ministero.
Gli studi potranno quindi accedere a finanziamenti  (art. 10) per affrontare spese di attrezzature e per collaboratori al pari di piccole e medie imprese. Questo ben si accorda con le nuove norme sulle società tra professionisti, (vedi il dossier sul tema ) anche con soci di capitale che sembrano volte ad apparentare sempre più gli studi ad imprese di servizi.

Capo III Servizi professionali
Art. 9 Disposizioni sulle professioni regolamentate

1. Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico. 2. Ferma restando l'abrogazione di cui al comma 1, nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista e' determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del ministro vigilante. Con decreto del Ministro della Giustizia di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze sono anche stabiliti i parametri per oneri e contribuzioni alle casse professionale e agli archivi precedentemente basati sulle tariffe. L'utilizzazione dei parametri nei contratti individuali tra professionisti e consumatori o microimprese da' luogo alla nullita' della clausola relativa alla determinazione del compenso ai sensi dell'articolo 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. 3. Il compenso per le prestazioni professionali e' pattuito al momento del conferimento dell'incarico professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessita' dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico e deve altresi' indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell'esercizio dell'attivita' professionale. In ogni caso la misura del compenso, previamente resa nota al cliente anche in forma scritta se da questi richiesta, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. L'inottemperanza di quanto disposto nel presente comma costituisce illecito disciplinare del professionista. 4. Sono abrogate le disposizioni vigenti che per la determinazione del compenso del professionista, rinviano alle tariffe di cui al comma 1. 5. La durata del tirocinio previsto per l'accesso alle professioni regolamentate non potra' essere superiore a diciotto mesi e per i primi sei mesi, potra' essere svolto, in presenza di un'apposita convenzione quadro stipulata tra i consigli nazionali degli ordini e il ministro dell'istruzione, universita' e ricerca, in concomitanza col corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica. Analoghe convenzioni possono essere stipulate tra i Consigli nazionali degli ordini e il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica per lo svolgimento del tirocinio presso pubbliche amministrazioni, all'esito del corso di laurea. Le disposizioni del presente comma non si applicano alle professioni sanitarie per le quali resta confermata la normativa vigente. 6. All'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera c), il secondo, terzo e quarto periodo sono soppressi; b) la lettera d) e' soppressa. 7. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 10 Estensione ai liberi professionisti della possibilita' di partecipare al patrimonio dei confidi 

1. All'articolo 39, comma 7, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo le parole: "le piccole e medie imprese socie" inserire le parole: "e i liberi professionisti soci".

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Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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