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giovedì 31 dicembre 2009

Piano casa Lazio Interventi in Zone agricole

Chiariamo subito che nella zone "E" dei PRG la cosidetta Zona agricola non si può fare nulla se non quello previsto dall'art. 55 e seguenti della legge regionale n. 38 del 1999.
Se si è coltivatore diretto, imprenditore agricolo o loro eredi allora la legge 21/2009 prevede all'art. 3 l'ampliamento di edifici a destinazione residenziale e il recupero degli edifici esistenti, ma va esclusa anche per coloro i quali rientrino nella categoria di agricoltori come detto sopra di ampliare edifici a destinazione non residenziale e ricorrere alla sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione.

Tali Ultime operazioni in zona agricola non possono essere attuate tramite il piano casa ma solo attraverso i commi 3 e 4 dell'ar. 55 della legge 38/99.
Legge urbanistica 38/99
Inoltre se gli edifici in zona agricola rientrano nel dettato dell'art. 2 della legge 21/09 Immobili di pregio censiti o che siano databili prima del 1930 allora non si possono eseguire neanche gli ampliamenti previsti per i coltivatori diretti.

mercoledì 30 dicembre 2009

Le TETTOIE e annessi agricoli . Legge 38/99 Regione Lazio

Le tottoie sono da considerarsi a tutti gli effetti degli annessi agricoli anche se l'art. 55 della legge urbanistica della regione lazio non le cita espressamente fra i depositi, i magazzini le rimesse. le stalle e i ricoveri.
L'articolo del resto non si deve intendere come completamente esaustivo con i fabbricati citati, i quali devono invece intendersi come esempi chiarificatori per comprendere meglio la dicitura in senso lato di "annessi agricoli".

Sono da considerare annessi agricoli tutti quei manufatti che determinano una trasformazione del territorio e necessitano per l'attività agricola.
Una tettoia per riparare dalle piogge le balle di fieno (può anche essere di notevoli dimensioni, occupare svariati mq di superficie) non si può considerare che non eserciti una funzione strumentale e non metta in atto una trasformazione del territorio.
Quindi le tettoie vanno considerate delle nuove costruzioni e come tali necessitano del relativo Permesso a costruire (anche la giurisprudenza non esprime dubbi a riguardo).
L'ar. 55 fissa i limiti dimensionali di tali costruzioni riportando come parametri la superficie e l'altezza del manufatto.
Per poter derogare i limiti stabiliti dall'art. 55 sarà necessario presentare in Comune un Piano di Utilizzazione Agricola, PUA in base all'art. 57.

martedì 29 dicembre 2009

Il grattacielo più alto del mondo

OLTRE cinquant’anni di distanza da quando fu concepito, il sogno di Frank Lloyd Wright, un grattacielo alto un miglio, 1.600 metri, sta cominciando a diventare realtà. Era il 1956 quando l’architetto americano, già celebrato autore della Casa sulla cascata e del Museo Guggenheim di New York, tracciò il disegno visionario di “The Illinois”, una torre che si sarebbe dovuta alzare per 528 piani nel cielo di Chicago, assottigliandosi gradualmente fino a diventare una specie di scheggia.
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lunedì 28 dicembre 2009

Regione Lazio Deleghe paesaggistiche: Comuni delegati

I Comuni dovranno dare risposta entro il 15 dicembre 2009, per consentire alla Regione di procedere all'ultima fase della verifica, a seguito della quale emanerà un atto con cui saranno individuati i Comuni che manterranno la delega a partire dal 1° gennaio 2010.

ROMA e i "Toponimi" piani di recupero quartieri abusivi

La seconda generazione di piani per zone ex abusive (sorte negli anni '80) prende il nome di "toponimi". Questi ambiti rappresentano in gran parte la crescita dell'edilizia abusiva che si è sviluppata fino al 1994, anno della seconda sanatoria.
I nuclei compresi in questa nuova manovra di risanamento urbanistico ed edilizio sono stati individuati attraverso la Variante delle Certezze (strumento urbanistico che ha preceduto la redazione definitiva del nuovo Piano Regolatore) approvata con Deliberazione del Consiglio Comunale n.92 del 29 maggio 1997 e controdedotta con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 176 del 9 novembre 2000. Un'importante differenza con la precedente sanatoria (relativa alle zone O) riguarda l'iter per la regolarizzazione di tali aree.

Paolo Tomei Ex-quartieri abusivi, la riqualificazione parte dai residenti. Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità la delibera 141/2009 per il recupero urbanistico dei nuclei di edilizia ex abusiva, i cosiddetti Toponimi. Il provvedimento regolerà la riqualificazione di 71 periferie sorte in maniera spontanea negli anni '70 e in molti casi ancora carenti di servizi e infrastrutture. Tra queste, Borghesiana (municipio VIII), Cerquette (municipio XIX), Brozolo (XIX) e alcuni quartieri distribuiti tra la Laurentina e l'Ardeatina. Sulla base delle linee guida, nelle quali l'amministrazione comunale stabilisce un indice di cubatura pari allo 0.40, i vari Toponimi presenteranno dei progetti di auto-riqualificazione che dovranno successivamente essere approvati dal Consiglio comunale.

Regione Lazio Fascicolo del fabbricato e Piano Casa

Procedure applicative della legge regionale 21/2009 (Piano Casa) relativamente al fascicolo del fabbricato (art.3 comma 5 lett.b, art.4 comma 4 lett.b, art.20)

Il 4 dicembre 2009 la Giunta ha adottato una proposta di legge per abrogare l'obbligo della redazione del Fascicolo del fabbricato.
Viene richiesto con il seguente Avviso di accettare a tutti i comuni della regione una dichiarazione di riserva a firma del richiedente di presentare la documentazione del fascicolo in un secondo momento, non appena sarà chiarito il problema sorto fra Governo e Regione.

mercoledì 23 dicembre 2009

Riqualificazione energetica; lavori che proseguono oltre il 2009

Con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 21/12/2009 (Pubblicato il 22/12/2009) sono state approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello di comunicazione per lavori concernenti gli interventi di riqualificazione energetica che proseguono oltre il periodo d’imposta.

Inoltre, sarà reso disponibile il prodotto software da utilizzare per trasmettere i dati relativi ai soli interventi, che danno diritto alla detrazione del 55%, i cui lavori proseguono oltre il periodo d’imposta.

La comunicazione, che riguarda le spese sostenute nei periodi d’imposta precedenti a quello in cui i lavori sono terminati, potrà essere trasmessa in via telematica a partire dal 4 gennaio 2010.

Si ricorda che le prime comunicazioni dovranno essere inviate all’Agenzia delle entrate, esclusivamente in via telematica, entro il 31 marzo 2010, indicando le spese sostenute nel 2009, qualora i lavori non siano già terminati entro il 31 dicembre 2009.

La comunicazione non deve essere inviata nel caso di lavori iniziati e conclusi nel medesimo periodo d’imposta, né con riferimento ai periodi d’imposta in cui non sono state sostenute spese.

Si ricorda che i contribuenti che intendono avvalersi della detrazione sono comunque tenuti a trasmettere all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, i dati relativi agli interventi effettuati attraverso il sito internet http://efficienzaenergetica.acs.enea.it.



Provvedimento del 21/12/2009 - pdf - Approvazione delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nella comunicazione per lavori concernenti gli interventi di riqualificazione energetica che proseguono oltre il periodo d’imposta (Pubblicato il 22/12/09 ai sensi dell'art. 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n° 244)

Lazio Urbanistica dalla Regione alla provincia, attuazione della pianificazione

Una rivoluzione di poteri. Dalla Regione Lazio alla Provincia di Roma per quello che riguarda: urbanistica, servizi e tutela dell'ambiente. E' il primo Ptpg il cui protocollo è stato siglato questa mattina nella Sala Aniene dal vice presidente della regione Lazio, Esterino Montino e dal presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti.

Ritorno al passato Investire sul nucleare per il futuro.

L'8 novembre 1987 in Italia si votò per cinque referendum, tre di questi riguardavano l'energia nucleare. Nessuno dei tre quesiti chiedeva l'abolizione o la chiusura delle centrali nucleari. I votanti furono il 65,1%, con un'altissima percentuale di schede nulle o bianche che andarono dal 12,4% al 13,4%

REFERENDUM NUCLEARE 1 - Veniva chiesta l'abolizione dell'intervento statale nel caso in cui un Comune non avesse concesso un sito per l'apertura di una centrale nucleare nel suo territorio. I sì vinsero con l'80,6%.

REFERENDUM NUCLEARE 2 - Veniva chiesta l'abrogazione dei contributi statali per gli enti locali per la presenza sui loro territori di centrali nucleari. I sì s'imposero con il 79,7%.


REFERENDUM NUCLEARE 3 - Veniva chiesta l'abrogazione della possibilità per l'Enel di partecipare all'estero alla costruzione di centrali nucleari. I sì ottennero il 71,9%.
Fonte corrieredellasera.it

le riserve di uranio sono molto limitate.
Se davvero ci fosse un “rinascimento nucleare” l’esaurimento della risorsa sarebbe ancora più veloce. In questi ultimi 4 anni il prezzo dell’uranio è salito di circa 20 volte, senza che ci sia stato alcun aumento della richiesta.
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Dopo 22 anni l’Italia ritorna al nucleare di nuova generazione. E il Governo oggi ha messo un importante tassello all’iter per giungere, nel 2013, alla costruzione della prima centrale elettrica a combustibile nucleare, rivolgendo un’attenzione particolare alla sicurezza delle persone e alla protezione dell’ambiente.

Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo recante disposizioni per “ la localizzazione, la realizzazione e l'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché le misure compensative e le campagne informative al pubblico”

Il provvedimento è stato proposto da Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico, con il concerto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, e del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, e dopo questo primo atto va all'esame della Conferenza Unificata e al parere delle Commissioni Parlamentari, per poi tornare al Consiglio dei Ministri per il varo definitivo. Nei tre mesi successi, il Consiglio dei Ministri adotterà il documento contenente la “strategia nucleare” con il quale saranno delineati gli obiettivi strategici in materia.

Successivamente, gli operatori interessati, in un'ottica di libero mercato, formalizzeranno le proposte per la realizzazione degli impianti.
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C'è poi il parere delle Commissioni Parlamentari da esprimere prima che il decreto possa tornare al Consiglio dei Ministri per il varo definitivo. Solo fatti questi passaggi, il decreto prevede che nei tre mesi successi, il Consiglio dei Ministri adotterà il documento contenente la "strategia nucleare" con il quale saranno delineati gli obiettivi strategici in materia. Dopodiché gli operatori interessati potranno formalizzare le loro proposte relative alla realizzazione degli impianti.

Ma prima dovrà essere redatta la mappa delle aree idonee ad opera di un'Agenzia (che però, appunto ancora, non c'è) sulla base di criteri la stessa agenzia dovrà definire. Agenzia che dovrà anche provvedere all'autorizzazione per la realizzazione degli impianti che le aziende interessate proporranno, dopo che sarà definito tutto l'iter descritto.
Fonte: greereport.it

lunedì 21 dicembre 2009

a Montalto di Castro la centrale fotovoltaica più grande d'Italia



La centrale fotovoltaica costruita in breve tempo circa 7 mesi occupa una superficie di circa 80 ettari e attualmente sviluppa 24 mW, che raggiungeranno gli 85 mW alla fine del prossimo anno. Questa centrale permetterà di risparmiare circa 800 tonnellate di petrolio ogni anno.

… in Italia Consumiamo a persona 5 litri di petrolio al giorno
1 barile (159 l) di petrolio al mese

Dati IEA – International Energy Agency
Unità di misura:
1 Toe= 1 Tonnellata equivalente di petrolio = 7,3 barili di petrolio=11.600 kWh
(1 barile =159 litri)

L’87% del fabbisogno di energia primaria in Italia è coperto dai combustibili fossili.
Fonte Enea 2003.

Il wattora (simbolo Wh) è un'unità di misura dell'energia. L'unità di misura dell'energia nel Sistema internazionale di unità di misura (SI) è però il joule (J), perché il wattora contiene un'unità di misura che non fa parte del SI (l'ora).

Energia fornita dalla potenza di 1 watt per un periodo di 1 ora. Un wattora corrisponde a 3600 joule (1 Wh = 1 W × 3 600 s = 3 600 Ws = 3 600 J).
l chilowattora (kWh) è comunemente utilizzato per la misura dell'energia elettrica prodotta e consumata in ambito domestico e industriale. Molte aziende che forniscono energia elettrica utilizzano il kilowattora nelle fatture (bollette).

venerdì 18 dicembre 2009

Architettura e capannoni Vicenza


La mostra «Architetture d'impresa», inaugurata giovedì allo spazio Lamec nella Basilica palladiana, a Vicenza, ne seleziona quindici, costruite dal 1998 al 2008. «Gli architetti qui esposti sono tutti dell'area veneta, e in questi lavori pretta mente industriali si dimostra no molto aggiornati sulle soluzioni della contemporaneità – dice uno dei due curatori, il cri tico Marco Mulazzani - Alcuni edifici sono recuperi e ampliamenti di capannoni già esistenti. La ricerca è verso un'immagine architettonica che sempre più coincide con l'immagine dell'azienda, e allo stesso tempo verso un luogo di lavoro che deve essere abitabile, sia per i lavoratori che i clienti».
corrieredelveneto.corriere.it
LE BOLLE DI FUKSAS - NARDINI
Coord. geografiche su Google Earth 45°44'24.35"N 11°45'14.31"E
Video su youtube

giovedì 17 dicembre 2009

Roma Monte Mario Acea "Fotovoltaica"

L'impianto realizzato dall'Acea di Roma a Monte Mario occupa una superficie di circa 20.000 mq e nel giro di un anno ha prodotto circa 1.000 kWp pari a più di 1.150.000 kWh di energia elettrica. Oggi terminati completamente i lavori è stato inaugurato alla presenza del sindaco Alemanno e del presidente di Acea Cremonesi.
L'impianto ha consentito di risparmiare quasi 200 tonnellate di petrolio.

mercoledì 16 dicembre 2009

agevolazioni sul consumo di gas, 15 dicembre 2009

Dal 15 dicembre 2009 è possibile richiedere il bonus gas, un’agevolazione per le famiglie bisognose o numerose introdotta dal Ministero dello Sviluppo economico e resa operativo dall’Autorità per l’energia, con la collaborazione dei Comuni.

Il bonus potrà essere richiesto presentando domanda al proprio Comune di residenza; per le domande presentate entro il 30 aprile 2010 ha valore retroattivo al 1° gennaio 2009. Dopo il 30 aprile si potrà comunque richiedere il beneficio per i dodici mesi successivi, ma non si avrà diritto al bonus retroattvo.

Nuova Circolare esplicativa del Ministero delle infrastrutture sull'applicazione delle Norme tecniche per le costruzioni

CIRCOLARE

Oggetto: Entrata in vigore delle norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008. Circolare 5 agosto 2009 – Ulteriori considerazioni esplicative.


Resto del post

martedì 15 dicembre 2009

Glossario relativo al censimento idrico

Abitanti Equivalenti (AE)
Rappresentano l'unità di misura con cui è convenzionalmente espresso il carico inquinante organico
biodegradabile in arrivo all'impianto di depurazione, secondo l'equivalenza: 1 abitante equivalente = 60
grammi/giorno di BOD.
Gli abitanti equivalenti totali si suddividono in :
- abitanti equivalenti residenti - gli abitanti che hanno la dimora abituale nel territorio servito
dall’impianto di depurazione;
- abitanti equivalenti fluttuanti - gli abitanti che, pur non essendo residenti, sono presenti
occasionalmente sul territorio servito dall’impianto di depurazione;
- abitanti equivalenti industriali: il numero di abitanti equivalenti industriali può essere calcolato considerando il carico inquinante sversato in fognatura esclusivamente da acque reflue industriali.
Abitanti equivalenti (AE) di progetto
Esprimono il carico inquinante biodegradabile per il quale l'impianto di depurazione è stato progettato.
Abitanti equivalenti (AE) effettivi
Esprimono il carico inquinante biodegradabile effettivamente defluito nell'impianto di depurazione.
Abitanti equivalenti urbani (Aetu)
Nella stima degli Abitanti equivalenti urbane (Aetu) sono considerate le acque reflue recapitate nella rete
fognaria prodotte da attività domestiche e ad esse assimilabili, compresi anche gli scarichi di attività
alberghiere, turistiche, scolastiche e di micro-imprese generalmente operanti all’interno dei centri urbani
(fino a 5 addetti), che presentano caratteristiche qualitative equivalenti al metabolismo umano o ad attività
domestiche e in cui gli inquinanti sono costituiti prevalentemente da sostanze biodegradabili.
Acqua addotta all’ingrosso
E' la quantità di acqua ad uso potabile addotta dalla rete acquedottistica per un uso diverso da quello di
alimentazione delle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile.
Acqua addotta nelle reti di distribuzione
E' la quantità di acqua ad uso potabile addotta dalla rete acquedottistica e/o proveniente da navi cisterna o
autobotti, in entrata nelle vasche di alimentazione (serbatoi, impianti di pompaggio, ecc.) delle reti comunali
di distribuzione dell’acqua potabile.
Acque bianche
Sono da considerarsi tali le acque reflue raccolte ed allontanate mediante rete fognaria provenienti da:
dilavamento meteorico, annaffiamento da giardini, orti, parchi pubblici o privati, acque sorgive.
Acque nere
Sono da considerarsi tali le acque reflue raccolte ed allontanate mediante rete fognaria:
- non indicate nella classificazione delle acque bianche, quali ad esempio quelle provenienti dai servizi
igienici, mense, cucine, da cicli produttivi, lavaggio pavimenti di opifici, etc.
- tutte quelle che pur rientrando nella categoria di acque bianche, per la loro peculiarità siano escludibili da
tale classificazione dall'Autorità competente, con provvedimento motivato, quali ad esempio le acque
meteoriche provenienti da aree inquinate.
Acqua erogata dalla rete di distribuzione dell’acqua potabile
E' la quantità di acqua ad uso potabile effettivamente consumata dai diversi utenti. Tale valore è costituito
dall’acqua consumata, misurata ai contatori dei singoli utenti, più la stima dell’acqua non misurata ma
consumata per diversi usi, come per esempio: luoghi pubblici (scuole, ospedali, caserme, mercati, ecc.),
fontane pubbliche, acque di lavaggio strade, innaffiamento di verde pubblico, idranti antincendio, ecc.


Acqua immessa nella rete di distribuzione dell’acqua potabile
E' la quantità di acqua ad uso potabile addotta da acquedotti e/o proveniente da apporti diretti da opere di
captazione e/o derivazione, navi cisterna o autobotti, in uscita dalle vasche di alimentazione (serbatoi,
impianti di pompaggio, ecc.) della rete di distribuzione.
Acqua prelevata
Quantità di acqua captata o derivata ad uso potabile da corpi idrici (acque sotterranee, corsi d’acqua
superficiali, laghi, bacini artificiali, acque marine o salmastre) attraverso specifiche opere di presa.
Acque reflue domestiche
Acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal
metabolismo umano e da attività domestiche.
Acque reflue industriali
Acque reflue provenienti da edifici od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di
beni, differenti qualitativamente dalle acque reflue domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento,
intendendosi per tali anche quelle venute in contatto con sostanze o materiali, anche inquinanti, non connessi
con le attività esercitate nello stabilimento.
Acque reflue urbane
Il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali, e/o di quelle meteoriche di dilavamento
convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da un agglomerato.
Ambito territoriale ottimale (Ato)
L’Ambito territoriale ottimale è una delimitazione del territorio nazionale definita dalle autorità regionali e
costituita allo scopo di organizzare la gestione unitaria dei servizi idrici di competenza delle Regioni (l.
36/1994). I confini degli Ato sono individuati principalmente in base ai seguenti criteri:
a) rispetto dell’unità del bacino idrografico, nonché della localizzazione delle risorse e dei loro vincoli; di
destinazione, anche derivanti da consuetudine, in favore dei centri abitati interessati;
b) superamento della frammentazione delle gestioni;
c) conseguimento di adeguate dimensioni gestionali, definite sulla base di parametri fisici, demografici,
tecnici e sulla base delle ripartizioni politico-amministrative;
d) creazione di un sistema tariffario che garantisca la copertura integrale dei costi di esercizio
e) di investimento per i servizi idrici integrati.
Autorità d’Ambito territoriale ottimale (AAto)
L’Autorità di ambito territoriale ottimale è il soggetto istituzionale a cui la riforma dei servizi idrici assegna
il compito di svolgere tutte le attività precedenti e successive all’affidamento del Sii (organizzazione
strutturale e amministrativa delle Autorità d’ambito, ricognizione degli impianti, definizione del Piano di
Ambito e della Convenzione di affidamento della gestione, affidamento e controllo della gestione, revisione
triennale della tariffa, ecc.). L’insediamento delle Autorità d’ambito per ciascun Ato avviene con specifiche
leggi regionali.
BOD5
Il saggio del B.O.D. (Biochemical Oxygen Demand) esprime la quantità di ossigeno necessaria per
l’ossidazione biochimica delle seguenti sostanze contenute nell’acqua:
- composti organici, i cui atomi di carbonio vengono utilizzati dai microrganismi come alimento per le
varie attività vitali (accrescimento, respirazione, riproduzione);
- composti ossidabili dell’azoto utilizzati come fonte energetica da batteri specifici come ad esempio il
Nitrosomonas e il Nitrobacter;
- sostanze inorganiche – come ad esempio ferro (II), solfuri e solfiti – che vengono facilmente ossidate
dall’ossigeno presente nelle acque.
Il metodo di analisi si basa sulla determinazione dell’ossigeno disciolto nel campione da analizzare prima e
dopo una incubazione, al buio ed alla temperatura di 20 °C, di cinque giorni.
Ente gestore del servizio idrico
E' il soggetto giuridico che ha la responsabilità economica complessiva della gestione di un servizio idrico
(fonte di approvvigionamento, acquedotto, rete di distribuzione dell'acqua potabile, rete fognaria, impianto di depurazione delle acque reflue). Non possono essere considerati enti gestori dei servizi idrici coloro che
svolgono soltanto le attività di manutenzione o di conduzione dei singoli impianti.
Fonte di approvvigionamento di acqua per uso potabile
Opera di captazione o derivazione di acqua per uso potabile da corpi idrici (acque sotterranee, corsi d’acqua
superficiali, laghi, bacini artificiali, acque marine o salmastre).
Gestione del servizio idrico integrato
Consiste nella gestione integrale della filiera d’uso delle acque urbane, inteso come insieme dei servizi
pubblici di captazione e/o derivazione, trasporto adduzione e distribuzione di acqua ad uso civile, di
fognatura e depurazione delle acque reflue.
Impianto di depurazione delle acque reflue urbane
Si intende una installazione adibita alla depurazione di acque reflue provenienti da insediamenti civili ed
eventualmente da insediamenti produttivi (impianti misti), cui possono mescolarsi le acque meteoriche e
quelle di lavaggio delle superfici stradali.
Rete di distribuzione dell’acqua potabile
Si intende il complesso di tubazioni, relativo all’intero territorio comunale che partendo dalle vasche di
alimentazione (serbatoi, vasche, impianti di pompaggio…) distribuisce l’acqua ad uso potabile ai singoli
punti di utilizzazione (abitazioni, stabilimenti, negozi, uffici, ecc).
Servizio idrico integrato (Sii)
Il Servizio idrico integrato è costituito dall’insieme dei servizi pubblici di prelievo, adduzione e distribuzione
di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue (legge 36/1994, art.4, c. 1, lettera f).
Trattamento primario
Trattamento delle acque reflue che comporti la sedimentazione dei solidi sospesi mediante processi fisici e/o
chimico-fisici e/o altri, a seguito dei quali prima dello scarico il BOD5 delle acque in trattamento sia ridotto
almeno del 20 per cento ed i solidi sospesi totali almeno del 50 per cento.
Trattamento secondario
Trattamento delle acque reflue mediante un processo che in genere comporta il trattamento biologico con
sedimentazione secondaria, o mediante altro processo. Il trattamento si distingue in processo a biomassa
sospesa o a biomassa adesa. E' necessaria la presenza di biodischi, letti percolatori e vasche di aerazione
nelle unità che costituiscono la linea acque dell'impianto.
Trattamento più avanzato
Trattamento più avanzato rispetto ai precedenti (esempio denitrificazione), in genere denominato trattamento terziario, che si applica a valle del trattamento primario e del secondario.
Vasche Imhoff
Vasche settiche che consentono la chiarificazione dei reflui domestici provenienti da insediamenti civili di
ridotte dimensioni. Sono proporzionate e costruite in modo tale che il tempo di detenzione del refluo sversato sia di circa 4-6 ore; il fango sedimentato è sottoposto a sedimentazione anaerobica.

Censimento risorse idriche

È ora disponibile il censimento sui servizi idrici effettuato dall'ISTAT, presentato alla stampa il 10 dicembre 2009. Dalla rilevazione emergono interessanti informazioni, fra l'altro, sull'uso delle risorse idriche a scopo potabile e sul trattamento delle acque reflue urbane. Di particolare importanza è il dato sulla dispersione di acqua potabile. Considerato che l'acqua è un bene indispensabile per il benessere e per la stessa vitalità della popolazione, occorrerebbe ridurre al minimo gli sprechi; questo, tra l'altro, è uno degli obiettivi di servizio per le regioni del Mezzogiorno, dove si registrano le dispersioni più elevate, e che, entro il 2013, dovrebbero raggiungere un valore target di acqua non dispersa pari al 75% dell'acqua immessa nelle reti comunali. Le maggiori dispersioni si osservano in Puglia, Sardegna, Molise e Abruzzo; tra i comuni con più di 200 mila abitanti, Bari denuncia la maggiore dispersione di acqua immessa rispetto a quella erogata (106 litri in più per 100 litri erogati). Altro dato significativo contenuto nel censimento riguarda la depurazione delle acque reflue, rilevante per prevenire l'inquinamento delle falde sotterrranee, dei corpi idrici (fiumi, laghi e invasi) e delle acque marino-costiere e per garantire il benessere sanitario delle popolazioni. Le regioni che più hanno potenziato gli impianti di depurazione dal 1999 al 2008 sono Umbria e Basilicata, seguite da Lombardia, Liguria e Sardegna.
Censimento.
Tavole
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terremoto di magnitudo 4,2 tra Deruta, Marsciano e Perugia

ROMA (15 dicembre) - Una scossa di terremoto di magnitudo 4,2 è stata registrata alle 14,11 nella Valle del Tevere, in provincia di Perugia, con epicentro tra il capoluogo, Marsciano e Deruta. Il Dipartimento della Protezione Civile ha avviato le verifiche per monitorare eventuali danni, ma al momento non risultano segnalazioni. Panico fra la popolazione.

Work in Progress - III edizione. L'architettura sulla televisione

Il format televisivo dedicato al mondo dell'architettura, della ristrutturazione, del design e delle nuove tecnologie legate al mondo dell'edilizia.

La nuova serie verrà presentata presso l'Aula Magna della Facoltà di Architettura Valle Giulia, giovedì 10 dicembre 2009 alle ore 16:30. La terza edizione prevede 18 puntate in onda il martedì, dal 15 dicembre 2009, alle ore 21:15 su Teleroma 56 ed il mercoledì, dal 16 dicembre, alle 23:45 su GBR Sat, canale 877 del pacchetto SKY.


Nato nel 2006, a metà tra esperimento e scommessa, il progetto televisivo "WORK IN PROGRESS", ha negli anni perseguito l'obiettivo di parlare di architettura sia agli addetti ai lavori sia ad un pubblico vasto ed eterogeneo, il tutto confezionando un prodotto qualitativamente elevato sia sotto l'aspetto dei contenuti sia sotto l'aspetto tecnico-realizzativo.
Per raggiungere tale obiettivo, Il format prodotto da Ceramiche Appia Nuova S.p.A. in collaborazione con la Broad Production S.r.l., sia avvale del contributo offerto con passione da valenti professionisti ed esponenti del mondo accademico.

L'attenzione e la considerazione conquistata nel corso degli anni, ha fatto si che la terza edizione abbia ottenuto i patrocini culturali delle più importanti istituzioni in materia.

sabato 12 dicembre 2009

Esempio di PSC piano di sicurezza e coordinamento

Lavori di adeguamento dei locali e degli impianti di un presidio ospedaliero.
in base al titolo IV del D. Lgs 81/2008

Dossier sicurezza luoghi di lavoro

La Direzione Generale per l’Innovazione Tecnologica e la Comunicazione, la Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro e la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva hanno collaborato con il Sole 24 ore al Dossier sicurezza - Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro - pubblicato in allegato al Sole 24 ore del 9 novembre 2009.

Un dossier sulle strategie di prevenzione degli infortuni sul lavoro e di promozione dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro.

apri il Dossier (formato .pdf 2,87 Mb)

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giovedì 10 dicembre 2009

Shigeru Ban nuovo conservatorio e l'auditorium a L'Aquila capace di ospitare 600 persone

Ban - collaboratore, tra l'altro, di un altro grande architetto, Arata Isozaki - aveva disegnato gratis il nuovo conservatorio e l'auditorium capace di ospitare 600 persone. Il progetto era stato persino presentato dal premier giapponese Taro Aso a Silvio Berlusconi al G8 del luglio scorso all'Aquila. Costava 1,5 milioni di euro, 500 mila dei quali già messi a disposizione dal governo giapponese. Al resto ci avrebbe pensato lo stesso Shigeru Ban con la sua ong, la "Voluntary architets network". "Niente da fare, il nuovo conservatorio è stato realizzato in una struttura provvisoria con gara d'appalto gestita dalla Protezione civile, con una spesa quasi tripla rispetto al progetto di Ban, sei milioni di euro", lamenta l'architetto Aldo Benedetti, docente alla facoltà di ingegneria dell'Aquila, delegato a dirigere il progetto di Ban.

Oneri di esercizio e manutenzione delle caldaie Istruzioni

L’efficienza dell’impianto di riscaldamento, in particolare della caldaia, è garanzia di sicurezza ma anche di minori consumi e attenzione all’ambiente.

Le “Istruzioni per il cittadino”, predisposte dal ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con le associazioni Adiconsum, Assotermica, CNA, Confartigianato e Federconsumatori vogliono guidare gli utenti nei necessari adempimenti, dall’acquisto della caldaia ai controlli previsti dalla normativa per l’efficienza energetica (decreto legislativo 19 agosto 2005 n.192).



Questi alcuni dei contenuti del Vademecum:
affinché la caldaia comporti minori oneri di esercizio e manutenzione, è necessario che rispetti alcune soglie tecniche di efficienza (marcatura 3 e 4 stelle, come previsto nel decreto legislativo 192/2005).
per quanto riguarda i controlli per l’efficienza energetica, va ricordato che esistono delle tempistiche minime obbligatorie (scadenzario): le regioni possono renderle più stringenti se specificità territoriali lo rendono necessario. Invece la sicurezza e funzionalità dell’impianto e dei suoi componenti sono riportate dal fabbricante nei libretti d’uso e manutenzione.
Per svolgere i controlli per l’efficienza energetica il cittadino deve rivolgersi ad un tecnico abilitato, che esegue tali attività nel rispetto delle regole dell’arte e della normative vigenti (D.M. 37/08). Al termine delle operazioni di controllo ed eventuale manutenzione, il tecnico ha l’obbligo di redigere e sottoscrivere un rapporto, consegnarlo al richiedente e trasmetterne copia all'autorità competente a cui è demandato lo svolgimento degli accertamenti che la Pubblica Amministrazione deve svolgere.

L’utente deve conservare il rapporto congiuntamente al libretto di impianto (impianto autonomo) o di centrale (impianto condominiale). Su questi libretti, che costituiscono una sorta di “carta di identità”dell’impianto di riscaldamento, vengono annotati anche i risultati delle ispezioni svolte dalla P.A.

Servizio di accertamento e ispezione svolto dalla Pubblica Amministrazione

Le Province e i Comuni, con il coordinamento delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, svolgono gli accertamenti e le ispezioni finalizzati al rispetto delle norme per l’efficienza energetica nell’esercizio e manutenzione degli impianti di riscaldamento. L'operatività dei controlli può essere delegata a enti e organismi esterni qualificati.

Fonte: Ministero dello Svluppo economico

domenica 6 dicembre 2009

L'Ingegnere mai subordinato al Geometra - Cassazione, sentenza n. 19292/2009 e C.N.I. circolare n. 277/2009

La Suprema Corte, nel ribadire alcuni principi noti, conferma
definitivamente che non vi possa essere alcuna forma di
“subordinazione” dell’ingegnere rispetto ai professionisti in possesso di
titolo di studio inferiore (nel caso, quello di geometra). In particolare, la
pronuncia citata ribadisce con nettezza che:


• l’integrale progettazione, compresa quella edilizia e/o architettonica, e
non solo il calcolo e la progettazione strutturale, di costruzioni anche
modeste comportanti l’impiego del cemento armato, rientra nella
competenza esclusiva dell’ingegnere (e dell’architetto);
• la prestazione di progettazione, a prescindere dalla sua articolazione in
fasi distinte, richiede una competenza professionale unitaria
corrispondente alla sua complessità;
• i professionisti con titolo accademico (laurea triennale e/o magistrale)
non possono assumere, nell’espletamento dell’attività professionale di
propria competenza, una posizione subordinata rispetto ai professionisti
in possesso del solo diploma.
NOTA CNI e SENTENZA

venerdì 4 dicembre 2009

Poste Italiane: le visure catastali si ritirano all’ufficio postale

Roma, 30 novembre 2009 – Da oggi è possibile ottenere i certificati catastali direttamente negli uffici postali grazie al nuovo accordo tra Poste Italiane e Agenzia del Territorio nell’ambito del programma ”Reti Amiche” .
Il servizio è disponibile presso i 5.740 uffici postali dotati di “Sportello Amico” nei quali il cittadino potrà richiedere ed ottenere immediatamente visure catastali, utilizzando il proprio codice fiscale o gli elementi identificativi degli immobili (foglio, particella, subalterno), sia al fine di ottenere informazioni sulla proprietà immobiliare sia per gli adempimenti fiscali. L’obiettivo è quello di semplificare e rendere sempre più agevole l’accesso alle informazioni della banca dati catastale. Il nuovo servizio viene esteso a tutto il territorio nazionale dopo il successo della sperimentazione negli uffici postali di Roma, Torino e Palermo. Grazie all’intesa, i cittadini potranno richiedere i certificati catastali complessivamente in circa 7000 sportelli distribuiti sull’intero territorio nazionale tra i 5740 di Poste Italiane e i 1100 dell’Agenzia del Territorio.

martedì 1 dicembre 2009

IVA lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria 2009 - 2011. Fattura e detrazioni


Si segnala che per le operazioni di riqualificazione energetica degli edifi-ci, che danno diritto alla detrazione dall’imposta lorda del 55 per cento, non sono state introdotte particolari disposizioni in merito alla aliquota IVA applicabile. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere per la loro realizzazione, pertanto, sono assoggettate all’imposta sul valore aggiunto in base alle aliquote previste per gliinterventi di recupero del patrimonio immobiliare. A questo proposito, si evidenzia che la Finanziaria 2009 ha prorogato fino al 2011 l’applicazione dell’Iva ridotta al 10 per cento per le prestazioni di servizi relativi a interventi dimanutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali. Per usufruire del-l’agevolazione non occorre indicare in fattura il costo della manodopera utilizzata.

Tale indicazione è obbligatoria, invece, per usufruire della detrazione del 36 per cento sullespese di recupero del patrimonio edilizio (anche questa prorogata fino al 2011) e per ladetrazione del 55 per cento sulle spese per il risparmio energetico.
Le cessioni di beni restano assoggettate alla aliquota IVA ridotta invece solo se la relativafornitura è posta in essere nell’ambito del contratto di appalto. Tuttavia, qualora l’appalta-tore fornisca beni di valore significativo (definiti dal decreto del Ministro delle Finanze 29dicembre 1999, quali ad esempio infissi e caldaie) l’aliquota ridotta si applica ai predettibeni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi. Tale limite di valore deve essere individuato sottraendo dall’importo com-plessivo della prestazione, rappresentato dall’intero corrispettivo dovuto dal committente,soltanto il valore dei beni significativi.

Approfondimenti online
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GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL RISPARMIO ENERGETICO aggiornamento 2009

I contribuenti che sostengono spese per interventi mirati al risparmio
energetico possono usufruire di una particolare agevolazione
fiscale, avvalendosi di una specifica detrazione d’imposta.
In questa guida, sono descritti i vari tipi di intervento per i quali si
può fruire del beneficio e gli adempimenti necessari per ottenerlo,
previsti dalla normativa in vigore, comprese le recenti novità introdotte
quest’anno.
Fino al 31 dicembre 2010, si può usufruire di un’agevolazione fiscale per le spese sostenute in relazione ad interventi finalizzati al risparmio di energia. Negli ultimi anni la normativa è stata variamente modificata e determinata: dal D.M. del 19/2/2007, dalla Legge n. 244/2007, dal D.L. 185/2008, dalla Legge n. 2 /2009 e da ultimo dal Decreto Interministeriale del 6/8/2009.
Le modifiche si riferiscono in particolare alle procedure da seguire per usufruire correttamente delle agevolazioni: è stata introdotta una apposita comunicazione da inviare all’Agenzia delle Entrate (quando i lavori proseguono oltre un periodo d’imposta), è stata fissata una ripartizione unica, del totale della spesa sostenuta, in cinque rate annuali di pari importo ed infine è stata sostituita, con effetto retroattivo, la tabella dei valori limite della trasmittanza termica.

In sintesi, i benefici di cui ci si può avvalere sono:
• detrazione dalle imposte sui redditi (Irpef o Ires) del 55 per cento delle spese sostenute, entro un limite massimo che varia a seconda della tipologia dell'intervento eseguito;
• esonero dalla presentazione della certificazione per la sostituzione di finestre e per l’installazione di pannelli solari;
• ripartizione in cinque rate annuali di pari importo per gli interventi eseguiti a decorrere dall’anno d’imposta 2009 (per il 2008 andava da un minimo di tre ad un massimo di 10 anni mentre solo per l’anno 2007 c’era l’obbligo di ripartire la spesa in 3 rate annuali uguali);
• possibilità di utilizzare l’agevolazione anche per l’installazione di altri tipi di impianto di riscaldamento.
GUARDA LA GUIDA
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lunedì 30 novembre 2009

Via Francigena: progetto di recupero


Al via il progetto di recupero del tratto italiano dell'antica via Francigena, la strada dei pellegrini che da Canterbury portava a Roma rappresentando allo stesso tempo anche una delle più importanti vie di comunicazione europee in epoca medioevale. Un percorso unico, dalla Valle d’Aosta fino a Roma, che coniuga la dimensione religiosa con quella paesaggistica e culturale.

Riscoprire nella sua totalità l’intera via Francigena, i paesi, territori e città non solo in chiave spirituale e religiosa, ma anche ambientale, architettonica, culturale, storica, enogastronomica e sportiva: questo l'obiettivo del progetto presentato oggi a Palazzo Chigi dal ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla e dall'assessore alla cultura, turismo, e commercio della Regione Toscana, Paolo Cocchi.

E’ un progetto turistico importante che coniuga l’unicità del turismo “dello spirito” con quello più classico e conosciuto. La via Francigena è un pratico esempio di cosa si possa realizzare, in Italia, su questo versante.

Il Dipartimento per la competitività e lo sviluppo del turismo si sta impegnando nella sua valorizzazione anche per far conoscere ai turisti di tutto il mondo la nostra storia cristiana, puntando in particolare sui giovani. ''Nel considerare che il turismo religioso muove mediamente 330 milioni di turisti ogni anno, generando una spesa turistica stimata sui 18 miliardi di dollari, di cui 4,5 spesi nel nostro Paese, mi sembra di poter dire senza dubbio alcuno – ha affermato il ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla - che il piano sulla via Francigena è sicuramente anche un buon investimento per l'economia italiana''.

Promotore dell'iniziativa è la regione Toscana che ha lanciato un progetto pilota che verrà esteso alle altre Regioni coinvolte nel percorso. E proprio questa mattina la Regione Toscana, che è attraversata dalla Francigena per ben 400 chilometri, dal passo della Cisa a Radicofani, ha presentato il "master plan", un piano che individua con concretezza le infrastrutture da realizzare, tutte “leggere” e a basso impatto ambientale, per dare “fisicità” e visibilità all'antico sentiero di pellegrinaggio.

Il metodo di lavoro adottato dalla Regione dalla Toscana, che è capofila del progetto interregionale “Via Francigena” (Legge 135/01, art. 5, comma 5), viene proposto anche alle altre Regioni che fanno parte del progetto e proprio per questo è stato realizzato lo studio “Via Francigena. Una nuova offerta turistica italiana” (c.d.“manuale”), che ha indicato in modo esauriente il percorso e gli specifici interventi che devono essere eseguiti per predisporre l’offerta turistica della “Via Francigena”. Il manuale permette di intervenire, sulla base del Tracciato ufficiale, così come definito a livello nazionale e dal Consiglio d'Europa e adottato dal Ministero dei Beni Culturali.

Sulla Via Francigena la Regione Toscana ha avviato una collaborazione anche con l'Orp (Opera Romana Pellegrinaggi): dal 10 al 12 dicembre si terrà a Chianciano un grande meeting internazionale organizzato in collaborazione con la Regione durante il quale ai 250 delegati dell'Orp verrà presentato il “prodotto” Via Francigena.

Fonte: Governo.it

Il comune di Roma aiuta le botteghe storiche


Roma, 30 novembre – Pubblicato il bando per l'erogazione del contributo finalizzato al sostegno e alla tutela delle attività commerciali o artigianali che rientrano tra le botteghe storiche. Il bando prevede un impegno finanziario di 300.000 euro.

Possono chiedere di essere ammessi al sostegno economico i titolari degli esercizi riconosciuti come "negozio storico", inseriti nell'Albo del Comune di Roma. Le botteghe storiche riconosciute sono circa 140 (vedi elenco). Le domande, dovranno essere inviate al Dipartimento Attività Economico-Produttive, Formazione-Lavoro del Comune di Roma. Termine ultimo per la presentazione il 21 gennaio 2010.

Nella valutazione delle istanze saranno prese in esame particolari caratteristiche tra cui gli anni dell'attività, la presenza di architetture e attrezzature d'autore, l'interesse storico o tradizionale. In caso di parità nell'attribuzione del punteggio, sarà data preferenza ai negozi storici ubicati in locali in affitto e, di seguito, ai proprietari dei locali intestatari di un mutuo. Il contributo massimo erogabile al singolo partecipante sarà di 30.000 euro, fino a esaurimento dei fondi disponibili. In caso di particolare rilevanza, l'erogazione può arrivare a un limite massimo di 50.000 euro.

La preferenza attribuita a chi conduce la propria attività in affitto rispetto a chi invece è proprietario dell'immobile è un modo per dare un sostegno concreto alle attività che subiscono gli aumenti delle locazioni. Come ha sottolineato l'assessore alle attività produttive Davide Bordoni "Questo bando è un segnale importante per la valorizzazione e la tutela dei negozi storici, che rappresentano per la nostra città un patrimonio produttivo, culturale e sociale che l'Amministrazione Comunale vuole tutelare".


L'Avviso Pubblico e il facsimile della domanda sono scaricabili dal sito del Dipartimento VIII Politiche del commercio e attività produttive.

giovedì 26 novembre 2009

L'innovazione in architettura è oggi un mix vincente di sostenibilità ambientale, efficienza energetica

«La pelle esterna degli edifici si va sempre più ispessendo, è diventata intelligente e contiene ormai il sistema vitale dell'intera costruzione: in passato valeva due righe tirate via nel disegno, ora integra in un sistema unico pale eoliche, fotovoltaici, megadisplay digitali interattivi. Nel sud della Cina stiamo coltivando un bosco di essenze vegetali da 35mila metri quadrati sulla facciata di una costruzione e presto saremo in grado di integrare alghe produttrici di biofuel, in modo da trasformare l'edificio da consumatore a produttore di energia».

Parte dal marchigiano Simone Giostra, 39 anni, il viaggio tra gli architetti italiani capaci di scalare le classifiche internazionali dell'innovazione. Laurea al Politecnico di Milano, quattro anni nello studio di Alvaro Siza a Porto, poi il trasferimento a New York, dove dal 2006 ha un proprio studio. È considerato un guru del media wall da quando ha realizzato nel cuore di Pechino, per le Olimpiadi, il GreenPix, 2.500 metri quadrati di schermo che allora era la più grande facciata multimediale interattiva ed ecosostenibile del mondo.
Continua su ilsole24ore.com

mercoledì 25 novembre 2009

Ponteggi: norme e video

Ponteggi sintesi con video e riferimenti normativi Testo unico

Premio "Tecnologie per l'efficienza energetica"

BIC Lazio promuove il Premio "Tecnologie per l'efficienza energetica" per contribuire alla diffusione delle tematiche relative all'efficienza energetica e alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca in campo energetico.

Il Premio seleziona le idee d'impresa ed i progetti di valorizzazione economica in grado di applicare nuove e pi? efficienti tecnologie/metodologie nelle tre fasi del ciclo dell'energia: produzione di energia; distribuzione di energia; impiego finale.

La partecipazione ? riservata a:
a)Docenti, singoli ricercatori e/o gruppi di ricercatori delle Universit? e dei Centri di ricerca pubblici;
b) Piccole e Medie Imprese;
c) ESCO;
d) Energy manager;
e) Studi di ingegneria e architettura.

Il bando prevede l'assegnazione di premi per un ammontare complessivo di ? 15.000, indicativamente cos? distribuiti:
- 1 premio da ? 5.000, per docenti, ricercatori o gruppi di ricercatori delle universit? e dei centri di ricerca pubblici;
- 2 premi da ? 5.000, per piccole e medie imprese, ESCO, energy manager, studi di ingegneria e architettura.

Tutti i premi in denaro sono da intendersi al lordo delle ritenute di legge.
continua su biclazio.it
http://www.biclazio.it/xml/hp3.asp?IDcontent=7693

Le aziende dell'energia pulita insorgono contro la Finanziaria 2010

Un emendamento del governo ritocca il contestato incentivo Cip6 ma aggiunge per tutte le centrali alimentate da fonti rinnovabili di energia un obbligo: se l'impianto non ? "programmabile" (cio? se funziona seguendo gli incerti del vento, del sole o della pioggia) deve dotarsi di un impianto di ?accumulo di energia? per poter funzionare quando l'energia rinnovabile non ? disponibile. Accumulo sotto forma di bacino idroelettrico, o sotto forma dell'energia chimica contenuta nel gasolio, o qualunque altra tecnologia che permette di produrre elettricit? quando il vento non fa girare l'elica o la nuvola oscura il pannello fotovoltaico.

?Una corbelleria che paralizzer? il settore?, sbotta Marco Pigni, direttore dell'Aper, l'associazione dei produttori di energia ottenuta da fonti rinnovabili. L'Aper ? una delle associazioni pronte a fare battaglia insieme con l'Anev (eolico), la Federpern, la Fiper, l'Ises (solare), l'Itabia (biomasse), dagli ecologisti di Greenpeace e Legambiente e dall'industria aderente al Kyoto Club. Queste associazioni hanno sottoscritto un documento congiunto. Questi emendamenti, affermano insieme le associazioni, devono essere ritirati: sono ?una forte turbativa nel mercato? per l'ennesimo mutamento delle regole del gioco in corsa e ?provocherebbero la crisi di un settore, quello della produzione di energia da fonte rinnovabile, attualmente in grande sviluppo?. Alla protesta aderisce ? anche se non ha firmato il documento congiunto ? anche l'Assosolare.Una delle associazioni, la Federpern guidata da Flavio Sarasino, ha anche presentato ricorso al Tar contro una delibera dell'Autorit? dell'energia sui prezzi minimi garantiti per la corrente delle centrali pulite ritirata dal Gestore dei servizi energetici.

L'energia solare in Italia, favorita dalle tariffe premianti del ?conto energia?, ha anche qualche "nemico" fiscale. Primo fra tutti, denunciano i produttori, l'Ici sugli impianti fotovoltaici a terra , che l'agenzia del Territorio ha classificato come ?opifici?, assoggettandoli al pagamento dell'imposta (risoluzione 3 del 6 novembre 2008).
Continua su ilsole24ore.com
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/normativa/alta-tensione-energie-rinnovabili.shtml?uuid=d6c322d2-d9b6-11de-a8b5-39ada1513d27&DocRulesView=Libero

l'architetto Rogers, padre della Torre Velasca a Milano

«La Torre Velasca? Era il Castello Sforzesco del secondo Novecento. Negli anni Cinquanta gli architetti sapevano ancora progettare e pensare in grande, convinti che una città non vive del proprio passato, ma lo interpreta e lo rilancia nel proprio futuro». Così l’architetto Marco Albini, titolare della cattedra di Scienze del Territorio della Facoltà di Architettura di Milano, un nome che nel suo campo è una dinastia, ricorda l’ideazione e la costruzione della Torre Velasca, l’edificio modernista di Ernesto Nathan Rogers (Trieste 16 marzo 1909-Gardone Riviera, 7 novembre 1969), progettista e accademico italiano. Padre inglese e madre di religione ebraica, Rogers si laureò al Politecnico di Milano nel 1932 e nello stesso anno fondò con i compagni di studi Ludovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti e Gian Luigi Banfi lo studio di architettura BBPR. Nel 1938 le leggi razziali spezzarono un sodalizio esemplare per la cultura europea e costrinsero Rogers a rifugiarsi in Svizzera; durante la Repubblica sociale, a causa del loro impegno antifascista, Banfi e Belgiojoso furono deportati nel campo di concentramento di Mauthausen-Gusen, dove Banfi perse la vita. Quanto a Peressutti, era emigrato in America Latina, dove morì alla fine degli anni Cinquanta. Nel 1945 Rogers tornò in Italia, mantenendo un ruolo attivo all’interno dello studio BBPR ricostituitosi subito dopo la guerra mantenendo il medesimo nome, e si confermò una delle principali personalità teoriche e critiche della scena architettonica milanese e poi internazionale. Insegnante del Politecnico, anti-accademico, nonostante il suo incessante e severo lavoro di insegnamento, divenne professore di ruolo solo nel 1964.
Continua su ilgiornale.it

lunedì 23 novembre 2009

Ponteggi ,datore di lavoro e PIMUS

Nell'art. 136 del T.U. della sicurezza si legge che nei lavori in quota il datore di lavoro deve provvedere a redigere a mezzo di persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), tale piano può assumere la forma di un piano di applicazione generalizzata integrato da istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio, ed é messo a disposizione del preposto addetto alla sorveglianza e dei lavoratori interessati.
Al comma 6 si specifica ulteriormente che il datore di lavoro assicura che i ponteggi siano montati, smontati o trasformati sotto la diretta sorveglianza di un preposto, a regola d’arte e conformemente al Pi.M.U.S., ad opera di lavoratori che hanno ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste.

Il datore di lavoro deve comunque sempre assicurare che:
a) lo scivolamento degli elementi di appoggio di un ponteggio é impedito tramite fissaggio su una superficie di appoggio, o con un dispositivo antiscivolo, oppure con qualsiasi altra soluzione di efficacia equivalente;
b) i piani di posa dei predetti elementi di appoggio hanno una capacità portante sufficiente;
c) il ponteggio é stabile;
d) (lettera soppressa)
e) le dimensioni, la forma e la disposizione degli impalcati di un ponteggio sono idonee alla natura del lavoro da eseguire, adeguate ai carichi da sopportare e tali da consentire un’esecuzione dei lavori e una circolazione sicure;
f) il montaggio degli impalcati dei ponteggi é tale da impedire lo spostamento degli elementi componenti durante l’uso, nonché la presenza di spazi vuoti pericolosi fra gli elementi che costituiscono gli impalcati e i dispositivi verticali di protezione collettiva contro le cadute.
(prima parte)

venerdì 20 novembre 2009

Bologna prima città con trenta metri quadri di verde per abitante

Quasi 30 metri quadri di verde per abitante. Un primato che Bologna raggiungerà il prossimo anno, quando veranno inaugurati cinque nuovi parchi cittadini. E per il 2011, è in arrivo anche quello che l'Assessore all'Urbanistica Maurizio degli Esposti ha definito «il nuovo grande giardino della città», i Prati di Caprara.

I nuovi spazi fruibili dal prossimo anno saranno il parco agricolo di Via Larga (quartiere San Vitale), il bosco urbano San Donnino (in San Donato), il completamento del parco di Villa Contri – Nicholas Green (al Reno), il parco degli Uccelli a Borgo Panigale (già pronto e aperto al pubblico, si pensa ad una festa di inaugurazione con le scuole prima di Natale)e «il gioiello» San Michele in Bosco. Qui il restauro del belvedere, realizzato grazie al sostegno della Fondazione del Monte, sarà inaugurato a maggio, quando il Comune assumerà la gestione dei sette ettari di verde collegati con la vicina area Staveco. L'incremento complessivo di verde è di circa 70 ettari e comprende anche l'ampliamento del parco del Lungoreno, pronto per maggio 2010, grazie al quale sarà possibile percorrere un sentiero unico, senza interruzioni, da Calderara a Casalecchio.
continua su repubblica.it

giovedì 19 novembre 2009

Impianti di riscaldamento ed efficienza energetica

L’efficienza dell’impianto di riscaldamento, in particolare della caldaia, è garanzia di sicurezza ma anche di minori consumi e attenzione all’ambiente.

Le “Istruzioni per il cittadino”, predisposte dal ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con le associazioni Adiconsum, Assotermica, CNA, Confartigianato e Federconsumatori vogliono guidare gli utenti nei necessari adempimenti, dall’acquisto della caldaia ai controlli previsti dalla normativa per l’efficienza energetica (decreto legislativo 19 agosto 2005 n.192).

Questi alcuni dei contenuti del Vademecum:

* affinché la caldaia comporti minori oneri di esercizio e manutenzione, è necessario che rispetti alcune soglie tecniche di efficienza (marcatura 3 e 4 stelle, come previsto nel decreto legislativo 192/2005).


* per quanto riguarda i controlli per l’efficienza energetica, va ricordato che esistono delle tempistiche minime obbligatorie (scadenzario): le regioni possono renderle più stringenti se specificità territoriali lo rendono necessario. Invece la sicurezza e funzionalità dell’impianto e dei suoi componenti sono riportate dal fabbricante nei libretti d’uso e manutenzione.

Per svolgere i controlli per l’efficienza energetica il cittadino deve rivolgersi ad un tecnico abilitato, che esegue tali attività nel rispetto delle regole dell’arte e della normative vigenti (D.M. 37/08). Al termine delle operazioni di controllo ed eventuale manutenzione, il tecnico ha l’obbligo di redigere e sottoscrivere un rapporto, consegnarlo al richiedente e trasmetterne copia all'autorità competente a cui è demandato lo svolgimento degli accertamenti che la Pubblica Amministrazione deve svolgere.

L’utente deve conservare il rapporto congiuntamente al libretto di impianto (impianto autonomo) o di centrale (impianto condominiale). Su questi libretti, che costituiscono una sorta di “carta di identità”dell’impianto di riscaldamento, vengono annotati anche i risultati delle ispezioni svolte dalla P.A.

Servizio di accertamento e ispezione svolto dalla Pubblica Amministrazione

Le Province e i Comuni, con il coordinamento delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, svolgono gli accertamenti e le ispezioni finalizzati al rispetto delle norme per l’efficienza energetica nell’esercizio e manutenzione degli impianti di riscaldamento. L'operatività dei controlli può essere delegata a enti e organismi esterni qualificati.

Fonte: Ministero dello Svluppo economico

mercoledì 18 novembre 2009

Edilizia sostenibile: decalogo WWF

9/11/2009 - A Roma il WWF ha diffuso il decalogo per l'architettura sostenibile nel corso della giornata "Costruire per il clima" organizzata dalla campagna generazione clima
Il Primo requisito di un edificio ‘ecologico’ è... Che sia indispensabile!
Inizia così il decalogo WWF per distinguere l’architettura davvero sostenibile da quella che si attribuisce il titolo per moda o interessi di mercato, ma che spesso di verde ha soltanto la facciata. Ma un edificio ecologico deve essere anche efficiente dal punto di vista energetico, pensato specificamente per il luogo in cui sorge, costruito con materiali appropriati e finalizzato al benessere della comunità. Non lascia spazio all’approssimazione il decalogo che il WWF presenta oggi in occasione della giornata “Costruire per il clima”, organizzata dall’Associazione insieme alle Edizioni Ambiente con il patrocinio della Provincia di Roma, come tappa di avvicinamento alla fatidica Conferenza sul Clima di Copenhagen di dicembre, in cui il mondo dovrà decidere come affrontare la grande sfida del cambiamento climatico.

Ecco quindi i dieci requisiti che un edificio davvero ecologico deve avere, per non confondersi con la schiera di progetti ‘verdi’, ‘ecologici’, ‘sostenibili’ più o meno sinceri, di cui l’architettura moderna spesso si fregia:
1) la sua costruzione sia indispensabile
2) sia adeguatamente localizzato
3) sia specifico per una località
4) recuperi o riqualifichi l’esistente
5) riduca al minimo le dimensioni
6) usi materiali a basso impiego di energia, salubri e a basso impatto
7) riduca il bisogno di energia
8) dia un ruolo attivo nella progettazione agli abitanti
9) esprima la capacità sociale del costruire
10) sia finalizzato al benessere della comunità

martedì 17 novembre 2009

sicurezza nei luoghi di lavoro: provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale

Cambiano le regole per la sospensione delle imprese che non rispettano le norme in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro o che abbiano lavoratori “in nero”. Dal ministero del Welfare è stata infatti emanata una circolare che fornisce chiarimenti per l’applicazione corretta del Testo Unico sulla sicurezza, che ha modificato significativamente la disciplina intera e anche il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Adesso dunque, la circolare n.33 del 10 novembre 2009 è l’unico documento cui riferirsi per la corretta applicazione del potere di sospensione, e devono ritenersi superate le indicazioni di precedenti circolari già fornite in materia dal Ministero del lavoro.

Il provvedimento di sospensione ha il fine di “far cessare il pericolo per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”, e prevede anche sanzioni legate all'impiego di “personale non risultante dalla documentazione obbligatoria” e alla violazione “in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro” gravi e reiterate.

Cambiano innanzitutto i soggetti affidatari del potere di sospensione: la competenza non sarà più dei funzionari che applicano la sospensione, ma dell’Ufficio da cui dipendono i funzionari. Vale a dire, è l’Ufficio che, in virtù del rapporto interorganico, esercita tale potere mediante il proprio personale ispettivo. La competenza del personale ispettivo è individuata nei seguenti ambiti: attività del settore delle costruzioni edili o di genio civile; lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei; ulteriori attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati. Il personale ispettivo delle AA.SS.LL., inoltre, in virtù di una competenza di carattere generale in materia di salute e sicurezza, può adottare il provvedimento di sospensione anche in ogni altro ambito o settore merceologico.

La nuova disciplina mantiene la natura discrezionale del provvedimento, si legge infatti “gli organi di vigilanza possono adottare provvedimenti di sospensione” ma, di norma, la sospensione va adottata ogni qual volta ne siano accertati i presupposti. La discrezionalità risiede nella valutazione di circostanze particolari, cioè “laddove la sospensione dell’attività possa determinare una situazione di maggior pericolo per l’incolumità dei lavoratori o di terzi è opportuno non emanare alcun provvedimento”,(la circolare n.33 riporta alcuni esempi, come la sospensione di uno di un lavoro di rimozione di materiali nocivi).

Sui presupposti per l’adozione del provvedimento, abbiamo già detto della presenza di lavoratori in nero, che “deve essere in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro”, dove il lavoratore in nero è “sconosciuto alla P.A.”, cioè non è stato impiegato con la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, e prescinde dalla tipologia di lavoro nell’impresa. Le “gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro” si riferisce a “violazione della stessa indole”, espressione che indica violazioni della medesima disposizione. Disposizioni diverse sono individuate nell’Allegato I.

Brevemente, segnaliamo gli altri paragrafi della circolare, che riguardano gli “effetti del provvedimento”, “l’adozione del provvedimento su segnalazione”, la “revoca del provvedimento", il “provvedimento di sospensione e sequestro penale” (qualora emergano le condizioni cautelari per l’adozione del provvedimento penale, il provvedimento amministrativo non deve essere adottato), e le sanzioni previste per “l’inottemperanza del provvedimento”, che prevede la possibilità di arresto da tre a sei mesi e il pagamento di un’ammenda. La prescrizione consisterà nel sospendere l’attività imprenditoriale sino ad avvenuta regolarizzazione dei lavoratoti interessati. Oltre alla “possibilità di ricorso avverso il provvedimento di sospensione”, è previsto, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - per gli aspetti di rispettiva competenza – “l’emanazione di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche”.

Fonte: Circolare n. 33/2009 del Ministero del lavoro, salute e politiche sociali

Redazione Internet – Antonella Bellino

Pubblicato il Rapporto ONRE 2009 “L’innovazione energetica nei regolamenti edilizi comunali”

Il grande dibattito in corso sull’energia sta muovendo un cambiamento anche nel settore edilizio? E in che direzione sta andando questa innovazione? Come contribuisce a cambiare il modo di progettare e costruire? L’Osservatorio nazionale sui regolamenti edilizi per il risparmio energetico (ON-RE), promosso da Cresme e Legambiente in collaborazione con Saie Energia è nato proprio con l’obiettivo di rispondere a queste domande, proponendo come punto di osservazione per guardare ai processi in corso i Regolamenti edilizi comunali.
Rapporto ONRE 2009

venerdì 13 novembre 2009

Quaderno della sicurezza nei cantieri edili

Il "Quaderno della sicurezza nei cantieri edili" è un opuscolo realizzato in collaborazione dall'U.O. Prevenzione e Sicurezza degli ambienti di lavoro dell'Ausl di Imola e dal Gruppo Provinciale Edilizia delle Aziende Usl di Imola e bologna, per fornire ai professionisti e alle aziende del settore edile informazioni dettagliate sull'applicazione delle norme in materia di tutela della salute e sicurezza nei cantieri.

mercoledì 11 novembre 2009

Circolare M. del L. sospensione dell'attività imprenditoriale

11 novembre 2009

Circolare n. 33 del 10 novembre 2009
Provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale di cui all'art. 14 D.Lgs. n. 81/2008, modificato dall'art. 11 del D.Lgs n. 106/2009

La Direzione generale per l’Attività Ispettiva, con circolare n. 33/2009, fornisce chiarimenti in ordine alla sospensione della attività imprenditoriale (articolo 14 del “testo unico” di salute e sicurezza sul lavoro, come (modificato dal recente D.Lgs. n. 106/2009).

In essa vengono, in particolare, individuate le condizioni in presenza delle quali è possibile per gli organi di vigilanza sospendere una attività di impresa superando – come necessario in ragione della profonda innovazione della disciplina normativa – ogni altra indicazione in passato sul tema fornita dal Ministero.
Fonte Min. del Lavoro

D.U.V.R.I. Documento Unico di Valutazione dei Rischi di Interferenza

Il DUVRI deve essere elaborato qualora una ditta esterna intervenga nell'unità produttiva per effettuare lavori di manutenzione o impiantare cantieri temporanei non soggetti all'obbligo di stesura del Piano di Sicurezza e Coordinamento, in conformità a quanto disposto dal dall'art. 26 del D.Lgs. 81/2008, ove recita:
« Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. »
(art. 26, comma 3 del D.Lgs. 81/2008)
La redazione di tale documento, quindi, deve essere promossa dall'azienda committente, sia essa pubblica o privata; quest'ultima è tenuta a contattare il proprio fornitore ed attivare tutte le procedure necessarie che portino alla definizione del DUVRI.
Il documento di valutazione contiene le principali informazioni/prescrizioni in materia di sicurezza che dovranno essere adottate dall' impresa per il servizio svolto al fine di eliminare le interferenze in ottemperanza all art.26, comma 3 del D. Lgs. 81/08 e al fine di promuovere la cooperazione e il coordinamento con le società che svolgono lavori e servizi in appalto.
Alcuni esempi di Duvri
SERVIZIO DI PULIZIA DEGLI UFFICI, DELLE STRUTTURE COMUNALI E DEGLI UFFICI GIUDIZIARI


Resto del post

martedì 10 novembre 2009

soggetti della sicurezza, sia pubblici che privati

LINEE GUIDA E BUONE PRASSI

Le presenti linee guida sono state elaborate per indirizzare e facilitare i comportamenti dei soggetti della sicurezza, sia pubblici che privati, nella applicazione delle misure di salute e sicurezza, in particolari settori di attività, al fine di poter realizzare una più qualificata opera di prevenzione.

per l'esecuzione di lavori temporanei in quota con l'impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante ponteggi metallici fissi di facciata
Documento (formato .pdf - 333 Kb)
Allegato (formato .pdf - 295 Kb)

per la scelta, l'uso e la manutenzione delle scale portatili
Documento (formato .pdf - 523 Kb)

per la scelta, l'uso e la manutenzione di dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto
Documento (formato .pdf - 550 Kb)

per l'esecuzione di lavori temporanei in quota con l'impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi
Documento (formato .pdf - 820 Kb)
Fonte: www.lavoro.gov.it/lavoro/sicurezzalavoro

Dossier sicurezza - Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro

10 novembre 2009

Dossier sicurezza
Pubblicato in allegato al Sole 24 ore

La Direzione Generale per l’Innovazione Tecnologica e la Comunicazione, la Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro e la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva hanno collaborato con il Sole 24 ore al Dossier sicurezza - Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro - pubblicato in allegato al Sole 24 ore del 9 novembre 2009.

Un dossier sulle strategie di prevenzione degli infortuni sul lavoro e di promozione dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro.

vai al Dossier (formato .pdf 2,87 Mb)

lunedì 9 novembre 2009

Ministero del Lavoro: circolare n. 30/2009 - Coordinatore sicurezza in fase di progettazione

2 novembre 2009

Circolare n. 30 del 29 ottobre 2009
Decreto legislativo 81/2008 e successive modifiche e integrazioni - Precisazioni

La Direzione generale per l'attività ispettiva e la Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro, rendono disponibile, on line, la Circolare n. 30 del 29 ottobre 2009 concernente l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 90, comma 11, decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modifiche e integrazioni.

vai alla Circolare n. 30 del 29 ottobre 2009 (formato .pdf 215,64 Kb)

Provincia di Roma: Piano Territoriale Provinciale Generale

l presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e l’assessore provinciale alle Politiche del Territorio e alla Tutela dell’Ambiente, Michele Civita hanno presentato il primo Piano Territoriale Provinciale Generale (PTPG).
Il Piano, adottato dal Consiglio Provinciale, porterà al trasferimento delle competenze in materia urbanistica dalla Regione Lazio alla Provincia di Roma.
A tal proposito si precisa che il Piano Territoriale Provinciale Generale è stato adottato con deliberazione n° 35 del 24.07.2009. L’adozione del Piano comporta l'entrata in vigore delle norme di salvaguardia ai sensi dell'art.25 della L.R. 38/99.

Per informazioni sulla materia si può inviare una e mail all’indirizzo di posta elettronica ufficiodipiano@provincia.roma.it , oppure contattare il Servizio 1(Pianificazione Territoriale) Dipartimento VI (Governo del Territorio) della Provincia di Roma - diretto dall’Architetto Fernanda Avarini - al numero telefonico 06 67666459, fax 0667666553.

Si ricorda che l’obiettivo del PTPG è quello di favorire il funzionamento metropolitano del territorio provinciale con uno sviluppo sostenibile e policentrico che aiuti l’integrazione e l’innovazione.

CHE COSA CAMBIA

Il piano è rivolto a tutti i 121 Comuni della provincia compresa Roma, il cui PRG, definitivamente approvato, è stato recepito nel PTPG tramite un assiduo lavoro di copianificazione.
La definitiva adozione del PTPG, il cui Schema era stato adottato nel febbraio 2008, rappresenta già un momento significativo nella procedura di formazione del Piano, in quanto fa scattare, secondo quanto previsto dalla Legge regionale di riferimento n° 38/99, le norme di salvaguardia. Quindi, con l’adozione del piano, la Regione dovrà acquisire il parere della Provincia nei procedimenti di approvazione dei PRG e delle varianti, fino alla definitiva approvazione del Piano.

Successivamente all’adozione del piano, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, convocheranno d’intesa entro 90 giorni la conferenza di copianificazione, che dovrà concludere i suoi lavori entro 30 giorni, per pervenire alla definizione di un Accordo di Pianificazione, che sarà sottoscritto dal Presidente della Regione e dal Presidente della Provincia. L’accordo verrà poi ratificato dalla Giunta Regionale e dal Consiglio Provinciale e sancirà la definitiva approvazione del Piano provinciale.

Successivamente alla pubblicazione del Piano sul BURL, le competenze in materia urbanistica si trasferiranno dalla Regione Lazio alla Provincia di Roma. L’amministrazione provinciale sarà direttamente responsabile nel dare parere di conformità tecnica ai Piani Urbanistici Generali Comunali o alle varianti richieste dai 121 comuni della provincia di Roma, compresa la Capitale.

Le principali novità che il Piano territoriale introduce sono:
Lo strumento della REP (Rete ecologica della Provincia di Roma), che assume la doppia valenza di sistema di valutazione della compatibilità ambientale e di criterio di riordino delle scelte di pianificazione. I Comuni avranno due anni di tempo per adeguare i propri strumenti urbanistici e un periodo di tempo che va da tre a cinque anni per redigere i nuovi PUCG, secondo le prescrizioni e le direttive indicate dal Piano e perseguire così uno sviluppo sostenibile degli insediamenti nel territorio della Provincia.

Uno sviluppo Policentrico del territorio per favorire lo sviluppo dei servizi e dei parchi produttivi di livello metropolitano, intorno alle grandi infrastrutture della mobilità, in particolare vicino alla rete ferroviaria, che si è invecchiata nel corso degli anni e che necessita di una forte cura. Per questo sono stati previsti nuovi investimenti per raddoppiare i binari, per elettrificare le linee, per riqualificare i nodi di scambio, le stazioni e per ristrutturare le reti con nuove tecnologie che garantiscono più sicurezza e aumento dell’offerta. Il Piano mira a creare le condizioni per alleggerire le funzioni e i servizi che oggi gravitano nel centro di Roma, ridistribuendo così opportunità di sviluppo all’hinterland. In questo modo si rafforza il “funzionamento metropolitano” del territorio provinciale, che sarà integrato nella sua diversità di ruoli e funzioni.
EXCURSUS STORICO

I lavori per la redazione del Piano sono iniziati nel dicembre 2004 con la Giunta Gasbarra, predisponendo fin dall’inizio un processo di condivisione e di informazione che si è articolato in varie fasi, anche attraverso incontri con rappresentanti istituzionali dei 121 Comuni della Provincia, di Comunità Montane, Enti Parco, Uffici Provinciali, associazioni ambientaliste, rappresentanti delle parti sociali, al fine di aggiornare i dati relativi agli strumenti urbanistici e agli strumenti della programmazione negoziata ed acquisire domande e bisogni espressi dal territorio.
Dopo l’adozione dello schema del PTPG, lo scorso 14 ottobre è stata avviata la "Conferenza di pianificazione", aperta per oltre un mese alla partecipazione dei cittadini, delle forze sociali, dell’associazionismo e del mondo economico.
Principali modifiche apportate al testo delle Norme di Attuazione del PTPG adottato
Il lavoro di revisione condotto sullo schema delle Norme di Attuazione si è svolto con l’ausilio di tecnici giuristi e urbanisti e ha tenuto conto delle circa mille osservazioni pervenute e dei temi emersi nella Conferenza di pianificazione, che ha svolto i propri lavori dal 14 ottobre 2008 al 18 novembre, con la partecipazione della Regione Lazio, degli Enti locali, delle principali associazioni ed organizzazioni di categoria presenti sul nostro territorio.
Le principali modifiche hanno riguardato:
• a semplificazione e lo snellimento delle Norme di attuazione, con l’eliminazione delle citazioni di normative nazionali e regionali o di provvedimenti di altre Amministrazioni, nonché di parti ripetitive o puramente descrittive.
• la ricerca di maggiore chiarezza del testo normativo, evitando la sovrapposizione di discipline sugli stessi temi, collegando articoli relativi allo stesso argomento e coordinando il Piano provinciale ai piani sovraordinati, in particolar modo al Piano Paesistico Regionale così da evitare contraddizioni tra la disciplina di salvaguardia e tutela da esso stabilita e la disciplina del Piano provinciale relativa, ad esempio, al Territorio agricolo tutelato.
• una rilevante riduzione del numero di norme prescrittive, dalle originali 45 alle attuali 26, al fine di rispettare pienamente le competenze dei Comuni in materia di localizzazioni e regimi urbanistici.
• migliore definizione delle procedure, delle prescrizioni e delle direttive che riguardano la redazione dei nuovi Piani Urbanistici Generali Comunali, il dimensionamento degli stessi, la redazione dei Master Plan previsti dei poli di sviluppo delle funzioni strategiche di livello provinciale ecc.
• una più efficace “sistematizzazione” dei due temi su cui si è maggiormente dibattuto:
• Rete ecologica provinciale (REP)
• Disciplina del Territorio agricolo tutelato
che, nella nuova formulazione risultano di più agevole applicazione da parte dei Comuni ai quali è affidato il compito di calare sul loro territorio, in ragione delle loro specifiche esigenze, la Rete Ecologica Provinciale, di cui il Territorio agricolo tutelato è parte essenziale, precisandone gli ambiti attraverso la Rete Ecologica Locale.Per informazioni sulla materia si può inviare una e mail all’indirizzo di posta elettronica ufficiodipiano@provincia.roma.it , oppure contattare il Servizio 1(Pianificazione Territoriale) Dipartimento VI (Governo del Territorio) della Provincia di Roma - diretto dall’Architetto Fernanda Avarini - al numero telefonico 06 67666459, fax 0667666553.

Si ricorda che l’obiettivo del PTPG è quello di favorire il funzionamento metropolitano del territorio provinciale con uno sviluppo sostenibile e policentrico che aiuti l’integrazione e l’innovazione.

CHE COSA CAMBIA

Il piano è rivolto a tutti i 121 Comuni della provincia compresa Roma, il cui PRG, definitivamente approvato, è stato recepito nel PTPG tramite un assiduo lavoro di copianificazione.
La definitiva adozione del PTPG, il cui Schema era stato adottato nel febbraio 2008, rappresenta già un momento significativo nella procedura di formazione del Piano, in quanto fa scattare, secondo quanto previsto dalla Legge regionale di riferimento n° 38/99, le norme di salvaguardia. Quindi, con l’adozione del piano, la Regione dovrà acquisire il parere della Provincia nei procedimenti di approvazione dei PRG e delle varianti, fino alla definitiva approvazione del Piano.

Successivamente all’adozione del piano, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, convocheranno d’intesa entro 90 giorni la conferenza di copianificazione, che dovrà concludere i suoi lavori entro 30 giorni, per pervenire alla definizione di un Accordo di Pianificazione, che sarà sottoscritto dal Presidente della Regione e dal Presidente della Provincia. L’accordo verrà poi ratificato dalla Giunta Regionale e dal Consiglio Provinciale e sancirà la definitiva approvazione del Piano provinciale.

Successivamente alla pubblicazione del Piano sul BURL, le competenze in materia urbanistica si trasferiranno dalla Regione Lazio alla Provincia di Roma. L’amministrazione provinciale sarà direttamente responsabile nel dare parere di conformità tecnica ai Piani Urbanistici Generali Comunali o alle varianti richieste dai 121 comuni della provincia di Roma, compresa la Capitale.

Le principali novità che il Piano territoriale introduce sono:
Lo strumento della REP (Rete ecologica della Provincia di Roma), che assume la doppia valenza di sistema di valutazione della compatibilità ambientale e di criterio di riordino delle scelte di pianificazione. I Comuni avranno due anni di tempo per adeguare i propri strumenti urbanistici e un periodo di tempo che va da tre a cinque anni per redigere i nuovi PUCG, secondo le prescrizioni e le direttive indicate dal Piano e perseguire così uno sviluppo sostenibile degli insediamenti nel territorio della Provincia.

Uno sviluppo Policentrico del territorio per favorire lo sviluppo dei servizi e dei parchi produttivi di livello metropolitano, intorno alle grandi infrastrutture della mobilità, in particolare vicino alla rete ferroviaria, che si è invecchiata nel corso degli anni e che necessita di una forte cura. Per questo sono stati previsti nuovi investimenti per raddoppiare i binari, per elettrificare le linee, per riqualificare i nodi di scambio, le stazioni e per ristrutturare le reti con nuove tecnologie che garantiscono più sicurezza e aumento dell’offerta. Il Piano mira a creare le condizioni per alleggerire le funzioni e i servizi che oggi gravitano nel centro di Roma, ridistribuendo così opportunità di sviluppo all’hinterland. In questo modo si rafforza il “funzionamento metropolitano” del territorio provinciale, che sarà integrato nella sua diversità di ruoli e funzioni.
EXCURSUS STORICO

I lavori per la redazione del Piano sono iniziati nel dicembre 2004 con la Giunta Gasbarra, predisponendo fin dall’inizio un processo di condivisione e di informazione che si è articolato in varie fasi, anche attraverso incontri con rappresentanti istituzionali dei 121 Comuni della Provincia, di Comunità Montane, Enti Parco, Uffici Provinciali, associazioni ambientaliste, rappresentanti delle parti sociali, al fine di aggiornare i dati relativi agli strumenti urbanistici e agli strumenti della programmazione negoziata ed acquisire domande e bisogni espressi dal territorio.
Dopo l’adozione dello schema del PTPG, lo scorso 14 ottobre è stata avviata la "Conferenza di pianificazione", aperta per oltre un mese alla partecipazione dei cittadini, delle forze sociali, dell’associazionismo e del mondo economico.
Principali modifiche apportate al testo delle Norme di Attuazione del PTPG adottato
Il lavoro di revisione condotto sullo schema delle Norme di Attuazione si è svolto con l’ausilio di tecnici giuristi e urbanisti e ha tenuto conto delle circa mille osservazioni pervenute e dei temi emersi nella Conferenza di pianificazione, che ha svolto i propri lavori dal 14 ottobre 2008 al 18 novembre, con la partecipazione della Regione Lazio, degli Enti locali, delle principali associazioni ed organizzazioni di categoria presenti sul nostro territorio.
Le principali modifiche hanno riguardato:
• a semplificazione e lo snellimento delle Norme di attuazione, con l’eliminazione delle citazioni di normative nazionali e regionali o di provvedimenti di altre Amministrazioni, nonché di parti ripetitive o puramente descrittive.
• la ricerca di maggiore chiarezza del testo normativo, evitando la sovrapposizione di discipline sugli stessi temi, collegando articoli relativi allo stesso argomento e coordinando il Piano provinciale ai piani sovraordinati, in particolar modo al Piano Paesistico Regionale così da evitare contraddizioni tra la disciplina di salvaguardia e tutela da esso stabilita e la disciplina del Piano provinciale relativa, ad esempio, al Territorio agricolo tutelato.
• una rilevante riduzione del numero di norme prescrittive, dalle originali 45 alle attuali 26, al fine di rispettare pienamente le competenze dei Comuni in materia di localizzazioni e regimi urbanistici.
• migliore definizione delle procedure, delle prescrizioni e delle direttive che riguardano la redazione dei nuovi Piani Urbanistici Generali Comunali, il dimensionamento degli stessi, la redazione dei Master Plan previsti dei poli di sviluppo delle funzioni strategiche di livello provinciale ecc.
• una più efficace “sistematizzazione” dei due temi su cui si è maggiormente dibattuto:
• Rete ecologica provinciale (REP)
• Disciplina del Territorio agricolo tutelato
che, nella nuova formulazione risultano di più agevole applicazione da parte dei Comuni ai quali è affidato il compito di calare sul loro territorio, in ragione delle loro specifiche esigenze, la Rete Ecologica Provinciale, di cui il Territorio agricolo tutelato è parte essenziale, precisandone gli ambiti attraverso la Rete Ecologica Locale.

Norme sul governo del territorio - Circolare Regione Lazio

Circolare interpretativa dell'art.57 della L.R. 22 dicembre 1999, n.38 (Norme sul governo del territorio) così come modificata dalla L.R. 16 aprile 2002, n.8

autorizzazione paesaggistica Regione Lazio: Proroga termine.

si rende noto che il Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78, recante "Provvedimenti anticrisi nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali" pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1 luglio 2009, ha prorogato il termine per l'applicazione del regime transitorio in materia di autorizzazione paesaggistica, previsto dall'art. 159 del D.Lgs. 42/04, al 31 dicembre 2009.
Pertanto i Comuni fino al 31 dicembre 2009, dovranno continuare ad utilizzare per le autorizzazioni paesaggistiche la disciplina transitoria prevista dall'art. 159 del D.Lgs. 42/04.

E' ugualmente prorogato alla stessa data il termine entro il quale le regioni dovranno procedere a verificare la sussistenza, in capo ai comuni delegati all'esercizio della funzione autorizzatoria in materia di paesaggio, dei requisiti di organizzazione e di competenza tecnico-scientifica stabiliti dall'articolo 146, comma 6 del D.Lgs. 42/204.
Si invitano pertanto tutti i Comuni, che ancora non abbiano adottato le misure previste dalla normativa vigente e comunque interessati a mantenere la funzione delegata in materia di autorizzazione paesaggistica, di provvedervi entro il nuovo termine e a farne tempestiva comunicazione alla Direzione Regionale Territorio e Urbanistica.
A breve inoltre la Direzione Regionale Territorio e Urbanistica procederà con l'organizzare degli incontri con i Comuni, suddivisi per provincia, al fine di illustrare le novità e gli adempimenti previsti dalla nuova normativa introdotta in tema di paesaggio.

domenica 8 novembre 2009

MILANO: alberi in piazza del Duomo

Architetto Gregotti, le piace l´idea di andare a passeggiare in piazza Duomo con le scarpe da trekking?
«L´idea di far diventare Milano più verde mi sembra bellissima, ma l´unico posto dove non vanno piantati degli alberi è la piazza del Duomo».

Vittorio Gregotti, uno dei massimi esponenti italiani dell´architettura contemporanea, uno che è ben più di un «archistar» perché la sua non è una fama recente né effimera, una firma rigorosa che ha sempre sfuggito le mode, sorride. È nel suo studio dalle parti di via San Vittore, immerso in mille progetti, e fa un po´ fatica a ragionare sull´ultima trovata che racconta il centro della città trasformato in un bosco. Quasi non ci crede. Ma se proprio deve rispondere facendo finta che si tratti di un progetto reale e non di una boutade, allora è categorico: no, non gli piace per niente. Anzi: gli sembra una cretinata.

«Quella piazza è storicamente consolidata con una struttura diversa: è il luogo deputato ad accogliere grandi eventi pubblici come assemblee, manifestazioni, comizi. Ed è così da un secolo e mezzo. Lì c´è la chiesa più importante della città... non è possibile trasformare quello spazio in un parco, significherebbe contraddire il suo carattere strutturale. Se l´idea è di piantare tre, quattro alberi negli angoli, allora è un altro discorso».
Continua su repubblica.it

scosse sismiche in Sicilia

(8 novembre) - Due scosse di terremoto, la prima di magnitudo 3 e la seconda di magnitudo 4.2, sono state registrate nella Sicilia centrale alle 7.50 e alle 7.51 dai sismografi dell'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia). L'epicentro è stato localizzato sui monti Nebrodi, al confine tra le province di Messina ed Enna: i paesi interessati dal sisma sono Capizzi, Cerami e Troina, dove la seconda scossa di magnitudo 4.2, durata una decina di secondi, ha provocato panico tra la popolazione che si è riversata per strada. Il terremoto è stato avvertito distintamente anche ad Enna, Gagliano, Castelferrato e Nicosia, sempre nell'Ennese, e anche in provincia di Palermo, a Lascari e Cefalù.
Continua su ilmessaggero.it

sabato 7 novembre 2009

nuovo regolamento BAR e RISTORANTI a Roma

Approvato dalla Giunta Comunale un nuovo regolamento per la disciplina delle attività commerciali di somministrazione di alimenti e bevande. Per bar e ristoranti si punta sulla qualità del servizio e si definiscono nuovi parametri.

Con il nuovo regolamento sulla base della legge regionale n. 21 del 29 novembre 2006, il Comune di Roma identifica infatti nuovi criteri per il rilascio delle autorizzazioni per le nuove aperture e i trasferimenti di sede. In particolare stabilisce che gli esercizi dovranno rispettare requisiti strutturali che interessano la somministrazione di alimenti e bevande e la superficie destinata ai servizi, con particolare riguardo agli spazi dedicati alla manipolazione degli alimenti.

Il regolamento stabilisce inoltre il rispetto di determinati criteri di qualità riconducibili alla professionalità del titolare dell'attività commerciale e degli addetti al servizio di somministrazione, alle caratteristiche del locale e alla qualità del servizio offerto. A ognuno di questi criteri viene attribuito un punteggio.

Il regolamento suddivide il territorio comunale in tre zone, con la duplice finalità di salvaguardare le aree centrali della città per la loro particolare valenza storica, architettonica e ambientale, e, al contempo, di promuovere uno sviluppo diffuso sul territorio, garantendo vivibilità e sicurezza nelle aree periferiche.

Fatto salvo il rispetto dei requisiti strutturali, uniformi su tutto il territorio comunale, si dovrà soddisfare un punteggio minimo che varia in base alla zona dove si trova l'attività commerciale. Particolari agevolazioni saranno applicate alle richieste di autorizzazione per il trasferimento di attività già esistenti al momento dell'adozione del nuovo regolamento comunale. Il regolamento approvato in Giunta sarà inviato ai Municipi per il parere di competenza e sarà sottoposto al Consiglio Comunale per l'approvazione definitiva.

Presentando l'approvazione del nuovo regolamento l'assessore alle Attività Produttive, Davide Bordoni ha sottolineato come si sia scelto di puntare sulla qualità, identificando nuovi parametri per bar e ristoranti: "L'obiettivo è di offrire un servizio che vada incontro alle esigenze della cittadinanza e tuteli le aree di maggior pregio storico e architettonico della città. E' un regolamento che rappresenta un cambio importante nella disciplina dei pubblici esercizi e favorirà una crescita qualitativa del servizio offerto. I nuovi parametri rappresentano inoltre una spinta per promuovere la formazione del personale, dando un'opportunità a chi vuole fare impresa e investire nel settore".

In allegato la sintesi del regolamento

ROMA: variazioni e integrazioni al Regolamento Edilizio Comunale per il risparmio energetico


Roma, 6 novembre – Approvate dalla Giunta comunale le variazioni e le integrazioni al Regolamento Edilizio Comunale per il risparmio energetico e l'utilizzo di fonti rinnovabili di energia, regole valide per tutti gli edifici pubblici e privati di nuova edificazione e per quelli in fase di ristrutturazione complessiva, come da normativa nazionale e regionale.

Secondo i nuovi canoni ogni edificio dovrà essere dotato di impianti energetici alimentati da fonti di energia rinnovabili, come pannelli fotovoltaici o piccoli generatori a pale eoliche; l'acqua calda verrà fornita, almeno per il 50%, da fonti di energia rinnovabili (pannelli solari), e ogni appartamento dovrà produrre energia rinnovabile commisurata ai mq. della superficie. Inoltre, ogni nuovo edificio sarà provvisto di serbatoi interrati per la raccolta d'acqua, da riutilizzare poi per impieghi condominiali.

Negli spazi comuni (ingressi, androni, pianerottoli), verranno realizzati impianti per il risparmio energetico, come interruttori crepuscolari dotati di timer. Se poi le nuove costruzioni adottassero criteri costruttivi quali la costruzione di muri più spessi per trattenere maggior calore o l'installazione di serre solari sul tetto, non saranno dovuti gli oneri concessori per la realizzazione (scomputo della sul, superficie utile lorda).

"E' da tempo – ha dichiarato l'assessore all'Urbanistica Marco Corsini, che d'intesa all'assessore all'Ambiente De Lillo è firmatario della proposta - che stiamo lavorando sul rinnovamento e sul miglioramento delle regole urbanistiche ed edilizie. Questo è il primo passo che ci mette in linea con gli altri Paesi in materia di responsabile utilizzo delle fonti energetiche e di ottimizzazione dei criteri di risparmio ed economicità".

"Si tratta – ha sottolineato l'assessore all'Ambiente Fabio De Lillo – di un passo in avanti fondamentale sul fronte del risparmio energetico. Queste regole fanno sì che tutta la nuova edilizia ruoti intorno alle fonti di energia rinnovabili. L'approvazione in Giunta di un regolamento edilizio che vincoli la costruzione di nuovi edifici al risparmio energetico era una delle assolute priorità che ci eravamo posti all'interno del progetto che stiamo portando avanti per far diventare Roma la città del sole".

Le chiese brutte

È stato reso pubblico mercoledì in tutto il mondo, ed è una filiale supplica rivolta al Vicario di Cristo. Redatto in più lingue, sottoscrivibile da chiunque al sito www.appelloalpapa.blogspot.com, s’intitola papale papale «Appello a Sua Santità Papa Benedetto XVI per il ritorno a un’Arte sacra autenticamente cattolica» (come anticipato domenica da Libero).
Chiaro come il sole, ma al contempo inquietante. Vi si chiede infatti che l’arte sacra cattolica torni a essere semplicemente tre cose: arte, sacra e cattolica. Insomma, se stessa. Già, perché a quanto pare la maggior parte di ciò che oggi viene spacciato per tale non lo è affatto. Paradosso? Mica poi tanto. Basta guardarsi attorno. Hangar al posto di chiese, caos di materia che Platone avrebbe sprezzantemente detto chora invece di statue dalle figure riconoscibili, crocifissi che sembrano tralicci, e via discorrendo. Non bisogna essere un sottile critico d’arte né un raffinato intenditore per rendersi conto del brutto che ci circonda. Che ciò riguardi poi anzitutto e soprattutto l’arte sacra, in specie quella cattolica, è davvero troppo.

L’arte, infatti, è da sempre l’espressione massima della spiritualità, quale che essa sia, e della cultura umana. Parla del rapporto con il Trascendente, raffigura l’intersezione cruciale, come direbbe T.S. Eliot, fra l’infinito e il finito.

Quella cattolica, poi, è stata nel corso della storia la rappresentazione visibile, fin tangibile, dell’Incarnazione del credo in una civiltà fatta d’istituti, d’istituzioni, persino di politiche. Catechismo dei poveri e lectio per i dotti, l’arte sacra è la meditazione costante dell’uomo sulla imprescindibile carnalità della fede, la reificazione liturgica del bello, la lettura sacrale del tempo, il ringraziamento permanente al Creatore. Che oggi essa scelga dunque di farsi incomprensibile, sciatta e caricaturale è allora un triste ma anche allarmante segno dei tempi. Il sacro cattolico di oggi, con il permesso di certuni responsabili, ritiene che la buona novella di salvezza di Cristo equivalga alla (è una citazione, nessuno scandalo) «merda d’artista».

Nomi prestigiosi
Da qui l’appello al pontefice. Al quale, rispetto a quanto scritto su queste pagine nei giorni scorsi, hanno aderito numerose altre personalità, dal sociologo Leonardo Allodi al giornalista tedesco Paul Badde, dal filologo Francesco Colafemmina al sociologo Pietro De Marco, dall’editore Manuel Maria Grillo all’architetto Steen Heidemann, e poi la francesista Anna Maria Kummer, il teologo Michele Loconsole, l’architetto Ciro Lomonte, il vaticanista Sandro Magister, il grande scrittore tedesco Martin Mosebach, il celebre urbanista Nikos A. Salingaros, l’architetto Stephen J. Schloeder; e tra le centinaia di firmatari (il cui numero cresce di ora in ora, tanto che ogni calcolo mettessi qui in pagina sarebbe già subito vecchio), tra docenti, sindacalisti, architetti, storici, studenti e gente comune, compaiono i nomi del saggista Francesco Agnoli, del parlamentare Luca Volontè, del sociologo Massimo Introvigne, del direttore del periodico Cristianità Giovanni Cantoni.
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News edilizia&energia

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici
fonte UNI
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Tutta la documentazione di approfondimento, compresi i decreti ministeriali attuativi delle Finanziarie 2007 e 2008 con le istruzioni dettagliate per fruire degli incentivi. Le risposte - elaborate a seguito di un attento esame delle Finanziarie e dei decreti attuativi - rappresentano la valutazione degli esperti ENEA
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ENERGIA SEMPLICE

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"Energia Semplice" è la finestra che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha voluto aprire verso il mondo dei consumatori per spiegare cosa cambia con l’arrivo della concorrenza nei mercati dell’elettricità e del gas. Semplici domande e risposte per capire come scegliere al meglio il nostro fornitore di energia e come approfittare dei nuovi diritti conquistati.

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