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venerdì 12 novembre 2010

NESSUNA PROROGA AGLI INCENTIVI DEL 55%



Indignazione, sdegno, delusione e malcontento, queste sensazioni sono la nostra reazione, la reazione di quelle aziende e di quei liberi professionisti che rappresentiamo, alla notizia della mancata proroga oltre il 2010 delle detrazioni del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.

A spiazzare e lasciare basiti, è la sordità di questo Governo alle richieste e appelli che da più parti e da diverso tempo si sono susseguiti per prolungare questa agevolazione fiscale, ma soprattutto è l’ incapacità di guardare agli investimenti energetici come strumenti e opportunità per una ripresa economica.

La mancanza di fondi nel bilancio pubblico che ha portato, nel maxi-emendamento alla Legge di stabilità del Governo, al taglio del rifinanziamento degli incentivi sul miglioramento energetico degli edifici, è sintomo dell’ assenza di una politica energetica e ambientale pianificata e coerente con gli impegni che il Governo stesso ha assunto con l’Europa per la riduzione delle emissioni di gas inquinanti.

E mentre l’Italia decide di eliminare una delle iniziative più fruttuose e meritevoli sul risparmio energetico, la Commissione Europea ha presentato ieri una nuova strategia che individua il settore dell’edilizia come uno dei settori con le maggiori potenzialità per affrontare la sfida energetica attuale. La Commissione ha annunciato un piano di incentivi e di strumenti di finanziamento innovativi da emanare entro la metà del 2011 per le misure di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico.

La ristrettezza delle risorse finanziarie non può e non deve costituire un ostacolo per quelle iniziative che hanno prodotto un elevato giro di affari nel settore strategico dell’economia eco-sostenibile e che sono alla base di una politica lungimirante che guarda all’Europa.

Auspichiamo un ripensamento sulle scelte effettuate dal Governo e chiediamo a tutti i professionisti, alle associazioni di categoria, agli operatori del settore e ai cittadini di far sentire la propria voce lasciando un commento di seguito.


Ing. Valeria Erba
Presidente ANIT

giovedì 11 novembre 2010

BONUS EDILIZIA 55%, ARCHITETTI (CONSIGLIO NAZIONALE) 11 novembre 2010

Roma, 11 novembre 2010 "Amarezza e perplessità: sono questi i sentimenti che ci sentiamo di esprimere nell'apprendere che il Governo riterrebbe di escludere dal "pacchetto sviluppo", contenuto nel maxi emendamento alla legge di stabilità, il rifinanziamento del bonus energia del 55% per le ristrutturazioni edilizie eco-compatibili".

Lo afferma il Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

"Si tratta  di una decisione totalmente non condivisibile sia sotto il profilo economico che ambientale. Il Paese è quotidianamente alle prese con le drammatiche conseguenze che derivano dall' assenza di una  politica coerente con la  tutela del patrimonio edilizio, con la manutenzione territoriale e con la pianificazione delle infrastrutture indispensabili ad una nazione moderna".

Per gli architetti italiani, "il taglio del bonus del 55% e il drastico ridimensionamento dei fondi destinati al Ministero dell'Ambiente confermano l'incapacità della politica italiana di guardare lontano: i due provvedimenti, se confermati, risponderebbero ad una  mera logica di risparmio nel brevissimo periodo".

"Questi provvedimenti contribuiranno, se possibile, a peggiorare ulteriormente le condizioni del settore edilizio - professionisti ed imprese -  che già versa in condizioni di grandissima difficoltà con un consistente calo dei volumi di attività, dei fatturati e - soprattutto - delle future prospettive lavorative. Dimostrano soprattutto l'incapacità della politica di investire concretamente per il futuro del Paese, dando concretezza a delle ineludibili necessità di tutela del patrimonio edilizio e del territorio, di aggiornamento, tecnologico e strutturale, dell'intero comparto edilizio".

"Riveda, dunque, il Governo - è l'invito rivolto dagli architetti italiani - i provvedimenti annunciati accantonandoli  e mettendo al contempo mano a quelle iniziative legislative - molte delle quali da tempo bloccate - a favore della riqualificazione territoriale e dell'innovazione tecnologica dell'edilizia".

martedì 9 novembre 2010

Pompei: Patrimonio storico allo sfascio 2

NAPOLI (9 novembre) - Mentre è bufera sul ministro dei Beni culturali Bondi, spunta un dossier choc su Pompei: una indagine commissionata nel 2005 dall’allora soprintendente Guzzo emerge che il 70 per cento degli edifici necessitava di interventi di restauro e messa in sicurezza: il 40% con la massima urgenza perché in stato pessimo o addirittura con un cedimento.

Il dossier. Nel sito archeologico più grande nel mondo solo tre case su dieci erano in uno stato che si poteva definire tra buono e discreto. Ben il 70 per cento degli antichi edifici riportati alla luce, invece, necessitava di interventi di restauro e messa in sicurezza: il 40% con la massima urgenza perché in stato pessimo o addirittura con un cedimento in atto, il rimanente 30%, in stato appena mediocre, in un secondo momento. 

A queste conclusioni sono arrivati nel 2005 gli architetti Giovanni Longobardi e Andrea Mandara che a capo di alcune squadre di ricercatori, architetti e archeologi hanno eseguito l’indagine - la prima dopo quella condotta dopo il terremoto dell’80 - per verificare le condizioni dei siti di tutta la città, commissionata dall’allora soprintendente Pietro Giovanni Guzzo con i fondi stanziati dal World Monumental Fund, l’istituzione americana che riunisce alcuni investitori tra cui l’American Express.

«È utile una governance diversa anche nell'ambito dei beni culturali: forse se ci fosse stata una impronta manageriale il caso Pompei non ci sarebbe stato». È il pensiero espresso dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, nel corso della tavola rotonda, Business international, ancora in corso. Riferendosi alla ricerca il ministro ha detto che «non si può gridare alla privatizzazione degli enti di ricerca, è inutile recuperare categorie ideologiche del Novecento. Mettiamoci d'accordo piuttosto sulle grandi priorità, dal nucleare ai beni culturali».

Provincia di Bologna: Progetto "IL PARCO CITTA' CAMPAGNA"

Progetto di valorizzazione della rete dei paesaggi e di integrazione delle aree ad elevato valore ecologico - ambientale nel territorio della pianura situato tra il fiume Reno e il torrente Samoggia.

La Provincia di Bologna ed i Comuni di Anzola dell'Emilia, Bologna, Casalecchio di Reno, Crespellano e Zola Predosa hanno approvato il Progetto " Il Parco Città Campagna" con l'obiettivo di valorizzare la rete dei paesaggi e di integrare le aree ad elevato valore ecologico-ambientale del territorio della pianura ovest situato tra il fiume Reno e il torrente Samoggia.

Il Progetto "Il Parco Città Campagna" è beneficiario di un contributo da parte della Regione Emilia-Romagna ai sensi dell'art. 49 della L.R. 20/2000, relativo alla realizzazione di progetti di tutela, recupero e valorizzazione territoriale.

Il contesto territoriale cui si riferisce il progetto riguarda un'ampia area periurbana localizzata nel settore Sud-Ovest dell'area metropolitana bolognese, delimitata a nord dalla via Emilia, a sud dalla vecchia strada statale Bazzanese, ad est dal Fiume Reno e ad ovest dal Torrente Samoggia.

Il progetto è stato realizzato concordando programmi di lavoro, obiettivi, strategie e contenuti insieme ai Comuni interessati ed alla Regione Emilia-Romagna e coinvolgendo i soggetti pubblici, privati e del mondo dell'associazionismo. Tale coinvolgimento è iniziato nella fase di implementazione delle attività progettuali ed ha avuto il momento centrale con il Laboratorio di urbanistica partecipata, nel corso del quale sono stati definiti insieme ai diversi soggetti i contenuti e le modalità attuative con la finalità di recepire, prioritariamente, le istanze che provengono dai territori.

Il progetto che è stato redatto rappresenta un modello di fruizione delle risorse paesaggistiche, ambientali e culturali basato sulla mobilità dolce e di valorizzazione dei prodotti agricoli locali attraverso la filiera corta e l'istituzione di mercati contadini a chilometro zero.

La fase attuativa del Progetto "Il Parco Città Campagna" inizierà con la sottoscrizione di un Accordo territoriale, ai sensi dell'art. 15 della LR 20/2000, da parte della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Bologna e dei comuni interessati nel quale vengono definiti le modalità ed i finanziamenti con i quali realizzare i contenuti progettuali.


Provincia di Bologna: riqualificazione dell'area Casalecchio di Reno/Futurshow Station

E' stato firmato il 4 novembre a palazzo Malvezzi l'accordo Territoriale per il polo funzionale di Casalecchio di Reno/Futurshow Station, da Provincia di Bologna, Comune di Casalecchio di Reno, Comune di Zola Predosa, Unione dei Comuni Valle del Samoggia.

Il progetto prevede la riqualificazione dell'area Casalecchio di Reno/Futurshow Station, e il piano di investimenti prevede uno stanziamento di 11 milioni di euro destinati al potenziamento e al miglioramento delle infrastrutture esistenti. Il primo intervento per migliorare l'accessibilità riguarderà l'adeguamento della viabilitàinterna al Polo e delle connessioni alla Nuova Bazzanese, per risolvere le attuali problematiche legate al traffico in corrispondenza dello svincolo. 
Punto di forza del progetto è la presenza della linea del Servizio Ferroviario Metropolitano, collegata direttamente alla Stazione Centrale di Bologna (raggiungibile in 18 minuti), oggi - grazie all'Alta Velocità - a un'ora da Milano e a due ore da Roma. Il fiore all'occhiello sarà la realizzazione di una nuova stazione, connessa con la Futurshow Station e con le altre strutture presenti nell'ambito del polo: la firma sarà quella dell'architetto Michele De Lucchi.



L'obiettivo è realizzare un maxi-contenitore per eventi sportivi, spettacoli, concerti, congressi che rivaleggi nei numeri con l'O2 di Londra, la più prestigiosa arena europea. Una struttura unica in Italia, collocata in una posizione strategica, al centro dell'Italia e dell'Europa, su un'area di 70.000 mq, un complesso unico per la produzione e la fruizione di beni materiali e immateriali. Ne faranno parte un'arena capace di ospitare 15.000 persone; un polo museale dedicato allo sport, allo spettacolo e alla creatività; strutture commerciali (17000 mq lordi) e strutture per il terziario (10000 mq lordi), un parcheggio interrato di due piani, per un totale di 27.000 metri quadri da edificare e 62 milioni di euro di opere da realizzare.
Il cuore del polo funzionale è la Futurshow Station (detenuta dal Gruppo Sabatini al 100%) che, nel 2008 al momento dell'acquisizione, era un vecchio palazzo dello sport e che, oggi, è l'arena per spettacoli più grande d'Italia. Un Teatro della Comunicazione con un palinsesto che comprende eventi sportivi, concerti, spettacoli teatrali, convention, concorsi, che ha raggiunto straordinari record di presenze e incassi.

Link interno


Link esterni




Provincia di Vercelli: Procedure Urbanistiche Ambientali - VAS

VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
La Valutazione Ambientale Strategica è uno strumento di valutazione delle scelte di programmazione e pianificazione e ha come finalità primaria quella di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente, di salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente, di protezione della salute umana e di utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali e, in tal senso, riveste un ruolo strategico nell’ambito di una politica di sviluppo sostenibile.
La VAS è un processo atto ad  assicurare che gli effetti ambientali derivanti dall'attuazione dei piani e programmi proposti  siano identificati, valutati, sottoposti alla partecipazione del pubblico, presi in considerazione dai decisori e infine monitorati durante la realizzazione del piano o programma.
Il riferimento normativo comunitario sulla VAS è costituito dalla Direttiva 2001/42/CE adottata il 27 giugno 2001. Tale Direttiva avrebbe dovuto essere recepita dagli Stati membri entro il 21 luglio
2004. Il recepimento italiano della direttiva 2001/42/CE non è avvenuto entro il termine obbligatorio del 21 luglio 2004, ma è avvenuto con l’entrata in vigore il 31 luglio 2007 del D.lgs.152/2006, successivamente modificato dal D.Lgs. 4/2008
 Download allegati:

DGR 9 giugno 2008 n.12-8931

  • DGR 9 GIUGNO 2008 - N 12-8931.doc [ 138 kb  ]

    Estratto BUR n.51 del 24.12.2009
    “Ulteriori linee guida per l’applicazione della procedura di formazione e
    approvazione delle varianti strutturali al Piano regolatore generale, art. 1, comma
    3 della legge regionale 26 gennaio 2007, n. 1; integrazioni e modifiche al
    precedente Comunicato, pubblicato sul Bollettino Ufficiale n. 51 del 18.12.2008”.

  • comunicato_urbanistica.pdf [ 229 kb  ]
  • Nuovo PIANO CASA Latina

    Interventi del presidente Cusani e dell'assessore Martelucci



    La Giunta regionale del Lazio, all'inizio dello scorso mese di ottobre, ha deliberato la proposta di modifica della L.R. 21/2009, denominata Piano Casa.
    In questi ultimi giorni la delibera sul Piano Casa ha iniziato il corposo programma di discussioni all'interno delle commissioni regionali competenti per materia.
    "Il Piano Casa - afferma l'assessore all'urbanistica Fabio Martellucci - e in particolare il provvedimento iniziale del governo, approvato nel corso della Conferenza Stato Regioni del marzo 2009, aveva creato aspettative da parte di tante famiglie e aziende del settore.
    Il Piano, infatti, nasceva come provvedimento economico - finanziario di settore, il cui fine era sostanzialmente quello di rilanciare il mercato dell'edilizia, tra quelli maggiormente in crisi in questi anni di congiuntura economica, favorendo nel frattempo il fabbisogno abitativo.
    Un'iniziativa, in buona sostanza, tesa a rilanciare gli investimenti e i consumi, senza oneri a carico della finanza pubblica.
    Tali attese, legittime alla luce del provvedimento iniziale del Governo, sono state disattese dall'attuazione proposta dalle regioni in fase di recepimento.
    Tutte, nessuna esclusa, hanno attribuito al provvedimento una valenza urbanistica, introducendo una normativa particolarmente restrittiva che ne ha svalutato l'efficacia e l'attuabilità.
    Infatti, dopo un anno dall'entrata in vigore della legge, dall'intero territorio regionale sono arrivate ai protocolli degli uffici preposti soltanto un centinaio di domande da parte dei cittadini
    Per questo la regione Lazio, come altre in tutta Italia, sta avviando un processo di modifica di tale provvedimento.
    Spiace inoltre rilevare che proprio in considerazione della portata e delle eventuali ricadute che il Piano Casa potrebbe avere nei nostri territori, forse ci si sarebbe aspettato dalla regione un maggior coinvolgimento nelle scelte, che purtroppo non c'è stato.
    Anche per questa ultima ragione - conclude Martellucci - il presidente Armando Cusani, anche in virtù del ruolo istituzionale di coordinamento che compete all'ente provincia, ha convocato la conferenza dei sindaci per discutere le eventuali modifiche da apportare alla legge regionale".
    La Conferenza di fine ottobre, alla quale hanno partecipato la quasi totalità delle amministrazioni comunali con i relativi responsabili degli uffici tecnici, è stata caratterizzata da un confronto di merito sulle eventuali osservazioni da proporre alla regione Lazio.
    "Dalla discussione - afferma il presidente Armando Cusani - è emersa un'unanime condivisione rispetto al documento predisposto dall'ufficio di Piano della provincia, la cui filosofia nelle osservazioni è di favorire il fabbisogno abitativo rivolgendosi al solo edificato esistente.
    Senza altro consumo di suolo libero, rilanciando in tal modo il patrimonio edilizio esistente ed evitando i fenomeni tristemente noti dell'abbandono e del degrado".
    Altri confronti sull'importante materia saranno avviati a breve dagli ordini professionali e dalle associazioni di categoria.
    I risultati del processo di partecipazione saranno in seguito presentati alla regione Lazio, nella certezza che costituiranno oggetto di nuovi approfondimenti tecnici.
    Fonte: Provincialatina.tv

    domenica 7 novembre 2010

    Pompei: Patrimonio storico allo sfascio

    BONDI: «SERVONO RISORSE PER UN PATRIMONIO IMMENSO»
    POMPEI: CROLLATA LA DOMUS DEI GLADIATORI
    NAPOLITANO: «UNA VERGOGNA PER L'ITALIA»


    IL CROLLO PROBABILMENTE A CAUSA DELLE INFILTRAZIONI D'ACQUA. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: «SERVONO SPIEGAZIONI»



    Gravissimo danno al patrimonio artistico italiano: a Pompei è crollata l'intera Domus dei Gladiatori, così chiamata perché al suo interno gli atleti si allenavano e nella quale deponevano le armi all’interno di alcuni incassi ricavati nei muri. Secondo quanto si apprende dalla Sovrintendenza, vi erano anche dipinti nella parte sottostante il perimetro della sala. L’edificio, che si apre su via dell’Abbondanza, la strada principale della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d. C., era visitabile solamente dall’esterno ed era protetto da un alto cancello in legno.
    Fonte:corriere.it

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    Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
    fonte UNI
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    Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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