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venerdì 2 luglio 2010

variazioni alla legislazione sull’isolamento acustico in edilizia

E' stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 25 giugno 2010 (Suppl. Ordinario n° 138) la LEGGE 4 giugno 2010, n. 96: "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2009".
L’art. 15 riporta alcune modifiche all'art. 11 della legge 7 luglio 2009, n. 88 (Legge comunitaria 2008), introducendo alcune variazioni alla legislazione sull’isolamento acustico in edilizia.
La nuova Legge, secondo quanto indicato sul sito della Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore sabato 10 luglio 2010. ANIT propone alcune linee guida per interpretare l’articolo

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MANOVRA FINANZIARIA RITENUTA D’ACCONTO SU IMPORTI SOGGETTI A 36% E 55%

Sulla base dell’art.25 della manovra finanziaria 2010, è entrato in vigore dal 1°luglio, l’assoggettamento a ritenuta del 10%, a titolo di acconto dell’ imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, dei compensi corrisposti mediante bonifici bancari o postali per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta.
In sostanza per usufruire delle detrazioni del 36% sulle ristrutturazioni o del 55% sugli interventi per il risparmio energetico è obbligatorio il pagamento mediante bonifico, per cui la ritenuta d’acconto verrà operata dalla banca del beneficiario del bonifico all’atto di accreditamento delle somme a favore dello stesso.
Quindi l’impresa che effettua lavori per i quali il committente intenda richiedere la detrazione d’imposta del 36% o del 55% si vede sottrarre l’importo percepito del 10% a titolo di ritenuta d’acconto, direttamente all’atto dell’accredito in banca del bonifico da parte del committente.
L’Agenzia delle Entrate ha emanato un provvedimento per la definizione delle tipologie dei pagamenti e degli adempimenti relativi alla certificazione e alla dichiarazione delle ritenute operate.

Incentivi 55% - Lettera Circolare dell'Agenzia delle Entrate N. 21/E
Novità sostanziali:

Data di fine lavori per interventi che non richiedono collaudo: si ritiene che il contribuente possa provare la data di fine lavori anche con altra documentazione emessa dal soggetto che ha eseguito i lavori o dal tecnico che compila la scheda informativa; non è ammessa autocertificazione del proprietario.
Sostituzione del portone di ingresso: l’intervento è riconducibile alla sostituzione di infissi, perché anche per il DPR 59/2009 le chiusure apribili ed assimilabili, quali porte, finestre e vetrine anche se non apribili, comprensive di infissi, considerando le parti opache e trasparenti che le compongono devono rispettare i limiti di trasmittanza previsti per gli infissi.

giovedì 1 luglio 2010

Si può fare eolico in zona agricola. Sentenza Tar Puglia

Gli impianti eolici possono essere collocati nelle zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici. Lo afferma il Tribunale amministrativo regionale della Puglia (Tar) che con sentenza di questo mese precisa che la normativa regolamentare regionale sui piani regolatori per l'installazione degli impianti eolici si applica solo agli impianti di potenza superiore a 60 KW se costituiti da più di un aerogeneratore e agli impianti eolici costituiti da un solo aerogeneratore di potenza superiore a 1MW.

La vicenda ha inizio quando la società Fast wind si vede rigettare dal Comune di Castelnuovo della Daunia la Dichiarazione di inizio attività (Dia) per l'istallazione di un impianto di minieolico. In quanto la collocazione dell'aereogeneratore ricade in un area di classificazione inidonea regolamentata dal Prie (Piano regolatore per installazione di impianti eolici), nello specifico in zona caratterizzata da prevalente interesse ambientale sotto il profilo silvo-faunistico. Il piano, infatti, stabilisce che "le opere non devono interessare lembi boschivi o coltivazioni arboree".

Sta di fatto però, che l'area interessata dall'intervento è agricola e dunque area in cui è possibile installare il minieolico.

continua

STUDIO DI FATTIBILITÀ PER L’UTILIZZO DELLE ACQUE CALDE DEL BACINO GEOTERMICO


Presentazione dello studio di fattibilità dell’utilizzo delle acque calde del bacino geotermico di Casteldoria per l’alimentazione di un sistema di teleriscaldamento nei comuni di S.Maria Coghinas, Viddalba e Valledoria
ALLEGATI

Provincia di Sassari: VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO

«Il nostro tesoretto? È il patrimonio immobiliare, e ora sappiamo come utilizzarlo». Parola dell’assessore provinciale del Patrimonio, Antonello Palmas, che a meno di un anno dal suo insediamento si prepara a portare in consiglio il Piano di valorizzazione e dismissione dei beni patrimoniali dell’ente. Un processo lungo e faticoso, iniziato con le operazioni di individuazione di beni mobili e di beni immobiliari che appartengono alla Provincia di Sassari. Dopo l’indagine affidata alla Demos, società in house che si occupa di analisi socio-demografiche per conto dei suoi azionisti pubblici, il lunghissimo elenco di immobili e opere d’arte è stato passato al setaccio dai tecnici dell’amministrazione prima che la palla tornasse alla politica, che ora dovrà decidere cosa fare di quello che «considerato il potenziale valore economico e l’inestimabile pregio sia sul piano culturale che dal punto di vista storico – come spiega l’assessore Palmas – può essere definito un vero e proprio tesoretto che sinora la Provincia ha saputo preservare e che ora vuole sfruttare».
La Provincia non svende, «quando diciamo che vogliamo sfruttare i nostri immobili, tanto per fare un esempio, ci riferiamo alla scelta di fare del patrimonio storico un vero e proprio museo – prosegue Antonello Palmas – o di restituire alla città spazi all’aperto che possono ospitare parchi, giardini e strutture sportive». Un tesoretto che «non servirà per fare cassa», insomma, ma «per offrire al territorio e ai visitatori un’immagine diversa della Provincia di Sassari, più aperta e fiera della propria storia, che verrà raccontata attraverso moderni percorsi museali all’interno dei tesori architettonici di cui siamo proprietari».
L’obiettivo che l’assessore provinciale del Patrimonio ha fissato per il 2009 è proprio l’approvazione finale del Piano di valorizzazione e di dismissione dei beni patrimoniali. Una lunga serie di idee e iniziative, molte delle quali in partnership con altri enti o istituzioni, che si inseriscono tutte in due grandi filoni progettuali. «Il primo, come già detto, riguarda la valorizzazione del patrimonio storico e artistico – prosegue Palmas – l’altro prevede la dismissione di quei beni di cui l’ente non si serve più, da cui potremmo ricavare contanti da investire in altri settori invece di lasciare che vadano in rovina e perdano definitivamente valore». Per ora sono solo ipotesi su cui, dopo analisi tecniche e valutazioni, dovranno esprimersi gli amministratori. «L’unica cosa sicura è che vogliamo ottimizzare anche quella parte del patrimonio immobiliare che non ha valore storico – assicura Palmas – tempi e modi verranno stabiliti di caso in caso e a seconda delle opportunità che ci sembreranno migliori per l’interesse della Provincia».
La valorizzazione del patrimonio storico ruota attorno all’utilizzo della storica sede di rappresentanza dell’amministrazione, che si trova in piazza d’Italia. «Il patrimonio storico e artistico è stato analizzato con l’obiettivo di poterne pesare la consistenza – dice Palmas – questo ha permesso la datazione, l’identificazione e la contestualizzazione dei beni». Contemporaneamente si è investito sul restauro manutentivo – conservativo delle strutture murarie e ora il processo di valorizzazione è pronto al varo «attraverso la creazione di percorsi guidati e strumenti esplicativi che faciliteranno la percezione consapevole del valore storico e artistico degli spazi che verranno aperti al pubblico e delle opere d’arte che potranno essere ammirate», annuncia con soddisfazione l’assessore Palmas. Col pensiero rivolto alla comunità locale ma anche ai turisti, sono stati ristudiati attraverso lo sguardo “clinico” di esperti e addetti ai lavori sia la selezione degli arredi storici e della loro originaria disposizione, sia la realizzazione di supporti audiovisivi e di testi per la visita degli ambienti storici.

Cosa sono i PRUSST "Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio"

Cos'è un PRUSST


I PRUSST sono i nuovi "Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio" promossi dal Ministero dei Lavori Pubblici (ora Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) con decreto ministeriale n.1169/1998 con l’obiettivo di realizzare, all’interno di quadri programmatici organici, interventi orientati all’ampliamento e alla riqualificazione delle infrastrutture, del tessuto economico-produttivo, dell’ambiente, dei tessuti urbani e sociali degli ambiti territoriali interessati; rappresentano la nuova fase di programmazione e riqualificazione territoriale che nasce dall'esperienza dei programmi di riqualificazione urbana.

Una loro "caratteristica" è quella di ordinare sul territorio gli interventi previsti da altre iniziative avviate sulla base degli strumenti della programmazione negoziata (patti territoriali, contratti d’area…).

Questi nuovi programmi riguardano ambiti territoriali, di dimensione sub-regionale, provinciale, intercomunale, comunale, individuati sulla base delle caratteristiche fisiche, morfologiche, culturali e socio-economiche; si propongono di favorire:

la realizzazione, l'adeguamento e il completamento di attrezzature sia a rete che puntuali, di livello territoriale e urbano, in grado di promuovere e di orientare occasioni di sviluppo sostenibile sotto il profilo economico, ambientale e sociale, garantendo l'aumento di benessere della collettività;

la realizzazione di un sistema integrato di attività finalizzate all'ampliamento e alla realizzazione di insediamenti industriali, commerciali e artigianali, alla promozione turistico-ricettiva e alla riqualificazione di zone urbane centrali e periferiche interessate da fenomeni di degrado.

Gli assi prioritari di intervento dei programma riguardano:

interventi pubblici e di interesse pubblico di dimensione e importanza tale da rappresentare una precondizione per progetti di investimenti o di maggiore produttività per operatori pubblici e privati.
Gli interventi sono riconducibili, in via esemplificativa:

al sistema stradale, ferroviario, aeroportuale, portuale, energetico, idrico, delle telecomunicazioni nonché alle opere necessarie per la difesa del suolo;

ai porti, agli aeroporti, agli interporti, agli scambiatori di modalità e alle interconnessioni delle reti con il sistema urbano;

a interventi di rilevanza tale da costituire poli di attrazione quali: sedi di tribunali, strutture ospedaliere, università, centri congressuali, strutture polifunzionali per lo sport, il turismo e il tempo libero, ecc.

interventi finalizzati a favorire lo sviluppo locale e la valorizzazione del capitale fisso sociale, anche mediante una adeguata collocazione rispetto alle attrezzature a rete e a quelle puntuali, quali, ad esempio:

opere di urbanizzazione primaria a servizio di aree produttive o di quartieri degradati;

opere di urbanizzazione secondaria di livello almeno urbano;

realizzazione e riqualificazione di insediamenti produttivi in grado di promuovere lo sviluppo, l'innovazione e la competitività tra imprese anche attraverso la diffusione di nuove tecnologie;

realizzazione e recupero di edilizia residenziale al fine di innescare processi di riqualificazione fisica e sociale dell'ambito considerato;

gestione di attività no-profit;

ristrutturazione di edifici di rilevante valore storico-artisitico, sviluppo di artigianato tipico, riconversione di complessi industriali con valenze culturali anche da destinare ad altri usi.

interventi complementari a quelli di cui alla lettera a).

azioni e iniziative finalizzate a favorire lo sviluppo dell’occupazione, la formazione professionale e più vantaggiose condizioni del credito.

I programmi possono essere attivati in tutte le aree del Paese e gli ambiti territoriali a cui fare riferimento sono:

i sistemi metropolitani caratterizzati dal deficit infrastrutturale relativo alla gestione dei grandi bacini di mobilità e dalla criticità delle interconnessioni tra nodi dei sistemi di trasporto internazionali, nazionali e interregionali;

i distretti insediativi che richiedono una migliore strutturazione della loro articolazione infraregionale, rafforzando le relazioni di complementarità e sinergia tra i singoli centri ricompresi nei suddetti distretti;

il sistema degli spazi di transizione e integrazione tra i sistemi urbani e i sistemi infrastrutturali del territorio e le reti dei centri;

il sistema delle attrezzature sia a rete che puntuali di livello territoriale e urbano.
PRUSST: areaurbana di Ancona

mercoledì 30 giugno 2010

Provincia di Modena: Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale PTCP

L'Area Programmazione e Pianificazione territoriale della Provincia coordina, indirizza e pianifica il governo del territorio; strumento principale per la gestione di queste attività è il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), vero e proprio piano strategico da redigere in base agli obiettivi generali definiti dall'Unione Europea e del Piano territoriale regionale.
L'Area si occupa anche di coordinare la programmazione socio-economica delle aree montane e dei distretti industriali.
Altro tema fondamentale di cui si occupa la Provincia riguarda le politiche abitative, in particolare, l'edilizia pubblica e l'attenzione allo sviluppo sostenibile del contesto urbano.
PTCP

Regione Emilia Romagna: Legge Regionale n. 6 del 6 luglio 2009 "Governo e riqualificazione solidale del territorio"

La Legge, entrata in vigore il 21 luglio 2009, modifica alcune leggi regionali al fine di promuovere la riqualificazione solidale del territorio. Si tratta in particolare delle seguenti leggi:
L.R. n. 19 del 1998 "Norme in materia di riqualificazione urbana";
L.R. n. 20 del 2000 "Disciplina generale sulla tutela ed uso del territorio";
L.R. n. 31 del 2002 "Disciplina generale dell'edilizia";
L.R. n. 37 del 2002 "Disposizioni regionali in materia di espropri";
L.R. n. 23 del 2004 in materia di vigilanza sulla attività edilizia;
L.R. n. 19 del 2008 "Norme per la riduzione del rischio sismico”.
SLIDE DI PRESENTAZIONE DELLA LR 6/2009 DEL 15 LUGLIO 2009 “Il riordino della disciplina urbanistica per il rilancio dell’economia regionale” a cura del Dott. Giovanni Santangelo;
INDICAZIONI APPLICATIVE SUL TITOLO III "NORME PER LA QUALIFICAZIONE EDILIZIA DEL PATRIMONIO ABITATIVO" DELLA LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 6 LUGLIO 2009.
Documentazione

Provincia di Modena: Eternit a domicilio

Novità per smaltire piccole quantità di eternit. C’è il ritiro a domicilio, ma seguendo una procedura

Eternit
E' entrato in funzione in questi giorni un nuovo servizio riservato ai privati cittadini che intendono smaltire quantità modeste di materiale contenente amianto.

Chi intende effettuare autonomamente e senza rivolgersi a ditte specializzate la rimozione di manufatti contenenti amianto (eternit), potrà richiedere il servizio di ritiro a domicilio, effettuato dai gestori del servizio rifiuti, seguendo però una specifica procedura, messa a punto grazie alla collaborazione fra Provincia di Modena, Arpa, Ausl e gestori stessi. Ai cittadini viene chiesto di presentare un'apposita modulistica all'Ausl e trattare il materiale da smaltire secondo quanto indicato nella procedura elaborata dai tecnici. A questo punto si attiva un servizio di ritiro a domicilio organizzato dai gestori.

La procedura nasce «dall'esigenza - spiega Stefano Vaccari, assessore provinciale all'Ambiente - di offrire ai cittadini la possibilità di conferire al servizio pubblico queste modeste quantità evitando problemi ambientali e di conseguenza sanitari derivanti da un non corretto trattamento e conferimento di tali materiali o dal loro abbandono incontrollato come purtroppo accade troppo spesso».

In precedenza il conferimento dei rifiuti contenenti amianto avveniva presso le stazioni ecologiche attrezzate, diventati ora Centri di raccolta; ma tale possibilità è stata rivista a seguito della nuova normativa che non consente più di continuare a conferire rifiuti contenenti amianto.

Il servizio si applica esclusivamente ai rifiuti domestici prodotti da privati cittadini (quindi non alle imprese) i quali, per poter usufruire del ritiro a domicilio, devono rispettare tutte le condizioni previste nella procedura stessa.

Procedura per il conferimento al servizio pubblico mediante ritiro a domicilio di rifiuti contenenti amianto

martedì 29 giugno 2010

Varese: I giardini sospesi

A Varese sta nascendo
la residenza “I GIARDINI
SOSPESI”, un progetto concepito usando le migliori tecnologie edilizie mirate a
migliorare il comfort abitativo ma soprattutto rispettando l’ambiente
in cui viviamo.
“I GIARDINI SOSPESI” sorgeranno dalle macerie di un vecchio sito industriale e, insieme al vicino parco di Villa Baragiola, riporterà il verde nella zona. Infatti il cuore del progetto prevede un vero e proprio parco sospeso a 3 metri di altezza attrezzato con camminamenti immersi in veri e propri boschi di betulle e zone parco giochi.
Le residenze “I GIARDINI SOSPESI” sono state progettate seguendo due obiettivi:
RISPARMIO ENERGETICO: la drastica riduzione dei costi per il riscaldamento invernale e per il raffrescamento estivo. “I GIARDINI SOSPESI” sono progettati per l’ottenimento della CERTIFICAZIONE DI RISPARMIO ENERGETICO DI CLASSE A
Il secondo obiettivo è la costruzione di unità abitative ad ELEVATO COMFORT ABITATIVO
I giardini sospesi.

Provincia di Bergamo: strumenti urbanistici comunali

Procedure per la valutazione di compatibilità degli strumenti urbanistici comunali con il PTCP
Con deliberazione n. 52 del 21.02.2008, la Giunta Provinciale ha approvato le procedure per la valutazione di compatibilità degli strumenti urbanistici comunali con il PTCP da applicare nel periodo transitorio, sino all'adeguamento del PTCP vigente alla L.R. 12/2005, in sostituzione delle procedure approvate con DGP 437 del 29.07.2004 e con DGP 597 del 28.10.2004 di integrazione.

Scarica la delibera di Giunta provinciale 52/ 2008 completa di allegati .pdf 2,4M
Procedure e modulistica on line

Albo dei commissari ad acta
Elenchi dell'Albo dei commissari ad acta; requisiti e modalità per l'iscrizione.

Elaborazione del PGT Piano di Governo del Territorio
Incontri informativi maggio - settembre 2006

La Casa: le politiche locali di intervento in rapporto al PGT
Incontri informativi giugno 2008

Un servizio provinciale di Sportello per i Comuni

Stato avanzamento PGT - Piani di Governo del Territorio
Pubblicati i dati inerenti lo stato di avanzamento dei PGT dei comuni della provincia di Bergamo.
Apri pagina dei link

Provincia di Bergamo: Ufficio Vincoli

Dal 1° agosto 2005, le competenze sulle autorizzazioni paesistico-ambientali e sugli svincoli idrogeologico e forestale sono state trasferite dal settore Tutela risorse naturali al settore Urbanistica.

Vincolo idrogeologico
E' finalizzato a regolamentare tutti gli interventi da realizzarsi nelle aree vincolate, in modo da evitare che gli stessi possano essere cause di eventuali dissesti, erosioni e squilibri idrogeologici.

Vincolo forestale
E' finalizzato a valutare le modifiche l'eliminazione di aree boscate apporta al territorio interessato e a quello limitrofo, sia sotto l'aspetto di stabilità dei versanti che della regimazione delle acque superficiali e sotterranee.

Vincolo paesistico ambientale
E' finalizzato a mitigare l'inserimento nel paesaggio di opere edilizie ed infrastrutture.
Ufficio vincoli

Provincia di Bergamo: Valutazione Ambientale Strategica VAS

La V.A.S. - Valutazione Ambientale Strategica è una procedura introdotta allo scopo di consentire la valutazione degli effetti sull'ambiente generati dall'attuazione di Piani e Programmi.
Tale valutazione comporta un processo sistematico inteso a valutare le conseguenze sulla qualità dell'ambiente delle azioni proposte.

Piani e Programmi provinciali sottoposti a V.A.S.

Bergamo: PIANO AGRICOLO PROVINCIALE 2007/2009

Nel corso degli ultimi anni, il concetto di ruralità si è andato connotando di una valenza sempre più articolata e complessa. In un contesto di modernità, l’agricoltura svolge un ruolo che supera la mera dimensione produttiva per divenire il tessuto connettivo di diversificate attività economico-sociali che poggiano sulle finalità principali di tutelare l’ambiente e di migliorare la qualità della vita.
Tale visione del settore primario implica una gestione oculata delle risorse e delle forze in campo.
Il Piano Agricolo Triennale 2007-2009 della Provincia di Bergamo vuole essere, in questo senso, un valido strumento di indagine della realtà agricola bergamasca, nonché una dichiarazione di intenti e di obiettivi specifici allo scopo di favorire lo sviluppo integrato del comparto.
Dalla radiografia del mondo agricolo orobico, emerge il quadro di un’agricoltura vivace, tesa all’avanzamento tecnico e produttivo soprattutto in virtù dell’intraprendenza dei nostri imprenditori e dotata di potenzialità di mercato.
Le linee guida alla base della programmazione strategica mirano a sostenere e a sviluppare la competitività delle imprese a tutti i livelli, a rafforzare le strutture produttive e di trasformazione esistenti e, non da ultimo, a sollecitare una crescente integrazione economica nel territorio fra agricoltura e altre attività. Contestualmente, si auspica la creazione di forme di cooperazione e di associazionismo che, lavorando intorno a obiettivi condivisi, siamo convinti consentiranno di dare un futuro di ampio respiro alla nostra agricoltura.
apri PAR

Incendi boschivi: gli indirizzi operativi

Quest’estate la campagna antincendio boschivo - AIB è partita il 14 giugno e si concluderà il 30 settembre. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, il 6 giugno 2010 ha firmato gli indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi ed i rischi conseguenti nella stagione estiva 2010. Le indicazioni, contenute in due documenti separati, sono rivolte alle Regioni e ai Ministeri dell’Interno, della Difesa, delle Politiche Agricole, dell’Ambiente, delle Infrastrutture e Trasporti e a quello per i rapporti con le Regioni. Le sale operative unificate permanenti dovranno avere un’operatività continua con la presenza di rappresentanti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dei Corpi Forestali e se necessario delle Forze di polizia e delle altre componenti e strutture operative di protezione civile. Le Prefetture dovranno promuovere l’intensificazione del controllo del territorio da parte delle forze di polizia. Inoltre, Prefetture e sezioni territoriali delle diverse strutture operative nazionali, in accordo con gli enti e le amministrazioni competenti ai diversi livelli, dovranno sostenere i Sindaci, nella predisposizione e aggiornamento dei piani comunali o intercomunali di protezione civile. Particolare attenzione dovrà essere rivolta agli incendi di interfaccia e al controllo di insediamenti, infrastrutture e impianti turistici anche temporanei, posti all’interno o in stretta adiacenza di aree boschive. Le strutture territoriali del Corpo Forestale dello Stato e del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, nell’ambito degli accordi contratti con le regioni e le province, dovranno assicurare l’intervento nel caso di incendi che interessano aree boschive o antropizzate.
Dossier “Incendi boschivi: gli indirizzi operativi”

La terra come una zucca


BERGEN (NORVEGIA) - La Terra non sferica, come finora l'abbiamo vista dallo spazio, ma simile a un "zucca", allungata e deformata da mille protuberanze: appare così nelle misure più precise del campo gravitazionale mai ottenute finora, primo risultato del satellite europeo Goce. I dati sono stati presentati oggi in Norvegia, a Bergen, nel primo convegno sul programma di osservazione della Terra "Living Planet" dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).
approfondisci Ansa.it

Qualità delle acque di balneazione: Rapporto annuale

Presentato dal Ministro Fazio il rapporto 2010 sulle acque di balneazione. Il rapporto evidenza il miglioramento delle nostre acque di balneazione rispetto al 1993. I risultati del rapporto sulle acque di balneazione evidenziano che dei 5175 chilometri di costa sottoposti a controllo, sui 7375 chilometri di costa italiana, ben 4969 chilometri di costa sono balneabili, pari ad una percentuale del 96 %. I restanti 2190 chilometri non sono considerati balneabili in quanto non accessibili al monitoraggio o perché porti o foci di fiumi. Della costa controllata soltanto un chilometro non è stato sufficientemente campionato, mentre per tutti gli altri sono stati trovati 4969 chilometri di costa balneabile, vale a dire 9,1 Km in meno rispetto allo scorso anno e 224,3 chilometri interdetti temporaneamente alla balneazione perché inquinati. I siti balneabili italiani sono i più controllati d'Europa perché di fatto il nostro Paese ha, da oltre venti anni, adottato i criteri più restrittivi della direttiva europea che ha finora disciplinato il settore, tanto che il 90,8% dei suoi siti balneari è conforme ai valori guida dei parametri microbiologici contro la media dell'89,0 d'Europa. Il nostro Paese, al fine di tutelare la salute dei cittadini, vieta la balneazione nelle zone inquinate e ne consente la riapertura solo a seguito di risanamento ambientale ed esito favorevole delle analisi eseguite per un intero periodo . Il rapporto del 2009 come di consueto è costruito sui risultati delle analisi delle acque di balneazione ottenuti nella stagione balneare precedente, prodotti dalle Agenzie Regionali per l'Ambiente.
Dossier “Qualità delle acque di balneazione: Rapporto annuale ”

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Notizie

News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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ENERGIA SEMPLICE

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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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