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giovedì 29 dicembre 2011

obbligo sugli annunci immobiliari riportare la classe energetica dell'appartamento

Luminoso, rifinito, doppi servizi. Dal 1 gennaio 2012, accanto alle indicazioni su superficie, posizione e rifiniture, chi cerca una casa da affittare o da comprare troverà anche l'indice di prestazione energetica. Sarà così più facile prevedere quale sarà il costo annuale presunto per il riscaldamento e per l'acqua calda e quali le eventuali spese da affrontare.


L'obbligo riguarderà tutti gli annunci immobiliari di vendita (cartacei, su internet, in tv, tramite volantini e cartelli) in applicazione dell'art.13 del DLgs n.28 del 03/03/2011 che stabilisce che ''nel caso di offerta di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari, a decorrere dal 1 gennaio 2012 gli annunci commerciali di vendita riportano l'indice di prestazione energetica contenuto nell'attestato di certificazione energetica''.
per saperne di più

martedì 1 novembre 2011

EDILIZIA: ARCHITETTI (CONSIGLIO NAZIONALE) "INSIEME A ISTITUZIONI, UNIVERSITÀ, AMBIENTALISTI E COSTRUTTORI PER RIGENERARE LE NOSTRE CITTÀ". IDATI DEL CRESME SULLO STATO DEL PATRIMONIO EDILIZIO ALLA CONFERENZA INTERNAZIONALE IN PROGRAMMA A PADOVA IL PROSSIMO 28 OTTOBRE


Padova, 26 ottobre 2011. "Il valore della produzione nelle costruzioni nel 2010 è ammontato a 175,8 miliardi di euro di  cui 142,5 (81,0%) in investimenti e 33,3 miliardi (19,0%) in manutenzioni ordinarie. Gli investimenti, a loro volta, hanno riguardato per 64,8 miliardi nuove costruzioni e per 77,7 miliardi il recupero.

Sono questi solo alcuni dei dati sullo stato del patrimonio edilizio che saranno illustrati da Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, nel corso Conferenza internazionale "Idee per la rigenerazione urbana sostenibile" che il Consiglio Nazionale degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori ha organizzato a Padova per il prossimo 28 ottobre (ore 9,15, Gran Teatro Geox).

La Conferenza, articolata attraverso tre Tavole rotonde, "La città sostenibile - Economia delle risorse, sviluppo e vivibilità"; "La città intelligente - L'innovazione progettuale al servizio delle relazioni umane e dell'efficienza; "La città inclusiva - La metropoli e le comunità: l'architettura , la socialità urbana e i servizi" - si svolge nell'ambito della 5° edizione della Biennale Internazionale "Barbara Cappochin e  in collaborazione con la Fondazione Cappochin e con l'Ordine degli Architetti di Padova.

"Progettare la rigenerazione urbana - sottolinea il Consiglio Nazionale degli Architetti- significa progettare ed investire nel  futuro, nella vivibilità che rappresenta un valore inalienabile ma che viene calpestato da quella che è una vera e propria disumanizzazione urbana causata da assenza di spazi pubblici, dal consumo del suolo, dal consumo esasperato e dal relativo costo di energia, dalla questione dei rifiuti e dei materiali non riciclabili".

"Alla realizzazione di questo fine - che non è più solo una problematica urbanistica - dobbiamo lavorare tutti, istituzioni, università, architetti, associazioni ambientaliste e costruttori, per rispondere ai nuovi bisogni ed alla nuova consapevolezza dei cittadini che chiedono interventi e soluzioni. Per i Governi, invece, la rigenerazione delle città deve diventare l'elemento prioritario nelle politiche di sviluppo".

Programma della Conferenza.

martedì 25 ottobre 2011

SVILUPPO: EDILIZIA, ARCHITETTI, CONSIGLIO NAZIONALE " DISMISSIONI PATRIMONIO IMMOBILIARE SIANO UNA OPPORTUNITÀ DI RIGENERAZIONE DELLE CITTÀ ITALIANE"

Roma, 25 ottobre 2011. "Le dismissioni del patrimonio immobiliare dello Stato sono senza dubbio la prima delle possibilità per fare cassa nei provvedimenti all'esame del Governo, ma in un periodo di depressione del mercato immobiliare le difficoltà di realizzazioni sono evidenti, come hanno dimostrato le prime aste sulle caserme. Un buon venditore deve valorizzare ciò che cede, per renderlo appetibile, ma lo Stato deve anche valutare quale sia l'incidenza sociale dei suoi atti. Per questo motivo le dismissioni devono trasformarsi anche in una significativa opportunità di rigenerazione delle città italiane, trattandosi spesso di grandi edifici pubblici in pessime condizioni nei centri urbani e vincolati".

Lo sottolinea il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

"Gli architetti italiani  - continua - sono pronti a mettere a disposizione le proprie capacità ideative e tecniche perché gli edifici oggetto delle dismissioni siano vere opportunità immobiliari che garantiscano, allo stesso tempo, la qualità architettonica e la sostenibilità ambientale, diventando, così, il volano di rigenerazione dei centri urbani italiani.

"In questo contesto, - conclude il Consiglio Nazionale -   le nostre proposte al Governo sono quelle  di valorizzare le vendite con progetti di fattibilità che ne evidenzino le potenzialità; di promuovere nei progetti principi di sostenibilità ambientale  e rispetto del valore storico e paesaggistico e  di prevedere - sul modello delle leggi obiettivo - iter autorizzativi speciali e rapidi, svincolati dalle destinazioni d'uso dei piani urbanistici, coinvolgendo i Comuni e le Soprintendenze".

EDILIZIA: ARCHITETTI (CONSIGLIO NAZIONALE) "LA RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE PRIORITARIA NELLE POLITICHE DI SVILUPPO" - "PER REALIZZARLA SINERGIA TRA ISTITUZIONI, UNIVERSITÀ, URBANISTISTI, ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE E COSTRUTTORI". I TEMI DELLA CONFERENZA INTERNAZIONALE IN PROGRAMMA A PADOVA IL PROSSIMO 28 OTTOBRE

Roma, 24 ottobre 2011. "Il tema della rigenerazione urbana sostenibile è una questione centrale che deve diventare prioritaria nelle politiche di sviluppo dei prossimi anni. Per gli architetti italiani la questione urbana, infatti, è e sarà il principale problema dei governi di questi e dei prossimi anni. In Italia come nel mondo, la città e l'habitat sono a rischio "default" a causa dell''esaurimento delle risorse energetiche e delle pessime condizione del patrimonio edilizio costruito nel dopoguerra".

Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti sulla Conferenza internazionale "Idee per la rigenerazione urbana sostenibile" che si terrà a Padova il prossimo 28 ottobre (ore 9,15, Gran Teatro Geox) nell'ambito della 5° edizione della Biennale Internazionale "Barbara Cappocchin".

Organizzata dal Consiglio Nazionale in collaborazione con la Fondazione Cappochin e con l'Ordine degli Architetti di Padova, la Conferenza si articolerà attraverso tre Tavole rotonde che faranno il punto su "La città sostenibile - Economia delle risorse, sviluppo e vivibilità"; "La città intelligente - L'innovazione progettuale al servizio delle relazioni umane e dell'efficienza; "La città inclusiva - La metropoli e le comunità: l'architettura , la socialità urbana e i servizi".

"Quella che è una vera e propria disumanizzazione urbana - continua il Consiglio Nazionale - è rappresentata dall'assenza di spazi pubblici che non siano dedicati al traffico e a semplici avanzi del costruito; dal consumo del suolo, arrivato al livello di guardia; dalla resa della vita urbana a ruote e motori; dal consumo folle e dal relativo costo di energia; dalla questione dei rifiuti e dei materiali non riciclabili".

"Accanto all'evidente fallimento della politica rispetto a questa situazione -continua ancora- cresce, però, la consapevolezza dei cittadini e la richiesta di interventi e di soluzioni. A questi nuovi bisogni l'architettura deve dare risposte, tornando, così, a rappresentare il suo naturale valore etico che è quello di contribuire allo sviluppo civile del Paese e di interpretare - ritrasmettendole nei suoi progetti - le nuove esigenze dei cittadini".

"Un progetto così complesso come quello della rigenerazione urbana sostenibile e della realizzazione di un nuovo habitat urbano - conclude il Consiglio Nazionale - necessita, però, di competenze e di  funzioni diverse: può essere realizzato, infatti,  solo in sinergia con istituzioni, università, urbanisti, associazioni ambientaliste e costruttori".
Su www.fondazionecappocchin.it il programma delle iniziative previste a Padova dal 26 al 28 ottobre prossimi.

giovedì 13 ottobre 2011

Domande e risposte Nuovo Piano Casa Lazio 2011 (10)

 Domanda:
Quali costi devo affrontare per fare un ampliamento del 30% utilizzando i pannelli fotovoltaici in una casa di 100 mq ?

Risposta:
consideriamo come costo di costruzione per l'ampliamento pari a 1.000 Euro al mq, con 30 mq di superficie lorda possiamo costruire una stanza un bagno e un disimpegno.
- Quindi per i lavori al finito spenderemo circa 30.000 euro.
gli oneri facendo una valutazione di massima in un comune di medie dimensioni poniamo 100 euro al mq
- per gli oneri allora spenderemo 3.000 euro.
Poi ci sono le spese progettuali per il professionista e tenendo conto di un insieme di operazioni che il professionista dovrà fare per rendere tutto legalmente definito (progettazione, direzione lavori pratiche varie agli enti ecc.) possiamo aggiungere circa 7.000 euro
- per spese tecniche quindi 7.000 euro
Alla fine la spesa complessiva potrà aggirarsi intorno a 40.000 euro. Non è un cifra enorme rispetto al fatto che la costruzione può avere una rivalutazione nel tempo e considerando anche che si può sempre con il piano casa realizzare due unità abitative dopo l'ampliamento.

Domande e risposte Nuovo Piano Casa Lazio 2011 (9)

Domanda:
Quali sono i costi amministrativi per poter ampliare di una stanza una casetta in campagna?

Risposta:
I costi che devono essere versati al Comune riguardano i contributi per il costo di urbanizzazione primaria e secondaria e il contributo al costo di costruzione dell'ampliamento.
Il costo di urbanizzazione primaria e secondaria variano da città a città e da zone a zone in genere è più basso nelle are densamente popolate e i costi variano da 54,00 a 82,00 euro al mc.
Anche il contributo al costo di costruzione è variabile, si utilizzano tabelle regionale e sulla base della classe degli edifici si calcola una percentuale sul costo di costruzione basato sul computo metrico estimativo redatto da un professionista, che varia fra il 5 e il 20%.
Nel piano casa è stata inserita la possibilità data ai comuni sulle prime case i quali devono però deliberare prima del 31 dicembre 2011 una riduzione massima del 30% sugli oneri di urbanizzazzione primaria e secondaria.
Per un calcolo che dia una idea abbastanza prossima a quanto si va a spendere
si può utilizzare il modulo on line qui riportato

Calcolo del Costo di costruzione on-line (per gli oneri concessori)

p+A LAB propone un modulo per il calcolo del costo di costruzione per nuove costruzioni o edifici esistenti.
Nell'elaborazione del metodo di calcolo utilizzato si è tenuto conto delle indicazioni normative (D.M. Lavori Pubblici n.801 del 10/05/1977), e dei modelli pubblicati sul web da molte amministrazioni comunali.
Si sa che non esiste un unico metodo valido per tutti i Comuni d'Italia, ma in ogni caso questo modulo costituisce una valida base di calcolo.

PROFESSIONI: PROPOSTA DI LEGGE BIPARTISAN SULL'ARCHITETTURA; FREYRIE, CONSIGLIO NAZIONALE ARCHITETTI, "I SUOI PRINCIPI SU CONCORRENZA, INNOVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEI GIOVANI SIANO INSERITI NEL DL SVILUPPO"


l'iniziativa di Realacci (Pd), Rampelli (Pdl) e Mantini (Udc) e di altri 138 parlamentari nella direzione auspicata dagli architetti italiani

 Roma 11 ottobre 2011. "Alcuni degli elementi fondanti della proposta di legge sull'architettura - quelli relativi a concorrenza, innovazione, investimento sul futuro attraverso la valorizzazione dei giovani -  dovrebbero essere inseriti nel prossimo DL Sviluppo: offrono infatti idee e proposte per sostenere, a costo zero, la crescita del nostro Paese".

Lo ha detto il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Leopoldo Freyrie, nel corso della presentazione sulla proposta di legge per la promozione della qualità architettonica sottoscritta dagli onorevoli Realacci, (Pd),  Rampelli (Pdl) e Mantini (Udc) e da altre 138 parlamentari di maggioranza e opposizione.

"Una legge per la qualità e i concorsi in architettura - ha detto ancora Freyrie  - è un nostro storico progetto che risponde, innanzitutto, al principio che l'architettura non riguarda solo gli architetti o i costruttori ma, soprattutto, i cittadini. Siamo quindi grati agli Onorevoli Realacci, Rampelli e Mantini per aver presentato alla Camera la proposta di legge per l'architettura - frutto anche di un'iniziativa promossa dal quotidiano Il Sole-24 Ore - che prevede che le amministrazioni siano tenute a scegliere la realizzazione delle opere pubbliche attraverso concorsi di progettazione o di idee".

Sulla centralità del concorso nelle opere pubbliche  ha sottolineato che esso "pur non essendo uno strumento perfetto è tuttavia l'unico sistema di mediazione tra amministratori, cittadini e architetti per scegliere il futuro delle città. Certo, le Amministrazioni devono snellire le procedure anche in questo settore adottando, ad esempio, le modalità on line che consentono  concorsi agili e veloci. Tornare a bandire i concorsi significa, in ogni caso, ridare centralità alla progettazione nel nostro Paese, rendere trasparente il mercato, ma significa, innanzitutto, aprirlo  ai giovani professionisti".

"Proprio per fare ciò - ha continuato il presidente degli architetti italiani - e per superare gli sbarramenti legati all'entità del fatturato  abbiamo lanciato la proposta dei "Quaderni della giovane architettura" che, sul modello francese, possano permettere ai giovani di accedere alle gare - dalle quali altrimenti sarebbero esclusi - attribuendo ai loro progetti, anche se non ancora realizzati, un punteggio di merito utile ai fini della partecipazione alle  gare".

"Il Consiglio Nazionale - ha concluso - auspica che il Governo, e per esso il  Ministro Galan, voglia sostenere questa proposta di legge nella consapevolezza che essa è un importante passo in avanti compiuto proprio nella direzione da tempo indicata dagli architetti italiani".

Domande e risposte Nuovo Piano Casa Lazio 2011 (8)

Domanda:
Non ho chiaro il limite dei 70 mq sull'immobile. in un edificio di 8 condomini con appatamenti di circa 100 ciascuno e avendo una terrazza coperta di circa 20 mq possono chiudere la terrazza e farla diventare l'ampliamento dei 20 mq consentiti oppure devono rispettare il limite dei 70 mq per tutto l'edificio e quindi ognuno può ampliare di circa 6,50 mq?

Risposta:
in un condominio ogni appartamento costituisce una unità immobiliare autonoma in se con parti comuni.
I singoli proprietari possono utilizzare l'ampliamento dell'appartamento del 20% della superficie utile dell'alloggio sempre che non superi i 70 mq quindi gli 8 condomini possono chiudere ciascuno la propria terrazza utilizzando il 20% consentito dalla Legge regionale presentando ciascuno singola domanda al Comune tenendo conto che il progetto dovrà essere studiato sull'intero edificio comunque. Mentre se si volesse utilizzare il 30 % allora tutti i condomini dovranno realizzare un unico progetto sull'intero edificio.
In questo caso però non avendo a disposizione gli ulteriori 10 mq sulla terrazza. l'ampliamento unitario non conviene, quindi come detto il progetto può essere presentato da ogni singolo condomino sulla parte, terrazza, di sua proprietà e però il progetto dovrà comunque fornire una visione d'insieme dei prospetti sull'intero fabbricato.

martedì 11 ottobre 2011

Domande e risposte Nuovo Piano Casa Lazio 2011 (7)

Domanda:
Cosa si intende per superficie utile nel piano casa?

Risposta:
Si intende la superficie utile lorda, cioè la superficie dell'unità edilizia compresa l'area delle murature a terra interne ed esterne. In altre parole l'area compresa dal perimetro esterno delle murature che individuano la sagoma in pianta.

Istituzione di zone di protezione ecologica nel Mediterraneo


Su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Prestigiacomo, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 6 ottobre, un regolamento, sul quale è stato acquisito il parere del Consiglio di Stato, per l’istituzione di una Zona di protezione ecologica del Mediterraneo nord-occidentale, del Mar Ligure e del Mar Tirreno, nel rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, a partire dal limite esterno del mare territoriale italiano e con esclusione dello Stretto di Sicilia.
In queste zone, lo Stato eserciterà la propria giurisdizione per proteggere e preservare l’ambiente marino, i mammiferi e le biodiversità dai rischi di catastrofi ecologiche dovute a scarichi di sostanze inquinanti da parte di navi mercantili o ad incidenti di navigazione, conformemente a quanto previsto anche dallaConvenzione UNESCO del 2001 sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo.
Nella zona di protezione ecologica le autorità italiane sono competenti in materia di controlli, di accertamento delle violazioni e di applicazione delle sanzioni previste, conformemente alle norme dell'ordinamento italiano, del diritto dell'Unione europea e delle Convenzioni internazionali in vigore.
Esigenza primaria è prevenire gli scarichi di sostanze inquinanti in acque internazionali, ma comunque in prossimità delle coste italiane, tutelare il Mare Mediterraneo e il Mare Adriatico, considerate le caratteristiche geografiche ed oceanografiche che rendono l'ecosistema di questo mare particolarmente delicato ed esposto al danno causato dall'intenso traffico mercantile che vi si effettua, ma anche di porre l'Italia in una condizione di parità con gli altri Stati mediterranei che hanno già provveduto ad istituire delle zone di tutela oltre il limite del proprio mare territoriale.
Il raggiungimento di tali obiettivi potrà essere successivamente verificato, sotto il profilo ambientale, sulla base dei risultati raggiunti i n termini di prevenzione dai taluni specifici tipi di inquinamento (quali l'inquinamento marino da navi, l'inquinamento biologico conseguente a discarica di acque di zavorra, l'inquinamento da incenerimento dei rifiuti, da attività di esplorazione, lo sfruttamento dei fondali marini e l'inquinamento di tipo atmosferico) e in termini di effettiva protezione delle biodiversità, degli ecosistemi marini e del patrimonio nazionale subacqueo. Tale valutazione viene effettuata dalla Guardia Costiera e dagli altri soggetti istituzionali che già sono chiamati a vigilare il mare territoriale e le acque internazionali.
Destinatari diretti del provvedimento sono tutti quei soggetti, anche stranieri, responsabili delle tipologie di inquinamento indicate e coloro i quali sono chiamati a sanzionare tali condotte e a controllare il rispetto della normativa, tra cui, principalmente, il Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera (perché è specializzata in materia di controllo ambientale e in polizia della pesca ma anche in quanto già dispone dei mezzi necessari per tale tipo di sorveglianza).
La vigilanza delle zone ecologiche sarà affidata agli stessi soggetti istituzionali che già sono chiamati a vigilare il mare territoriale e le acque internazionali per altre ragioni, tra i quali anche la Marina Militare, cui è affidato il servizio di vigilanza sulle attività marittime ed economiche, comprese quella di pesca, sottoposte alla giurisdizione nazionale nelle aree situate al di là del limite esterno del mare territoriale.
Fonti: Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, UNESCO, Consiglio dei Ministri
osvaldo amari - www.governo.it

sabato 8 ottobre 2011

Domande e risposte Nuovo Piano Casa Lazio 2011 (6)

Domanda:
Sono proprietario di una particella di terreno di circa 5000 mq e su questo terreno c'è un fabbricato agricolo accatastato come tale ma in realtà è poco più di un rudere e si trova a circa 80 metri da un fosso.
Con il piano casa ho letto che si possono spostare gli edifici demoliti e ricostruirli in un'altra parte.
Posso farlo? e posso cambiare destinazione d'uso residenziale utilizzando anche l'ampliamento?

Risposta
In questo caso deve verificare se il suo terreno si trova in una delle situazioni in cui non si può applicare il piano casa, ad esempio aree sottoposte ad inedificabilità assoluta, oppure in aree naturali protette in questo caso non può usufruire dell'ampliamento e neanche della demolizione se il suo terreno rientra in queste aree.
Se invece si trova in un area rurale omogenea E quindi presumo che rientri nel vincolo della distanza dai fossi  150 m, può demolire e ricostruire a distanza superiore liberando così anche l'area da un manufatto rurale  fatiscente è troppo vicino ad un fosso.
Nella ricostruzione può chiedere l'ampliamento che in zona agricola è del 20% della superficie utile lord come pure il cambio di destinazione  da agricolo a residenziale l'importante è che non faccia una volumetria superiore all'altezza del fabbricato demolito quindi per essere abitabile il ricovero doveva avere un'altezza di 2,70 m.

venerdì 7 ottobre 2011

Domande e risposte Nuovo Piano Casa Lazio 2011 (5)

Domanda:
Risiedo in una bifamiliare con un giardino escusivo dal quale con una rampa arrivo al piano seminterrato adibito a garage e tavena retrostante.
Avrei intenzione di ampliare il garage creando un vano sul prolungamento del garage di fronte alla rama e la copertura di questa stanza diventerebbe il terrazzo del piano rialzato della mia abitazione. l'altezza del garage è di 2,10 m e vorrei rendere abitabile il garage eil locale ampliato.

Risposta:
Dunque mi sembra di capire che vuole utilizzare la possibilità di ampliare in aderenza la sua parte di bifamiliare, lei può creare il nuovo vano ma non può però a mio avviso alzare la quota perché questo è consentito solo per le soffitte o mansarde per i locali a piano terra o seminterrato si devono rispettare le quote di piano esistenti.
Quindi può creare il nuovo vano accessorio con una altezza di 2,10 m rispettando la parte della percentuale del 20 %, ma non può successivamente cambiare destinazione d'uso al locale in quanto l'altezza minima per rendere un vano abitabile è di 2,70 m. quindi resta garage ampliato ma con la stessa destinazione.

Domande e risposte Nuovo Piano Casa Lazio 2011 (4)

Domanda:
Abito all'ultimo piano di un condominio la copertura del nostro palazzo è a terrazzo e ognuno dei 6 condomini è proprietario di una parte.
Ho letto che con il nuovo piano casa del Lazio si possono fare ampliamenti sui condomini, a me interessa sapere se posso costruire una stanza sul terrazzo di copertura nella mia quota parte utilizzando il 20% di superficie utile della mia residenza.

Risposta:
Devo rispondere che per come mi ha descritto la sua situazione lei non può usufruire dell'ampliamento del 20% in quanto la legge del piano casa non consente la sopraelevazione. Lei poteva costruire una nuova stanza a livello della sua abitazione, in altre parole in aderenza o adiacente, sfruttando  il 20 o 30% della superficie o volume totale dell'immobile e comunque non superiore a 70 mq, ma non può aumentare il numero dei piani.

Architetti migranti in cerca di lavoro

Gli architetti in Italia sono 145mila, superiamo il record europeo con 2,4 professionisti ogni mille abitanti e, secondo le stime del Cresme, il mercato dell'architettura nel nostro paese vale 2,7 miliardi. Fatti due conti, si tratta di spartirsi una media di 19mila euro l'anno. Una categoria in sofferenza e una situazione che sempre più spesso spinge i professionisti a guardare oltre confine. 

«A livello economico per gli architetti è più facile trovare impieghi da dipendenti in Paesi come Cina, India o Turchia, dove c'è una fiorente architettura commerciale. Per chi cerca invece opportunità di qualità l'Europa resta un punto di riferimento». Ne sono convinti Cristina Murphy e Andrea Bertassi, trentenni italiani con esperienze internazionali e con base a Rotterdam, dove nel 2008 hanno fondato lo studio XCoop. Opportunità ci sono in Germania e in Inghilterra. «Il Belgio è un paese che ha un sistema particolarmente favorevole per i giovani – spiega Murphy -, i bandi non sono restrittivi per esperienze già maturate. In Francia, poi, c'è un'esplosione recente di iniziative pubbliche per progetti molto ambiziosi». Tra le mete di maggiore appeal c'è anche la Svizzera. «Paese anticiclico che oggi vive un momento dolce», spiega Fabrizio Barozzi 35 anni, di origini trentine, che nel 2004 ha fondato lo studio Ebv a Barcellona. A Pasqua ha vinto un concorso per realizzare un polo museale a Losanna e l'operazione va avanti senza intoppi. «In Spagna – commenta Barozzi - il contraccolpo della crisi sull'immobiliare è stato terribile: il tasso di disoccupazione degli architetti è elevatissimo. I piccoli studi hanno chiuso e quelli grandi hanno dimezzato il loro organico. In Svizzera invece ci sono tanti investimenti, pubblici e privati, che generano opportunità di lavoro». 
In Italia il 40% degli architetti ha meno di 40 anni e per loro l'avvio della carriera è difficilissimo. Così, se la generazione Erasmus all'inizio degli anni '90 guardava con interesse all'Europa, oggi le migliori opportunità sembrano essere in Asia e in America Latina, ma l'accesso a questi mercati non è facile. «Su scala globale funziona la logica del grande numero, dei fatturati di mega-studi o di celebri single», spiega Silvio D'Ascia, quarantenne napoletano emigrato una ventina d'anni fa a Parigi, che a differenza dei colleghi rimasti in Italia conta già un buon numero di architetture non di carta, ma costruite. Secondo D'Ascia le eccellenze individuali troveranno comunque il loro spazio, «bisogna cominciare con associazioni, collaborazioni, consulenze e partnership con una logica di scambio di idee». 
Nel mondo anglosassone prevalgono grandi studi di stampo americano. A Londra sono tanti gli italiani che lavorano nelle maxi strutture di Zaha Hadid, Richard Rogers o Norman Foster. «La cosa più bella per chi lavora qui è il livello altissimo degli studi, il tipo di progetti – racconta Cristina Segni, 37 anni, sbarcata a Londra dal 2000 e partner dello studio guidato da Foster -. Si lavora con tutto il mondo e si impara un metodo rigoroso, aperto alle collaborazioni». È orgogliosa della sua carriera e la consiglia ai colleghi più giovani. «L'università italiana è molto teorica. Qui impariamo che l'architettura non è fatta di idee, ma che bisogna far quadrare il budget, le esigenze del cliente e le condizioni del contesto».
Allo studio Foster+Partners arrivano centinaia di curriculum in un solo giorno. Per entrare in queste strutture spesso è più utile il passaparola tra coetanei, o tramite di agenzie di collocamento specializzate. «Bisogna costruire il proprio profilo in modo intelligente – aggiunge Cristina Murphy che ha lavorato per sei anni nello studio di Rem Koolhaas -, il più possibile competitivo. Inventare idee per acquisire visibilità, per essere pronti quando arriveranno condizioni economiche più favorevoli». All'estero non c'è la concorrenza con geometri e ingegneri come c'è in Italia. In più, a Londra ma anche in Spagna, la figura dell'architetto gode di considerazione e vengono chiamati anche per piccoli lavori. Per questo motivo c'è spazio anche per gli studi dei più giovani, che non di rado si associano con colleghi coetanei di diverse nazionalità per dare vita alla propria attività.

Domande e risposte Nuovo Piano Casa Lazio 2011 (3)

Domanda:
I miei genitori vivono in una casa di campagna di circa 200 mq di superficie, piano terra e primo piano sull'ingresso c'è un portico la cui copertura funge da terrazzo alle camere del primo piano volevo sapere se posso ampliare l'abitazione in parte al piano terra chiudendo parte del portico e parte al primo piano costruendo sulla terrazza. Inoltre l'intenzione sarebbe quella di dividere il casale in due abitazioni realizzando una scala esterna che arrivi al terrazzo facendo così un appartamento al piano terra ed uno al primo piano.
Grazie

Risposta:
Prima di tutto bisogna vedere se questo casale risulta un casale storico comunque realizzato prima del 1930, in questo caso il piano casa non prevede nessun ampliamento.
come pure se si trova in aree con vincolo di inedificabilità assoluta oppure in aree naturali protette.
Se invece l'immobile è sottoposto a vincolo paesaggistico o vincolati in genere gli interventi sono consentiti previa autorizzazione dell'amministrazione preposta alla tutela del vincolo, secondo quanto previsto dall'art. 146 del D. lgs. 42/2004.
Inoltre se dovesse demolire e ricostruire anche una parte del fabbricato, poichè come presumo l'edificio si trova in una zona omogenea E, l'ampliamento è cosentito fino al max del 20% sempre che il casale sia stato realizzato dopo il 1949.
Detto ciò se tutto torna può costruire in aderenza i suoi 40 mq di ampliamento, in parte al piano terra e in parte al piano superiore e richiedere anche la suddivisione in due unità residenziali, anche la costruzione della scala esterna è consentita in quanto opere pertinenziali che non generano volume e tenendo presente di stare almeno a 5 metri dal confine.

giovedì 6 ottobre 2011

Domande e risposte Nuovo Piano Casa Lazio 2011 (2)

Domanda:
Sono proprietario di un attico in un condominio di 20 condomini sulla mia terrazza a livello in parte coperta vorrei aggiungere una stanza posso farlo con il piano casa aggiornato?
Grazie

Risposta:
con il piano casa si può ricorrere all'ampliamento della proria residenza per un massimo del 20% della superficie utile esistente e questo può farlo da subito senza aspettare il 31 gennaio 2012, se invece la superficie che necessita non è sufficiente allora può ampliare con una percentuale del 30% ma dovrà utilizzare fonti di energia alternativa pari alla produzione di almeno 1 Kw.
Deve vedere cosa prescrive il regolamento condominiale in genere per fare delle modifiche di prospetto si deve avere il permesso da parte di tutti i condomini. Quindi prima si accerti della disponibilità dei condomini del suo immobile poi provveda a chiedere ad un tecnico di predisporre la dia o il permesso a costruire.
Un ultima cosa, l'ampliamento deve essere eseguito anche rispettando la verifica statica del solaio in quanto i carichi di una nuova muratura portante o di tamponamento deve essere valutata.

EDILIZIA, BARLETTA: ARCHITETTI, CONSIGLIO NAZIONALE, "SUBITO UN DECRETO PER OBBLIGO TAGLIANDO DECENNALE EDIFICI" LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Roma, 6 ottobre 2011. "Il crollo dell'edificio di Barletta e la tragedia della morte di 5 innocenti cittadini è solo l'ultimo di un tragico rosario di morti e feriti causato dalle condizioni del patrimonio edilizio italiano. Ringraziando ancora una volta il Presidente della Repubblica per avere espresso la necessità di "tenere sempre alta la guardia sulle condizioni di sicurezza delle abitazioni e dei luoghi di lavoro con una costante azione di prevenzione e vigilanza", chiediamo l'intervento immediato del Governo perché con un decreto stabilisca subito l'obbligo di un tagliando decennale agli edifici, che certifichi le condizioni statiche, sanitarie,della sicurezza degli impianti, delle condizioni energetiche e di inquinamento".

Inizia così la Lettera Aperta che il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

"La consapevolezza, da parte dei cittadini e delle autorità, - continua - delle condizioni dei luoghi di vita e di lavoro è il primo atto necessario a prevenire altre tragedie come quella di Barletta ed è un atto dovuto di rispetto nei confronti delle vittime innocenti di questo e di altri eventi che hanno costellato la recente storia del nostro Paese".

"Il Consiglio Nazionale offre da subito la sua completa disponibilità a far sì che un decreto sulla sicurezza degli edifici non si risolva in un mero atto burocratico ma si trasformi in un'autentica diagnosi dello stato degli edifici, comprensibile per ogni cittadino ed utile a migliorare concretamente le condizioni del patrimonio edilizio nazionale".

Gli Architetti italiani offrono anche la loro collaborazione alla conseguente costruzione di un archivio nazionale sullo stato del patrimonio edilizio, sulla base del quale lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni possano disegnare politiche di salvaguardia e di riqualificazione dell'habitat razionali e basate su dati certi.

La lettera si chiude con l'auspicio che "la morte di tanti innocenti possa far superare gli sterili ostacoli politici che hanno fino ad ora impedito l'approvazioni di norme razionali e indispensabili".

mercoledì 5 ottobre 2011

Domande e risposte Nuovo Piano Casa Lazio 2011 (1)

Domanda:
- Ho una casa in bifamiliare volevo sapere se posso chiudere il portico attuale e ricrearlo più avanti.

Risposta:
- La superfice che si può ampliare utilizzando la superficie del portico non deve intanto superare il 20% della superficie utile della casa oppure arrivare al 30% della superficie utile o del volume dell'intero immobile nel caso di utilizzo di tecnologie che prevedono l'uso di fonti di energia rinnovabile con la potenza non inferiore ad 1Kw.
Si deve inoltre tenere presente che comunque l'ampliamento non potrà superare comunque i 70 mq.
Inoltre deve comunque rispettare le distanze dai confini che non potranno essere inferiori a 5,00 m. Quindi se il nuovo portico rispetta le distanze suddette si può costruire.

lunedì 3 ottobre 2011

progetto di qualità, efficienza ambientale ed energetica



 "Progetto sostenibile e l'efficienza energetica" dell'Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia ha promosso il corso di formazione per professionisti sul tema del progetto sostenibile.
La qualità del progetto e della sua realizzazione coniugata ai temi della sostenibilità ambientale, del risparmio e dell'efficienza energetica, sono oggi componenti fondamentali per la professione. Queste rappresentano la scommessa per una nuova architettura degli edifici e della città.
Il libro raccoglie gli atti del corso ma è impostato come una ampia rassegna di esperienze, metodologie, esempi e applicazioni normative utili per il lavoro del progettista.
Il corso si è concluso con un laboratorio di progettazione ambientale per lo studio dell'efficienza energetica degli assetti urbanistici, dei manufatti architettonici e degli involucri edilizi che ha coinvolto gli architetti partecipanti al Corso per tre giornate presso la Casa dell'Architettura di Roma.
Nel suo complesso quindi, il testo fornisce le indicazioni necessarie per pianificare, progettare e realizzare la qualità e la sostenibilità delle trasformazioni urbane ed edilizie
Il libro raccoglie gli atti del corso ed è impostato come una ampia rassegna di esperienze, metodologie, esempi e applicazioni normative utili per il lavoro del progettista.

martedì 27 settembre 2011

Difesa del patrimonio culturale, pene più severe per gli aggressori


Con l’obiettivo di rendere maggiormente effettiva ed incisiva la tutela penale del patrimonio culturale, il Consiglio dei Ministri del 22 settembre 2011 ha approvato un disegno di legge che delega il governo a riformare la disciplina sanzionatoria in materia di reati contro questa categoria di beni.
E’ un patrimonio che va difeso senza tentennamenti, ha affermato il ministro Galan nella successiva conferenza stampa: il provvedimento approvato, oltre a contenere tale riconoscimento, mette a disposizione delle forze dell’ordine uno strumento che renderà la loro azione più decisa.
La Costituzione colloca la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione ad un livello superiore rispetto alla difesa del diritto all’integrità dei beni privati, e richiede che alla tutela penale del patrimonio culturale sia assegnato un rilievo preminente e differenziato. E’ costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici, come definiti dal  Decreto legislativo 22 gennaio 2004 n.42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio); la repressione penale delle condotte che aggrediscono tali beni è contenuta sia nello stesso Decreto che nel Codice penale.
Il disegno di legge delega il governo ad adottare, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi che, riformando il regime sanzionatorio, riconducano ad unità la materia, per dare maggiore forza all’interesse della collettività  alla conservazione del patrimonio culturale nella sua integrità, anche a beneficio delle generazioni future.
Queste alcune delle novità:
  • sarà introdotto il reato di furto di bene culturale, con reclusione da uno a sei anni e multa da 5.000 a 10.000 euro;
  • previsto l’aumento delle pene, anche attraverso una specifica circostanza aggravante, per alcuni reati che destano particolare allarme sociale, quando il fatto ha ad oggetto beni culturali. Si tratta, ad esempio, di reati come ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.  Si renderà così più efficace il fenomeno dell’uscita illecita dal territorio nazionale  di beni culturali di provenienza illecita;
  • sarà introdotto il reato di danneggiamento, imbrattamento o deturpamento di beni culturali o paesaggistici, punibile con la pena da uno a sei anni, anche a titolo di colpa e procedibile d’ufficio, in considerazione del preminente interesse pubblico alla prevenzione e repressione di queste condotte;
  • particolarmente colpite saranno le esportazioni illecite e le violazioni in materia di scavi archeologici;
  • le forze dell’ordine saranno dotate di strumenti di maggiore efficacia nel perseguire questi reati, anche potenziando il ruolo del Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. 
Fonte: Mibac
governo.it - Maddalena Baldi

domenica 25 settembre 2011

DECRETO 14 settembre 2011. Modalità applicative e documentazione necessaria per la presentazione della certificazione per il riconoscimento della ruralità dei fabbricati.


Art. 1.
Attribuzione del classamento agli immobili per i quali sussistono i requisiti di ruralità
1. Sono attribuite le categorie catastali A/6 e D/10, rispettivamente, alle unità immobiliari ad uso abitativo e a quelle strumentali all'attività agricola, per le quali sussistono i requisiti di ruralità di cui all'art. 9 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133.
2. Viene istituita la classe "R", senza determinazione della rendita catastale, per le unità immobiliari ad uso abitativo, di cui al comma 1, censite nella categoria A/6.
3. La rendita catastale per le unità immobiliari strumentali all'attività agricola, censite nella categoria D/10, è determinata per stima diretta, ai sensi dell'art. 30 del decreto del Presidente della Repubblica 1° dicembre 1949, n. 1142.


Art. 2.
Presentazione delle domande di variazione, delle dichiarazioni in catasto e delle autocertificazioni... Continua

CIRCOLARE n. 6/2011 Catasto Agenzia del Territorio

Articolo 7, commi 2-bis, 2-ter, 2-quater del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni,dalla legge 12 luglio 2011, n. 106. Attribuzione dellecategorie A/6 e D/10 ai fabbricati rurali. Prime indicazioni.
apri file in pdf

venerdì 23 settembre 2011

DGR 23 dicembre 2009, n. 985 Testo coordinato con rettifiche e modifiche (evidenziate in grigio) apportate dalla DGR 22 marzo 2010, n. 187


L.R. 11 agosto 2009 n. 21 art. 9 - Definizione di modalità procedurali, indirizzi e criteri per I’assegnazione dei contributi per la formazione degli strumenti urbanistici volti a sviluppare processi di ripristino ambientale e di riordino urbano e delle periferie; criteri per I’assegnazione dei contributi per la realizzazione delle opere pubbliche inserite nei programmi integrati di cui agli artt. 7 e 8 della L.R. 21/2009.

sabato 17 settembre 2011

Edilizia e Energia: PIANO CASA LAZIO 2011 Testo della legge - aggiornamento 17.9.2011

Edilizia e Energia: PIANO CASA LAZIO 2011 Testo della legge - aggiornamento 17.9.2011

RiassuntoResto del post

PIANO CASA: 100 MLN EURO PER FINANZIAMENTI A FAMIGLIE E PICCOLE IMPRESE



La Bcc a fianco della Regione Lazio al servizio dei cittadini.
14/09/2011 - Piano Casa: 100 milioni di euro per finanziamenti dedicati a famiglie e piccole imprese del Lazio. La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Roma, Francesco Liberati, hanno presentato oggi, presso la Sala Tevere della Giunta regionale, l’intervento attraverso cui la Bcc di Roma mette a disposizione un plafond da 100 milioni di euro “per famiglie e piccole imprese che vogliono usufruire delle opportunità del nuovo Piano Casa varato dalla Regione Lazio” ha spiegato Polverini.

Da domani, giovedì 15 settembre, “si può richiedere la Dia (dichiarazione inizio attività) per poter procedere all'ampliamento della propria abitazione oppure per i locali delle piccole imprese”, ha aggiunto la presidente della Regione Lazio. Contemporaneamente le 120 agenzie della Bcc distribuite in tutta la regione e, soprattutto a Roma e provincia, saranno operative per fornire dettagli sulle forme tecniche di questo finanziamento, che sono essenzialmente due: mutuo chirografario a 10 anni sino a 70 mila euro, oppure mutuo fondiario sino a 25 anni per un importo massimo di 200 mila euro.

“Attraverso questo strumento creditizio, in linea con lo spirito del provvedimento approvato dalla Regione Lazio – ha sottolineato Polverini -, viene data una risposta adeguata alle esigenze delle famiglie e delle piccole imprese e, più in generale, un impulso al rilancio del tessuto produttivo e all’occupazione nel Lazio”.

I vantaggi di questo intervento possono riassumersi in tre punti qualificanti: con il mutuo chirografario si eleva il tetto massimo dell’ammontare del mutuo, passando da un massimo che è generalmente di 50 mila euro a un massimo di 70 mila euro. Per quanto riguarda il mutuo fondiario, si offre la possibilità di non giustificare con evidenza di spesa il 20% della somma richiesta, questo ai fini in particolare degli oneri accessori, favorendo ad esempio il pagamento delle spese generali. Un altro elemento qualificante è la possibilità di deliberare in forma ‘condizionata’ la concessione del mutuo prima ancora della presentazione della Dia. L’erogazione, comunque, avverrebbe solo dopo l’effettiva presentazione della dichiarazione di inizio attività. Un’ulteriore garanzia a favore delle famiglie per avere certezza del finanziamento sin dalla prima fase e prima ancora di affrontare le spese progettuali.

Con questa iniziativa la Banca di Credito cooperativo di Roma offre quindi il proprio contributo per l’attuazione e la realizzazione degli obiettivi del Piano Casa. Il presidente della Bcc di Roma, Francesco Liberati, ha confermato la disponibilità dell'Istituto ad ampliare il plafond nel caso ci sia una importante risposta da parte dei cittadini. Maggiori dettagli informativi anche sul sito www.bccroma.it

venerdì 16 settembre 2011

Legge 21 del 2009 Regione Lazio Piano Casa Modificata e integrata dalla Legge 10 del 2011

in questo link della Regione Lazio si può trovare la legge "Piano casa" del 2009 così come modificata dalla legge recente del NUOVO PIANO CASA del Lazio.
apri

venerdì 2 settembre 2011

CENTRI STORICI: IANNUZZI (PD): BENE OK A NOSTRO PDL SU VALORIZZAZIONE

"Esprimo profonda soddisfazione per l'approvazione sostanzialmente all'unanimità  della proposta di legge del Pd, di cui sono primo firmatario, e che e' confluita con la proposta analoga dell'on. Tommaso Foti (Pdl) nel testo unificato  varato dall'assemblea di Montecitorio". Lo dice Tino Iannuzzi, deputato Pd in commissione Ambiente. "Si tratta - prosegue Iannuzzi - di una legge fortemente innovativa che e' diretta a favorire e incentivare la riqualificazione dei centri storici nei comuni e nelle unioni di Comuni con popolazione sino a 5000 abitanti, attraverso interventi integrati pubblici e privati, con il contestuale e obbligatorio impiego di risorse dello Stato e di risorse dei proprietari di immobili privati, nonché  di imprenditori e operatori economici. Questi interventi prevedono il recupero e la ristrutturazione di edifici privati, la realizzazione di opere pubbliche e di infrastrutture, il miglioramento dei servizi urbani, il consolidamento statico e antisismico degli edifici storici. E' previsto un primo finanziamento per il 2012 di 50milioni di euro che dovrà  essere incrementato negli anni successivi con l'apposito fondo previsto nella legge di bilancio. E' una legge che va nella direzione di puntare e investire sui centri storici e i borghi antichi che rappresentano un punto di forza, un momento di eccellenza e di qualità per l'intero sistema paese, capace di unire bellezze naturali, beni culturali ed architettonici di pregio, rispetto dell'ambiente, tradizioni enogastronomiche, esperienze di un artigianato e di una agricoltura di qualità . I centri storici, che rappresentano una ricchezza unica e peculiare dell'Italia senza alcun confronto con altri Paesi, possono intercettare fette nuove, diversificate e sempre più  esigenti della domanda turistica".

giovedì 1 settembre 2011

Fotovoltaico Tabelle quarto conto energia



Il DM del 05/05/2011 definisce una classificazione semplificata degli impianti fotovoltaici,prevedendo la distinzione tariffaria tra due sole tipologie di intervento:
  • gli “impianti fotovoltaici realizzati sugli edifici”, installati seguendo particolari modalità di posizionamento indicate nell’Allegato 2 del Decreto;
  • gli “altri impianti fotovoltaici”, ovvero tutti gli impianti fotovoltaici non ricadenti nella precedente tipologia ivi inclusi gli impianti a terra.

Il Decreto prevede, inoltre, la distinzione tra Grandi Impianti per i quali l’ammissione alle tariffe incentivanti passa attraverso l’iscrizione a un apposito registro informatico gestito dal GSE e Piccoli Impianti.
Gli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio a partire dal primo giugno 2011 i cui Soggetti Responsabili sono persone fisiche, persone giuridiche, soggetti pubblici o condomini di unità immobiliari ovvero di edifici, hanno diritto a una tariffa incentivante articolata secondo i valori riportati nella Tabella 1, nella Tabella 2 e nalla Tabella 3


 Giugno

Luglio

Agosto
 
Intervallo di potenza
 Impianti
sugli edifici
Altri impianti
fotovoltaici
 Impianti
sugli edifici 
Altri impianti
fotovoltaici
 Impianti
sugli edifici 
Altri impianti
fotovoltaici
 [kW]
 [€/kWh]
 [€/kWh]
  [€/kWh]
  [€/kWh]
  [€/kWh]
  [€/kWh]
 1≤P≤3
0,387 
0,344
0,379 
0,337
0,368 
0,327
3
0,356 
0,319
 0,349
0,312
 0,339
0,303
20
0,338 
0,306
0,331 
0,300
0,321 
0,291
200
0,325 
0,291
 0,315
0,276
 0,303
0,263
1000
 0,314
0,277
 0,298
0,264
 0,280
0,250
P>5000 
0,299 
0,264
0,284 
0,251
0,269 
0,238

Tabella 1 – Le tariffe per gli impianti fotovoltaici per i mesi di giugno, luglio e agosto 2011  



Settembre

Ottobre

Novembre

Dicembre
 
Intervallo di potenza

Impianti
sugli edifici

Altri impianti
fotovoltaici

 Impianti

sugli edifici 

Altri impianti
fotovoltaici
 
Impianti

sugli edifici 

Altri impianti
fotovoltaici
 
Impianti

sugli edifici

Altri impianti
fotovoltaici
 [kW]
 [€/kWh]
 [€/kWh]
  [€/kWh]
  [€/kWh]
  [€/kWh]
  [€/kWh]
[€/kWh][€/kWh]
 1≤P≤3
0,361
0,316
0,345 
0,302
0,320
0,281
0,2980,261
3
0,325
0,289
 0,310
0,276
 0,288
0,256
0,2680,238
20
0,307
0,271
0,293
0,258
0,272
0,240
0,2530,224
200
0,298
0,245
 0,285
0,233
 0,265
0,210
0,2460,189
1000
 0,278
0,243
 0,256
0,223
 0,233
0,201
0,2120,181
P>5000 
0,264
0,231
0,243
0,212
0,221
0,191
0,1990,172

Tabella 2 – Le tariffe per gli impianti fotovoltaici per i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre 2011 
Le tariffe degli impianti che entrano in esercizio nel 2012 sono riportate in Tabella 3.






 Primo Semestre 2012

Secondo Semestre 2012
 
Intervallo di potenza
Impianti
sugli edifici
Altri impianti
fotovoltaici
 Impianti
sugli edifici 
Altri impianti
fotovoltaici
 [kW]
 [€/kWh]
 [€/kWh]
  [€/kWh]
  [€/kWh]
 1≤P≤3
0,274
0,240
0,252
0,221
3
0,247
0,219
 0,227
0,202
20
0,233
0,206
0,214
0,189
200
0,224
0,172
 0,202
0,155
1000
 0,182
0,156
 0,164
0,140
P>5000 
0,171
0,148
0,154
0,133



Tabella 3 – Le tariffe per gli impianti fotovoltaici per il primo e secondo semestre 2012 

A decorrere dal primo semestre 2013 le tariffe assumono valore onnicomprensivo sull’energia immessa nel sistema elettrico, sulla quota di energia autoconsumata è attribuita una tariffa specifica come indicato nelle Regole Tecniche (di prossima pubblicazione).

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Notizie

News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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ENERGIA SEMPLICE

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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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